Secondo libro dei Re 7
Versetti esaminati
Gli Ephratei, che ingiustamente si erano mossi contro di Jephte, sono uccisi fino al numero di quarantadue mila ai guadi del Giordano, perchè non potean pronunziare la voce Scibboleth. Successori di Jephte sono Abesun, Ahialon, e Abdon.
1Ma Eliseo disse: Udite la parola del Signore: Queste cose dice il Signore: Domani a quest'ora il moggio di fior di farina sarà al prezzo di uno statere, e due moggia d'orzo per uno statere, alla porta di Samaria.2Uno dei capitani, il quale era bracciere del re, rispose all'uom di Dio, e disse: Se il Signore aprisse le cataratte del cielo, può egli mai essere quel, che tu dici? Ed egli disse: Lo vedrai cogli occhi tuoi, ma non ne mangerai.3Or eranvi quattro uomini lebbrosi presso all'entrar della porta; i quali dissero tra di loro: Perchè vogliam noi restar qui finché muoiamo?4Se penserem di entrare in città, morremo di fame, se resteremo qui, dobbiam morire: su via fuggiamo agli alloggiamenti dei Siri: s'eglino avran compassione di noi, camperemo: se ci vorranno uccidere, anche senza questo noi morremmo.5La sera adunque si mossero, per andare al campo dei Siri; e giunti che furono all'entrare del campo dei Siri, non vi trovaron anima.6Imperocché il Signore avea fatto udire nel campo dei Siri rumor di cocchi, e di cavalli, e di grandissimo esercito, ond'ei dissero tra di loro: Senz'altro il re d'Israele ha contro di noi comperato con denaro gli aiuti dei regi degli Hethei, e degli Egiziani, e questi ci vengono addosso.7Quindi si levarono su, e al buio si fuggirono, abbandonate le loro tende, e i cavalli, e gli asini negli alloggiamenti, pensando solamente a salvare le loro vite colla fuga.8Dopo adunque che quei lebbrosi furono arrivati all'ingresso del campo, entrarono in un padiglione, e mangiarono, e bevvero, e ne presero l'argento, e l'oro, e le vesti, e andarono a nasconderle; e di poi tornarono in un'altra tenda, e la preda, che parimente ivi fecero, la nascosero.9Ma dissero tra di loro: Noi non operiamo rettamente: perocché questo è giorno di buona novella: se noi taceremo, e non porterem la nuova sino al mattino, sarem giudicati per rei: su via andiamo, e rechiamone avviso al palazzo del re.10Giunti adunque alla porta della città diedero l'avviso, dicendo: Siamo andati al campo de' Siri, e non vi abbiam trovato alcun uomo, ma solo i cavalli, e gli asini legati, e le tende in piedi.11Andarono adunque le guardie della porta, e portarono tal nuova al re dentro nel palazzo.12Ed egli si levò che era ancor notte e disse a' suoi servi: Vi dirò quello, che hanno con noi fatto i Siri: Sanno, che si patisce la fame, e per questo sono usciti fuori del loro accampamento, e si sono ascosi pe' campi, dicendo: Coloro usciranno dalla città, e li prenderemo vivi, e allora potremo entrar nella città.13Ma uno de' suoi servi rispose: Prendiamo i cinque cavalli, che son rimasi nella città (perocché di tanto numero, che n'erano in Israele, non vi son più se non questi, essendo stati consunti gli altri), e manderemo, e potremo fare la scoperta.14Furono pertanto condotti due cavalli, e il re mandò (due uomini) agli alloggiamenti dei Sin, dicendo: Andate, e osservate.15E quegli andarono seguendo le tracce dei Siri fino al Giordano: e vi dero come tutta la strada era seminata di vesti, e di vasi gettati via dai Siri nello scompiglio; e i messi tornarono, e riferirono la cosa al re.16E il popolo uscì fuora, e saccheggiò il campo dei Siri; e il moggio di or di farina venne a uno statere, e due moggia d'orzo a uno statere, secondo la parola del Signore.17Or quel capitano, che era stato bracciere del re, era stato messo da lui alla porta, e fu conculcato dalla folla all'entrar della porta, e morì, secondo la parola detta dall'uom di Dio, quando il re era andato a trovarlo.18E si adempì la promessa fatta dall'uom di Dio, quando disse al re: Due moggia d'orzo domani a quest'ora saranno al prezzo di uno statere, e un moggio di fior di farina al prezzo di uno statere alla porta di Samaria:19Quando quel capitano rispose all'uom di Dio, e disse: Quand' anche il Signore apprisse le cataratte del cielo, potrà egli mai essere quel, che tu dici? Ed ei gli disse: Lo vedrai cogli occhi tuoi, ma non ne mangerai20Avvenne pertanto a lui, come era stato predetto, e il popolo lo conculcò alla porta, ed ei si mori.Note
12,1:Per qual motivo andando ec. Si è veduto una querela simile de' medesimi Ephraimiti contro Gedeone, cap. VIII. 1. Erano arroganti, e mal soffrivano, che quei di Manasse (donde era Jephte ) crescessero di riputazione.
12,4:Galaad è un fuggitivo di Ephraim, che sta in mezzo ec. Dicevano que' di Ephraim a' Galaaditi: voi non siete ne di Ephraim nè di Manasse, siete disertori dell'una e dell'altra tribù, le quali non si degnano di riconoscervi per figliuoli di Giuseppe, e fate un corpo di mezzo, cioè separato da quei di Ephraim e da que' di Manasse. Di questi schemi pagarono il fio gli Ephraimiti, come è detto in appresso.
12,5:E i Galaaditi poser guardie ec. La battaglia tra quei di Ephraim e i Galaaditi era seguita di là dal Giordano, e i Galaaditi vincitori avean poste guardie a' passaggi del Giordano per impedire al nemico di fuggirsi alle proprie case.
12,6:Scibboleth, ec. Si vede, che quel di Ephraim pronunziavano questa parola come se avesse un semplice Samec al principio, e non un Scin, onde erano riconosciuti per Ephraimiti.
12,7:Nella sua città di Galaad. Nella sua città di Maspha, che era nel paese di Galaad. S. Agostino e altri Padri hanno considerato Jephte come una immagine di Gesù Cristo; Jephte nasce di una donna di vil condizione, cd è cacciato dalla casa del padre da' propri fratelli, i quali si appropriano tutta l'eredità: diviso capo di una schiera di povera gente e abietta, nella quale ravviva l'estinta virtù d'Israele, umilia i nemici della nazione; onde i suoi stessi concittadini e i capi del popolo sono costretti a ricorrere a lui e a riconoscerlo come principe e salvatore. Cosi il Cristo nasce della Sinagoga avvilita e obietta per la depravazione de' costumi; è rigettato da' suoi fratelli, ma si forma una schiera di discepoli abietti secondo il mondo, ma rischi di virtù e di sapienza celeste per mezzo de' quali richiama Israele alla fede e alla virtù de' suoi padri, e molti anche de' sacerdoti e de' primi del popolo lo riconoscono per loro Salvatore. Ephraim superbo e invidioso perseguita Jephte o i suoi amici, come il corpo della nazione Ebrea perseguitò la Chiesa di Cristo; ma Ephraim dopo aver abusato della pazienza di Jephte, rimane vittima del suo giusto sdegno, come gli Ebrei ostinati nemici di Cristo e della Chiesa rimangono sterminati dall'ira di Dio, vendicatrice del sangue del giusto sparso da loro.
12,8:Abesan di Bethlehem. Di Bethlehem di Giuda e non di quella di Zabulon.
12,15:Sul monte Amalec. Non si sa nè dove fosse Pharathon, nè dove il monte Amalec, e molto meno il perché avesse tal nome.