Daniele 2

Mosè, preparate le nuove tavole, torna sul monte: è proibita ogni società coi Gentili, e l'idolatria. Comandamenti intorno ai primogeniti, intorno al sabato, ed agli azzimi, e intorno alle altre feste. Dopo un digiuno di quaranta giorni Mosè scende dal monte con le corna sulla fronte, ed al popolo parla col velo sulla faccia.

1L'anno secondo del suo regno, Nabuchodonosor ebbe un sogno, e ne fu atterrito il suo spirito, e fuggigli dalla memoria il suo sogno.2E il re ordinò, che si convocassero gl'indovini, e i maghi, e i malefici, e i Caldei, affinchè sponessero al re i suoi sogni; i quali vennero, e si presentaron dinanzi al re.3E il re disse loro: Ho veduto un sogno, e per la confusione della mente non so quel, ch'io abbia veduto.4E i Caldei risposero al re in Siriaco: Sempiterna sia la tua vita, o re: racconta il sogno a' tuoi servi, e noi te ne daremo la spiegazione.5E il re rispose, e disse a' Caldei: La cosa mi è sfuggita: e se voi non mi esporrete il sogno, e la sua interpretazione, voi perirete, e le vostre case saran confiscate.6Se poi mi ridirete il sogno, e il suo significato, avrete da me premi, e doni, e onori grandi: narratemi adunque il sogno, e la sua spiegazione.7Risposer quegli un'altra volta: Dica il re a' suoi servi il sogno, e gliene diremo l'interpretazione.8Rispose il re, e disse: Io ben m' avveggo, che voi volete guadagnar tempo, mentre sapete, che la cosa m' è fuggita di mente.9Se voi adunque non mi direte quel, ch'io ho sognato, io non penserò altro di voi, se non che inventerete ancora una fallace interpretazione, e piena di inganno, e me la spaccerete, fino a tanto che il tempo passi. Ditemi adunque il mio sogno, affinchè, io conosca, che voi lo interpretate secondo la verità.10Risposer adunque i Caldei al re, e dissero: Non è uomo sopra la terra, che possa eseguire, o re, il tuo comando; e nissun re grande, e possente domanderebbe cosa sì fatta da alcun indovino, mago, o Caldeo;11Imperocché grave cosa è quella, che tu richiedi, o re: né alcuno si troverà, che ne possa dar lume al re, eccetto i dei, i quali non han commercio cogli uomini.12Udito ciò il re, pien di furore, e d'ira grande, ordinò, che perissero tutti i sapienti di Babilonia.13E promulgata questa sentenza, si uccidevano i sapienti: e si andava in cerca di Daniele, e de' compagni per farli morire.14Allora Daniele domandò ad Anoch capitano delle milizie del re, il quale era stato mandato ad uccidere sapienti di Babilonia, qual fosse questa legge, e questa sentenza.15E a lui, che tal commissione avea ricevuto dal re, domandò per qual motivo pronunziata avesse il re si crudele sentenza; ed avendo Arioch raccontato il fatto a Daniele,16Daniele andò a trovar il re, e lo pregò, che gli desse tempo per dare lo scioglimento.17E andossene a casa sua, e raccontò la cosa a' suoi compagni, Anania, Misael, ed Azaria;18Affinchè chiedesser misericordia dal Dio del cielo sopra d'un tale arcano, onde non perissero Daniele, e i suoi compagni cogli altri sapienti di Babilonia.19Allora fu rivelato la notte a Daniele l'arcano in una visione: e Daniele benedisse il Dio del cielo,20E parlò, e disse: Sia benedetto dall'eternità, e fino a tutta l'eternità il nome del Signore, perchè di lui è la sapienza, e la fortezza.21Ed ei muta i tempi, e le etadi, trasporta, e fonda i reami, dà la sapienza a sapienti, e la scienza a que', che hanno intelligenza.22Ei rivela le cose astruse, ed ascose, e conosce quel, che sta nelle tenebre: e la luce è con esso.23A te, Dio de' padri nostri, io rendo grazie, e a te io do laude; perocché sapienza, e fortezza hai data a me, ed or hai dato a conoscere a me quel, che cercavamo da te, ed hai svelato a noi quello, che il re domanda.24Andò poscia Daniele da Arioch, cui il re avea dato l'ordine di sterminare i sapienti di Babilonia, e gli parlò in tal guisa: Non isterminare i sapienti di Babilonia: introducimi al cospetto del re, e io esporrò a lui lo scioglimento.25Allora Arioch frettolosamente condusse Daniele al re, e gli disse: Ho trovato trai figliuoli di Giuda esuli, chi darà al re lo scioglimento.26Rispose il re, e disse a Daniele, cui si dava il nome di Balthasar: Ti pensi tu veramente di poter dire a me il sogno, che io vidi, e quello, ch'ei voglia dire?27E Daniele rispose al re, e disse: L'arcano, di cui il re va in cerca, noi possono svelare al re i sapienti, i maghi, gl'indovini, e gli aruspici;28Ma è in cielo un Dio, che svela i misteri, e questi ha annunziato a te, o re Nabuchodonosor, le cose, che avveranno negli ultimi tempi. Il tuo sogno, e le visioni, che avesti in capo nel letto, son tali:29Tu, o re, cominciasti nel tuo letto a pensare quel, che dovesse essere pell' avvenire: e colui, che svela i misteri, ti fé vedere quel, che è per avvenire.30Ed a me pure è stato svelato questo arcano non per una sapienza, che è in me più, che in qualunque altro uomo vivente, ma affinchè avesse il re una evidente interpretazione, e affinchè tu riconoscessi i pensieri della tua mente.31Tu, o re, avesti una visione: tu vedevi come una grande statua: questa statua grande, e di statura sublime stava dirimpetto a te: e terribil era il suo sguardo:32Il capo di questa statua era di finissimo oro: il petto poi, e le braccia d'argento; ma il ventre, e le cosce di bronzo,33E le gambe di ferro; de' piedi una data parte era di ferro, un'altra parte di creta.34Questo vedevi tu, quando non per mano d'alcuno si stacco una pietra al monte, e percosse la statua ne' piedi, che avea di ferro, e di terra cotta, e li ruppe.35Allora si spezzarono egualmente il ferro, la creta, il bronzo, l'argento, e l'oro, e si ridussero come i briccioli della paglia all'estate sull' aia, i quali il vento disperge: così non rimase nulla di essi; ma la pietra, che avea dato il colpo alla statua, diventò un monte grande, e riempiè tutta quanta la terra.36Tale è il sogno, e l'interpretazione di lui esporremo ancora dinanzi a te, o re.37Tu se' il re de' regi, e il Dio del cielo ha dato a te regno, e fortezza, e impero, e gloria:38E al tuo potere ha soggettato i luoghi tutti, dove abitano i figliuoli degli uomini, e le bestie del campo, egli uccelli dell'aria ha dati in tuo potere, e sotto il tuo dominio ha poste tutte le cose: tu se' adunque il capo d'oro.39E un altro reame si alzerà dopo di te, da meno di te, che sarà d'argento, e un altro terzo reame di bronzo, che comanderà a tutta quanta la terra.40E il quarto reame sarà come il ferro. Siccome il ferro spezza, e doma tutte le cose, cosi (questo reame) spezzerà, e stritolerà tutte queste cose.41Ma quanto a quello, che hai veduto, che una parte de' piedi, e delle dita era di creta, e una parte di ferro, il regno, che per altro avrà origine dal ferro, sarà diviso, conforme vedesti, mescolato il ferro colla creta:42E (come) i diti de' pie di parte di ferro, e parte di creta: a' una parte il regno sarà saldo, e d'altra parte sarà fragile.43E come hai veduto il ferro mescolato col fango della creta, si uniranno per via di parentele, ma non faran corpo tra loro, come il ferro non può far corpo colla creta.44Ma nel tempo di que' reami farà sorgere il Dio del cielo un regno, che non sarà disciolto in eterno: e il regno di lui non passerà ad altra nazione; ma farà in pezzi, e consumerà tutti questi regni, ed esso sarà immobile in eterno,45Conforme tu vedesti, che la pietra, la quale staccata dal monte senz'opera d'uomo, spezzò la creta, e il ferro, e il bronzo, e l'argento, e l'oro; il grande Iddio ha fatto conoscere al re le cose, che poscia avverranno; e il sogno è vero, e l'interpretazione di esso è fedele.46Allora Nabuchodonosor si prostrò boccone per terra, e adorò Daniele, e ordinò, che si offerisser a lui vittime, e incenso.47E il re parlò a Daniele, e disse: Veramente il vostro Dio è il Dio degli dei, e il Signore dei re, ed è rivelator dei misterj, dappoiché tu hai potuto svelar quest' arcano.48Allora il re innalzò a sommi onori Daniele, e gli diede molti, e grandi donativi, e lo costituì principe di tutte le Provincie di Babilonia, e capo de' magistrati, e sopra tutti i sapienti di Babilonia.49E Daniele impetrò dal re di deputare per gli affari della provincia di Babilonia, Sidrach, Misach, e Abdenago: Daniele poi stava alla porta del re.

Note


34,1:Fatti due tavole di pietra simile ec. Le due prime tavole le avea Dio preparate; queste ordina, che le prepari Mosè in pena dell'avere gli Ebrei violati i precetti, che in esse si conteneano.
E sopra di esse io scriverò ec. Da' versetti 27 e 28, sembra, che passa inferirsi, che Mosè fu quegli, che scrisse le parole dall'alleanza; ma si risponde, che il decalogo fu scritto da Dio stesso, come qui dicesi chiaramente, e anche Deuter. X. 4., e quello che fu ordinato a Mosè di scrivere ( vers. 2), erano tutte le altre cose concernenti l'alleanza di Dio col suo popolo.

34,5:E quegli intuonò il nome del Signore. Egli è Dio stesso quegli, che (secondo la promessa fatta nel capo antecedente vers. 19.) intuonò il nome di Jehovah, che era il segnale dato ivi a Mosè; e di poi soggiunse quello, che segue. Dove è da osservare, che i LXX tradussero gli attributi di Dio in nominativo, dicendo il Dominatore, il Signore... che mantiene la misericordia, ec.; ma la nostra vulgata in vocativo: O Dominatore, Signore... che mantieni, ec.; ma ciò non dee indurci a lasciar il senso proposto: perocchè non è già, che Dio invochi, o preghi se stesso; ma egli da a Mosè una formula d'orazione, come fece Cristo. Allorché insegnò a' suoi discepoli a dire: Padre nostro, che sei ne' cieli, ec. ovvero potremo dire, che questo discorso fù prima pronunziato da Dio, e ripetuto poi da Mosè.

34,7:E nissuno è di per se innocente davanti a te. I LXX. tradussero: egli non giustificherà (non dichiarerà giusto) il colpevole: il senso della nostra volgata è più pieno, e conviene con quelle parole di Paolo: Tutti hanno peccato, e han bisogno della gloria ( della grazia ) di Dio. Rom. III. 23. Vedi ancora Ps.. CXXX. 3., Ps. CXLIII. 3.

34,9:E che tu tolga le nostre iniquità... e prenda possesso di noi. Mondaci dalle colpe passate, e prendendoci per tuo popolo, per tua eredità salvati da quelli, che possiamo commettere.

34,10:Io fermero l'alleanza al cospetto di tutti. Nell'ebreo il discorso è in tempo presente. Io fermo l'alleanza ec.; ma la vulgata anche più chiaramente dell'Ebreo viene a dimostrare, come l'alleanza già fatta era riguardata quasi annullata per colpa del popolo, che avea adorato il vitello. Dice adesso il Signore: tutti ti hanno veduto salire quassù, e tutti ti vedranno, quando scenderai, ornato di nuovo insolito splendore: tutti perciò vedranno, come io rinnuovo adesso l'alleanza, dando le nuove tavole, ec.

34,15:Affinché... dopo aver essi criticato ec. Ottimamente dopo aver detto di sopra, che il Signore è un Dio geloso, si caratterizza per adulterio il render culto a' falsi dei: maniera di parlare frequentissima nelle scritture. Il mangiare delle cose immolate agl'idoli era un prender parte agli stessi sacrifizi. Vedi 1. Cor. VIII. I pagani facean lauti banchetti dopo aver sacrificato agli Dei.

34,16:Nè le loro figlie farai sposare a' tuoi figliuoli. I LXX, aggiungono: Nè mariterai le tue figlie co' loro figliuoli. Ciò veramente era conforme all'intenzione di Dio.

34,20:Non comparirai... colle mani vote. Vedi Exod. XXIII. 15.

34,22:Celebrerai... colle primizie. Offerendo le primizie, cap. XXIII. 16.

34,28:Ivi si stette col Signore quaranta giorni... non mangio, ec. Questa fu la seconda quadragesima osservata da Mosè: la prima è notata, cap. XXIV. 18.
E scrisse sulle tavole ec. Quantunque nelle parole precedenti si parli di Mosè, contuttociò egli è evidente dal Deuteronomio cap. X. 1. 2. 3. 4., che questo si riferiscono a Dio, e nell'Ebreo la cosa non è nuota, come lo è nella nostra lingua; e il versetto 1. di questo capo toglie ogni ambiguità.

34,29:Non sapea, che la sua faccia era tutta splendente. Ha seguitato in questa versione l'Apostolo. I LXX. il Caldeo, e il Siro, e cosi dee intendersi l'Ebreo, e la volgata, dove le corna sono prese per quella maestà grande, che rifulgeva in faccia a Mosè. Che questa luce divina continuasse a splendere nel suo volto per tutto il tempo, che ci sopravvisse, l'insegna s. Ambrogio in Ps. 118., e nissun interprete, che io sappia, pensò altrimenti. Dio volea in tal modo conciliare a questo gran legislatore l'ossequio e la venerazione di quel popolo di dura cervice.

34,33:E finito che ebbe di parlare, pose un telo ec. Secondo qmste parole della volgata convien dire, che Mosè spiegò al popolo i precetti del Signore a lascia scoperta, per rispetto alla santità della legge; ma finita che ebbe di esporre questa, si pose il velo alla faccia, e parlando di poi con essi lo ritenne sempre per levare dagli occhi degl'Israeliti quella luce la quale infondeva in essi timore.
Il mistero grandissimo adombrato in questo fatto è divinamente illustrato da Paolo, II. Cor. III. Vedi quello, che si è notato in quel luogo.