SCRUTATIO

Domenica, 19 luglio 2026 - San Simmaco papa ( Letture di oggi)

Primo libro dei Maccabei 15


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BIBBIA MARTINISacra Bibbia Garofalo
1 Or il re Antioco figliuolo di Demetrio scrisse dalle isole del mare una lettera a Simone sommo sacerdote e principe della nazione dei Giudei e a tutta la nazione:1 Antioco, figlio del re Demetrio, mandò una lettera dalle isole del mare a Simone, sacerdote ed etnarca dei Giudei, e a tutta la nazione.
2 La qual lettera era di tal tenore: Il re Antioco a Simone sommo Sacerdote e alla nazione dei Giudei, salute.2 Essa era concepita in questo modo: «Il tn Antioco a Simone gran sacerdote ed etnarca e alla nazione dei Giudei salute.
3 Dappoiche' alcuni uomini pestilenziali hanno invaso il regno de' padri nostri, e io voglio liberare il regno, e rimetterlo nel suo primiero stato, ed ho messo insieme uno scelto esercito, ed ho fatte costruire navi da guerra,3 Poiché uomini pestiferi si sono impadroniti del regno dei nostri padri, ho deciso di riacquistare questo regno e riordinarlo come era prima. Perciò ho raccolto una moltitudine di armati e ho allestito navi da guerra.
4 Ho intenzione di entrar nel paese per punire quelli che hanno messe sossopra le nostre provincie, e han desolata molte città del mio regno.4 Intendo sbarcare nella regione per punire coloro che hanno devastato il nostro paese e desolato molte città nel mio regno.
5 Io pertanto ti condono tutti i tributi condonati a te da tutti i re miei predecessori, e tutti i doni, che questi han rimessi a te.5 Ora, ti confermo tutte le franchigie che ti hanno concesso i miei predecessori, così pure qualsiasi rinuncia a donativi.
6 E ti concedo di poter battere moneta proprio nel tuo paese.6 Ti permetterò di battere moneta con conio proprio per il tuo paese.
7 E che Gerusalemme sia città santa e libera, e che tutte le armi fabbricate da te, e le fortezze, che tu hai edificate, ed hai in tuo potere, rimangan tue.7 Gerusalemme e il santuario siano liberi; tutte le armi che hai preparato e le fortezze che hai edificato, di cui sei in possesso, restino in tuo potere.
8 E tutti i debiti colla azienda reale tanto pel passato, che pel futuro, ti sono rimessi da questo punto.8 Ogni debito con il re e ciò che dovresti in avvenire al re ti sia rimesso da ora e per sempre.
9 E quando sarem pervenuti al possesso del nostro regno, renderemo onor grande a te, e alla tua nazione e al tempio, talmente che la vostra gloria si spanderà per tutta la terra.9 Quando, poi, avremo ristabilito il nostro regno, onoreremo te, la tua nazione e il tempio con grande onore, così che venga manifestata la vostra gloria in tutta la terra».
10 L'anno cento settantaquattro entrò Antioco nel paese de' padri suoi; e corsero a lui tutti gli eserciti, talmente che pochi rimasero con Trifone.10 L’anno 174 Antioco entrò nella terra dei suoi padri: passarono dalla sua parte tutte le forze armate, così che solo pochi rimasero fedeli a Trifone.
11 E il re Antioco lo inseguì; e quegli fuggendo lungo la spiaggia del mare arrivò a Dora:11 Antioco, allora, si diede a inseguire costui, che fuggì fino a Dora, che si trovava sul mare.
12 Perocchè egli vedeva le sciagure piovergli addosso, avendolo abbandonato l'esercito.12 Egli sapeva, infatti, quali mali si addensavano sul suo capo e che l’esercito lo aveva abbandonato.
13 E Antioco si avvicinò a Dora con centoventi mila uomini di valore e otto mila cavalli.13 Antioco si accampò intorno a Dora: con lui erano centoventimila soldati e ottomila cavalieri.
14 E circondò la città, e si aggiunser le navi dalla parte del mare, onde la città era battuta per mare e per terra, e non poteva nissuno uscirne, o entrarvi.14 Egli circondò la città, mentre le navi si avvicinavano dalla parte del mare. Stringeva la città dalla terra e dal mare e non permetteva che alcuno uscisse o entrasse.
15 Ma Numenio co' suoi compagni giunse da Roma con lettere scritte ai re e ai popoli di questo tenore:15 Intanto da Roma ritornò Numenio con i compagni, portando lettere per i re e per i paesi, nelle quali era scritto:
16 Lucio console de' Romani al re Tolomeo, salute.16 «Lucio, console dei Romani, al re Tolomeo salute.
17 Sono venuti a noi gli ambasciadori dei Giudei nostri amici a rinnovar l'amicizia e la confederazione, mandati da Simone principe de' sacerdoti e dal popolo de' Giudei.17 Gli ambasciatori dei Giudei si sono presentati a noi come amici e alleati per rinnovare l’antica amicizia e alleanza, mandati da Simone sommo sacerdote e dal popolo giudaico.
18 Ed hanno portato un brocchiere di oro di mille mine.18 Essi hanno portato uno scudo d’oro di mille mine.
19 È adunque piaciuto a noi di scrivere ai re e ai popoli, che non facciano torto ad essi, e non molestino né loro, ne le loro città e paesi, e non dieno aiuto a quelli, che lor movessero guerra.19 Pertanto ci è parso bene scrivere ai re e ai vari paesi di non fare loro del male, di non assalire né loro né le loro città né il loro santuario e di non essere alleati con chi movesse loro guerra.
20 E abbiamo creduto di dover accettare il brocchiere.20 A noi parve bene di accettare lo scudo.
21 Se pertanto vi sono degli uomini malvagi, i quali dal loro paese sieno fuggiti nel vostro, rimettetegli a Simone principe dei Sacerdoti, affinché li punisca secondo la sua legge.21 Se, dunque, alcuni ribaldi fuggono dalla loro nazione a voi, consegnateli a Simone sommo sacerdote, affinché eserciti su di loro la giustizia secondo la loro legge».
22 Le stesse cose furono scritte al re Demetrio e ad Attalo e ad Ariarate e ad Arsace,22 Queste medesime cose scrisse il console al re Demetrio, ad Attalo, ad Ariarate, ad Arsace
23 E a tutte le provincie, ai Lampsaceni agli Sparziali, a quei di Delo e di Mindo e di Sicione e a quei della Caria e di Samo e della Pamfilia e della Licia e di Halicarnasso e di Coo e di Side e di Aradon e di Rodi e di Phaselide e di Gorlina e di Gnido e di Cipro e di Cirene.23 e a tutti i paesi, a Sampsamo, agli Spartani, a Delo, a Mindo, a Sicione, alla Caride, a Samo, alla Panfilia, alla Licia, ad Alicarnasso, a Rodi, a Faselide, a Cos, a Side, ad Arado, a Gortina, a Cnido, a Cipro e a Cirene.
24 E mandaron copia della lettera a Simone principe dei Sacerdoti e al popolo dei Giudei.24 Ne scrissero una copia per Simone sommo sacerdote.
25 Or il re Antioco si avvicinò coll'esercito per la seconda volta a Dora, battendola continuamente, e alzando macchine; e strinse talmente Trifone, che non poteva scamparne:25 Ora il re Antioco si accampò nel sobborgo di Dora spingendo continuamente le schiere contro di essa e adoperandovi macchine. Egli vi rinchiuse Trifone in modo che non potesse né entrare né uscire.
26 E Simone mandò in suo aiuto due mila uomini scelti, e argento e oro e vasi in copia:26 Simone, allora, gli mandò in aiuto duemila soldati insieme con argento, oro e molte armi,
27 Ma quegli non volle riceverli, e mancò a tutte le convenzioni fatte prima con lui, e se gli mostrò avverso.27 ma egli non li volle accettare, anzi revocò le concessioni garantite prima e si dichiarò nemico di Simone.
28 E mandò a tui Athenobio, uno dei suoi a discorrerla con Simone, e a dirgli: voi occupate Joppe e Gazara e la cittadella di Gerusalemme, città spettanti al mio regno:28 Il re inviò Atenobio, uno dei suoi amici, a trattare con questo e a dirgli: «Voi occupate Giaffa, Gezer, l’Acra di Gerusalemme, tutte città del mio regno.
29 Avete desolati i lor territori, e avete fatti mali grandi nel paese, e avete usurpati molti luoghi del mio regno.29 Voi avete devastato il loro territorio, avete arrecato molti danni alla regione e vi siete impadroniti di molti luoghi nel mio regno.
30 Ora dunque rimettere le città occupate da voi, e i tributi esatti nè luoghi, dei quali vi siete fatti padroni fuori de' confini della Giudea:30 Ora, perciò, riconsegnate le città, che avete occupato, e i tributi ricavati dai luoghi, di cui vi siete impadroniti fuori dei confini della Giudea.
31 Ovvero date per quelle (città) cinque cento talenti d'argento, e pe' guasti fatti da voi e pe' tributi delle città, altri cinquecento talenti; altrimenti verremo, e vi faremo guerra.31 Altrimenti date in compenso cinquecento talenti d’argento per le distruzioni che avete compiuto e altri cinquecento talenti per i tributi delle città; altrimenti verremo a farvi guerra».
32 E Athenobio amico del re giunse a Gerusalemme, e vide la magnificenza di Simone e la copia dell'oro e dell'argento e la quantità de' mobili di prezzo, e ne restò stupefatto: e riferì a lui le parole del re.32 Venne, dunque, Atenobio, amico del re, a Gerusalemme. Quando egli vide la gloria di Simone, il suo vasellame d’oro e d’argento e un apparato straordinario, ne rimase meravigliato. Egli riferì le parole del re.
33 E Simone gli rispose, e disse: Noi ne abbiamo usurpato le terre altrui, nè ritenghiamo la roba degli altri, ma l'eredità dei padri nostri, la quale ingiustamente fu posseduta per qualche tempo da' nostri nemici.33 Simone gli rispose: «Noi non abbiamo occupato terra straniera né riteniamo roba d’altri, ma l’eredità dei nostri pa-dri, che ingiustamente in un certo tempo ci fu rapita dai nostri nemici.
34 Or noi servendoci dell'opportunità abbiam ricuperata l'eredità de' padri nostri.34 Noi, avendone avuto l’opportunità, abbiamo ricuperato l'eredità dei nostri padri.
35 Perocchè riguardo alle doglianze, che tu fai per ragion di Joppe e di Gazara, quelli facevano atroci danni al popolo e nel nostro paese: per queste noi diamo cento talenti. E Athenobio non rispose parola.35 Riguardo poi a Giaffa e a Gezer che tu reclami, esse fecero grande danno al nostro paese e devastarono la nostra regione. Per esse tuttavia ti daremo cento talenti».
36 Ma tornò indietro sdegnato, e riferì queste parole al re e la magnificenza di Simone e tutto quello che avea veduto. E il re si accese di sdegno.36 Quegli non gli rispose una parola, ritornò adirato dal re e gli riferì questi discorsi e la gloria di Simone e quanto aveva visto. Il re montò in gran furore.
37 Ma Trifone fuggi sopra una nave a Orthosiada.37 Trifone, intanto, salito su una nave, era fuggito a Ortosia.
38 E il re diede il governo della costa del mare a Cendebeo, e gli rimise un'armata di fanti, e di cavalli.38 Allora il re costituì Cendebeo comandante generale della zona marittima ‘e ‘gli affidò un esercito di fanti e di cavalieri.
39 E gli comando di andare verso la Giudea, e gli diede commissione di riedificare Gedor, e di fortificare le porte della città, e di domare il popolo de' Giudei. E il re dava dietro a Trifone.39 Gli ordinò di accamparsi di fronte alla Giudea, di fortificare Cedron, di bloccarne le porte e debellare il popolo. Il re, intanto, inseguì Trifone.
40 E Cendebeo arrivò a Jamnia, e cominciò a vessare il popolo, e a desolar la Giudea, e far degli schiavi, e trucidare la gente: e fortificava Gedor.40 Cendebeo, giunto a Jamnia, cominciò a vessare il popolo e a invadere la Giudea, a far prigionieri e a uccidere fra il popolo.
41 E ivi collocò i soldati a cavallo e i fanti, i quali uscivan fuori a fare scorrerie per la Giudea secondo gli ordini del re.41 Egli fortificò Cedron, dove collocò cavalieri e truppa affinché, facendo sortite, battessero le strade della Giudea, come gli aveva ordinato il re.