SCRUTATIO

Venerdi, 17 luglio 2026 - San Alessio ( Letture di oggi)

Cantico 6


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DIODATISacra Bibbia Garofalo
1 Ove è andato il tuo amico, O la più bella d’infra le femmine? Dove si è volto l’amico tuo, E noi lo cercheremo teco?1 «Dove mai è andato il tuo diletto, o bella fra le donne? Dove si rivolge il tuo diletto pece lo ricerchiamo con te?»
2 Il mio amico è disceso nel suo orto, All’aie degli aromati, Per pasturar la sua greggia negli orti, E per coglier gigli.2 Nel suo giardino il mio diletto è sceso, alle aiuole di balsamo, a ricrearsi nei giardini, a cogliere anemoni.
3 Io son dell’amico mio; e l’amico mio, Che pastura la sua greggia fra i gigli, è mio3 Io sono del mio diletto e il mio diletto è mi che pascola fra gli anemoni.
4 Amica mia, tu sei bella come Tirsa, Vaga come Gerusalemme, Tremenda come campi a bandiere spiegate.4 Bella sei mia amica come un meriggio, fulgido come un plenilunio, incantevole come schiere di stelle!
5 Rivolgi gli occhi tuoi, che non mi guardino fiso; Perciocchè essi mi sopraffanno; I tuoi capelli son come una mandra di capre Che pendono dai fianchi di Galaad.5 Volgi da me i tuoi occhi, perché mi conturbano: la tua è chioma d’un gregge di capre che discendono da Galaad;
6 I tuoi denti son simili ad una mandra di pecore Che salgono fuor del lavatoio, Le quali hanno tutte due gemelli, E fra esse non ve n’è alcuna senza figlio.6 i tuoi denti come gregge di agnelle che salgono dal lavacro; tutti vanno appaiati e nessuno è senza compagno.
7 La tua tempia, per entro la tua chioma, È simile ad un pezzo di melagrana.7 Spicchio di melograno le tue gote dietro il tuo velo.
8 Vi son sessanta regine, ed ottanta concubine, E fanciulle senza numero;8 Sessanta le regine, ottanta le concubine, le fanciulle senza numero:
9 Ma la colomba mia, la compiuta mia, È unica; ella è unica a sua madre, E singolare a quella che l’ha partorita; Le fanciulle l’hanno veduta, e l’hanno celebrata beata; Le regine altresì, e le concubine, e l’hanno lodata.9 ma una sola è la mia colomba, la mia perfetta, l’unica di sua madre la preferita di colei che l’ha generata. Le fanciulle la osservano e la proclamano beata; regine e concubine ne tessono le lodi:
10 Chi è costei, che apparisce simile all’alba, Bella come la luna, pura come il sole, Tremenda come campi a bandiere spiegate?10 «Chi è questa che rifulge come l’aurora, bella come la luna, pura come il sole, incantevole come schiera di stelle?»
11 Io son discesa al giardino delle noci, Per veder le piante verdeggianti della valle, Per veder se le viti mettevano le lor gemme, E i melagrani le lor bocce.11 Ero discesa nel mio giardino a vedere i germogli della valle, a vedere se occhieggiava la vite, se fiorivano i melograni:
12 Io non mi sono avveduta che il mio desiderio mi ha renduta simile A’ carri di Amminadab.12 d’improvviso mi accorsi che mi sbarravano la strada i carri dei suoi amici accompagnatori.
13 Ritorna, ritorna, o Sullamita; Ritorna, ritorna, che noi ti miriamo. Perchè mirate la Sullamita Come una danza a due schiere?