SCRUTATIO

Venerdi, 21 agosto 2026 - San Bernardo di Chiaravalle ( Letture di oggi)

Evangelio di Santo Luca 16


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BIBBIA VOLGARESacra Bibbia Garofalo
1 Etiam diceva alli suoi discepoli: egli era uno uomo ch' era ricco, il quale avea uno gubernatore; ed egli fu infamato appresso il signore suo, come avea dissipati li suoi beni.1 Diceva poi anche ai suoi discepoli: «Un uomo ricco aveva un amministratore che gli fu denunziato come dissipatore dei suoi beni.
2 Ed egli il chiamò, e dissegli: che è questo ch' io odo di te? rendimi ragione della tua ministrazione, imperò che ormai non potrai più gubernare.2 Egli lo chiamò e gli disse: “Che cos'è che sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché non potrai più amministrare”.
3 E il gubernatore disse fra sè stesso: che farò io, che il mio signore priverammi della ministrazione? io non posso (zappare nè) fare fossati; mi vergogno a mendicare.3 L’amministratore disse allora tra sé: “Che cosa farò, ora che il mio padrone mi toglie l’amministrazione? Di zappare non ho la forza, di mendicare mi vergogno.
4 So che farò, che quando sarò privato della gubernazione, loro mi accetteranno nelle sue case.4 So io che cosa farò, affinché, quando sarò rimosso dall’amministrazione, ci sia chi mi accolga in casa sua”.
5 Chiamati adunque tutti gli debitori del suo signore, diceva al primo: quanto sei obbligato al mio signore?5 Fece venire a uno a uno i debitori del suo padrone e disse al primo:
6 E quello disse: cento misure d' olio. Ed egli disse: togli la tua carta; e tosto siedi, e scrivi cinquanta.6 “Quanto devi al mio padrone, tu?”. Quello rispose: “Cento barili d’olio”. E lui: “Prendi la tua ricevuta, siedi, presto, scrivi: cinquanta”.
7 Etiam disse a uno altro: e tu quanto sei tenuto? Il quale disse: cento cori di frumento. Al quale disse: togli le tue scritture, e scrivi ottanta.7 Poi disse a un altro: “Tu, quanto devi?”. Quello rispose: “Cento misure di frumento”. È lui: “Prendi la tua ricevuta e scrivi: ottanta”.
8 (Udendo questo), il suo signore lodò il (suo) fattore di iniquità, chè egli avea fatto prudentemente; conciosia che gli figliuoli di questo mondo sono più prudenti delli figliuoli della luce nella sua generazione.8 Il padrone lodò quell’iniquo amministratore perché aveva agito con scaltrezza; poiché i figli di questo mondo sono, nell'agire con i loro simili, più scaltri dei figli della luce.
9 E io vi dico: fatevi amici di mammona della iniquità (cioè delle ricchezze, a dispensarle alli poveri servi di Dio); acciò che, quando verrete a meno, quelli vi ricevino nelli eterni tabernacoli.9 Ed io vi dico: procuratevi amici con la ricchezza iniqua, affinché quando verrà a mancare, essi vi accolgano negli eterni padiglioni.
10 Chi è fedele nella minima cosa, etiam nella maggiore egli è fedele; e chi è iniquo nel poco, etiam egli è iniquo nel maggiore.10 Chi è fedele nelle cose minime è fedele anche nelle grandi; e chi è iniquo nelle cose minime, è iniquo anche nelle grandi.
11 Se adunque non sete stati fedeli nell' iniquo mammona, chi vi crederà quel ch' è vero?11 Se, dunque, non foste fedeli nella ricchezza iniqua, chi vi affiderà quella vera?
12 E se non siete stati fedeli nell' altrui cosa, chi vi darà quel ch' è vostro?12 E se non foste fedeli nella ricchezza degli altri, chi vi darà la vostra?
13 Nullo servo può servire a due siguori; imperò che ovvero avrà uno in odio, e amerà l'altro; ovvero accosterassi a uno, e disprezzerà l' altro; voi non potete servire a Dio e alla mammona.13 Nessun domestico può servire a due padroni; o, infatti, odierà l’uno e amerà l’altro, o si attaccherà all’uno e trascurerà l’altro. Non potete servire a Dio e a Mammona».
14 Di che li Farisei, ch' erano avari, udivano tutte queste cose, e schernivanlo14 I farisei, che erano amanti del danaro, ascoltavano tutto questo e si facevano beffe di Gesù.
15 Egli adunque gli disse: voi siete che in presenza degli uomini vi giustificate; ma Iddio ha conosciuto li cuori vostri; imperò che quel ch' è (superbo e) alto alli uomini, a Dio egli è abominazione.15 Ed egli disse loro: «Voi siete quelli che si fanno passare per giusti al cospetto degli uomini; ma Dio conosce i vostri cuori, perché ciò che per gli uomini è eccelso, è abbominio dinanzi a Dio.
16 La legge e i profeti furono insino a Ioanne; da lui è (predicato ed) evangelizzato il regno di Dio, e ogni uomo in quello fue forza.16 La Legge e i Profeti vanno fino a Giovanni: da allora è annunziata la buona novella del regno di Dio, e ognuno fa violenza verso di esso.
17 Di che egli è più facile venire a meno il cielo e la terra, che cadere uno punto della legge.17 È più facile che il cielo e la terra passino, che un solo apice della Legge cada.
18 Ogni uomo che lascia la mogliere sua, e togliene un' altra, commette adulterio; e chi mena quella ch' è stata lassata dal marito, fa fornicazione.18 Chiunque ripudia sua moglie e ne sposa un’altra commette adulterio, e chi sposa la ripudiata dal marito commette adulterio.
19 Egli era uno uomo ricco, il quale vestiva di porpora e di bisso ( ch' è tela sottilissima), e ogni giorno faceva conviti splendidamente.19 C’era un uomo ricco, il quale si vestiva di porpora e di bisso e ogni giorno banchettava splendidamente.
20 Ed eravi uno mendicante, chiamato Lazzaro, il quale giaceva in terra alla porta sua, tutto impiagato,20 Un povero, di nome Lazzaro, giaceva al portone di lui coperto di ulcere
21 desiderando di saturarsi delle minute particelle che cadevano dalla mensa del ricco; al quale nullo davali alcuna cosa; ma etiam li cani venivano, e lingevano le sue piaghe.21 e bramoso di sfamarsi con ciò che cadeva dalla tavola del ricco: ma perfino i cani venivano a leccargli le ulcere.
22 Di che avvenne che il mendico (povero) moritte, e dagli angioli fu portato nel seno di Abraam. Similmente moritte il ricco, e fu sepolto nell' inferno.22 È: accadde che il mendico morì e fu portato dagli angeli nel seno di Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto.
23 Ed egli essendo nelli tormenti, e levando in alto gli suoi occhi, vide dalla lunga Abraam, e Lazzaro nel suo seno.23 Nell’ade, fra i tormenti, levò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro nel seno di lui.
24 Ed egli gridando disse: padre Abraam, abbi misericordia di me, e manda Lazzaro, ch' egli sì intinga la estremità del dito nell' acqua, acciò che egli rifreschi la mia lingua, imperò ch' io mi tormento in questa fiamma.24 Allora gridò: “Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere la punta di un dito nell’acqua per rinfrescarmi la lingua, perché spasimo in questa fiamma”.
25 Al quale disse Abraam: figliuolo, arricòrdati che ricevesti li beni nella vita tua, e Lazzaro similmente ricevette gli mali; ma ora egli è consolato, e tu sei tormentato.25 Ma Abramo disse: “Figlio, ricordati che tu hai ricevuto i tuoi beni durante la vita e Lazzaro, similmente, i mali; ora, invece, qui egli è consoato e tu spasimi.
26 E tra tutte queste cose egli è fondato tra voi e noi uno grande caos (che vuol dire confusione, e quivi ponesi per impossibilità di mutare il stato, ovvero gli meriti), per modo che quelli che vogliono di quindi venire a voi, non possono, nè d' indi venire qui da noi.26 Oltre a tutto ciò, fra voi e noi sta scavata una grande voragine, perché chiunque voglia di qui passare dalla vostra, parte non lo possa, né di costì si venga a noi "
27 Onde egli disse: priego te adunque, padre, che il mandi in casa del mio padre.27 E quegli: “Allora ti prego, Padre, di mandar Lazzaro alla casa di mio padre,
28 Imperò ch' io ho cinque fratelli, acciò egli dichiari a loro, che non vengano in questo luogo di tormenti.28 perché ho cinque fratelli, per ammonirli affinché non vengano anch’essi in questo luogo di tormenti”.
29 Al quale disse Abraam: loro hanno Moisè e gli profeti; odino quelli.29 Ma Abramo rispose: “Hanno Mosè e i Profeti: li ascoltino”.
30 Ed egli disse: non è così, padre Abraam; ma se alcuno de' morti andaranno a loro, faranno penitenza.30 E l’altro: «No, Padre Abramo, ma se qualcuno dai morti andrà da loro, si convertiranno”.
31 Ed egli li disse: se loro non odono Moisè e li profeti, non crederanno etiam se alcuno resuscitarà da morte.31 Ma Abramo gli disse: “Se non ascoltano Mosè e i Profeti non daranno retta neppure ad uno che sia risorto dai morti”».