SCRUTATIO

Sabato, 9 maggio 2026 - Beata Maria Teresa di Gesù (Carolina Gerhardinger) ( Letture di oggi)

Iob 31


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BIBBIA VOLGAREBIBBIA CEI 2008
1 Feci io patto cogli occhi miei, acciò ch' io in verità non pensassi della vergine.1 Ho stretto un patto con i miei occhi,
di non fissare lo sguardo su una vergine.
2 Adunque che parte avrebbe Iddio di sopra a me, e la ereditade all' Onnipotente di cose eccelse?2 E invece, quale sorte mi assegna Dio di lassù
e quale eredità mi riserva l’Onnipotente dall’alto?
3 Or non è perdizione al malvagio, e alienazione a coloro che òperano la ingiustizia?3 Non è forse la rovina riservata all’iniquo
e la sventura per chi compie il male?
4 Or non considera elli le mie vie, e tutti li andamenti miei annumera?4 Non vede egli la mia condotta
e non conta tutti i miei passi?
5 Se io andai nella vanitade, e affrettossi lo piede mio in inganno;5 Se ho agito con falsità
e il mio piede si è affrettato verso la frode,
6 pona me nella giusta statera, e sappia Iddio la mia simplicitade.6 mi pesi pure sulla bilancia della giustizia
e Dio riconosca la mia integrità.
7 Se si partì l'andamento mio della via, se seguitò l'occhio mio il cuore, e nelle mie mani s'appiccò macchia;7 Se il mio passo è andato fuori strada
e il mio cuore ha seguìto i miei occhi,
se la mia mano si è macchiata,
8 seminarò, e uno altro mangerà; e la mia schiatta sarà deradicata.8 io semini e un altro ne mangi il frutto
e siano sradicati i miei germogli.
9 Se ingannato è lo cuore mio sopra la femina, e se io assediai l'uscio dell' amico mio;9 Se il mio cuore si lasciò sedurre da una donna
e sono stato in agguato alla porta del mio prossimo,
10 meretrice sia di un altro la moglie mia, e sopra quella si distendano gli. altri.10 mia moglie macini per un estraneo
e altri si corichino con lei;
11 Certo questo è fellonia, e massima iniquitade.11 difatti quella è un’infamia,
un delitto da denunciare,
12 Fuoco è, devorante insino alla perdizione, e deradicante ogni generazione (mia).12 quello è un fuoco che divora fino alla distruzione
e avrebbe consumato tutto il mio raccolto.
13 Se disprezzai di sottoporre me allo giudicio col servo mio e l' ancilla mia, quando contendevano contro a me;13 Se ho negato i diritti del mio schiavo
e della schiava in lite con me,
14 che adunque faroe, quando si leverae Iddio a giudicare? e quando addomanderae, che responderò a lui?14 che cosa farei, quando Dio si alzasse per giudicare,
e che cosa risponderei, quando aprisse l’inquisitoria?
15 Or non fece me nel ventre, il quale e quello fece, e formò me uno nella vulva?15 Chi ha fatto me nel ventre materno,
non ha fatto anche lui?
Non fu lo stesso a formarci nel grembo?
16 Se io negai alli poveri quello che vole ano, e feci aspettare l'occhio della vedova;16 Se ho rifiutato ai poveri quanto desideravano,
se ho lasciato languire gli occhi della vedova,
17 se io mangiai la mia fetta solo, e non mangioe lo pupillo di quella;17 se da solo ho mangiato il mio tozzo di pane,
senza che ne mangiasse anche l’orfano
18 perciò che dalla mia fanciullezza crescè meco la miserazione, e del ventre della madre mia venne meco;18 – poiché fin dall'infanzia come un padre io l’ho allevato
e, appena generato, gli ho fatto da guida –,
19 se disprezzai colui che passava, per ch' elli non avea il vestire, e lo povero sanza coprimento;19 se mai ho visto un misero senza vestito
o un indigente che non aveva di che coprirsi,
20 se non benedissero me li lati suoi, e della lana delle pecore mie s'è riscaldato;20 se non mi hanno benedetto i suoi fianchi,
riscaldàti con la lana dei miei agnelli,
21 s' io levai sopra lo pupillo la mia mano, eziandio quando vedeva[mi] superiore nella porta;21 se contro l’orfano ho alzato la mano,
perché avevo in tribunale chi mi favoriva,
22 l'omero mio delle sue giunture caggia, e lo mio braccio colle sue ossa sieno contrite.22 mi si stacchi la scapola dalla spalla
e si rompa al gomito il mio braccio,
23 Certo sempre, sì come onde di mare gonfiate sopra me, temetti Iddio, e lo suo carico non potei portare.23 perché mi incute timore il castigo di Dio
e davanti alla sua maestà non posso resistere.
24 S' io pensai che l'oro fosse mia fortezza, e all' oro ottimo e risplendente dissi: tu sei la fidanza mia;24 Se ho riposto la mia speranza nell’oro
e all’oro fino ho detto: “Tu sei la mia fiducia”,
25 s' io mi rallegrai sopra le molte mie ricchezze, e perciò che più cose trovò la mia mano;25 se ho goduto perché grandi erano i miei beni
e guadagnava molto la mia mano,
26 s' io vidi lo sole quando risplendea, e la luna andante chiaramente;26 se, vedendo il sole risplendere
e la luna avanzare smagliante,
27 e rallegrato è in ascoso lo mio cuore, e basciai la mia mano colla mia bocca;27 si è lasciato sedurre in segreto il mio cuore
e con la mano alla bocca ho mandato un bacio,
28 la quale è massima iniquitade, e negazione contro a Dio altissimo;28 anche questo sarebbe stato un delitto da denunciare,
perché avrei rinnegato Dio, che sta in alto.
29 S' io mi rallegrai della rovina di colui che mi odiava, e rallegra'mi di colui, che li fosse venuto male;29 Ho gioito forse della disgrazia del mio nemico?
Ho esultato perché lo colpiva la sventura?
30 in veritade io non diedi al peccare la mia gola, acciò ch' io addomandassi maledicente l' anima sua;30 Ho permesso alla mia lingua di peccare,
augurandogli la morte con imprecazioni?
31 se non dissero gli uomini del mio tabernacolo chi ci darae della carne sua acciò che noi ci saziamo?31 La gente della mia tenda esclamava:
“A chi non ha dato le sue carni per saziarsi?”.
32 di fuori non stette lo peregrino; l'uscio mio si manifestò allo viandante;32 All’aperto non passava la notte il forestiero
e al viandante aprivo le mie porte.
33 s'io nascosi, quasi come uomo, lo mio peccato, e celai nello seno mio la mia iniquitade;33 Non ho nascosto come uomo la mia colpa,
tenendo celato nel mio petto il mio delitto,
34 se io mi spaventai alla troppo moltitudine, e lo disprezzo delli più prossimi spaurì me; e non maggiormente tacetti, e non uscii fuori dell' uscio;34 come se temessi molto la folla
e il disprezzo delle famiglie mi spaventasse,
tanto da starmene zitto, senza uscire di casa.
35 chi darà a me auditore, acciò che l' Onnipotente oda il mio desiderio; e lo libro scriva colui che giudica;35 Oh, avessi uno che mi ascoltasse!
Ecco qui la mia firma! L’Onnipotente mi risponda!
Il documento scritto dal mio avversario
36 acciò che collo mio omero lo porti, e poni intorno a quello, sì come corona a me?36 vorrei certo portarlo sulle mie spalle
e cingerlo come mio diadema!
37 Per tutti li miei gradi pronunzierò quello, e sì come a principe io offerirò lui.37 Gli renderò conto di tutti i miei passi,
mi presenterei a lui come un principe».
38 Se contro a me la mia terra grida, e con lei gli solchi suoi piangono;38 Se contro di me grida la mia terra
e i suoi solchi piangono a una sola voce,
39 se li frutti suoi mangiai sanza pecunia, l'anima delli lavoratori tormentai;39 se ho mangiato il suo frutto senza pagare
e ho fatto sospirare i suoi coltivatori,
40 per lo grano naschi a me lo tribolo, e per l'orzo la spina.40 ]Sono finite le parole di Giobbe.