SCRUTATIO

Domenica, 19 luglio 2026 - San Simmaco papa ( Letture di oggi)

Vangelo secondo Giovanni 4


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BIBBIA MARTINISacra Bibbia Garofalo
1 A quando Gesù ebbe saputo, come a' Farisei era noto, che egli faceva maggior numero di discepoli, e battezzava più di Giovanni,1 Quando il Signore seppe che i farisei avevano sentito dire che Gesù faceva più discepoli e ne battezzava più di Giovanni, —
2 (Quantunque non Gesù stesso battezzasse, ma bensì i suoi discepoli)2 sebbene non battezzasse Gesù in persona ma i suoi discepoli —
3 Abbandonò la Giudea, e se n' andò di nuovo nella Galilea:3 lasciò la Giudea e ritornò in Galilea.
4 Dovea perciò passare per la Samaria.4 Ora, era necessario che egli passasse attraverso la Samaria.
5 Giunse pertanto a quella città della Samaria, chiamata Sichar, vicino alla tenuta, che fu data da Giacobbe al suo figliuolo Giuseppe.5 Giunge, dunque, in una città della Samaria chiamata Sichar, vicino al podere che Giacobbe diede a suo figlio Giuseppe.
6 E quivi era il pozzo di Giacobbe. Onde Gesù stanco dal viaggio si pose così a sedere sul pozzo. Ed era circa l'ora sesta.6 Lì c’era il pozzo di Giacobbe. Gesù, dunque, stanco per il viaggio, stava con semplicità seduto sul pozzo. Era circa l’ora sesta.
7 Viene una donna Samaritana ad attigner acqua, Gesù le due: Dammi da bere,7 Arriva una donna samaritana ad attingere acqua. Gesù le dice: «Dammi da bere».
8 (Imperocché i suoi discepoli erano andati in città per comperar da mangiare.)8 I suoi discepoli erano andati in città per acquistare provviste.
9 Risposegli adunque la donna samaritana: Come mai tu essendo Giudeo, chiedi da bere a me, che sono Samaritana? Imperocché non hanno comunione i Giudei coi Samaritani.9 La donna samaritana, dunque, gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me che sono una donna samaritana?» I Giudei, infatti, non sono in buoni rapporti con i Samaritani.
10 Rispose Gesù, e dissele: Se tu conoscessi il dono di Dio, e chi è colui, che ti dice: Dammi da bere: tu ne avresti forse chiesto a lui, ed egli ti avrebbe dato d' un'acqua viva.10 Gesù rispose: «Se conoscessi il dono di Dio e chi è che ti dice: “Dammi da bere”, l’avresti pregato tu, ed egli ti avrebbe dato un’acqua viva».
11 Dissegli la donna: Signore,tu non hai con che attignere, e il pozzo è profondo: in che modo adunque hai tu quell'acqua viva?11 Gli dice: «Signore, tu non hai nulla per attingere, e il pozzo è profondo, dove, dunque, prendi l’acqua viva?
12 Se' tu forse da più di Giacobbe nostro Padre, il quale diede a noi questo pozzo, donde bevve esso, e i suoi figliuoli, e il suo bestiame?12 Saresti tu più grande del padre nostro Giacobbe, che ci ha dato il pozzo e ha bevuto da esso, lui e i suoi figli e le sue greggi?»
13 Rispose Gesù, e disse: Tutti quelli, che bevono di quest'acqua, torneranno ad aver sete: chi poi beve di quell'acqua, che gli darò io, non avrà più sete in eterno:13 Rispose Gesù: «Chiunque beve quest’acqua avrà sete ancora;
14 Ma l'acqua, che io gli darò, diventerà in esso fontana di acqua, che zampillerà sino alla vita eterna.14 ma chi beve l’acqua che io gli darò non avrà sete in eterno: l’acqua che io gli darò diverrà in lui fonte d’acqua zampillante per la vita eterna».
15 Dissegli la donna: Signore, dammi di quest'acqua, affinchè io non abbia mai sete, né abbia a venir qua per attignerne.15 Gli dice la donna: «Signore, dammi codesta acqua affinché non abbia più sete e non venga fin qui ad attingere».
16 Le disse Gesù: Va', chiama tuo marito, e ritorna qua.16 Le dice: «Va’, chiama tuo marito e torna qui».
17 Risposegli la donna, e disse: Non ho marito. E Gesù le rispose: Hai detto bene, non ho marito:17 La donna rispose: «Non ho marito», Le dice Gesù: «Hai ben detto: “Non ho marito”;
18 Imperocché cinque mariti hai avuti: e quello, che hai adesso, non è tuo marito: in questo hai detto il vero.18 hai avuto, infatti, cinque mariti e quello che hai adesso non è tuo marito; in questo hai detta la verità».
19 Dissegli la donna: Signore, veggo, che tu se' profeta.19 Gli dice la donna: «Signore, vedo che sei un profeta.
20 I nostri Padri hanno adorato (Dio) su questo monte, e voi dite, che il luogo, dove bisogna adorarlo, è in Gerusalemme.20 I nostri padri hanno adorato su questa montagna e voi dite che il luogo dove si deve adorare è a Gerusalemme».
21 Gesù le rispose: Credimi, o donna, che è venuto il tempo, in cui né su questo monte, nè in Gerusalemme adorerete il Padre.21 Le dice Gesù: «Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questa montagna né a Gerusalemme adorerete il Padre.
22 Voi adorate quello, che non conoscete: noi adoriamo quello, conosciamo, perché la salute viene da' Giudei.22 Voi adorate quel che non conoscete, noialtri adoriamo quel che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei.
23 Ma verrà il tempo, anzi è venuto, in cui adoratori veraci adoreranno il Padre in ispirito, e verità. Imperocché tali il Padre cerca adoratori.23 Ma viene l’ora, ed è adesso, in cui i genuini adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; il Padre, infatti, tali vuole i suoi adoratori.
24 Iddio è spirito: e quei, che l'adorano, adorar lo debbono in Ispirito, e verità.24 Dio è spirito, e i suoi adoratori in spirito e verità devono adorarlo.
25 Disselli la donna: So, che viene il Messia (che vuoi dire il Cristo); quando questi sarà venuto, ci istruirà di tutto.25 Gli dice’ la donna: «So che il Messia — cioè l’unto — deve venire; quando verrà lui ci annunzierà tutte queste cose».
26 Dissele Gesù: Son quel desso io, che teco favello.26 Le dice Gesù: «Sono io, io che ti parlo».
27 E in quel mentre arrivarono i suoi discepoli: e si maravigliavano, che discorresse con una donna. Nissuno però gli disse: Che cerchi tu, o di che parli tu con colei?27 Nel frattempo, sopraggiunsero i suoi discepoli e furono sorpresi che egli parlasse con una ‘donna; nessuno, però, disse: «Che cerchi?» o: «Perché parli con lei?»
28 Ma la donna lasciò la sua secchia, e andossene in città, e disse a quella gente:28 La donna, dunque, lasciò la sua brocca e se ne andò nella città a dire alla gente:
29 Venite a vedere un uomo, il quale, mi ha detto quanto ho mai fatto: E egli forse il Cristo?29 «Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto! Non sarà lui il Messia?»
30 Uscirono adunque dalla città, e andarono da lui.30 La gente uscì, allora, dalla città e si dirigeva verso di lui.
31 E in quel frattempo lo pregavano i discepoli, e dicevangli: Maestro, prendi un po' di cibo.31 Nel frattempo, i discepoli lo pregavano dicendo: «Rabbi, mangia»,
32 Ma egli rispose loro: Io ho un cibo da reficiarmi, che voi non sapete.32 ma egli disse loro: «To ho da mangiare un cibo che voi non conoscete».
33 I discepoli perciò si dicevano l'uno all'altro: V'egli forse stato qualcheduno, che gli abbia portato da mangiare?33 I discepoli, allora, si domandarono: «Che non gli abbia qualcuno portato da mangiare».
34 Disse loro Gesù: Il mio cibo è di fare la volontà di colui, che mi ha mandato, e di compiere l'opera sua.34 Disse loro Gesù: «i mio cibo è fare a volontà di colui che mi ha mandato e portare a compimento la sua opera.
35 Non dite voi: Vi sono ancor quattro mesi, e poi viene la mietitura? Ecco che io vi dico: Alzate gli occhi vostri, e mirate le campagne, che già biancheggiano per la messe.35 Non dite vol: “Quattro mesi ancora e poi viene la mietitura? Ebbene, io vi dico: levate gli occhi e contemplate i campi: già biancheggiano, pronti per la mietitura.
36 È colui, che miete, riceve la mercede, e raguna frutto per la vita eterna: onde insieme ne goda e colui, che semina, e colui, che miete.36 Già il mietitore riceve il salario e raccoglie frutto per la vita eterna, affinché gioiscano insieme il seminatore e il mietitore;
37 Imperocché in questo si verifica quel proverbio: altri semina, e altri miete.37 poiché in questo caso si avvera il proverbio: “Altro è il se minatore e l'altro è il mietitore”.
38 Io vi ho mandati a mietere quello, che voi non avete lavorato: altri hanno lavorato, e voi siete entrati nel lor lavoro.38 Io vi ho mandato a mietere ciò che voi non avete lavorato; altri hanno lavorato e voi siete subentrati nel frutto del loro lavoro».
39 Or dei Samaritani di quella città molti credettero in lui per le parole di quella donna, la quale attestava: egli mi ha detto tutto quello, che ho fatto.39 Molti Samaritani di quella città credettero in lui per ciò che aveva detto la donna, la quale attestava: «Mi ha detto tutto ciò che ho fatto».
40 Portatisi adunque da lui que' Samaritani, lo pregarono a trattenersi in quel luogo. E vi si trattenne due giorni.40 Quando, dunque, i Samaritani andarono a lui, lo pregarono di restare con loro; ed egli rimase là due giorni.
41 E molti più credettero in lui in virtù della sua parola.41 E molti di più credettero per la sua parola,
42 E dicevano alla donna: Noi già non crediamo a riflesso della tua parola: imperocché abbiamo noi stessi udito, e abbiam conosciuto, che questi è veramente il Salvatore del mondo.42 e alla donna dicevano: «Non è più per quanto hai detto tu che noi crediamo; noi stessi lo abbiamo ascoltato e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo».
43 Passati poi i due giorni si parti di là: e andò nella Galilea.43 Dopo quei due giorni, Gesù partì di là per la Galilea,
44 Imperocché lo stesso Gesù aveva affermato, che non riscuote rispetto un profeta nella sua patria.44 perché egli stesso aveva attestato: «Un profeta non è onorato nella propria patria».
45 Giunto egli pertanto nella Galileo,fu accolto da' Galilei, i quali avean veduto tutto quello, che egli aveva fatto in Gerusalemme nel dì della festa: imperocché essi pure erano andati alla festa.45 Al suo arrivo in Galilea, i Galilei lo accolsero, avendo veduto tutto ciò che egli aveva fatto in Gerusalemme durante la festa. Anche essi, infatti, erano andati alla festa.
46 Andò adunque Gesù di nuovo a Cana di Galilea, dove avea convertito l'acqua in vino. Ed eravi un certo regolo in Cafarnaum, il quale aveva un figliuolo ammalato.46 Ritornò, dunque, Gesù in Cana della Galilea, dove aveva mutato l’acqua in vino. E c’era un dignitario reale, il cui figlio era ammalato a Cafarnao.
47 E avendo questi sentito dire, che Gesù era venuto dalla Giudea nella Galilea, andò da lui, e lo pregava, che volesse andare a guarire il suo figliuolo, che era moribondo.47 Costui, avendo udito che Gesù era venuto dalla Giudea in Galilea, si recò da lui e lo pregò di scendere a guarirgli il figliolo: era, infatti, moribondo.
48 Dissegli adunque Gesù: Voi se non vedete miracoli, e prodigj, non credete.48 E Gesù gli disse: «Se non vedete miracoli e portenti, non crederete, dunque!»
49 Risposegli il regolo: Vieni, Signore, prima che il mio figliuolo si muoia.49 Il dignitario reale gli disse: «Signore, scendi prima che il mio bambino muoia!»
50 Gesù gli disse: Va', il tuo figliuolo vive. Quegli prestò fede alle parole dettegli da Gesù, e si partì.50 Gli risponde Gesù: «Va’, il tuo figlio vive». Credette, l’uomo, alla parola dettagli da Gesù, e si avviò.
51 E quando era già verso casa, gli corsero incontro i servi, e gli diedero nuova, come il suo figliuolo vivea.51 Stava già discendendo, quando i servi gli vennero incontro dicendo: «Tuo figlio vive».
52 Dimandò pertanto ad essi, in che ora avesse cominciato a star meglio. E quelli risposero: Ieri all'ora settima lasciollo la febbre.52 Volle, allora, sapere da essi l’ora in cui aveva cominciato a star ‘meglio. Gli risposero: «eri, all’ora settima la febbre lo lasciò».
53 Riconobbe perciò il Padre, che quella era la stessa ora, in cui Gesù gli aveva detto: Il tuo figliuolo vive: e credette egli, e tutta la sua casa.53 Allora il padre riconobbe che proprio in quell’ora Gesù gli aveva detto: «Il figlio tuo vive»; e credette, lui e tutta la sua casa.
54 Questo fu il secondo miracolo, che fece di nuovo Gesù, dopo che fu ritornato dalla Giudea nella Galilea.54 Fu questo il secondo miracolo che fece Gesù, venuto dalla Giudea nella Galilea.