SCRUTATIO

Martes, 22 Septiembre 2026 - San Matteo ap. ( Letture di oggi)

Atti degli Apostoli 21


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DIODATISacra Bibbia Garofalo
1 ORA, dopo che ci fummo con gran pena separati da loro, navigammo, e per diritto corso arrivammo a Coo, e il giorno seguente a Rodi, e di là a Patara.1 E così, messici in mare dopo esserci strappati da loro, arrivammo per via diretta a Cos, il giorno seguente a Rodi e da lì a Patara.
2 E trovata una nave che passava in Fenicia, vi montammo su, e facemmo vela.2 Qui trovammo una nave che faceva la traversata per la Fenicia, trasbordammo e levammo l’ancora.
3 E, scoperto Cipri, e lasciatolo a man sinistra, navigammo in Siria, ed arrivammo a Tiro; perciocchè quivi si dovea scaricar la nave.3 Giungemmo in vista di Cipro ma, lasciatala a sinistra, puntammo sulla Siria e approdammo a Tiro, perché lì la nave doveva scaricare.
4 E, trovati i discepoli, dimorammo quivi sette giorni; ed essi, per lo Spirito, dicevano a Paolo, che non salisse in Gerusalemme.4 Ritrovammo i discepoli e ci fermammo là tutta una settimana, ed essi dicevano a Paolo per ispirazione dello Spirito di non salir più a Gerusalemme.
5 Ora, dopo che avemmo passati quivi que’ giorni, partimmo, e ci mettemmo in cammino, accompagnati da tutti loro, con le mogli, e figliuoli, fin fuor della città; e postici in ginocchioni in sul lito, facemmo orazione.5 Invece, trascorsi quei giorni, uscimmo e ci rimettemmo in viaggio, accompagnati fuori della città da loro tutti, con le mogli e i figli. Sul lido ci inginocchiammo e pregammo,
6 Poi, abbracciatici gli uni gli altri, montammo in su la nave; e quelli se ne tornarono alle case loro.6 poi, dettoci addio, noi c’imbarcammo ed essi tornarono a casa loro.
7 E noi, compiendo la navigazione, da Tiro arrivammo a Ptolemaida; e, salutati i fratelli, dimorammo un giorno appresso di loro7 Noi, proseguendo il viaggio marittimo, da Tiro arrivammo a Tolemaide e, salutati i fratelli, ci trattenemmo da loro un giorno appena.
8 E il giorno seguente, essendo partiti, arrivammo a Cesarea; ed entrati in casa di Filippo l’evangelista, ch’era l’uno de’ sette, dimorammo appresso di lui.8 Il giorno appresso partimmo e giungemmo a Cesarea ed entrati in casa dell’evangelista Filippo, uno dei sette, ci fermammo da lui.
9 Or egli avea quattro figliuole vergini, le quali profetizzavano.9 Egli aveva quattro figlie vergini e profetesse.
10 E, dimorando noi quivi molti giorni, un certo profeta, chiamato per nome Agabo, discese di Giudea.10 Quando già vi stavamo da parecchi giorni, scese un profeta nativo della Giudea chiamato Agabo.
11 Ed egli, essendo venuto a noi, e presa la cintura di Paolo, se ne legò le mani ed i piedi, e disse: Questo dice lo Spirito Santo: Così legheranno i Giudei in Gerusalemme l’uomo di cui è questa cintura, e lo metteranno nelle mani de’ Gentili.11 Venne da noi, prese la cintura di Paolo, se ne legò piedi e mani, poi disse: «L’uomo a cui appartiene questa cintura sarà legato così a Gerusalemme dai Giudei e consegnato in mano ai pagani».
12 Ora, quando udimmo queste cose, e noi, e que’ del luogo, lo pregavamo che non salisse in Gerusalemme.12 Appena udito questo, sia noi che i cristiani del luogo pregammo Paolo di non salir più a Gerusalemme.
13 Ma Paolo rispose: Che fate voi, piangendo, e macerandomi il cuore? poichè io sia tutto pronto, non solo ad esser legato, ma eziandio a morire in Gerusalemme, per lo nome del Signor Gesù.13 Allora egli rispose: «Che fate piangendo e intenerendomi il cuore? Io infatti mi sento pronto non solo a essere arrestato ma anche a morire in Gerusalemme per la causa del Signore Gesù».
14 E, non potendo egli esser persuaso, noi ci acquetammo, dicendo: La volontà del Signore sia fatta14 E, poiché non si lasciava con- vincere, smettemmo di insistere dicendo: «Si faccia la volontà del Signore!»
15 E, dopo que’ giorni, ci mettemmo in ordine, e salimmo in Gerusalemme.15 Sicchè, dopo i detti giorni, facemmo i preparativi e salimmo a Gerusalemme.
16 E con noi vennero eziandio alcuni de’ discepoli di Cesarea, menando con loro un certo Mnason Cipriota, antico discepolo, presso il quale dovevamo albergare.16 Con noi vennero anche alcuni cristiani di Cesarea conducendo seco un cipriota di nome Mnasone, vecchio discepolo, il quale ci avrebbe ospitato.
17 Ora, come fummo giunti in Gerusalemme, i fratelli ci accolsero lietamente.17 Arrivati che fummo a Gerusalemme, i fratelli ci accolsero con festa.
18 E il giorno seguente, Paolo entrò con noi da Giacomo; e tutti gli anziani vi si trovarono.18 Il giorno appresso Paolo rese con noi una visita a Giacomo, presenti tutti i presbiteri.
19 E Paolo, salutatili, raccontò loro ad una ad una le cose che il Signore avea fatte fra i Gentili, per lo suo ministerio.19 Paolo li salutò ed espose particolareggiatamente quel che Dio aveva operato tra i pagani per suo ministero.
20 Ed essi, uditele, glorificavano Iddio; poi dissero a Paolo: Fratello, tu vedi quante migliaia vi sono de’ Giudei che hanno creduto; e tutti son zelanti della legge.20 Essi, udito che l’ebbero, lodarono Dio, poi gli risposero: «Fratello, tu osservi quante miriadi di convertiti vi siano tra i Giudei, e tutti fortemente attaccati alla legge.
21 Or sono stati informati intorno a te, che tu insegni tutti i Giudei, che son fra i Gentili, di rivoltarsi da Mosè, dicendo che non circoncidano i figliuoli, e non camminino secondo i riti.21 Ora essi sono stati informati che tu vai insegnando la defezione da Mosè a tutti i Giudei della diaspora, dicendo loro di non circoncidere più i figli e di non uniformarsi più alle costumanze.
22 Che devesi adunque fare? del tutto conviene che la moltitudine si raduni, perciocchè udiranno che tu sei venuto.22 Che fare in merito? Si verrà per forza a sapere che tu sei arrivato.
23 Fa’ dunque questo che ti diciamo. Noi abbiamo quattro uomini, che hanno un voto sopra loro.23 Perciò fa’ quanto ti suggeriamo: noi abbiamo quattro uomini astretti a un voto;
24 Prendili teco, e purificati con loro, e fa’ la spesa con loro; acciocchè si tondano il capo, e tutti conoscano che non è nulla di quelle cose delle quali sono stati informati intorno a te; ma che tu ancora procedi osservando la legge.24 tu prendili, fatti nazireo con loro e paga per loro perché si facciano radere la testa. Così tutti sapranno che le informazioni sul tuo conto sono false e che invece anche tu cammini nell’osservanza della legge.
25 Ma, quant’è a’ Gentili che hanno creduto, noi ne abbiamo scritto, avendo statuito che non osservino alcuna cosa tale; ma solo che si guardino dalle cose sacrificate agl’idoli, e dal sangue, e dalle cose soffocate, e dalla fornicazione.25 Riguardo poi ai convertiti dal paganesimo, noi abbiamo comunicato per iscritto la decisione che continuino a tenersi lontani dagli idolotiti, dal sangue, dagli animali soffocati e dai matrimoni irregolari».
26 Allora Paolo, presi seco quegli uomini, il giorno seguente, dopo essersi con loro purificato, entrò con loro nel tempio, pubblicando i giorni della purificazione esser compiuti, infino a tanto che l’offerta fu presentata per ciascun di loro26 Allora Paolo prese i quattro e il giorno appresso si fece nazireo e con loro entrò nel tempio per notificare la scadenza del nazireato, finché poi furono offerti per ciascuno di loro i sacrifici.
27 Ora, come i sette giorni erano presso che compiuti, i Giudei dell’Asia, vedutolo nel tempio, commossero tutta la moltitudine, e gli misero le mani addosso,27 Mentre i sette giorni stavano per compirsi, i Giudei asiati, vistolo nel tempio, sovvertirono la folla e si impadronirono di lui
28 gridando: Uomini Israeliti, venite al soccorso; costui è quell’uomo, che insegna per tutto a tutti una dottrina che è contro al popolo, e contro alla legge, e contro a questo luogo; ed oltre a ciò, ha eziandio menati de’ Greci dentro al tempio, ed ha contaminato questo santo luogo.28 al grido: «Israeliti, date mano! questi è quell’individuo che dovunque e a tutti propala dottrine contro Israele, la legge e il tempio. Anzi ha fatto entrare degli incirconcisi nel tempio e ha profanato questo santo luogo!»
29 Perciocchè dinanzi avean veduto Trofimo Efesio nella città con Paolo, e pensavano ch’egli l’avesse menato dentro al tempio.29 Questo perché prima avevano Visto con lui in città Trofimo di Éfeso e pensavano che Paolo lo avesse fatto entrare nel tempio.
30 E tutta la città fu commossa, e si fece un concorso di popolo; e, preso Paolo, lo trassero fuor del tempio; e subito le porte furon serrate.30 Tutta la città dunque si sollevò e ci fu un concorso di folla. Preso Paolo, lo trascinarono fuori del tempio, le cui porte furono immediatamente chiuse.
31 Ora, com’essi cercavano d’ucciderlo, il grido salì al capitano della schiera, che tutta Gerusalemme era sottosopra.31 Mentre essi cercavano di ucciderlo, fu portato avviso al tribuno della coorte che tutta Gerusalemme era in agitazione.
32 Ed egli in quello stante prese de’ soldati, e de’ centurioni, e corse a’ Giudei. Ed essi, veduto il capitano, e i soldati, restarono di batter Paolo.32 Senza porre tempo in mezzo quello prese soldati e centurioni e calò su di loro. Quelli, visto il tribuno con i soldati, smisero di picchiar Paolo.
33 E il capitano, accostatosi, lo prese, e comandò che fosse legato di due catene; poi domandò chi egli era, e che cosa avea fatto.33 Allora il tribuno, avvicinatosi, lo prese e, fattolo legare con due manette, domandò chi fosse e che cosa avesse fatto.
34 E gli uni gridavano una cosa, e gli altri un’altra, nella moltitudine; laonde, non potendone egli saper la certezza, per lo tumulto, comandò ch’egli fosse menato nella rocca.34 Dalla folla ognuno urlava la sua, per cui il tribuno, non potendo per il tumulto conoscere il vero, diede ordine di portarlo in fortezza.
35 Ed avvenne, quando egli fu sopra i gradi, ch’egli fu portato da’ soldati, per lo sforzo della moltitudine.35 Quando però Paolo giunse alla scalea, dovette essere preso sulle spalle dai soldati a causa della violenza popolare,
36 Poichè la moltitudine del popolo lo seguitava, gridando: Toglilo.36 poiché la folla giudaica teneva dietro gridando: «Toglilo dal mondo!»
37 OR Paolo, come egli era per esser menato dentro alla rocca, disse al capitano: Emmi egli lecito di dirti qualche cosa? Ed egli disse: Sai tu Greco?37 Paolo, sul punto di essere introdotto nella fortezza, dice al tribuno: «Posso chiederti una cosa?» Quello esclamò: «Tu sai il greco?!
38 Non sei tu quell’Egizio, il quale a’ dì passati suscitò, e menò nel deserto que’ quattromila ladroni?38 Allora non sei tu quell’egiziano che giorni fa a sobillato e condotto fuori dell’abitato i quattromila sicari?»
39 E Paolo disse: Quant’è a me, io son uomo Giudeo, da Tarso, cittadino di quella non ignobile città di Cilicia; or io ti prego che tu mi permetta di parlare al popolo.39 Rispose Paolo: «Io veramente sono un israelita di Tarso, cittadino di una non ingloriosa città della Cilicia. Ma, te ne prego, concedimi di parlare al popolo».
40 Ed avendoglielo egli permesso, Paolo, stando in piè sopra i gradi, fece cenno con la mano al popolo. E, fattosi gran silenzio, parlò loro in lingua ebrea, dicendo:40 Ottenuto il permesso, Paolo, in piedi sui gradini, fece cenno con la mano ai Giudei e, fattosi un profondo silenzio, li arringò in aramaico così: