SCRUTATIO

Lunes, 13 Julio 2026 - Santa Clelia Barbieri ( Letture di oggi)

Secondo libro dei Maccabei 8


font
DIODATISacra Bibbia Garofalo
1 Intanto Giuda il Maccabeo e coloro erano con lui, introducendosi di nascosto che villaggi, chiamavano a sé i parenti e ne radunarono circa seimila raccogliendo quanti erano restati fedeli al giudaismo.
2 Essi supplicavano Signore di riguardare il popolo oppresso da tutti e di aver misericordia per il tempio profanato da uomini empi,
3 di aver pietà della città devastata che stava per essere rasa al suolo, e di prestare orecchio al sangue che gridava vendetta al suo cospetto,
4 di ricordarsi dell’iniqua morte di fanciulli senza colpa e di mostrare sdegno per le bestemmie lanciate contro il suo nome.
5 Il Maccabeo, pertanto, alla testa delle sue truppe si palesò subito invincibile ai Gentili poiché lira di Dio si era cambiata in misericordia.
6 Piombando improvvisamente su città e villaggi, egli incendiava tutto. Occupava le posizioni migliori, mettendo in fuga non pochi nemici.
7 Per queste sue scorrerie sceglieva di preferenza la complicità delle notti. La fama del suo valore, intanto, si diffondeva dovunque.
8 Filippo, vedendo che quest'uomo a poco a poco faceva progressi e che riportava vantaggi sempre più frequenti, scrisse a Tolomeo, stratega della Celesiria c della Fenicia, di venire a tutelare gli interessi del re.
9 Costui, allora, scelse subito Nicanore, figlio di Patroclo, tra i primi amici del re e, affidandogli non meno di ventimila soldati di ogni nazione, lo mandò a sterminare tutta la stirpe dei Giudei. Gli aggiunse anche Gorgia, uomo d’armi ed esperto di tattica militare.
10 Nicanore si propose di raggiungere duemila talenti, tributo che il re doveva ai Romani, con la vendita degli schiavi giudei.
11 Perciò egli mandò subito alle città marittime l’invito di comprare schiavi giudei promettendo di concederne novanta per un talento. Egli non si aspettava che la vendetta dell’Onnipotente stesse per colpirlo.
12 Giuda, appena ebbe la notizia della marcia di Nicanore, annunciò ai suoi l’avvicinarsi dell’esercito.
13 Allora i paurosi e coloro che non confidavano nella giustizia divina si diedero alla fuga e si ritirarono dal luogo.
14 Altri, poi, vendevano quanto era loro rimasto, supplicando ugualmente il Signore di salvare coloro che erano già stati venduti dall’empio Nicanore prima ancora dello scontro:
15 se non per loro stessi almeno per le alleanze con i loro padri e perché il suo augusto e venerando nome era stato invocato su di loro.
16 Il Maccabeo, radunati i suoi: uomini in numero di seimila, li esortò a non lasciarsi intimidire dai nemici, a non temere la moltitudine dei Gentili, che li aggredivano ingiustamente, ma a combattere da prodi,
17 tenendo innanzi agli occhi l’empia violenza che quelli avevano perpetrato nel: luogo santo, l’oltraggio della città ingiuriata e anche l’abolizione delle leggi avite;
18 «Essi, infatti, confidano nelle armi e nella loro audacia» disse «noi,' invece, poniamo la nostra fiducia nel Dio onnipotente che può sterminare con un sol cenno coloro che ci assalgono e tutto il mondo».
19 Quindi egli ricordò anche gli aiuti che gli antenati avevano ricevuto dai loro avi, quello del tempo di Sennacherib, per cui perirono centottantacinquemila uomini
20 e quello che si era verificato a Babilonia nella battaglia contro i Galati, quando ottomila Giudei in tutto con l’aiuto di quattromila Macedoni accettarono battaglia: mentre i Macedoni si trovavano in grande pericolo, gli ottomila annientarono centoventimila nemici con l’aiuto che era disceso per loro dal Cielo e catturarono un bottino immenso.
21 Dopo averli resi audaci e pronti a morire per le leggi e per la patria, Giuda divise l’esercito in quattro parti,
22 ponendo a capo di ciascuna i fratelli Simone, Giuseppe e Gionata, dando a ognuno millecinquecento uomini.
23 Quindi, fatto leggere da Eleazaro il libro sacro e data la parola d’ordine «Aiuto di Dio», egli stesso si mise a capo della prima schiera e si lanciò contro Nicanore.
24 Fattosi loro alleato l’Onnipotente, uccisero più di novemila nemici, ferirono e mutilarono la maggior parte dell’esercito; poi costrinsero tutti alla fuga.
25 Si impadronirono del denaro di coloro che erano venuti per comprarli; li inseguirono per un bel tratto, ma poi, ostacolati dall’ora tarda, dovettero tornare indietro.
26 Era, infatti, la vigilia del sabato. Per questo non continuarono l’inseguimento.
27 Dopo aver raccolto le armi e le spoglie dei nemici, celebrarono il sabato, benedicendo incessantemente e inneggiando al Signore, che li aveva salvati in quel giorno e aveva stillato su di loro le prime gocce della sua misericordia.
28 Dopo il sabato, distribuita parte delle spoglie ai danneggiati, alle vedove e agli orfani, essi con i loro servi presero il resto.
29 Dopo aver compiuto tali cose, con una supplica collettiva, pregarono il Signore misericordioso di riconciliarsi pienamente con i suol servitori.
30 In uno scontro con i soldati di Timoteo e di Bacchide, ne uccisero più di ventimila, si impadronirono di alte fortezze e si divisero le numerose spoglie, facendo giuste parti per sé, per i danneggiati, per gli orfani, per le vedove e anche per i vecchi.
31 Dopo aver raccolto le armi dei nemici, diligentemente riposero ogni cosa in luoghi sicuri, mentre portarono il resto del bottino a Gerusalemme.
32 Uccisero il filarca che si trovava intorno a Timoteo, uomo scelleratissimo che aveva fatto molto male ai Giudei.
33 Poi, durante la festa per la vittoria in patria, bruciarono vivi coloro che, avevano dato fuoco alle porte sacre insieme con Callistene che si era rifugiato in una casetta. Così costui ricevette la giusta ricompensa della sua empietà.
34 Nicanore, tre volte scellerato, il quale aveva condotto con sé mille mercanti per l’acquisto dei Giudei,
35 fu umiliato con l’aiuto di Dio da coloro che egli stimava un nulla. Deposta la ricca veste, tutto solo in fuga attraverso i campi come un fuggiasco, egli giunse in Antiochia, riuscendo ad avere una fortuna straordinaria dopo la sconfitta dell’esercito.
36 In tal maniera colui, che aveva promesso di pagare il tributo ai Romani con la vendita dei prigionieri di Gerusalemme, andava dicendo ora che i Giudei avevano un protettore straordinario e che in questo modo erano invulnerabili, perché seguivano le leggi da Lui stabilite.