Daniele 5
Versetti esaminati
Contemplata la terra promessa muore Mosè, e occultamente è sepolto da Dio, e il popolo lo piange; a lui è sostituito Giosuè; è celebrato il profeta Mosè per la familiarità con Dio, e per prodigj da lui operati.
1Il re Baltassar fece un gran convito a mille de' suoi grandi, e ognuno bevea secondo la sua età:2Ed essendo egli già zuppo di vino, ordinò, che fosser portati i vasi d'oro, e d'argento, i quali il padre suo Nabuchodonosor avea portati via dal tempio, che fu in Gerusalemme, affinchè ad essi bevessero il re, e i suoi grandi, e le sue mogli, e le concubine.3E furon portati i vasi di oro, e d'argento portati via dal tempio, che era stato in Gerusalemme, e bevvero ad essi il re, e i suoi cortigiani, e le sue mogli, e le sue concubine.4Beveano il vino, e celebravano gli dei loro d'oro, d'argento, di bronzo, di ferro, di legno, e di pietra.5Nello stesso punto apparvero delle dita come di mano di uomo, che scrivea dirimpetto al candelabro sulla superficie della muraglia della sala reale: e il re stava osservando le dita della mano, che scriveva.6Allora il re cangiossi in faccia di colore, e i suoi pensieri lo conturbavano, e se gli stemperavano i reni, e le sue ginocchia si battevano l'uno coll'altro.7E il re fortemente sclamò, che fa cessero venire i maghi, e i Caldei, e gli aruspici. E il re prese a dire ai sapienti di Babilonia: Chiunque leggerà questa scrittura, e mi renderà inteso del suo significato, sarà rivestito di porpora, e avrà una collana d'oro al suo collo, e sarà la terza persona del mio regno.8Allora andarono tutti i sapienti del re, e non poterono né leggere la scrittura, né dirne al re il significato.9Per la qual cosa il re Baltassar ne restò conturbato altamente, e sfigurato in volto, ed anche i suoi cortigiani erano conturbati.10Ma la regina a motivo di quello, che era avvenuto al re, e a' suoi cortigiani, entrò nella sala del convito, e presa la parola disse: Vivi in eterno, o re: non ti conturbino i tuoi pensieri, né si alteri la tua faccia.11Nel tuo regno havvi un uomo, il quale ha in se lo spirito de' santi dei: e a tempo del padre tuo fu in lui riconosciuto sapere, e saggezza: imperocché lo stesso re Nabuchodonosor padre tuo lo costituì principe de' maghi, degli incantatori, de' Caldei, e degli aruspici, nil padre tuo, io dico, o re.12Perchè fu scoperto in lui uno spirito superiore, e intelligenza nell'esporre i sogni, nell'investigare gli arcani, e nello scioglimento di cose intrigate, voglio dir in Daniele, cui il ridiede il nome di Baltassar: chiamisi adunque ora Daniele, ed ei darà l'interpretazione.13Fu pertanto condotto Daniele dinanzi al re: e il re prese a dirgli: Se' tu quel Daniele de figliuoli esuli di Giuda, condotto dal re padre mio dalla Giudea?14Ho sentito dire di te, che tu hai lo spirito degli dei, e che scienza, e intelligenza, e sapienza si trovino in te in grado superiore.15Ed ora sono venuti davanti a me i sapienti, e i maghi per leggere questa scrittura, e spiegarmene il significato, e non hanno potuto dirmi di senso queste parole.16Or io ho sentito dire di te, che tu puoi interpretare le cose oscure, e sciogliere le intralciate: Se adunque tu puoi leggere la scrittura, e darmene la spiegazione, sarai rivestito di porpora, e avrai una collana d'oro al tuo collo, e sarai la terza persona del mio regno.17Alle quali cose Daniele rispose, e disse al re: I doni tuoi ti restino a te, e dà ad altri gli onori della tua reggia: ma io ti leggerò, o re, la scrittura, a te ne darò l'interpretazione.18O re, l'Altissimo Dio diede a Nabuchodonosor padre tuo il regno, la magnificenza, la gloria, e l'onore.19E per la grandezza, che egli aveva a lui dato, lo temevano, e tremavan dinanzi a lui tutti i popoli, le tribù, e le lingue: egli uccideva chi gli pareva, e gastigava que', che voleva, e que', che voleva, esaltava, e umiliava quei, che voleva.20Ma quando il cuore di lui si elevò, e lo spirito di lui si ostinò nella superbia, fu egli deposto dal trono del suo regno, e torta gli fu la sua gloria.21E fu cacciato dal commercio de gli uomini, e di più ebbe cuor simile a bestia, e converso cogli asini salvatichi: e fieno ancor mangiava qual bue. e di ruggiada del cielo fu bagnato il suo corpo, sino a tanto che conoscesse, che l'Altissimo ha dominio sul regno degli uomini, e ad esso innalza chiunque a lui pare.22Tu pure, o Baltassarre suo figliuolo, non hai umilato il cuor tuo, mentre queste cose tutte sapevi:23Ma contro il Dominatore del cielo ti se' innalzato e hai fatto portare dinanzi a te i vasi del tempio di lui, e ad essi hai bevuto il vino tu, e i tuoi cortigiani, e le tue mogli, e le tue concubine; ed hai ancor celebrati gli dei d'argento, e d'oro, e di ferro, e di legno, e di pietra, i quali né veggono, né odono, né hanno senso: ma quel Dio, in mano di cui è il tuo respiro, e ogni tuo moto, non lo hai tu glorificato:24Per questo da lui fu mandato il dito di quella mano, la quale ha scritto quello, che è vergato.25Or tale è la scrittura distesa: MANE, THECEL, PHARES.26E queste parole s'interpretano così: MANE: Dio ha contato i dì del tuo regno, e gli ha posto termine.27THECEL: Tu sei stato pesato sulla stadera, e se' stato trovato scarso.28PHARES: E stato diviso il tuo regno, ed è stato dato a' Medi, e ai Persiani.29Allora per comando del re fu Daniele vestito di porpora, e gli fu messa al collo una collana d'oro, e fu notificato a tutti, com' egli dovea avere il terzo grado di potestà nel suo regno.30La stessa notte fu ucciso Baltas sar re de' Caldei:31E Dario il Medo gli succedette nel regno in età di sessanta due anni.Note
34,1:Sul monte Nebo. Il Nebo e il Phasga erano due rami de' monti Abarim, che si stendono da oriente in occidente nel paese di Sehon re degli Amorrhei.
34,2:Fino al mare ultimo. Fino al mar occidentale, che è il mediterraneo.
34,3:Città delle palme. Secondo la nostra vulgata questo si riferisce a Jericho, e lo stesso epiteto le è dato da Plinio, lib. V. cap. 14. Jericunte nobile per le sue palme: nondimeno alcuni vogliono che vada intesa Engaddi.
34,6:Lo fe' seppellire. Dagli Angeli suoi, secondo la tradizione e degli Ebrei e della Chiesa Cristiana. Vedi Epiphan. haer. 60. 64. S. Girolamo è di sentimento, che da Esdra siano aggiunte in questo luogo le cose riguardanti la sepoltura e gli onori funebri e l'elogio di Mosè. Ma qualunque sia la mano, che le scrisse, noi le accettiamo come dettatura dello Spirito santo, il quale volle, che noi avessimo anche queste circostanze dell'ultimo termine di questo grandissimo e santissimo uomo, e il ristretto delle sue laudi, affinché egli fosse lodato quanto meritava, essendo lodato da Dio.