SCRUTATIO

Mercoledi, 8 luglio 2026 - Sant´Edda ( Letture di oggi)

Primo libro di Samuele 20


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BIBBIA MARTINISacra Bibbia Garofalo
1 Ma David si fuggi da Najoth, che è presso Ramatha; e andò a parlare a Gionata (e disse): Che ho fatt’io? Qual’è l’iniquità, e il peccato commesso da me verso il padre tuo, che vuole la mia vita?1 David fuggì da Naiat in Rarna; giunse e disse alla presenza di Gionata: «Che cosa ho fatto? qual è la mia colpa o qual è il peccato che tuo padre mi imputa, perché ricerchi la mia vita?»
2 Rispose quegli: Mai no: tu non morrai: imperocché non farebbe giammai il padre mio cosa alcuna o grande, o piccola, senza prima darmene parte: celerà egli adunque a me il padre mio questa cosa solamente? questo non sarà mai.2 Gli rispose Gionata: «Ciò è lontano da me! non morirai! ecco, mio padre non fa cosa né grande né piccola senza avvertirmi. Perché dunque mio padre dovrebbe nascondermi proprio questa cosa? Ciò non può essere!»
3 E fece nuovo giuramento a Davidde. Ma questi disse: Sa certamente il padre tuo, com’io ho trovata grazia negli occhi tuoi, e dirà: Gionata non dee saper questo, affinchè non ne abbia dispiacere. Per altro (viva il Signore, e viva l’anima tua) un solo gradino, per così dire, v'ha tra me, e la morte.3 David tornò a dire: «Certo, tuo padre sa che ti sono caro e ha pensato: “Non sappia ciò Gionata affinché non se ne affligga”. Comunque, per la vita di Jahvè e tua, c’è un sol passo tra me e la morte!»
4 E Gionata disse a David: Farò io per te tutto quello che mi dirai.4 Gionata rispose a David: «Che vuoi dunque che io faccia per te?»
5 E David disse a Gionata: Tu sai che domane son le calende, e io, secondo il costume, sono solito a sedere a tavola presso al re: lascia adunque che io mi nasconda alla campagna sino alla sera del terzo giorno.5 E David: «Ecco, domani è il novilunio e io dovrei appunto sedere a mensa insieme con il re. Lascia che io vada a nascondermi nella campagna fino alla sera del terzo giorno.
6 Se il padre tuo facendovi attenzione cercherà di me, tu gli risponderai: David mi ha chiesto in grazia di andare prontamente a Bethlehem sua patria: perocché vi è un sacrifizio solenne per tutti quelli di sua tribù.6 Se tuo padre chiederà di me, tu dirai: “David mi ha chiesto insistentemente di fare una corsa alla città, a Betlemme, perché là c’è il sacrificio annuale di tutta la famiglia”.
7 S’egli dice: Bene sta: il tuo servo avrà pace: ma s'egli ne prende ira, sappi, che la malizia di lui è giunta al colmo.7 Se lui dirà: “Bene”, il tuo servitore potrà stare sicuro; ma se si infiammerà di ira, sappi che la mia rovina è decisa da parte sua.
8 Abbi adunque pietà del tuo servo: dappoiché hai fatto contrarre a me tuo servo una sacra alleanza con te: che se è in me qualche colpa, tu dammi la morte, ma non introdurmi dal padre tuo.8 Allora sii misericordioso con il tuo servitore, perché mi hai fatto contrarre con te il patto d Jahvè. Se poi c’è in me qualche colpa, uccidimi tu! Per quale ragione mai mi trascineresti fino da tuo padre?»
9 E Gionata disse: Lungi sia questo da te: perocché non è possibile, che ove io conosca, che il mal animo del padre mio sia giunto all’ultimo segno contro di te, io non te lo faccia sapere.9 Rispose Gionata: «Lungi da me tale cosa! Al contrario, se io vengo a sapere che da parte di mio padre è stato deciso che debba piombare su di te la rovina, forse non te lo farò sapere?»
10 E David rispose a Gionata: Chi mi recherà l'avviso, ove per disgrazia il padre tuo ti dia qualche cattiva risposta riguardo a me?10 Gli disse David: «Chi mi farà sapere ciò oppure quale dura risposta ti avrà dato tuo padre?»
11 E Gionata disse a David: Vieni, andiamo fuori alla campagna. E quando furono ambedue alla campagna,11 Gionata rispose a David: «Vieni, andiamo fuori in campagna». Come furono usciti insieme in campagna,
12 Disse Gionata a David: Signore Dio d'Israele, se io domani, o il giorno appresso scoprirò quello che pensi il padre mio, e vi sarà qualche cosa di buon per Davidde, e non gliene darò subito parte, e non farollo sapere a lui,12 Gionata disse a David: «Testimone è Jahvè, Dio di Israele, che domani o il terzo giorno, verso quest’ora, avrò sondato mio padre. Ed ecco, vada bene per David o no, subito manderò chi te ne porti la notizia.
13 Il Signore faccia questo e peggio a Gionata. E se il padre mio conserverà tuttora il suo mal animo contro di te, io te lo confiderò, e ti darò licenza di andartene in pace, e il Signore sia con te, come fu col padre mio:13 Questo e questo malanno mandi Jahvè a Gionata se, nel caso che sia parso bene a mio padre di far piombare su di te la sciagura, io non te lo riferirò e non ti lascerò andare in pace. Jahvè sarà con te come fu già con mio padre.
14 E se io vivrò, userai di tua gran bontà verso di me: che se io morrò,14 Se io sarò ancora vivo, abbi per me la misericordia di Jahvè! Se invece io sarò morto,
15 Non lascerai di avere compassione in perpetuo della mia casa, allorché il Signore sterminerà l’un dopo l'altro dal mondo i nemici di David: (altrimenti) il Signore levi Gionata dalla sua casa, come punirà i nemici di David.15 non togliere mai la tua misericordia dalla mia casa! Quando Jahvè avrà sterminato dalla faccia della terra i nemici di David fino all’ultimo,
16 Strinse adunque Gionata alleanza colla casa di David: ma il Signore fece vendetta de' nemici di David.16 non sia eliminato il nome di Gionata dalla casa di David; altrimenti Jahvè ne chieda conto ai nemici di David!»
17 Fece di più Gionata a David quest'altro giuramento, perchè gli voleva bene, e veramente lo amava come l'anima propria.17 Gionata giurò di nuovo a David, a causa del suo amore per lui: lo amava infatti con l’amore che portava a se stesso.
18 E dissegli Gionata: Domane son le calende, e si cercherà di te:18 Poi Gionata gli disse: «Domani è il novilunio e si chiederà di te, poiché il tuo posto sarà vuoto.
19 Perocchè si cercherà il perchè tu non sii al tuo posto anche il dì seguente. Scenderai pertanto in fretta al luogo, dove tu dei star nascosto il dì lavorativo, e ti porrai presso alla pietra chiamata Ezel.19 Ma il terzo giorno ti si cercherà assai; perciò tu andrai al luogo in cui ti sei nascosto il giorno dell’altra faccenda: ti metterai presso quel monticello di terra.
20 E io tirerò tre saette verso quella (pietra), scoccandole come per esercitarmi a tirar al segno.20 lo poi, alla fine dei tre giorni, lancerò frecce presso di esso, come se tirassi a un bersaglio.
21 E manderò anche un servo, a cui dirò: Va, e riportami le saette.21 Ed ecco, manderò il giovane dicendo: “Va’, cercami le frecce”. Se per caso dirò al giovane: “Ecco, la freccia è più in qua di dove tu stai; prendila!”, allora vieni, perché tutto va bene per te e non c’è nulla, per la vita di Jahvè!
22 Se io dirò al servo: Bada, che le saette sono di qua da te, prendile, tu (allora) vieni a trovarmi, perocché tu se’ sicuro, e non vi è mal nissuno, viva il Signore. Ma se io dirò al servo: Bada, che le saette sono di là da te: vattene in pace: il Signore ti manda via.22 Se invece dirò al giovane: ‘Ecco, la freccia è più in là di dove stai!”, parti, poiché è Jahvè che ti manda via.
23 Quanto poi a quella che abbiam discorso tra noi, il Signore ne sia (testimone) tra me, e te in eterno.23 Ma circa la parola che abbiamo pronunciato tu e io, ecco, Jahvè è fra me e te, per sempre!»
24 Davidde adunque stette nascosto alla campagna, e vennero le calende, e il re si assise a mensa.24 Allora David si nascose in campagna. Giunto il novilunio, Saul si mise a tavola per mangiare.
25 E quando il re si fu posto a sedere sulla sua sedia, la quale, secondo l’uso, era vicina al muro, Gionata si alzò, e Abner si assise accanto a Saul, e voto videsi il posto di Davidde.25 Sedette il re al posto consueto, sul sedile della parete; Gionata gli si pose di fronte; Abner sedette al fianco di Saul; il posto di David rimase vuoto.
26 E Saul non disse nulla quel giorno: perocchè si pensò che fosse accaduto fosse a Davidde di non esser mondo, nè purificato.26 Saul però quel giorno non disse nulla. Pensò: «È un caso fortuito: non è mondo, poiché non si è purificato».
27 Ma venuto l’altro dì dopo le calende, videsi di nuovo il posto di Davidde rimaner voto. E Saul disse al suo figlio Gionata: Per qual motivo il figliuolo d’Isai non è venuto a mangiare nè jeri, né oggi?27 Il giorno dopo il novilunio, il posto di David rimase vuoto. Allora Saul disse al figlio Gionata: «Per quale ragione il figlio di Jesse non è venuto né ieri né oggi al pranzo?»
28 E Gionata rispose a Saul: Mi ha pregato istantemente di lasciarlo andare a Bethlehem:28 Gionata rispose a Saul: «David mi ha chiesto insistentemente di poter andare fino a Betlemme,
29 E ha detto: Permettimi ch’io vada, mentre un sagrifizio solenne fassi nella città, uno de' miei fratelli mi ha invitato: or adunque se io ho trovato grazia negli occhi tuoi, andrò tosto, e rivedrò i miei fratelli. Per questo egli non è venuto alla mensa del re.29 dicendo: ‘ Lasciami andare, poiché c’è il sacrificio della nostra famiglia in città ed ecco, i miei fratelli me ne hanno fatto un obbligo. Ebbene, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, lasciami libero affinché possa vedere i miei fratelli”. Perciò non è venuto alla mensa del re».
30 Ma Saul si adirò contro Gionata, e gli disse: Figliuolo di donna che va a caccia di uomini, non so io forse che tu vuoi bene al figliuolo d’Isai per tua confusione, e per confusione dell'indegna tua madre?30 L’ira di Saul si accese violenta contro Gionata e gli disse: «Figlio di una donna perduta! Non so forse che sei socio del figlio di Jesse, a tua vergogna e a vergogna della nudità di tua madre?
31 Imperocché sino a tanto che il figliuolo d'Isai avrà vita sopra la terra, tu non sarai sicuro detto stato tuo, nè del tuo regno. Per la qual cosa fin da questo punto spedisci gente a condurlo a me: perocché egli dee morire.31 Finché il figlio di Jesse sarà vivo sulla terra, non potrai restare né tu né il tuo regno! Adesso manda a prenderlo: sia condotto da me, poiché deve essere ucciso!»
32 Ma Gionata rispose a Saul padre suo e disse: Perchè dovrà agli morire? che ha egli fatto?32 Rispose Gionata al padre Saul: «Perché deve morire? Che ha fatto?»
33 E Saulle diè di piglio alla lancia per ferirlo. E riconobbe Gionata, come il padre suo era risoluto di uccider Davidde.33 Saul brandì la lancia contro di lui per colpirlo, così che Gionata capì che da parte di suo padre era cosa fermamente decisa il far morire David.
34 Gionata adunque si levò infuriato da mensa, e non gustò cibo il secondo dì delle calende. Perocché era afflitto per ragion di Davidde, e pel disonore fattogli dal suo padre.34 Gionata si alzò da tavola tutto acceso di sdegno e in quel secondo giorno dopo il novilunio non prese cibo, tanto era afflitto per David, poiché suo padre ne violava i diritti.
35 E alla punta del dì (seguente) andò Gionata alla campagna, secondo il concerto fatto con Davidde, ed era con lui un piccolo garzone.35 Venuta l’alba, Gionata uscì in campagna secondo quanto era stato convenuto con David. Era con lui un giovane.
36 Al quale egli disse: Va, e riportami le saette che io tiro. E mentre quegli andava di corsa, tirò egli un'altra saetta di là da lui.36 Disse al giovane: «Corri, trova le frecce chè io lancerò». Il giovane corse e lui tirò una freccia in modo da oltrepassarlo.
37 E il garzoncello essendo giunto al luogo della (prima) saetta tirata da Gionata, sclamò Gionata appresso a lui, e disse: Bada che la saetta è là più innanzi a te.37 Giunto poi il giovane al luogo della freccia che Gionata aveva tirato, Gionata gridò dietro il giovane: «La freccia non è forse più in là di dove tu stai?»
38 E di nuovo Gionata diede un grido dietro al garzoncello, e disse: Fa presto: non ti trattenere. E il garzone di Gionata raccolse le saette, e portolle al suo padrone.38 Poi gridò dietro al giovane: «Presto! sbrigati, non fermarti!» Il giovane di Gionata raccolse la freccia e la portò al padrone.
39 Ed ei non sapeva nulla affatto di che si trattasse: perchè soli Gionata, e David lo sapevano.39 Il giovane non capì nulla; solo Gionata e David capivano la cosa.
40 Indi Gionata diede al servo le sue armi, e gli disse: Va e portale alla città.40 Gionata consegnò le sue armi al giovane che era con lui e gli disse: «Va’, portale in città».
41 E partito il servo, si levò Davidde dal suo posto, che era verso mezzodì, e si prostrò boccone per terra, facendo riverenza per tre volte: e baciandosi l'un l'altro pensiero insieme, ma più Davidde.41 Il giovane partì e David si alzò da presso il monticello e, cadendo faccia a terra, si prostrò tre volte. Poi si baciarono l’un l’altro, piangendo l’uno per l’altro finché il giorno non fu alto.
42 Gionata adunque disse a Davidde: Va in pace: tutto quello che abbiam giurato nel nome del Signore noi due dicendo: il Signore sia (testimone) tra me e te, tra la mia stirpe, e la tua stirpe in eterno...42 Allora Gionata disse a David: «Va’ in pace! Quanto a ciò che noi due ci siamo giurati a vicenda in nome di Jahvè, Jahvè sarà tra me e te, tra la mia discendenza e la tua, per sempre!»
43 E David si mosse, e partì: e Gionata tornò in città.