SCRUTATIO

Venerdi, 4 settembre 2026 - Santa Rosalia ( Letture di oggi)

Seconda lettera ai Corinzi 10


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DIODATISacra Bibbia Garofalo
1 OR io Paolo vi esorto per la benignità, e mansuetudine di Cristo; io dico, che fra voi presente in persona ben sono umile; ma, assente, sono ardito inverso voi.1 Ora, proprio io, Paolo, vi rivolgo un monito per la mansuetudine e la moderazione di Cristo; io che, quando sono presente, sarei tra voi pusillanime, mentre da assente mi mostrerei audace verso di voi!
2 E vi prego che, essendo presente, non mi convenga procedere animosamente con quella confidanza, per la quale son reputato audace, contro ad alcuni che fanno stima di noi, come se camminassimo secondo la carne.2 Ve ne prego: che non debba, presente, mostrarmi audace con quell’ardire con cui ho in animo di affrontare certa gente, la quale ci considera come se regolassimo la nostra condotta secondo criteri terreni.
3 Poichè, camminando nella carne, non guerreggiamo secondo la carne3 Noi, anche se viviamo in una fragile natura, non esercitiamo la nostra milizia seguendo criteri terreni.
4 perciocchè le armi della nostra guerra non son carnali, ma potenti a Dio alla distruzione delle fortezze,4 Le armi della nostra milizia non sono deboli; anzi hanno la forza di abbattere fortezze per la causa di Dio. Con esse riduciamo al nulla ogni macchinazione
5 sovvertendo i discorsi, ed ogni altezza che si eleva contro alla conoscenza di Dio; e cattivando ogni mente all’ubbidienza di Cristo.5 e superbia che si elevi contro la conoscenza di Dio e facciamo «prigioniero ogni intelletto perché obbedisca a Cristo,
6 Ed avendo presta in mano la punizione d’ogni disubbidienza, quando la vostra ubbidienza sarà compiuta6 pronti a punire ogni disobbedienza, quando la vostra obbedienza sia piena.
7 Riguardate voi alle cose che sono in apparenza? se alcuno si confida in sè stesso d’esser di Cristo, reputi altresì da sè medesimo questo: che, siccome egli è di Cristo, così ancora noi siam di Cristo.7 Considerate pure le cose come balzano agli occhi. Se uno per suo conto è sicuro di appartenere a Cristo, rifletta ancora tra sé che, come egli è di Cristo, così lo siamo noi pure.
8 Perciocchè, benchè io mi gloriassi ancora alquanto più della nostra podestà, che il Signore ci ha data, ed edificazione, e non a distruzion vostra, io non ne sarei svergognato.8 Infatti, anche se mi gloriassi ancor più del potere che il Signore ci ha dato — solo per il vostro avanzamento spirituale e non a vostra rovina — non potrei essere svergognato.
9 Ora, non facciasi stima di me, come se vi spaventassi per lettere.9 Ciò, perché non sembri che io voglia in qualche modo intimorirvi con le mie lettere.
10 Perciocchè, ben sono, dice alcuno, le lettere gravi e forti; ma la presenza del corpo è debole, e la parola dispregevole.10 «Le sue lettere — si dice — sono senza dubbio severe e forti, ma la presenza del suo corpo è debole e la sua parola, spregevole».
11 Il tale reputi questo: che, quali siamo assenti, in parola, per lettere; tali saremo ancora presenti, in fatti11 Rifletta bene quel tale, che quali siamo, assenti a parole, per lettera, tali saremo pure presenti, a fatti.
12 Perciocchè noi non osiamo aggiungerci, nè paragonarci con alcuni di coloro che si raccomandano loro stessi; ma essi, misurandosi per sè stessi, e paragonandosi con sè stessi, non hanno alcuno intendimento.12 Certo noi non abbiamo l’ardire di equipararci o confrontarci con certuni così bravi a raccomandare se stessi. E dire che, misurando se stessi in base alla loro propria idea di sé, e confrontando se stessi con se stessi, son privi di intelletto!
13 Ma, quant’è a noi, non ci glorieremo all’infinito; anzi, secondo la misura del limite che Iddio ci ha spartito come misura del nostro lavoro, ci glorieremo d’esser pervenuti infino a voi.13 All’opposto noi non ci vanteremo fuori di misura, ma in quella misura limitata che risponde a quanto Dio ci elargì per poter giungere anche fino a voi.
14 Perciocchè noi non ci distendiamo oltre il convenevole, come se non fossimo pervenuti infino a voi; poichè siam pervenuti eziandio fino a voi nella predicazione dell’evangelo di Cristo;14 Noi non ci estendiamo al di là del nostro campo, come nel caso che non fossimo giunti fino a voi. Invero, precedentemente siamo giunti anche fino a voi, coll’evangelo di Cristo.
15 non gloriandoci all’infinito delle fatiche altrui; ma avendo speranza, che crescendo la fede vostra, saremo in voi abbondantemente magnificati, secondo i limiti assegnatici.15 Non ci gloriamo quindi indebitamente delle fatiche altrui. Solo abbiamo speranza che, aumentando la vostra fede, anche noi diventiamo, sia pure in proporzione della nostra misura, sempre più grandi tra voi,
16 Ed anche che noi evangelizzeremo ne’ luoghi, che son di là da voi; e non ci glorieremo nei limiti assegnati ad altrui, di cose preparate per altri.16 sì da poter annunciare l’evangelo anche in regioni al di là della vostra, senza doverci vantare di quanto già pronto per merito d’altri.
17 Ora, chi si gloria, gloriisi nel Signore.17 Chi vuole gloriarsi si glori nel Signore!
18 Poichè, non colui che raccomanda sè stesso è approvato, ma colui che il Signore raccomanda18 Poiché non chi raccomanda se stesso è perciò approvato; ma colui che è raccomandato dal Signore.