SCRUTATIO

Mercoledi, 8 luglio 2026 - Sant´Edda ( Letture di oggi)

Giudici 19


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BIBBIA MARTINISacra Bibbia Garofalo
1 Eravi un certo Levita che abitava accanto al monte di Ephraim, il quale prese una moglie di Bethlehem di Giuda:1 In quel tempo — allora Israele non aveva un re — c’era un Levita che abitava all’interno della montagna di Efraim. Egli prese come concubina una donna da Betlemme di Giuda.
2 La quale lo lasciò, e tornò a casa di suo padre a Bethlehem, e si stette con lui quattro mesi.2 Ora la concubina, in un momento di collera, lo piantò e se ne tornò alla casa del padre, a Betlemme di Giuda, dove rimase un bel po’ di tempo: quattro mesi.
3 E suo marito andò a trovarla, volendo riconciliarsi con lei, e colle buone parole ricondurla seco; egli avea con se un servo, e due asini: ed ella lo accolse, e menollo in casa di suo padre. E il suocero saputo che ebbe il suo arrivo, e vedutolo, gli andò incontro con festa,3 Allora suo marito decise di seguirla per ricondurla alla ragione e farla ritornare a casa: aveva insieme uno dei suoi giovani e una coppia di asini. Quando giunse alla casa del padre di lei, questi al vederlo gli venne incontro tutto lieto.
4 E abbracciollo. E il genero stette in casa del suocero tre giorni, mangiando e bevendo con lui familiarmente.4 Suo suocero, il padre della giovane, lo trattenne ed egli restò tre giorni presso di lui; mangiarono, bevvero e passarono la notte là.
5 E il quarto giorno alzatosi che era ancor notte, volea partire; ma il suocero lo trattenne, e gli disse: Assaggia prima un po' di pane, e fortificati lo stomaco, e poi anderai.5 Il quarto giorno, si alzarono di buon mattino e il Levita si preparava a partire, quando il padre della giovane disse al genero: «Prendi un boccone per ristorarti, poi partirete».
6 E si posero insieme a sedere, e mangiarono e bevvero. E il padre della donna disse a suo genero: Di grazia per oggi sta qui, e facciamo allegria insieme.6 Così sedettero e si misero a mangiare e bere tutti e due insieme; il padre della giovane disse al marito: «Accetta di passare qui ancora una notte: il tuo cuore si rallegri!»
7 Ma quegli alzatosi volea andarsene. E nulladimeno il suocero gli fece violenza, e lo fece restare in sua casa.7 Come l’uomo si alzava per partire, il suocero insisté presso di lui: quegli allora si fermò e vi passò la notte.
8 Venuta poi la mattina, il Levita si pose in ordine per partire. E di nuovo il suocero: Di grazia prendi, gli disse, un po' di cibo, e ristorate le forze sino tanto che il giorno cresca, poscia te n'andrai. Mangiarono adunque insieme:8 Il quinto giorno, il Levita si alzò di buon mattino per partire e il padre della giovane gli disse: «Ristorati prima!» Così essi trascorsero il tempo fino al declihare del giorno e mangiarono tutti e due insieme.
9 E il giovane si alzò per partire colla sua moglie, e col servo, Ma il suocero di nuovo gli disse: Rifletti che il dì s'avanza, e si avvicina la sera: rimanti ancora quest'oggi meco, passa il dì allegramente, e domani partirai per andare a casa tua.9 Il marito si disponeva a partire con la concubina e il giovane, quando il suocero, padre della donna, gli disse: «Ecco, il giorno volge a sera. Passa la notte qui e il tuo cuore sia lieto, Domattina vi alzerete per tempo per il vostro viaggio, così tu tornerai alla tua tenda».
10 Non volle il genero piegarsi alle sue parole; ma tosto sen'andò, e giunse dirimpetto a Jebus, la quale con altro nome è chiamata Gerusalemme, conducendo seco due asini carichi, e la donna:10 Ma l’uomo non volle passare la notte, si alzò, partì e arrivò in vista di Jebus, cioè Gerusalemme, insieme con la coppia di asini da sella, la concubina e il giovane.
11 E già erano vicini a Jebus, e il dì faceva luogo alla notte: e il servo disse al suo padrone: Vieni di grazia, pigliam la strada della città delli Jebusei, e ivi fermiamoci.11 Quando furono in vista di Jebus, il giorno era sceso molto. Il giovane disse al padrone: «Vieni, lasciamo la strada per entrare in questa città di Jebus dove passeremo la notte».
12 II padrone gli rispose: Io non entrerò in una città di gente estrania che non è de' figliuoli d'Israele, ma anderò fino a Gabaa:12 Il padrone gli rispose: «Non entreremo in una città di stranieri che non sono figli di Israele: ma andremo più avanti, fino a Gabaa».
13 E arrivato ch'io sia colà ivi resteremo, o per lo meno nella città di Rama.13 Aggiunse al giovane: «Andiamo e cerchiamo di raggiungere una di queste località e passeremo la notte o a Gabaa o a Rama».
14 Trapassarono adunque Jebus, e continuavano il viaggio incominciato, e il sol tramontò loro vicino a Gabaa, che è nella tribù di Beniamin:14 Così proseguirono oltre e continuarono la marcia. Il sole era per loro al tramonto dalla parte di Gabaa di Beniamin.
15 E vi entrarono per fermarvisi. E quando furono dentro, si posero a seder sulla piazza della città, ma nissuno volle albergarli.15 Essi si diressero allora da quella parte per passare la notte a Gabaa. Il Levita entrò e sedette nella piazza della città; ma nessuno offrì loro ospitalità nella propria casa per la notte;
16 Quand'ecco comparve un vecchio uomo che tornava dal campo, e dal suo lavoro sul tardi, che era egli pure della montagna di Ephraim, e abitava forestiero in Gabaa: ora gli uomini di quel paese eran figliuoli di Jemini.16 quand’ecco sopraggiungere un vecchio che a sera tornava dal lavoro, dalla campagna. Costui era un uomo della montagna di Efraim, domiciliato a Gabaa, mentre la gente del luogo era di Beniamin.
17 E alzati gli occhi il vecchio vide l'uomo fermo col suo piccolo bagaglio nella piazza della città, e dissegli: Donde vieni? e dove vai?17 Alzando gli occhi il vecchio vide il viaggiatore sulla piazza della città e gli disse: «Dove vai e da dove vieni?»
18 E quegli rispose a lui: Siamo partiti da Bethlehem di Giuda, e andiamo a casa nostra, la quale è accanto al monte Ephraim, donde eravamo andati a Bethlehem, e ora andiamo alla casa di Dio, e nissuno vuol darci ricetto sotto il suo tetto,18 Quegli rispose: «Siamo in viaggio da Betlemme di Giuda fino verso l’interno della montagna di Efraim: io sono di quelle parti e sono andato a Betlemme di Giuda; ora ritorno a casa; ma non c’è nessuno che mi voglia dare alloggio in casa sua.
19 Avendo noi paglia, e fieno pegli asini, e pane, e vino pel bisogno mio, e della tua serva, e del garzone che è meco: non abbiamo bisogno d'altro che di ricovero.19 Eppure abbiamo paglia e fieno per i nostri asini; Io ho anche pane e vino per me, per la tua schiava e per il giovane che accompagna il tuo servitore, Non ci manca nulla!»
20 Risposegli il vecchio: Pace sia a te; io ti somministrerò tutto il necessario: solo ti prego di non istar sulla piazza.20 «Pace a te!» riprese il vecchio. «Lascia pure che io provveda ai tuoi bisogni: non passerai la notte in piazza».
21 E li menò in casa sua, e diede da mangiare agli asini: e lavati che ebbero i loro piedi fece loro un banchetto.21 Egli li fece entrare in casa e diede fieno agli asini. I viaggiatori si lavarono i piedi, poi mangiarono e bevvero.
22 Nel tempo che essi cenavano, e dopo la fatica del viaggio ristoravan col cibo, e colla bevanda i corpi loro, arrivarono degli uomini di quella città, figliuoli di Belial (vale a dire senza giogo), e circondata la casa del vecchio principiarono a picchiare gridando, e dicendo al padrone di casa: Conduci fuora quell'uomo, che vogliamo abusarne.22 Mentre si riconfortavano, ecco alcuni uomini, uomini buoni a nulla della città, si ammassarono intorno alla casa e, dopo aver picchiato alla porta, dissero all’ uomo padrone della casa: «Fa uscire l’uomo che è venuto in casa tua perché lo vogliamo conoscere».
23 E il vecchio uscì fuora a trovarli, e disse: Non vogliate, fratelli, non vogliate far questo male, perocché quest’uomo è venuto da me in ospizio: guardatevi da tanta stoltezza.23 Allora l’uomo, padrone della casa, usci e andò a dir loro: «No, fratelli miei, non fate del male! Una volta che quest'uomo è entrato in casa mia, non commettete questa infamia.
24 Io ho una figliuola vergine, e quest'uomo ha la sua concubina; le condurrò a voi, e voi servitevene, e saziate la vostra libidine: di questo solo vi prego, che non commettiate con un uomo una scelleraggine contraria alla natura.24 Ecco mia figlia vergine: ve la consegno. Abusate di lei, fatene ciò che è bene ai vostri occhi, ma non commettete simile infamia verso quest’uomo».
25 Non volevano quegli rendersi alle sue parole: lo che vedendo quell’uomo (Levita) trasse lor fuora la sua concubina, e l'abbandonò a' loro scherni: ed eglino dopo averla straziata tutta la notte, la rimandarono di gran mattino.25 Gli uomini non vollero ascoltarlo. Allora il Levita prese la concubina e la condusse loro fuori. Essi la conobbero, si sfogarono su di lei tutta la notte fino al mattino e, al sorgere dell’aurora, la rilasciarono.
26 Ma la donna, dileguandosi già le tenebre, andò fino alla porta della casa, dove stava il suo signore, e ivi cadde per terra.26 Verso il mattino la donna se ne venne a cadere all’ingresso della casa dell’uomo presso il quale era il marito e rimase là fino al giungere della luce.
27 Fattosi giorno si levò il marito, e aperse la porta per continuare il suo viaggio; ed ecco vede la sua concubina giacente dinanzi alla porta, colle mani distese sopra la soglia.27 Al mattino il marito si alzò, aprì la porta della casa per uscire e continuare la stia: ed ecco la donna sua concubina giaceva alla porta della casa con le mani sulla soglia!
28 Ed egli credendola addormentata, le diceva: Alzati, e andiamcene. Ma non rispondendo ella niente, comprese come era morta, e la prese, e la mise sull'asino, e tornossene a casa sua.28 «Alzati» le disse, «partiamo!» Non ebbe risposta. Allora la caricò sull’asino e si mise in cammino per tornare a casa.
29 E appena vi fu entrato prese un coltello, e il cadavere della donna colle sue ossa divise in dodici parti, e mandolle per tutte le regioni d'Israele.29 Arrivato a casa, afferrò un coltello e, preso il cadavere della concubina, lo tagliò, membro per membro, in dodici pezzi e lo spedì in tutto il territorio di Israele.
30 E a tale spettacolo esclamavano ad uno ad uno: Non è mai avvenuta cosa simile in Israele da quel giorno, in cui i padri nostri uscirono dall’Egitto fino al presente: ponderate il fatto, e per comun consiglio determinate quello che sia da farsi.30 Agli uomini che mandava dava quest’ordine: «A ogni uomo di Israele direte: “Ci fu mai cosa simile dal giorno in cui i figli di Israele sono usciti dalla terra d’Egitto fino a oggi?”. Riflettete in cuor vostro, consultatevi e pronunciatevi!» Tutti coloro che vedevano dicevano: «Non è mai capitata né si è vista cosa simile da quando i figli di Israele sono usciti dalla terra di Egitto fino a oggi!»