SCRUTATIO

Venerdi, 17 luglio 2026 - San Alessio ( Letture di oggi)

Seconda lettera ai Corinzi 7


font
DIODATISacra Bibbia Garofalo
1 Avendo adunque queste promesse, cari miei, purghiamoci d’ogni contaminazione di carne, e di spirito, compiendo la nostra santificazione nel timor di Dio.1 In possesso dunque di queste promesse, o diletti, purifichiamoci da ogni bruttura della carne e dello spirito, compiendo l’opera della nostra santificazione nel timore di Dio.
2 DATECI luogo in voi; noi non abbiam fatto torto ad alcuno, non abbiamo corrotto alcuno, non abbiamo frodato alcuno.2 Fateci largo nei vostri cuori! Noi non abbiamo fatto torto a nessuno; nessuno abbiamo rovinato; non abbiamo frodato nessuno.
3 Io non lo dico a vostra condannazione; perciocchè già innanzi ho detto che voi siete ne’ cuori nostri, da morire insieme, e da vivere insieme.3 Non parlo così per condannarvi, poiché vi ho già detto che siete nei” nostri cuori, dimodochè siete uniti insieme con noi nella morte e nella vita.
4 Io ho gran libertà di parlare inverso voi, io ho molto di che gloriarmi di voi; io son ripieno di consolazione, io soprabbondo di letizia in tutta la nostra afflizione4 Io ho grande fiducia in voi; sono molto fiero di voi. Son pieno di consolazione, mi sento traboccare di gioia in ogni nostra tribolazione.
5 Perciocchè, essendo noi venuti in Macedonia, la nostra carne non ha avuta requie alcuna; ma siamo stati afflitti in ogni maniera: combattimenti di fuori, spaventi di dentro.5 Infatti, quando giungemmo in Macedonia, la nostra carne non ebbe requie di sorta. Eravamo anzi tribolati per ogni verso: da lotte all’esterno, da timori nell’intimo.
6 Ma Iddio, che consola gli umiliati, ci ha consolati per la venuta di Tito.6 Ma Iddio, che infonde coraggio ai miseri, ci consolò mediante l’arrivo di Tito;
7 E non sol per la venuta d’esso, ma ancora per la consolazione della quale è stato consolato appresso di voi; rapportandoci la vostra grande affezione, il vostro pianto, il vostro zelo per me; talchè io me ne son molto maggiormente rallegrato.7 e non solo mediante il suo arrivo, ma anche per il gaudio che egli aveva provato nei vostri riguardi, perché ci informò del vostro ardente desiderio, della vostra afflizione, del vostro attaccamento per me, sicchè io me ne rallegrai maggiormente.
8 Perciocchè, benchè io vi abbia contristati per quell’epistola, ora non me ne pento, benchè io me ne fossi pentito; poichè io vedo che quell’epistola, quantunque per un breve tempo, vi ha contristati.8 Poiché, se anche vi rattristai con la mia lettera, non me ne rincresce; e se allora ne ero spiacente — infatti. vedo bene che quella lettera, sia pure per breve tempo, vi rattristò — ora me ne rallegro,
9 Or mi rallegro, non perchè siate stati contristati, ma perchè siete stati contristati a ravvedimento; perciocchè voi siete stati contristati secondo Iddio, acciocchè in cosa alcuna voi non riceveste alcun danno da noi.9 non già perché ne foste rattristati, ma perché quella vostra pena vi ha condotti al pentimento. Vi siete infatti rattristati secondo i disegni di Dio, di modo che nessun danno avete ricevuto dalla nostra azione.
10 Poichè la tristizia secondo Iddio produce ravvedimento a salute, del quale l’uomo non si pente mai; ma la tristizia del mondo produce la morte.10 Poiché la tristezza conforme ai voleri di Dio produce un pentimento a salvezza, di cui non ci si rammarica; mentre la tristezza del mondo produce la morte.
11 Perciocchè, ecco, questo stesso fatto che voi siete stati contristati secondo Iddio, quanta premura ha prodotta in voi, qual giustificazione, quale indegnazione, qual timore, qual grande affezione, quale zelo, qual punizione! per ogni maniera voi avete dimostrato che siete puri in quest’affare11 Ed ecco quanta sollecitudine ha prodotto in voi proprio questa tristezza secondo i disegni di Dio, da voi provata! Anzi, che dico? quanta cura di scolparvi, quanto. sdegno, quanto timore, quale desiderio ardente, quale zelo, quale punizione! Avete mostrato in tutti i modi che in questa faccenda eravate innocenti.
12 Benchè adunque io vi abbia scritto, io non l’ho fatto, nè per colui che ha fatta l’ingiuria, nè per colui a cui è stata fatta; ma, acciocchè fosse manifestato fra voi, davanti a Dio, lo studio nostro, che noi abbiamo per voi.12 Perciò, anche se vi scrissi, non lo feci né a motivo dell’offensore né a motivo dell’offeso, ma perché l’attaccamento che avete per noi diventasse a voi palese dinanzi a Dio.
13 Perciò, noi siamo stati consolati; ed oltre alla consolazione che noi abbiamo avuta di voi, vie più ci siam rallegrati per l’allegrezza di Tito, perciocchè il suo spirito è stato ricreato da voi tutti.13 Ecco che cosa ci ha consolati. Ma oltre a questa consolazione personale, abbiamo provato una contentezza ancora più grande per la gioia di Tito, il cui animo è stato da voi tanto confortato.
14 Perciocchè, se mi sono presso lui gloriato di voi in cosa alcuna, non sono stato confuso; ma, come vi abbiam parlato in tutte le cose in verità, così ancora ciò di che ci eravamo gloriati a Tito si è trovato verità.14 Se con lui mi sono un po’ gloriato di voi, non ne dovetti poi arrossire; ma come in ogni cosa vi abbiamo parlato con verità così l’orgoglio di voi mostrato da noi a Tito risultò verità.
15 Laonde ancora egli è vie più sviscerato inverso voi, quando si ricorda dell’ubbidienza di voi tutti, come l’avete ricevuto con timore, e tremore.15 Il suo cuore è ancor più largamente ben disposto verso di voi ora che ricorda l’obbedienza prestata da voi tutti e il religioso rispetto e il timore riverente con cui l’accoglieste.
16 Io mi rallegro adunque che in ogni cosa io mi posso confidar di voi16 Mi rallegro di poter in tutto contare su di voi.