SCRUTATIO

Mercoledi, 15 luglio 2026 - San Bonaventura ( Letture di oggi)

Genesi 2


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DIODATISacra Bibbia Garofalo
1 Così furono compiuti i cieli e la terra, e tutto l’esercito di quelli.1 Così furono terminati il cielo e la terra e tutto il loro esercito.
2 Ora, avendo Iddio compiuta nel settimo giorno l’opera sua, la quale egli avea fatta, si riposò nel settimo giorno da ogni sua opera, che egli avea fatta.2 Allora Dio nel settimo giorno volle concluso il lavoro che aveva fatto e cessò nel settimo giorno da ogni lavoro che aveva fatto.
3 E Iddio benedisse il settimo giorno, e lo santificò; perciocchè in esso egli s’era riposato da ogni sua opera ch’egli avea creata, per farla3 Dio benedisse il settimo giorno e lo consacrò, perché in esso aveva cessato da tutto il lavoro che Dio aveva fatto creando.
4 TALI furono le origini del cielo e della terra, quando quelle cose furono create, nel giorno che il Signore Iddio fece la terra e il cielo;4 Questa è la storia dell’origine del cielo e della terra, quando vennero creati. Nel giorno in cui Jahvè Dio fece la terra e il cielo,
5 e ogni albero ed arboscello della campagna, avanti che ne fosse alcuno in su la terra; ed ogni erba della campagna, avanti che ne fosse germogliata alcuna; perciocchè il Signore Iddio non avea ancora fatto piovere in su la terra, e non v’era alcun uomo per lavorar la terra.5 quando ancora nessun cespuglio della steppa era sulla terra, quando ancora nessuna graminacea della campagna era spuntata, — perché Jahvè Dio non aveva fatto piovere sulla terra e non c’era alcun uomo che lavorasse il suolo
6 Or un vapore saliva dalla terra, che adacquava tutta la faccia della terra.6 e che facesse salire dalla terra l’acqua dei canali e irrigasse tutta la superficie del suolo —,
7 E il Signore Iddio formò l’uomo del la polvere della terra, e gli alitò nelle nari un fiato vitale; e l’uomo fu fatto anima vivente7 allora Jahvè Dio plasmò l’uomo con la polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita; così l’uomo divenne un essere vivente.
8 Or il Signore Iddio piantò un giardino in Eden, dall’Oriente, e pose quivi l’uomo ch’egli avea formato.8 Poi Jahvè Dio piantò un giardino nell’Eden, a oriente, e vi collocò l’uomo che aveva modellato.
9 E il Signore Iddio fece germogliar dalla terra ogni sorta d’alberi piacevoli a riguardare, e buoni a mangiare; e l’albero della vita, in mezzo del giardino; e l’albero della conoscenza del bene e del male.9 Jahvè Dio fece spuntare da suolo ogni sorta di alberi piacevoli a vedersi e buoni da mangiare, l’albero della vita in mezzo al giardino e l’albero della conoscenza del bene e del male.
10 Ed un fiume usciva di Eden, per adacquare il giardino; e di là si spartiva in quattro capi.10 C’era un fiume che usciva dall’Eden per irrigare il giardino, poi di lì si divideva e veniva a formare quattro bracci.
11 Il nome del primo è Pison; questo è quello che circonda tutto il paese di Havila, ove è dell’oro.11 Il primo si chiama Pishon: è quello che gira intorno a tutta la terra di Havila dove c’è l’oro —
12 E l’oro di quel paese è buono; quivi ancora si trovano le perle e la pietra onichina.12 e l’oro di quella terra è fino — là c’è il bdellio e la pietra d’onice.
13 E il nome del secondo fiume è Ghihon; questo è quello che circonda tutto il paese di Cus.13 Il secondo si chiama Ghihon: è quello che gira intorno a tutta la terra di Chush.
14 E il nome del terzo fiume è Hiddechel; questo è quello che corre di rincontro all’Assiria. E il quarto fiume è l’Eufrate.14 Il terzo fiume si chiama Tigri: è quello che scorre a oriente di Assur. Il quarto fiume è l’Eufrate.
15 Il Signore Iddio adunque prese l’uomo e lo pose nel giardino di Eden, per lavorarlo, e per guardarlo15 Jahvè Dio prese dunque l’uomo e lo pose nel giardino dell’Eden perché lo coltivasse e lo custodisse.
16 E il Signore Iddio comandò all’uomo, dicendo: Mangia pur d’ogni albero del giardino.16 E Jahvè Dio comandò all’uomo: «Di tutti gli alberi del giardino tu puoi mangiare;
17 Ma non mangiar dell’albero della conoscenza del bene e del male; perciocchè, nel giorno che tu ne mangerai per certo tu morrai17 ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perché nel giorno in cui ne mangerai, dovrai certamente morire».
18 Il Signore Iddio disse ancora: E’ non è bene che l’uomo sia solo; io gli farò un aiuto convenevole a lui.18 Poi Jahvè Dio disse: «Non è bene che l’uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che sia simile a lui».
19 Or il Signore Iddio, avendo formate della terra tutte le bestie della campagna, e tutti gli uccelli del cielo, li menò ad Adamo, acciocchè vedesse qual nome porrebbe a ciascuno di essi; e che qualunque nome Adamo ponesse a ciascuno animale, esso fosse il suo nome.19 Allora Jahvè Dio plasmò ancora dal suolo tutte le bestie selvatiche e tutti i volatili del cielo e li condusse all’uomo, per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l’uomo avrebbe chiamato gli esseri viventi, quello doveva essere il loro nome.
20 E Adamo pose nome ad ogni animal domestico, ed agli uccelli del cielo, e ad ogni fiera della campagna; ma non si trovava per Adamo aiuto convenevole a lui20 Così l’uomo impose nomi a tutto il bestiame, a tutti i volatili del cielo e a tutte le bestie selvatiche, ma per l’uomo non trovò un aiuto che fosse simile a lui.
21 E il Signore Iddio fece cadere un profondo sonno sopra Adamo, onde egli si addormentò; e Iddio prese una delle coste di esso, e saldò la carne nel luogo di quella.21 Allora Jahvè Dio fece cadere un sonno profondo sull’uomo che si addormentò, poi gli tolse una delle costole e rinchiuse la carne al suo posto.
22 E il Signore Iddio fabbricò una donna della costa che egli avea tolta ad Adamo, e la menò ad Adamo.22 E Jahvè Dio costruì la costola che aveva tolto all’uomo e ne formò una donna. Poi la condusse all’uomo.
23 E Adamo disse: A questa volta pure ecco osso delle mie ossa, e carne della mia carne; costei sarà chiamata femmina d’uomo, conciossiachè costei sia stata tolta dall’uomo.23 Allora l’uomo disse. «Questa volta è osso delle mie ossa e carne della mia carne! Costei si chiamerà donna perché dall’uomo fu tratta costei».
24 Perciò l’uomo lascerà suo padre e sua madre, e si atterrà alla sua moglie, ed essi diverranno una stessa carne.24 Perciò l'uomo abbandona il padre e la madre e si unisce alla sua donna e i due diventano una sola carne.
25 Or amendue, Adamo e la sua moglie, erano ignudi, e non se ne vergognavano25 Ora ambedue erano nudi, l’uomo e la sua donna, ma non sentivano mutua vergogna.