SCRUTATIO

Martedi, 1 settembre 2026 - San Giuseppe d'Arimatea ( Letture di oggi)

Giona 1


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DIODATISacra Bibbia Garofalo
1 LA parola del Signore fu indirizzata a Giona, figliuolo di Amittai, dicendo:1 La parola di Jahvè fu rivolta a Giona, figlio di Amittai:
2 Levati, va’ in Ninive, la gran città, e predica contro ad essa; perciocchè la lor malvagità è salita nel mio cospetto.2 «Orsù, va’ a Ninive la grande città e annuncia in essa che le loro malefatte sono salite al mio cospetto».
3 Ma Giona si levò, per fuggirsene in Tarsis, dal cospetto del Signore; e scese in Iafo, ove trovò una nave, che andava in Tarsis; ed egli, pagato il nolo, vi entrò, per andarsene con la gente della nave in Tarsis, lungi dal cospetto del Signore3 Ma Giona si alzò per fuggire a Tarsis, lontano da Jahvè: scese a Giaffa, dove trovò una nave che andava a Tarsis; pagò il prezzo del viaggio e vi entrò, per andare con loro, a Tarsis, lontano da Jahvè.
4 Ma il Signore lanciò un gran vento nel mare, e vi fu una gran tempesta in mare, talchè la nave si credette rompere.4 Ma Jahvè scatenò un gran vento sul mare, così che ne nacque una grande burrasca in mare e la nave minacciava di naufragare.
5 E i marinai temettero, e gridarono ciascuno al suo dio, e gettarono gli arredi ch’erano nella nave in mare, per alleviarsene. Or Giona era sceso nel fondo della nave, e giaceva, ed era profondamente addormentato.5 I marinai ebbero paura è invocarono ognuno il suo dio e buttarono in mare gli arnesi che erano nella nave, per alleggerirsi. Giona, poi, che si era rifugiato nel punto più interno dell’imbarcazione, e lì si era coricato, stava immerso in profondo sonno.
6 E il nocchiero si accostò a lui, e gli disse: Che fai tu, dormitore? Levati, grida all’Iddio tuo; forse Iddio si darà pensier di noi, e non periremo.6 Allora il capo della ciurma gli andò vicino e gli disse: «Ma come: tu stai dormendo? Alzati e invoca il tuo Dio! Forse si darà pensiero di noi quel Dio, così che non periamo».
7 Poi dissero l’uno all’altro: Venite, e tiriamo le sorti, e sappiamo chi è cagione che questo male ci è avvenuto. Trassero adunque le sorti, e la sorte cadde sopra Giona.7 Si dissero l’un l’altro: «Qua, gettiamo le sorti e sapremo per colpe di chi siamo incorsi in questa disgrazia». Gettarono le sorti e la sorte cadde su Giona.
8 Allora essi gli dissero: Deh! dichiaraci chi è cagione che questo male ci è avvenuto; quale è il tuo mestiere? ed onde vieni? quale è il tuo paese? e di qual popolo sei?8 Allora gli dissero: «Svelaci per colpe di chi siamo incorsi in questa disgrazia: qual è il tuo mestiere e donde vieni? Qual è il tuo paese, di che nazionalità sei?»
9 Ed egli disse loro: Io sono Ebreo, e temo il Signore Iddio del cielo, che ha fatto il mare e l’asciutto.9 Egli rispose loro: «Io sono un Ebreo e temo Jahvè, Dio del cielo, che ha fatto il mare e la terra».
10 E quegli uomini temettero di gran timore, e gli dissero: Che hai tu fatto? Conciossiachè quegli uomini sapessero ch’egli se ne fuggiva dal cospetto del Signore; perciocchè egli l’avea lor dichiarato10 Quegli uomini furono presi da grande spavento e gli dissero: «Che cosa hai fatto!» Infatti quegli uomini erano venuti a conoscere che egli stava fuggendo lontano da Jahvè: poiché egli lo aveva loro dichiarato.
11 Ed essi gli dissero: Che ti faremo, acciocchè il mare si acqueti, lasciandoci in riposo? conciossiachè la tempesta del mare andasse vie più crescendo.11 «Che cosa dobbiamo farti» gli dissero «perché il mare si calmi e si ritiri da noi?» Difatti il mare andava sempre più facendosi agitato.
12 Ed egli disse loro: Prendetemi, e gettatemi nel mare, e il mare si acqueterà lasciandovi in riposo; perciocchè io conosco che per cagion mia questa gran tempesta vi è sopraggiunta.12 Egli disse loro: «Prendetemi e buttatemi in mare: allora il mare si calmerà e si ritirerà da voi. Poiché so bene che per colpa mia vi minaccia questa grande burrasca».
13 E quegli uomini a forza di remi si studiavano di ammainare a terra; ma non potevano, perciocchè la tempesta del mare andava vie più crescendo contro a loro.13 Gli uomini a forza di remi cercavano di far ritorno a riva, ma non vi riuscivano, poiché il mare andava sempre più agitandosi e facendosi loro minaccioso.
14 Allora gridarono al Signore, e dissero: Ahi Signore! deh! non far che periamo per la vita di quest’uomo; e non metterci addosso il sangue innocente; conciossiachè tu Signore, abbi operato come ti è piaciuto.14 Gridarono a Jahvè e dissero: «Ah, Jahvè! Che non abbiamo ad affogare noi per la vita di quest’uomo! Non imputare a nostra colpa il sangue innocente: poiché tu, Jahvè, hai agito come ti è piaciuto».
15 E presero Giona, e lo gettarono in mare; e il mare si fermò, cessando dal suo cruccio.15 Quindi presero Giona e lo buttarono in mare; e il mare si calmò dal suo sdegno.
16 E quegli uomini temettero di gran timore il Signore; e sacrificarono sacrificii al Signore, e votarono voti.16 Quegli uomini furono presi da grande timore verso Jahvè: gli offrirono vittime e fecero voti.
17 OR il Signore avea preparato un gran pesce, per inghiottir Giona; e Giona fu nelle interiora del pesce tre giorni, e tre notti