SCRUTATIO

Martedi, 1 settembre 2026 - San Giuseppe d'Arimatea ( Letture di oggi)

Daniele 4


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DIODATISacra Bibbia Garofalo
1 IL re Nebucadnesar, a tutti i popoli, nazioni, e lingue, che abitano in tutta la terra: La vostra pace sia accresciuta.1 Io, Nabucodonosor, ero tranquillo nella mia casa e felice nel mio palazzo.
2 Ei mi è paruto bene di dichiarare i segni, ed i miracoli, che l’Iddio altissimo ha fatti verso me.2 Ebbi un sogno: i fantasmi sul mio letto e le visioni della mia testa mi turbarono.
3 O quanto son grandi i suoi segni! e quanto son potenti i suoi miracoli! il suo regno è un regno eterno, e la sua signoria è per ogni età3 Promulgai un decreto per cui si dovevano introdurre alla mia presenza tutti i saggi di Babilonia affinché mi facessero conoscere il significato del sogno.
4 Io, Nebucadnesar, era quieto in casa mia, e fioriva nel mio palazzo.4 Allora entrarono i maghi, gli incantatori, i caldei, gli scongiuratori: a loro esposi il sogno, ma non mi fecero conoscere l’interpretazione.
5 Io vidi un sogno che mi spaventò; e le immaginazioni ch’ebbi in sul mio letto, e le visioni del mio capo, mi conturbarono.5 Quindi un altro venne alla mia presenza, Daniele chiamato Baltazzar dal nome del mio dio, e nel quale era lo spirito degli dèi santi. A lui esposi il sogno:
6 E da me fu fatto un comandamento, che tutti i savi di Babilonia fossero menati davanti a me, per dichiararmi l’interpretazione del sogno.6 «Baltazzar, capo dei maghi, so che in te è lo spirito degli dèi santi e nessun mistero ti mette in imbarazzo. Ecco le visioni del sogno che ho avuto: dimmene l’interpretazione.
7 Allora vennero i magi, gli astrologi, i Caldei, e gl’indovini; ed io dissi loro il sogno; ma non me ne poterono dichiarare l’interpretazione.7 Le visioni della mia mente sul mio letto: guardavo. Ed ecco un albero in mezzo alla terra e la sua altezza era grande.
8 Ma all’ultimo venne in mia presenza Daniele, il cui nome è Beltsasar, secondo il nome del mio dio, e in cui è lo spirito degl’iddii santi; ed io raccontai il sogno davanti a lui, dicendo:8 L’albero divenne immenso e robusto e la sua altezza raggiungeva il cielo ed era visibile fino all’estremità di tutta la terra.
9 O Beltsasar, capo de’ magi; conciossiachè io sappia che lo spirito degl’iddii santi è in te, e che niun segreto ti è difficile; di’ le visioni del mio sogno, che io veduto, cioè, la sua interpretazione.9 Le sue foglie erano belle e i suoi frutti abbondanti e c’era sopra di esso cibo per tutti. Le bestie selvatiche cercavano ombra sotto di esso e sui suoi rami vivevano uccelli del cielo e ogni vivente si nutriva di esso.
10 Or le visioni del mio capo, in sul mio letto, erano tali: Io riguardava, ed ecco un albero, in mezzo della terra, la cui altezza era grande.10 Stavo osservando le visioni della mia mente sul mio letto ed ecco scendere dal cielo un Vigilante e Santo.
11 Quell’albero era grande, e forte, e la sua cima giungeva al cielo, e i suoi rami si stendevano fino all’estremità della terra.11 Gridò forte e disse: “Abbattete l’albero e tagliatene i rami, sfrondatelo e disperdete i suoi frutti; fuggano di sotto le bestie e gli uccelli dai rami,
12 I suoi rami eran belli, e il suo frutto era copioso, e vi era in quello da mangiar per tutti; le bestie de’ campi si riparavano all’ombra sotto ad esso, e gli uccelli del cielo albergavano ne’ suoi rami, e d’esso era nudrita ogni carne.12 ma il ceppo delle sue radici lasciate nella terra, anzi in una catena di ferro e di bronzo, sulla fresca erba della campagna. Sia inumidito dalla rugiada del cielo e la sua sorte sia con le bestie, sull’erba della terra.
13 Io riguardava nelle visioni del mio capo, in sul mio letto; ed ecco, un vegghiante, e santo, discese dal cielo.13 Il suo cuore cessi di essere il cuore di un uomo e un cuore di bestia gli sia dato e sette tempi passino su di lui.
14 E gridò di forza, e disse così: Tagliate l’albero, e troncate i suoi rami; scotete le sue frondi, e spargete il suo frutto; dileguinsi le bestie di sotto ad esso, e gli uccelli da’ suoi rami;14 Il decreto è secondo la decisione dei Vigilanti e la sentenza è secondo l’ordine dei Santi, finché i viventi sappiano che l’Altissimo domina sul regno degli uomini e lo distribuisce a chi vuole e vi mette sopra il più umile degli uomini”.
15 ma pure, lasciate in terra il ceppo delle sue radici, e sia legato di legami di ferro, e di rame, fra l’erba della campagna; e sia bagnato della rugiada del cielo, e la sua parte sia con le bestie, nell’erba della terra.15 Io, re Nabucodonosor, vidi questo sogno. E tu, Baltazzar, esponi l’interpretazione, poiché tutti i saggi del mio regno sono incapaci di farmene conoscere il significato, mentre tu lo puoi, perché lo spirito degli dèi santi è in te».
16 Sia il suo cuore mutato, e in luogo di cuor d’uomo siagli dato cuor di bestia; e sette stagioni passino sopra lui.16 Allora Daniele, chiamato Baltazzar, rimase per un istante stordito: i suoi pensieri lo spaventarono. Prese a dire il re: «Baltazzar, non ti spaventino il sogno e la sua spiegazione». Rispondendo Baltazzar disse: «Mio signore, valga il sogno per i tuoi nemici e il suo significato per i tuoi avversari.
17 La cosa è determinata per la sentenza de’ vegghianti, e la deliberazione è stata conchiusa per la parola de’ santi; acciocchè i viventi conoscano che l’Altissimo signoreggia sopra il regno degli uomini, e ch’egli lo dà a cui gli piace, e costituisce sopra esso l’infimo d’infra gli uomini.17 L’albero da te visto, che diveniva immenso ed era robusto, la cui altezza raggiungeva il cielo e che era visibile a tutta la terra,
18 Questo è il sogno, che io, re Nebucadnesar, ho veduto. Or tu, Beltsasar, dinne l’interpretazione; conciossiachè fra tutti i savi del mio regno niuno me ne possa dichiarare l’interpretazione; ma tu puoi farlo; perciocchè lo spirito degl’iddii santi è in te18 le cui foglie erano belle e i frutti abbondanti e che aveva cibo per tutti e sotto il quale dimoravano le bestie selvatiche e sui rami del quale abitavano gli uccelli del cielo, quell’albero
19 Allora Daniele, il cui nome è Beltsasar, restò stupefatto lo spazio di un’ora, e i suoi pensieri lo spaventavano. Ma il re gli fece motto, e disse: O Beltsasar, non turbiti il sogno, nè la sua interpretazione. Beltsasar rispose, e disse: Signor mio, avvenga il sogno a’ tuoi nemici, e la sua interpretazione a’ tuoi avversari.19 sei tu, o re, che sei divenuto grande e potente: la tua grandezza ha toccato il cielo e la tua potenza l’estremità della terra.
20 L’albero che tu hai veduto, il quale era grande, e forte, e la cui cima giungeva fino al cielo, e i cui rami si stendevano per tutta la terra;20 E che il re abbia visto un Vigilante e Santo discendere dal cielo e dire: “Abbattete l’albero e distruggetelo, ma lasciate il ceppo delle sue radici sulla terra e in una catena di ferro e di bronzo sull’erba fresca della campagna e sia bagnato dalla rugiada del cielo e la sua sorte sia con le bestie selvatiche finché non passino sette tempi su di esso”,
21 e le cui frondi erano belle, e il frutto copioso, e nel quale vi era da mangiar per tutti; sotto il quale dimoravano le bestie della campagna, e ne’ cui rami albergavano gli uccelli del cielo;21 questo è il significato, o re, e la decisione dell’Altissimo che giunge al mio signore, il re, è questa:
22 sei tu stesso, o re, che sei divenuto grande, e forte, e la cui grandezza è cresciuta, ed è giunta al cielo, e la cui signoria è pervenuta fino all’estremità della terra.22 ti si allontanerà dagli uomini e la tua dimora sarà con le bestie selvatiche e ti si darà in cibo l’erba come ai buoi e ti faranno bagnare dalla rugiada del cielo e sette tempi passeranno su di te finché saprai che l’Altissimo domina sul regno degli uomini e lo concede a chi vuole.
23 E quant’è a quello che il re ha veduto un vegghiante, e santo, che scendeva dal cielo, e diceva: Tagliate l’albero, e guastatelo; ma pure, lasciate il ceppo delle sue radici in terra, legato con legami di ferro, e di rame, fra l’erba della campagna; e sia bagnato della rugiada del cielo, e sia la sua parte con le bestie della campagna, finchè sette stagioni sieno passate sopra lui;23 Hanno detto di lasciare il ceppo delle radici dell’albero: il tuo regno resta a te dal momento nel quale riconoscerai che il Cielo domina.
24 questa, o re, ne è l’interpretazione, e questo è il decreto dell’Altissimo, che deve essere eseguito sopra il mio signore:24 Perciò, o re, ti sia gradito il mio consiglio: cancella i tuoi peccati con l’elemosina e con la pietà verso i miseri le tue iniquità, se la tua prosperità avrà una durata».
25 Tu sarai scacciato d’infra gli uomini, e la tua dimora sarà con le bestie della campagna, e pascerai l’erba come i buoi, e sarai bagnato della rugiada del cielo, e sette stagioni passeranno sopra te, infino a tanto che tu riconosca che l’Altissimo signoreggia sopra il regno degli uomini, e ch’egli lo dà a cui gli piace.25 Tutto accadde al re Nabucodonosor.
26 E ciò ch’è stato detto, che si lasciasse il ceppo delle radici dell’albero, significa che il tuo regno ti sarà ristabilito, da che avrai riconosciuto che il cielo signoreggia.26 Al termine di dodici mesi passeggiava nel palazzo regale di Babilonia.
27 Perciò, o re, gradisci il mio consiglio, e poni un termine ai tuoi peccati con la giustizia, ed alle tue iniquità con la misericordia inverso gli afflitti; ecco, forse la tua prosperità sarà prolungata27 Il re prese a dire: «Non è forse questa la grande Babilonia che ho costruito come dimora del re con il potere della mia forza e per la gloria della mia maestà?»
28 Tutte queste cose avvennero al re Nebucadnesar.28 La parola era ancora sulla bocca del re; una voce venne dal cielo: «Re Nabucodonosor, a te si dice: “Il regno se ne va da te
29 In capo di dodici mesi egli passeggiava sopra il palazzo reale di Babilonia.29 e ti si allontana dagli uomini e la tua abitazione è tra le bestie selvatiche; ti si dà in cibo erba come ai buoi e sette tempi passeranno su di te finché non riconosca che l’Altissimo trionfa sul regno degli uomini e lo concede a chi gli piace”,
30 E il re prese a dire: Non è questa la gran Babilonia, che io ho edificata per istanza reale, e per gloria della mia magnificenza, con la forza della mia potenza?30 Nello stesso tempo la parola si a ever su Nabucodonosor: fu cacciato di tra gli uomini e mangiò erba come i buoi e il suo corpo fu bagnato dalla rugiada dei cieli finché i suoi capelli crebbero come alle aquile e le sue unghie come agli uccelli.
31 Il re avea ancora la parola in bocca, quando una voce discese dal cielo: Ei ti si dice, o re Nebucadnesar: Il regno ti è tolto.31 Alla fine di quel tempo io Nabucodonosor alzai gli occhi al cielo e ritornò in me il senno: benedissi l’Altissimo, lodai e glorificai colui che vive in eterno poiché la sua potenza è eterna e il suo regno è di generazione in generazione;
32 E sarai scacciato d’infra gli uomini, e la tua dimora sarà con le bestie della campagna, e pascerai l’erba come i buoi, e sette stagioni passeranno sopra te, infino a tanto che tu riconosca che l’Altissimo signoreggia sopra il regno degli uomini, e ch’egli lo dà a cui gli piace.32 tutti coloro che abitano la terra come se non contassero nulla e secondo il suo volere tratta con l’esercito del cielo e con coloro che abitano la terra e non c’è chi possa porre freno alla sua mano e possa dirgli: «Che fai?»
33 In quella stessa ora fu adempiuta quella parola sopra Nebucadnesar; ed egli fu scacciato d’infra gli uomini, e mangiò l’erba come i buoi, e il suo corpo fu bagnato della rugiada del cielo; tanto che il pelo gli crebbe, come le penne alle aquile, e le unghie, come agli uccelli33 In quel momento ritornò in me il senno e, per la gloria del mio regno, la mia maestà e il mio splendore ritornarono a me e mi cercavano i miei ministri di stato e i grandi; il mio regno tornò a me di nuovo e mi fu concessa una ricchezza molto grande.
34 Ma, in capo di quel tempo, io Nebucadnesar levai gli occhi al cielo, e il mio conoscimento ritornò in me, e benedissi l’Altissimo; e lodai, e glorificai colui che vive in eterno, la cui podestà è una podestà eterna, e il cui regno è per ogni generazione.34 Ora, io Nabucodonosor lodo, esalto e glorifico il re del cielo, poiché tutte le sue opere sono verità e le sue vie giustizia e può rovesciare coloro che camminano nella superbia.
35 Ed appo cui tutti gli abitatori della terra son riputati come niente; e il quale opera come gli piace, nell’esercito del cielo, e con gli abitatori della terra; e non vi è alcuno che lo percuota in su la mano, e gli dica: Che cosa fai?
36 In quel tempo il mio conoscimento tornò in me; e, con la gloria del mio regno, mi fu restituita la mia maestà, e il mio splendore; e i miei principi mi ricercarono; ed io fui ristabilito nel mio regno, e mi fu aggiunta maggior grandezza.
37 Al presente io Nebucadnesar lodo, esalto, e glorifico il Re del cielo, tutte le cui opere son verità, e le vie giudicio; e il quale può abbassar quelli che procedono con superbia