SCRUTATIO

Mercoledi, 8 luglio 2026 - Santi Aquila e Priscilla ( Letture di oggi)

Qoelet 4


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BIBBIA MARTINISacra Bibbia Garofalo
1 Mi rivolsi ad altre cose, e osservai le prepotenze, che si fanno sotto del sole, e le lagrime degli innocenti, e nessuno, che li consoli; e come resistere non possono all'altrui violenza, privi di chi lor rechi soccorso.1 Ritornai a considerare tutte le angherie che si fanno sotto il sole. Ecco: piangono gli oppressi né alcuno li consola: da parte degli oppressori sta la violenza, ma per quelli nessun conforto.
2 E i morti preferii a quelli che vivono.2 Allora proclamai beati i trapassati che già sono morti, più dei vivi che sono ancora in vita;
3 E più felice degli altri giudicai esser colui, che non è ancor nato, e non ha veduti i mali, che si fanno sotto del sole.3 ma ancora più felice degli uni e degli altri è colui che ancora non è, che non vede le bricconerie che si fanno sotto il sole.
4 Contemplai eziandio tutti i travagli degli uomini e osservai l'industria essere esposta all'invidia del prossimo; e perciò anche in questo è vanità, e cura inutile.4 Così ho osservato che tutto lo studio per diventare abili nel lavoro non è che invidia, l’uno per l’altro: anche questo è vanità e fiato sprecato.
5 Lo stolto stropiccia una mano coll'altra, e mangia le proprie carni, e dice:5 Lo stolto incrocia le braccia e si mangia la carne:
6 Val più una pugnata di roba con pace, che l'aver piene ambedue le mani, con travaglio, e afflizione di spirito.6 «È meglio una manciata sola senza far niente che due con sudore e fiato grosso».
7 Considerai, e vidi sotto del sole un'altra vanità:7 E ho visto un’altra vanità sotto il sole:
8 V'ha un uomo che è solo, e non ha alcuno dopo di se, né figliuolo, né fratello, e con tutto ciò non rifina di lavorare: i suoi occhi non si saziano di ricchezze, e non pensa giammai, né dice: per chi mi affanno, e privo l'anima mia dell'uso de beni? In questo ancora è vanità, e afflizione stranissima.8 un tale è solo e non ha credi il sole; senza figli o fratelli: tuttavia al suo lavoro non c’è mai fine, né i suoi occhi si saziano di ricchezze: «Ma per chi mi affatico, mi privo di ogni godimento?», Anche questo è vanità e gramo affannarsi.
9 E adunque meglio esser due insieme, che esser solo; perocché trovano vantaggio nella loro serietà.9 Due stanno meglio di uno, perché ricavano buon frutto dal loro lavoro.
10 Se uno cade, l'altro il sostiene. Guai a chi è solo, perché caduto ch'ei sia, non ha chi lo rialzi.10 Perché se cadono, l’uno risolleva l’altro: ma guai a chi è solo, quando cade e non c’è il secondo che lo sostenga,
11 E se dormono due insieme si riscalderanno l'un l'altro. Un solo come farà a riscaldarsi?11 Inoltre, se due dormono insieme, si scaldano: ma chi è solo, come si scalda?
12 E se alcuno soverchia l'uno, i due gli fanno testa: una cordicella a tre fila si rompe difficilmente.12 Che se uno assale, due gli possono resistere e la fune a tre capi non si rompe facilmente.
13 È più stimabile un fanciullo povero, ma saggio, che un re vecchio, e stolto, il quale non sa prevedere il futuro.13 Meglio un giovane povero ma saggio che un re vecchio ma stolto, che non sa più approfittare dei consigli.
14 Perocché qualche volta dalla carcere, e dalle catene passa taluno al regno, e un altro, che nacque re, va a finire nella miseria.14 Infatti quegli potrebbe uscire dal carcere per regnare, benché nato povero, sotto il regno di quest’ultimo.
15 Vidi tutti i viventi, che camminano sotto del sole, seguire il giovinetto, che succederà dopo del padre.15 E già mi par di vedere tutti i vivi che camminano sotto il sole andar dietro al giovane che gli successe:
16 Infinito è il numero di tutta la gente, che andavano innanzi a lui, e quelli, ancora, che poi verranno, non saran contenti di questo. Or anche in questo è vanità, e afflizione di spirito.16 moltitudine senza fine quella di cui è capo; ma coloro che verranno dopo non se ne rallegreranno.Anche questo è vanità e fiato sprecato.
17 In entrando nella casa di Dio rifletti a' tuoi passi, e accostati per ascoltare; perocché molto migliore è l'obbedienza, che le vittime degli stolti, i quali non conoscono il male, che fanno.17 Controlla il tuo piede quando vai al tempio di Dio, poiché accostarsi con animo docile vale più del sacrificio offerto dagli stolti che non sanno e quindi fanno male.