SCRUTATIO

Lunedi, 28 settembre 2026 - San Venceslao ( Letture di oggi)

Prima lettera ai Corinzi 8


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BIBBIA RICCIOTTISacra Bibbia Garofalo
1 - Riguardo poi alle carni sacrificate agli idoli, sappiamo che tutti abbiamo scienza. La scienza gonfia, mentre la carità edifica;1 Per quanto riguarda le carni immolate agli idoli, sappiamo tutti di averne una scienza. Ma la scienza gonfia di orgoglio, mentre solo la carità edifica.
2 se alcuno crede saper qualcosa, non ha ancora saputo come bisogna conoscere;2 Se uno si crede di sapere qualche cosa, ancora non sa come è necessario sapere.
3 ma se uno ama Dio, egli è riconosciuto da Dio;3 Chi invece ama Iddio, questi è da lui conosciuto.
4 adunque intorno al mangiar le carni degli idoli, noi sappiamo bene che nessun idolo esiste al mondo; e non vi è nessun Dio se non quell'uno.4 Dunque, riguardo al mangiare le carni immolate agli idoli, noi sappiamo che nel mondo non esiste in realtà alcun idolo e che non v'è nessun Dio, fuori del Dio unico.
5 Poichè se vi sono esseri che son detti dèi in cielo e sulla terra, (come ci sono molti dèi e molti signori),5 Infatti, quantunque vi siano dei cosiddetti dèi sia nel cielo che sulla terra — si pretende appunto che vi siano molti «dèi» e molti «signori» —
6 ma per noi c'è un unico Dio Padre, da cui ogni cosa è, e noi in lui, e un solo Signore Gesù Cristo, per cui tutte le cose, e noi per lui.6 tuttavia per noi uno solo è Dio, il Padre, dal quale ha origine tutto e al quale noi siamo ordinati, e uno solo è il Signore, Gesù Cristo, mediante il quale tutto esiste e per mezzo del quale noi pure siamo.
7 Ma non in tutti è tal scienza; alcuni per l'idea sinora avuta dell'idolo, mangiano quella carne sacrificata a un idolo; e la coscienza loro essendo debole n'è contaminata.7 Ma non tutti possiedono questa scienza. Taluni, familiarizzati finora col culto degli idoli mangiano come se la carne fosse un vero sacrificio, e la loro coscienza, debole com’è, ne resta macchiata.
8 Certo non un cibo qualunque ci raccomanderà a Dio; nè, se ce ne asteniamo, abbiamo qualcosa di meno, nè, se ne mangiamo, qualcosa di più.8 Ora non sarà certo un alimento che ci raccomanderà presso Dio! Se non ne mangiamo, non ci perdiamo nulla; e se ne mangiamo, non abbiamo niente di più.
9 Ma badate che questa vostra piena libertà non divenga un inciampo pei deboli;9 Badate, però, che questo vostro uso della libertà non sia forse per i deboli occasione di caduta.
10 giacchè se uno vede te che hai scienza seduto a mensa in un luogo d'idoli, la coscienza di costui che è debole, non sarà indotta a mangiare le carni sacrificate agli idoli?10 Se, infatti, qualcuno vede te, che possiedi la scienza, assiso amensa in un tempio di idoli, la sua coscienza, di lui che è un debole, non sarà mossa dal tuo esempio a mangiare a sua volta le carni immolate agli idoli?
11 questo debole perisce per la scienza tua, lui il fratello per cui Cristo è morto.11 È allora, per la tua scienza, il debole, questo fratello per il quale Cristo è morto, si perde!
12 Così peccando verso i fratelli e offendendo la loro coscienza debole, voi peccate contro Cristo.12 Dunque, peccando contro i vostri fratelli e ferendo la loro coscienza, peccate contro Cristo,
13 Per conseguenza, se il cielo è di scandalo a un mio fratello, piuttosto non voglio più mangiar carne mai e poi mai, per non dar scandalo al mio fratello.13 Per questo, se un alimento dovesse muovere a peccato il mio fratello, io non mangerò carne in eterno, per non essere occasione di scandalo al mio fratello.