SCRUTATIO

Domenica, 19 luglio 2026 - San Simmaco papa ( Letture di oggi)

Lettera ai Romani 6


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BIBBIA MARTINISacra Bibbia Garofalo
1 Che diremo noi adunque? Rimarremo noi nel peccato, affinchè sia abbondante la grazia?1 Concluderemo, dunque, che dobbiamo restare nel peccato perché abbondi la grazia?
2 Dio ce ne guardi. Imperocché se noi siamo morti al peccato, come viveremo tuttora in esso?2 È assurdo! Noi, morti ormai al peccato, come potremo ancora vivere in esso?
3 Non sapete voi forse, che quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, nella morte di lui siamo stati battezzati?3 Non sapete forse che tutti noi che fummo battezzati in Cristo Gesù, fummo battezzati nella sua morte?
4 Imperocché siamo stati insieme con lui sepolti pel Battesimo per morire: affinchè siccome Cristo risuscitò da morte per gloria del Padre, così noi nuova vita viviamo.4 Fummo, col battesimo, sepolti con lui nella morte, affinché, come Cristo fu risuscitato da morte dalla potenza gloriosa del Padre, così noi pure vivessimo di una vita nuova.
5 Imperocché se noi siamo stati innestati alla raffigurazione della sua morte, lo saremo eziandio alla risurrezione.5 Se infatti siamo diventati un essere solo con lui nella somiglianza della sua morte, lo diventeremo altresì nella somiglianza della sua risurrezione;
6 Sapendo noi, come il nostro uomo vecchio è stato concrocifisso, affinchè sia distrutto il corpo del peccato, onde noi non serviamo più al peccato.6 poiché, sappiamo bene, il nostro vecchio uomo fu crocifisso con lui, affinché fosse distrutto il corpo dominato dal peccato e noi non si fosse più schiavi del peccato.
7 Imperocché colui, che è morto, è stato giustificato dal peccato.7 Ora chi è morto è affrancato dal peccato.
8 Che se siamo morti con Cristo, crediamo, che vireremo ancora con lui:8 È se con Cristo siamo morti, crediamo che con lui parimenti vivremo,
9 Sapendo noi, che Cristo risuscitato da morte non muore più, la morte più nol dominerà.9 ben consci però che Cristo, una volta risuscitato dai morti, più non morrà, non avendo la morte più alcun dominio su di lui.
10 Imperocché quanto all'essere lui morto, morì per lo peccato una volta: quanto poi al vivere, ei vive per Dio.10 Chi è morto, è morto al peccato una volta per sempre: e chi vive, vive ormai per Iddio.
11 Nella stessa guisa anche voi fate conto, che siete morti al peccato, e vivi per Dio in Gesù Cristo Signor Nostro.11 Così voi pure consideratevi morti sì al peccato, ma vivi per Dio in Cristo Gesù.
12 Non regni adunque il peccato nel corpo vostro mortale, onde serviate alle sue concupiscenze.12 Il peccato, dunque, non regni più nel vostro corpo mortale sì da piegarvi alle sue voglie,
13 E non imprestate le vostre membra quai strumenti di iniquità al peccato: ma offerite a Dio voi stessi, come viventi dopo essere stati morti, e le vostre membra a Dio come strumenti di giustizia.13 né vogliate offrire le vostre membra quali armi d’ingiustizia al servizio del peccato; offrite invece a Dio voi stessi, come vivi risorti da morte, donate le vostre membra quali armi di giustizia al servizio di Dio.
14 Imperocché il peccato non vi dominerà: atteso che non siete sotto la legge, ma sotto la grazia.14 Poiché il peccato non eserciterà più il suo dominio sopra di voi, non essendo voi sotto la legge, ma sotto la grazia.
15 E che adunque? Peccheremo noi, perché non siamo sotto la legge, ma sotto la grazia? Dio ce ne guardi.15 E che, dunque? dovremmo forse peccare per il fatto che non siamo più sotto la legge ma sotto la grazia? Sarebbe mostruoso!
16 Non sapete voi, che a chiunque vi diate per ubbidire qual servi, di lui siete servi, cui ubbidite, sia del peccato per morte, o sia della ubbidienza per la giustizia?16 Se vi offrite ad uno come schiavi per prestargli obbedienza, sia esso il peccato che mena alla morte o l’obbedienza che conduce alla giustizia, voi siete suoi schiavi e a lui dovete ubbidire.
17 Grazie però a Dio, che foste servi del peccato, ma avete ubbidito di cuore seconde quella forma di dottrina, dalla quale siete stati formati.17 Ma siano rese grazie a Dio che voi, già schiavi del peccato avete ubbidito di cuore a quella norma di vita cui siete stati affidati
18 E liberarti dal peccato, siete divenuti servi della giustizia.18 e, una volta affrancati dal peccato, vi siete messi al servizio della giustizia.
19 Parlo da uomo a riguardo della debolezza della vostra carne: imperocché siccome deste le vostre membra a servire alla immondezza, e alla iniquità per la iniquità, così date adesso le vostre membra a servire alla giustizia per la santificazione.19 Adopero una similitudine umana, in considerazione della vostra debolezza: come un tempo offriste le vostre membra schiave dell’immondezza e della ribellione per essere dei ribelli, così ora offrite le vostre membra schiave della giustizia per santificarvi.
20 Imperocché quando eravate servi del peccato, eravate francati dalla giustizia.20 Un giorno, schiavi del peccato, eravate liberi di fronte alla giustizia.
21 E qual frutto adunque aveste allora da quelle cose, nelle quali avete adesso vergogna? Conciossiachè il fine di essi è la morte.21 Ebbene, qual frutto ne traevate? Cose di cui ora arrossite! La morte ne è infatti il risultato finale.
22 Adesso poi liberati dal peccato,e fatti servi di Dio, avete per vostro frutto la santificazione; per fine poi la vita eterna.22 Ora al contrario, affrancati dal peccato e fatti servi di Dio, avete per frutto la santità e per fine la vita eterna. E naturalmente:
23 Imperocché la paga dei peccatosi è la morte. Grazia di Dio (è) la vita eterna in Cristo Gesù nostro Signore.23 poiché se il salario del peccato è la morte, il dono di Dio è la vita eterna nel Cristo Gesù, nostro Signore.