Scrutatio

Thursday, 18 July 2024 - Santa Sinforosa e sette figli ( Letture di oggi)

Daniele 1


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Daniele, Anania, Misael, e Azaria nella cattività sono istruiti nella lingua de' Caldei, affinchè stiano dinanzi al re, e sono ad essi cangiati i nomi. Ottengono di cibarsi di legumi, e di bere acqua, e compariscono più vegeti, che gli altri, che si cibavano dei cibi del re. Dio da ad essi la sapienza, e a Daniele anche l'intelligenza de' sogni.

1L'anno terzo del regno di Joachim re di Giuda, venne Nabuchodonosor re di Babilonia sopra Gerusalemme, e la assediò;2E il Signore diede nelle sue mani di Joachim re di Giuda, e una parte de' vasi della casa di Dio, e li trasportò nella terra di Sennaar nella casa del suo dio, e i vasi ripose nella casa del tesoro del suo dio.3E il re disse ad Asphenez capo degli eunuchi, che gli conducesse davanti alcuni de' figliuoli d'Israele, e di stirpe dei regi, e dei magnati,4Giovinetti senza difetto, di bell'aspetto, e istruiti in ogni maniera di saggezza, ornati di scienza, e ben educati, e che fosser degni di stare nel palazzo del re, affinchè insegnasse loro le lettere, e la lingua de' Caldei.5E il re stabilì, che fosse loro dato ogni dì da mangiare di quel, ch'egli stesso mangiava, e del vino, ch'egli stesso bevea, affinchè dopo tre anni di questa scuola fosser abilitati a stare davanti al re.6Tra questi adunque vi furono de' figliuoli di Giuda, Daniele, Anania, Misael, e Azaria.7E il capo degli eunuchi pose loro i nomi, a Daniele, di Balthasar, ad Anania, di Sidrac, a Misael, di Misach, e ad Azaria, di Abdenago.8Or Daniele determinò in cuor suo di non volersi contaminare col cibarsi di quello, che il re mangiava, né col bere del vino, che quegli bevea, e pregò il capo degli eunuchi, che gli permettesse di non contaminarsi.9Or Dio fé si, che Daniele trovò grazia, e misericordia presso il capo degli eunuchi.10E disse il principe degli eunuchi a Daniele: Io ho paura del re mio signore, il quale ha assegnato a voi cibo, e bevanda, e s'ei viene a vedere i vostri volti più macilenti, che que' degli altri giovinetti vostri coetanei, voi mi farete reo di morte dinanzi al re.11E Daniele disse a Malasar, a cui il capo degli eunuchi avea commessa la cura di Daniele, di Anania, di Misaele, e di Azaria:12Di grazia fa questa prova sopra di noi tuoi servi per dieci giorni, e ci sia dato da mangiare de' legumi, e da bere dell'acqua:13E osserva i nostri volti, e i volti de' giovinetti, che si cibano delle vivande del re, e secondo quel, che vedrai, ti regolerai co' tuoi servi.14Quegli, ciò udito, fece sopra di essi la prova per dieci giorni.15E dopo i dieci giorni le loro facce comparvero di miglior colore, e più piene, che quelle di tutti i giovinetti, che si nutrivano co' cibi del re.16E Malasar prendeva i cibi, e il vino, ch'ei dovean bere, e dava lor de' legumi.17E diede Dio a questi giovinetti scienza, e perizia di tutti i libri, e di ogni sapienza: a Daniele poi l'intelligenza ai tutte le visioni, e de' sogni.18Passato adunque il tempo, dopo del quale aveva ordinato il re, che gli fosser condotti davanti, il capo degli eunuchi li presentò a Nabuchodonosor.19E avendo il re discorso con essi, non si trovò tra tutti chi uguagliasse Daniele, Anania, Misael, e Azaria.20E in qualunque parte d'intelligenza, e di sapienza, che il re li disaminasse, trovò, che ei superavano dieci volte tutti gl'indovini, e i maghi, che eran in tutto il suo regno.21E Daniele stette a' servigi del re fino all'anno primo del re Ciro.

Note:

1,1:L'anno terzo del regno di Joachim re di Giuda, venne Nabuchodonosor ec. La spedizione di Nabuchodonosor contro Gerusalemme fu stilla fine del terzo anno, e il cominciamento del quarto anno del regno di Joachim; perocchè Nabuchodonosor si mosse contro i Giudei nell'anno terzo, ed espugnò la città l'anno quarto di quel re, il quale fu da lui lasciato nel regno, ma colla condizione di pagare tributo.

1,2:E una parte de' vasi della casa di Dio, ec. Nabuchodonosor si contentò di prendere allora i vasi più belli, e di maggior pregio, che erano nel tempio, i quali egli portò a Babilonia. La terra di Sennaar ella è il paese di Babilonia. Vedi Gen. X. 10. Il dio, a cui quel re fece offerta dei vasi portati via dal tempio del Signore, si crede, che fosse Bel, ovvero Belo, il quale avea nella città di Babilonia un famosissimo tempio.

1,3:Capo degli eunuchi. Presso i re dell'Oriente la voce eunuco significava comunemente un servo del re, un cortigiano, un uomo, che avea impiego, o dignità nella reggia, e nello stesso senso è usata qui, e in altri luoghi della Scrittura, e particolarmente in Isaia XXXIX. 7.
E de' magnati. La voce tyrannus in senso di persona potente, e di grande estrazione si trova anche negli Scrittori profani. Sembra adunque che Asphenez fosse (come diremmo noi), maggiordomo della corte di Nabuchodonosor, e da lui dipendessero gli altri cortigiani.

1,4:Insegnasse loro le lettere, e la lingua dei Caldei. bisognava che que' giovinetti sapessero e leggere, e parlare il Caldeo per istruirsi dipoi nelle scienze di quella nazione.

1,5:A stare davanti al re. A servire il re negli uffici, a' quali fosser da lui destinati nella corte.

1,7:A Daniele, di Balthasar, ec. Daniel vuol dire: Dio mio giudice, ovvero giudizio di Dio: Balthasar, ovver Belthesasar, tesoro di Baal; Misael, uno, che è di Dio; Misach, uno, che è di Sesac, la quale era una dea ado rata da' Babilonesi, Jerem. XXV. 16. Anania, uomo accetto a Dio. Il significato di Sidrac non è certo. Azaria, vale Dio mio aiuto; Abdenago, che altri pronunziano Abedenago, servo del dio Nago, che vuol dire il sole, secondo alcuni, o la stella del mattino, come altri pensano.

1,8:Determinò in cuor suo di non volersi contaminare col cibarsi ec. Alla mensa de' re Caldei, non è dubbio, che si mangiasse e della carne di porco, ed altre cose proibite agli Ebrei nella legge: oltre a ciò Teodoreto, e dopo di lui vari altri osservarono, che fu costume de' Gentili il consacrare i loro cibi agli dei, e ciò faceasi col mettere un poco di pane, e un po' di vino sull'altare degli stessi dei, ovver nel fuoco. Per ambedue queste ragioni Daniele, il quale co' suoi compagni dovea cibarsi di quel che era portato alla mensa del re, pregò, e ottenne di avere altro vitto. Non è ella adunque una in soffribil temerità quella di uno de' patriarchi degli ultimi Eretici, il quale non ebbe ribrezzo di affermare che pueril timore fu quello del santo giovinetto, e superstiziosa, e indiscreta la sua astinenza? Tanta è l'avversione di que' famosi riformatori della Chiesa per tutto quello che sente la mortificazione della carne, che non la guardano o d'intaccare la legge stessa di Dio, o di screditarne la osservanza!

1,17:E diede Dio a questi giovinetti scienza, e perizia di tutti i libri, ec. Dio rimunerò la fedeltà nell'osservare la legge, rimunerò la temperanza, e la mortificazione di questi giovinetti col dare ad essi gran facilità d'intendere tutti i libri de' Caldei, ne' quali libri si conteneva la scienza, e le invenzioni di quella nazione.
A Daniele poi l'intelligenza di tutte le visioni, e de' sogni. Ebbe da Dio la grazia di saper distinguere i sogni mandati da Dio, da quelli che sono accidentali, e fortuiti, e di vedere quello, che lo stesso Dio volesse con essi significare.

1,18:Passato adunque il tempo, ec. Finiti i tre anni, de' quali parlò vers. 5.

1,20:Tutti gl' indovini, e i maghi. I Maghi erano i filosofi della Caldea. Quanto agl'indovini (i quali furono anch'essi in onore presso quel popolo) erano probabilmente gli astrologi, i quali dalle osservazioni del cielo si studiavano di predir l'avvenire, e di fare gli oroscopi. Si sa, che tralle altre scienze, l'astronomia fu coltivata assai in quella nazione, e l'abuso di questa condusse quei filosofi fino alla vanissima professione di astrologo. Molto bene però disse s. Girolamo, che dove nella dottrina dei Caldei era errore, e peccato, Daniele, e i compagni lo appararono non per seguitarlo, ma per farne giudizio, e confutarlo: perocchè se uno volesse disputare contro gli astrologi senza essere istruito de' loro principi, si esporrebbe alla derisione. Eglino adunque collo stesso fine studiarono tutte le dottrine de' Caldei, con cui Mosè imparò tutta la sapienza degli Egiziani.