SCRUTATIO

Mercoledi, 8 luglio 2026 - Santi Aquila e Priscilla ( Letture di oggi)

Qoelet 1


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DIODATIBiblia Matos Soares
1 Le parole del Predicatore, figliuolo di Davide, re in Gerusalemme.1 Palavras do Eclesiaste, filho de Davide, rei de Jerusalém.
2 VANITÀ delle vanità, dice il Predicatore; vanità delle vanità; ogni cosa è vanità.2 Vaidade de vaidades, diz o Eclesiaste, vaidade de vaidade, tudo é vaidade!
3 Che profitto ha l’uomo di tutta la sua fatica nella quale egli si affatica sotto il sole?3 Que proveito tira o homem de todo o trabalho com que se afadiga debaixo do sol?
4 Una età va via, un’altra età viene; e la terra resta in perpetuo.4 Uma geração passa, outra geração lhe sucede, mas a terra permanece sempre estável.
5 Il sole si leva anch’esso, e poi tramonta; e, ansando, trae verso il luogo suo, ove egli si deve levare.5 O sol nasce e põe-se, corre ao seu lugar, donde volta a nascer.
6 Il vento trae verso il Mezzodì, e poi gira verso il Settentrione; egli va sempre girando, e ritorna a’ suoi giri.6 O vento dirige o seu giro para o meio-dia, depois declina para o norte; corre, visitando tudo em roda, e volta a começar (depois) os seus circuitos.
7 Tutti i fiumi corrono nel mare, e il mare non s’empie; i fiumi ritornano sempre a correre al luogo dove sogliono correre.7 Todos os rios entram no mar, e o mar nem por isso trasborda; os rios voltam ao mesmo lugar donde saíram, para tornarem a correr.
8 Ogni cosa si affatica più che l’uomo non può dire; l’occhio non si sazia giammai di vedere, e l’orecchio non si riempie di udire8 Todas as coisas se afadigam, mais do que se pode dizer. O olho não se farta de ver, nem o ouvido se cansa de ouvir (sempre as mesmas coisas).
9 Quello che è stato è lo stesso che sarà; e quello che è stato fatto è lo stesso che si farà; e non vi è nulla di nuovo sotto il sole.9 Que é o que foi? O mesmo que há-de ser. Que é o que se fez? O mesmo que se há-de fazer.
10 Evvi cosa alcuna, della quale altri possa dire: Vedi questo, egli è nuovo? già è stato ne’ secoli che sono stati avanti a noi.10 Não há nada novo debaixo do sol, e ninguém pode dizer; Eis aqui está uma coisa nova, porque ela já existiu nos séculos que passaram antes de nós.
11 Non vi è alcuna memoria delle cose che sono state innanzi; così ancora non vi sarà memoria delle cose che saranno nel tempo a venire, fra coloro che verranno appresso11 Não há memória das coisas antigas, mas também não haverá memória das coisas que hão-de suceder depois de nós, entre aqueles que viverão mais tarde.
12 Io, il Predicatore, sono stato re sopra Israele, in Gerusalemme;12 Eu, o Eclesiaste, fui rei de Israel em Jerusalém,
13 ed ho recato il mio cuore a ricercare, e ad investigare, con sapienza, tutto ciò che si fa sotto il cielo; il che è una occupazione molesta, la quale Iddio ha data a’ figliuoli degli uomini, per occuparvisi.13 e propus no meu coração inquirir e investigar sàbiamente todas as coisas que se fazem debaixo dos céus: Deus deu esta penosa ocupação aos filhos dos homens, para que se dedicassem a ela.
14 Io ho vedute tutte le cose che si fanno sotto il sole; ed ecco, tutto ciò è vanità, e tormento di spirito.14 Vi tudo o que se faz debaixo do sol, e achei que tudo era vaidade e a aflição de espírito.
15 Le cose torte non si possono dirizzare; e i difetti non si possono annoverare.15 O torto não se pode endireitar e o que falta não se pode contar.
16 Io parlava nel cuor mio, dicendo: Ecco, io mi sono aggrandito, ed accresciuto in sapienza, più che tutti quelli che sono stati innanzi a me sopra Gerusalemme; e il cuor mio ha veduta molta sapienza e scienza;16 Eu disse no meu coração: Eis que cheguei a ser grande, que excedi em sabedoria a todos os que antes de mim houve em Jerusalém; o meu espirito possuiu largamente a sabedoria e a ciência.
17 ed ho recato il mio cuore a conoscere la sapienza; ed anche a conoscere le pazzie e la stoltizia; ed ho riconosciuto che questo ancora è un tormento di spirito.17 Apliquei o meu coração a conhecer a sabedoria, a loucura, os desvarios, e reconheci que ainda isto é aflição de espírito,
18 Perciocchè, dove è molta sapienza, vi è molta molestia; e chi accresce la scienza accresce il dolore18 porque na muita sabedoria há muita amargura, e o que aumenta a sua ciência, também aumenta o seu sofrimento.