SCRUTATIO

Venerdi, 17 luglio 2026 - San Alessio ( Letture di oggi)

Proverbi 30


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DIODATISacra Bibbia Garofalo
1 Le parole di Agur, figliuolo d’Iache; il sermone profetico che quell’uomo pronunziò ad Itiel; ad Itiel, e ad Ucal.1 Detti di Agur, figlio di Jake, di Massa. Oracolo di un uomo: «Sono stanco, Dio, sono stanco e non ne posso più;
2 CERTO io son troppo idiota, per esser gran personaggio; E non ho pur l’intendimento d’un uomo volgare;2 perché sono uno stupido e meno che uomo, privo di umana intelligenza;
3 E non ho imparata sapienza; Ma io so la scienza de’ santi.3 non ho imparato la sapienza né ho la conoscenza dei santi.
4 Chi è salito in cielo, e n’è disceso? Chi ha raccolto il vento nelle sue pugna? Chi ha serrate le acque nella sua vesta? Chi ha posti tutti i confini della terra? Quale è il suo nome, o quale è il nome del suo figliuolo, Se tu il sai?4 Chi è salito in cielo e ne è disceso? Chi raccoglie nel pugno il vento? Chi rinchiude le acque in un mantello? Chi ha fissato tutti i confini della terra? Qual è il suo nome e il nome di suo figlio? Lo sai?
5 Ogni parola di Dio è purgata col fuoco; Egli è scudo a coloro che sperano in lui.5 Ogni parola io è purificata con il fuoco egli è scudo di chi confida in lui.
6 Non aggiungere alle sue parole; Che talora egli non ti arguisca, e che tu non sii trovato bugiardo6 Non aggiungere nulla alle sue parole, se no ti riprende e ti convince di menzogna.
7 Io ti ho chieste due cose, o Dio; Non rifiutarmele avanti che io muoia:7 Due cose ti chiedo, non rifiutarmele prima che io muoia:
8 Allontana da me vanità e parole di bugia; Non mandarmi povertà, nè ricchezze; Cibami del mio pane quotidiano;8 tieni lontano da me l’inganno e la menzogna, non darmi né povertà né ricchezza, fammi mangiare il cibo necessario,
9 Che talora io non mi satolli, e ti rinneghi, E dica: Chi è il Signore? Che talora altresì io non impoverisca, e rubi, Ed usi indegnamente il Nome dell’Iddio mio9 per paura che, sazio, non ti rinneghi e dica: “Chi è Jahvè?” Oppure, nella miseria non rubi e profani il nome del mio Dio».
10 Non dir male del servo appo il suo padrone; Che talora egli non ti maledica, e tu ti renda colpevole.10 Non calunniare uno schiavo presso il suo signore, affinché non ti maledica e tu non ne abbia danno.
11 Vi è una generazione d’uomini che maledice suo padre; E non benedice sua madre.11 C’è gente che maledice il padre e non benedice la madre.
12 Vi è una generazione d’uomini che si reputa netta, E non è lavata della sua lordura.12 C’è gente che appare pura ai suoi occhi ma non si è lavata dalle sue sporcizie.
13 Vi è una generazione d’uomini che ha gli occhi grandemente elevati, E le palpebre alzate.13 C’è gente che ha occhi alteri e le ciglia superbe.
14 Vi è una generazione d’uomini i cui denti sono spade, Ed i mascellari coltelli, Per divorare i poveri d’in su la terra, Ed i bisognosi d’infra gli uomini14 C’è gente che per denti ha spade e per mascelle coltelli, per divorare gli oppressi sulla terra e i poveri tra gli uomini.
15 La mignatta ha due figliuole, che dicono: Apporta, apporta. Queste tre cose non si saziano giammai; Anzi queste quattro non dicono giammai: Basta!15 La sanguisuga ha due figlie: «Dammi, dammi». Tre cose non si saziano, anzi quattro non dicono mai basta:
16 Il sepolcro, la matrice sterile, La terra che non si sazia giammai d’acqua, E il fuoco, che giammai non dice: Basta!16 lo Sheol il ventre sterile, la terra non è sazia d’acqua e il fuoco non dice mai: «Basta».
17 I corvi del torrente trarranno, E i figli dell’aquila mangeranno gli occhi Di chi beffa suo padre, E sprezza di ubbidire a sua madre17 L’occhio di chi schernisce il padre e disdegna di obbedire alla madre strapperanno i corvi della valle e divoreranno gli aquilotti.
18 Queste tre cose mi sono occulte; Anzi, io non conosco queste quattro:18 Tre cose sono più grandi di me, anzi quattro non le comprendo:
19 La traccia dell’aquila nell’aria, La traccia del serpente sopra il sasso, La traccia della nave in mezzo del mare, La traccia dell’uomo nella giovane.19 la traccia dell’aquila nel cielo, la traccia della serpe sulla roccia, la traccia della nave in mezzo al mare, la traccia dell’uomo nella donna.
20 Tale è il procedere della donna adultera; Ella mangia, e si frega la bocca, E dice: Io non ho commessa alcuna iniquità.20 Ecco la condotta della donna adultera: mangia, si pulisce la bocca e dice: «Non ho fatto nulla di male».
21 Per tre cose la terra trema; Anzi per quattro, ch’ella non può comportare:21 Per tre cose la terra freme, anzi quattro non ne può sopportare:
22 Per lo servo, quando regna; E per l’uomo stolto, quando è satollo di pane;22 uno schiavo che diventa re, uno stolto quando guazza nella: ricchezza,
23 Per la donna odiosa, quando si marita; E per la serva, quando è erede della sua padrona23 una donna antipatica che viene sposata, una schiava che prende il posto della signora.
24 Queste quattro cose son delle più piccole della terra, E pur son savie, e molto avvedute:24 Ci sono quattro piccole cose sulla terra, ma sono sagge tra i saggi:
25 Le formiche, che sono un popolo senza forze, E pure apparecchiano di state il lor cibo;25 le formiche, popolo non forte, ma si preparano il cibo durante l’estate;
26 I conigli, che sono un popolo senza potenza, E pur fanno i lor ricetti nelle roccie;26 gli iraci, popolo non potente, ma che si fanno la dimora nelle rocce;
27 Le locuste, che non hanno re, E pure escono fuori tutte a stormo, divise per ischiere;27 le locuste non hanno re, eppure avanzano ben divise in schiere;
28 Il ramarro, che si aggrappa con le mani, Ed è ne’ palazzi dei re28 la lucertola, che si può prendere con le mani, eppure penetra nei palazzi del re.
29 Queste tre cose hanno un bel passo; Anzi queste quattro hanno una bella andatura:29 Tre cose hanno un portamento magnifico, anzi quattro hanno un’andatura maestosa:
30 Il leone, la più forte delle bestie, Che non si volge indietro per tema di alcuno;30 il leone, il forte tra gli animali, non indietreggia davanti a nessuno.
31 Il gallo compresso di fianchi, e il becco, E il re, appresso al quale niuno può levare il capo.31 Il gallo dagli sproni ferrati, il capro: un re alla testa del suo popolo.
32 Se tu hai fatto qualche follia, innalzandoti; Ovvero, se hai divisato alcun male, mettiti la mano in su la bocca.32 Se ti esalti o per stoltezza o per riflessione, mettiti la mano sulla bocca;
33 Perciocchè, come chi rimena il latte ne fa uscir del burro; E chi stringe il naso, ne fa uscir del sangue; Così ancora chi preme l’ira ne fa uscir contesa33 perché, sbattendo il latte, ne esce il burro, stringendo il naso, ne esce sangue; così chi spreme l’ira ne fa uscire litigi.