SCRUTATIO

Martedi, 1 settembre 2026 - Sant Egidio ( Letture di oggi)

Lettera ai Romani 14


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LA SACRA BIBBIASacra Bibbia Garofalo
1 Accogliete amichevolmente chi è debole nella fede, senza mettervi a discutere i suoi pensieri.1 Fate buona accoglienza a chi è debole nella fede, senza discutere con lui di opinioni.
2 Chi crede pienamente, pensa di poter mangiare di tutto; colui invece che è debole nella fede mangia solo legumi.2 Uno crede di poter mangiare di tutto, mentre il debole si nutre solo di erbaggi:
3 Chi mangia non disprezzi chi non mangia, chi non mangia non condanni chi mangia: Dio infatti lo ha accolto amichevolmente.3 chi mangia non disprezzi colui che non mangia; e chi non mangia non condanni colui che mangia, se Dio stesso lo ha accolto.
4 E chi sei tu che giudichi un domestico altrui? Che stia in piedi o cada, riguarda il suo padrone: e starà in piedi, poiché il Signore ha la forza di sostenerlo.4 Chi saresti tu da giudicare il servo altrui? È affare del suo padrone che egli stia in piedi ovvero cada; starà del resto in piedi, poiché il Signore è abbastanza potente da sostenerlo.
5 C'è chi ritiene un giorno differente dall'altro, c'è chi ritiene uguale ogni giorno: ciascuno approfondisca le proprie convinzioni.5 C'è ancora chi distingue giorno da giorno, mentre altri giudica tutti i giorni uguali. Cerchi ciascuno di farsi, nella sua opinione, una piena convinzione.
6 Chi si dà pensiero del giorno, si dà pensiero per il Signore; chi mangia, lo fa per il Signore, poiché rende grazie a Dio; e anche chi non mangia, non mangia per il Signore e rende grazie a Dio.6 Chi fa caso al giorno lo fa per il Signore; Ma e chi mangia di tutto lo fa per il Signore, rendendone egli grazie a Dio al pari di chi non mangia che si astiene per il Signore, anch'egli rendendo a Dio grazie.
7 In effetti nessuno di noi vive per se stesso, né muore per se stesso.7 Nessuno di noi né vive né muore per se stesso;
8 Se viviamo, viviamo per il Signore; se moriamo, moriamo per il Signore: quindi sia che viviamo, sia che moriamo, siamo sempre del Signore;8 se viviamo, viviamo per il Signore; come se moriamo, moriamo per il Signore. Sia che viviamo, sia che moriamo, noi siamo del Signore.
9 per questo, infatti, Cristo morì e visse, per esercitare il suo dominio sui morti e sui vivi;9 Per questo appunto il Cristo morì e risuscitò, per essere il Signore dei morti e dei vivi.
10 ma tu, perché giudichi il tuo fratello? O perché disprezzi il tuo fratello? Tutti infatti saremo presentati al tribunale di Dio.10 Ma tu, perché giudichi il tuo fratello? tu, perché disprezzi il tuo fratello? Tutti noi doyremo comparire dinanzi al tribunale di Dio;
11 Sta scritto infatti: Io vivo, dice il Signore: davanti a me si piegherà ogni ginocchio, e ogni lingua riconoscerà Dio.11 poiché sta scritto: Convè vero che vivo — dice il Signore—, ogni ginocchio si piegherà dinanzi a me e ogni lingua celebrerà Dio.
12 E allora ciascuno di noi renderà conto a Dio per se stesso.12 Sicchè ciascuno di noi dovrà render conto di se stesso a Dio.
13 Non giudichiamoci gli uni gli altri; piuttosto datevi pensiero di una cosa: di non porre al fratello inciampo o scandalo.13 Non giudichiamoci dunque più gli uni gli altri; proponete piuttosto di non creare inciampo o scandalo a danno del fratello.
14 So con certezza, e ne sono persuaso nel Signore Gesù, che niente è impuro di per se stesso; se non che, per chi giudica che una cosa è impura, per lui lo è.14 Io so, e ne sono persuaso nel Signore Gesù, che nulla in sé è impuro; ma se uno ritiene che una cosa sia impura, per lui è cosa impura.
15 Perciò se tuo fratello è addolorato a causa del cibo, tu non ti comporti più secondo l'amore. Non mandare in rovina per il tuo cibo colui per il quale Cristo è morto.15 Certo, se, per un alimento che prendi, il tuo fratello è rattristato, tu non ti comporti più secondo carità. Non voler causare per questo tuo cibo la perdita di qualcuno per cui Cristo è morto!
16 Non sia dunque denigrato ciò che per voi è bene:16 Che il vostro bene, dunque, non sia esposto a giudizi sfavorevoli.
17 il regno di Dio, infatti, non è cibo o bevanda, ma giustificazione e pace e gioia nello Spirito Santo.17 Il regno di Dio non è né cibo né bevanda, ma giustizia, pace, gioia nello Spirito Santo.
18 Chi serve a Cristo in queste cose, è gradito a Dio e accetto agli uomini.18 Solo chi serve Cristo con queste disposizioni è accetto a Dio e approvato dagli uomini.
19 Perciò diamoci da fare per le cose riguardanti la pace e l'edificazione reciproca.19 Miriamo dunque a ciò che promuove la pace e l’edificazione vicendevole.
20 Non distruggere, a causa di un cibo, l'opera di Dio! Tutto è puro, ma è male per chi mangia dando scandalo.20 Non si distrugga per un po’ di cibo l’opera di Dio! È vero: tutto è puro, ma diventa cattivo per l'individuo che mangia e scandalizza.
21 Perciò è bene non mangiare carne né bere vino né fare alcunché per cui il tuo fratello possa prendere occasione d'inciampo.21 È meglio Non mangiar carne né bere vino ed evitare quanto pi essere d’inciampo, di scandalo, fonte di debolezza per il tuo Fratello.
22 Hai la fede: conservala in te stesso davanti a Dio. Beato chi non condanna se stesso in ciò che ha deciso di fare.22 Tu serba per te, di fronte a Dio, quella convinzione di fede che hai. Beato colui che non è condannato dalla sua coscienza in quello che decide di fare.
23 Chi invece dubita, se mangia è già condannato, poiché fa ciò non guidato dalla fede: ora tutto ciò che non viene dalla fede è peccato.23 Ma se colui che è nel dubbio mangia, è condannato, non avendo agito per suggerimento della fede. Tutto ciò che non deriva dalla fede è peccato.