Ester 12
Versetti esaminati
Ezechia, e Isaia rivoltisi al Signore, e pregandolo di liberargli a riflesso delle bestemmie di Rabsace, un angelo uccide 18,000 assiri. Sennacherib si dà alla fuga, ed è ucciso da' figliuoli nel tempio de suoi idoli.
1Or egli in quel tempo stava nella corte del re con Bagatha, e Thara eunuchi del re, che erano uscieri del palazzo.2Ed egli avendo penetrati i loro pensieri, e diligentemente investigati i loro disegni, si assicurò, che ei cercavano di metter le mani addosso ad Artaserse, e lo rivelò al re.3Il quale, fatto il processo ad ambedue, e quegli essendo confessi, ordinò, che fosser condoni alla morte.4E il re fece scrivere nel Diario questo avvenimento; e anche Mardocheo lo descrisse per conservarne memoria.5E il re ordinò, che egli stesse nel palazzo, e gli furon dati dei doni per la scoperta fatta.6Ma Aman figliuolo di Amadathi, Bugeo, era in grandissima riputazione presso del re, e voleva far del male a Mardocheo, e al suo popolo a causa dei due eunuchi del re puniti di morte.Note
19,3:I figliuoli si sono condotti fino al parto, ma ec. Maniera di proverbio usata anche da autori profani a significare un pericolo estremo e una inevitabil calamita. Se, giunto il tempo del parto, la donna è priva di farze per partorire, non c'è scampo ne per essa, ne pel bambino.
19,4:Forse il Signore Dio tua ec. Ezechia non mette in dubbio, se Dio abbia, o no, udite, l'empie voci di Rabsace, ma bensì se egli sia per punirle, come meritavano, e far conoscere in speciale providenza, con cui rimirava il suo popolo.
Fa' adunque orazione pegli avanzi, ec. Le dieci tribù erano andate in cattività, una buona parte del paese di Giuda era occupata dal nemico.
19,7:Manderà a lui uno spirito. Per questo spirito sembra più naturale l'intendere l'Angelo del Signore, di cui si parla v. 35.
19,8:E trovollo che assediava Lobna. Lobna non era molto lungi da Lachis, vedi Jos. X. 29. 31.
19,9:Avendo udito come Tharaca re di Etiopia ec. Tharaca è chiamato Thearcon da Strabone. Egli era re non dell'Etiopia, che è a mezzodì dell'Egitto, ma dell'Etiopia dell'Arabia, di cui la capitale credesi, che fosse Taphnes.
19,12-13:Gozan e Haran, ec. Gozun, ovvero Gauzan era nella piccola Armenia, Haran e Reseph nella Siria Palmirena: Eden era nella Siria. Degli altri luoghi qui nominati si è parlato di sopra.
19,21:Ella ti ha disprezzato, ec. I preferiti sono qui posti in vece de' futuri secondo l'uso profetico: perocchè Isaia qui predice come Gerusalemme si riderà dell'arroganza e della potenza del re degli Assiri.
Vergine figlia di Sion. Così è chiamata sovente ne' profeti Gerusalemme, di cui nobilissimo parte era il monte Sion, dove era il tempio del vero Dio. Il nome di vergine, ovvero fanciulla è adoperato a ispirare affetto di tenerezza verso di lei.
19,23:Son io salito... sulle cime del Libano. I miei eserciti non han potuto rattenere l'altezza de' monti. Il Libano e il carmelo son qui posti per tutti i luoghi eminenti, sui quali erano delle città espugnate da Sennacherib.
19,24:Ho bevute le acque altrui. Le acque raunate nelle cisterne non per me dagli abitatori di Giuda.
E nel mio passaggio ho asciugate ec. È una millanteria di Sennacherib, il quale dice, che nella sua spedizione le numerose sue schiere hanno asciugati i fiumi piu grandi, che si chiudono con argini, affinchè non inondino le campagne.
19,25-27:Non hai tu sentito dire quel che io feci ec.? Sono parole di Dio, che reprime i superbi vantamenti dell'ampio re. Stolto se' tu (dice Dio), se credi che la tua possanza, o quella de' tuoi predecessori abbia fatto quello, onde ti vanti. Già da gran tempo fu ordinata da me in desolazione di quelle genti, e anche d'Israele e di Giuda, desolazione predetta tante volte dal miei profeti. Per questo io chiamai Assur verga del furor mio (Isai. x. 5.). Io volli cosi punir quelle genti pelle loro iniquità, e lo stesso mio popolo, che si era alienato da me. Quindi le tue imprese furono finqui felici, perché io le volli. Le città difese da valorosi soldati furono sepolte sotto le loro rovine: un panico timore e tremore occupò i cuori di tutti quelli, che avrebbon potuto far resistenza: tutto questo fu ordinato e disposto e preparato da me, che contai tutti i tuoi passi. Ma tu adesso ardisci di insolentire contro di me? Saprò ben io frenare la tua superbia.
19,28:Metterò un anello alle tue narici, come si fa ai bufali, ai muli, ec. Espressione vivissima per significare con quanta facilità può Dio con gastigo conveniente alla superbia de' grandi, domarli e avvilirli fino alla condizione de' bruti, nel tempo stesso, in cui si credono piu che uomini.
19,29-31:Or a te, o Ezechia, io do questa segno: ec. Affinchè tu vegga, o Ezechia, come io ho cura di te, ecco che io te ne dò una prova: La campagna e stata desolata in quest'anno e devastata dal nemico: e l'anno che viene, e anno sabatico, in cui la terra riposa; con tutto questo, voi mangerete da quest'anno quello che troverete avanzato al saccheggio de' nemici; l'anno seguente quello che darà spontaneamente la terra: e io farò, che nell'una e nell'altro anno troviate abbastanza per sostentare la vita. Il terzo anno in piena pace seminerete e avrete abbondanza. Or ben lungi, che le strettezze de' due primi anni vi portino diminuzione nel popolo, voi moltiplicherete e crescerete qual pianta vegeta e forte, che profonda le sue radici, e si alza col suo tron co, e co' suoi rami verso del cielo. Così Gerusalemme e Sionne saran madri feconde di una novella stirpe salvata da me. Ecco quello che l'amor mio farà pel mio popolo.
19,32:Egli non porrà il piede in questa città, e non tirerà contro ec. Sennacherib partì da Lobna per andar contro Tharaca, e in tempo che era in viaggio, il suo esercito fu distrutto. Cosi egli nemmeno si accostò a Gerusalemme.
Ne (il soldato) sotto lo scudo ec. Si accenna l'antica maniera di assalire la citta: i soldati co' loro scudi sopra la testa facevano quella, che dagli antichi è detta testuggine, e sicuri da' colpi degli assediati, si accostavano a batter le mura con ogni specie di macchine.
19,36:E tornò... a Ninive, ec. Dal libro di Tobia, cap. I. 21., ec. Veggiamo, che questo re dopo il suo ritorno a Ninive si diede a incrudelire contro gl'Israeliti; ma di li a quarantacinque giorni fu messo a morte.