SCRUTATIO

Martedi, 25 agosto 2026 - San Bartolomeo ( Letture di oggi)

Jeremiæ 14


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VULGATASacra Bibbia Garofalo
1 Quod factum est verbum Domini ad Jeremiam, de sermonibus siccitatis.1 La parola che Jahvè rivolse a Geremia in occasione della siccità:
2 Luxit Judæa, et portæ ejus corruerunt,
et obscuratæ sunt in terra,
et clamor Jerusalem ascendit.
2 Giuda è in lutto, le sue porte languiscono, sono a terra nello squallore,il gemito di Gerusalemme sale al cielo.
3 Majores miserunt minores suos ad aquam :
venerunt ad hauriendum.
Non invenerunt aquam :
reportaverunt vasa sua vacua.
Confusi sunt, et afflicti,
et operuerunt capita sua.
3 I potenti mandano i loro garzoni in cerca di acqua; costoro si recano ai pozzi ma non ve la trovano e tornano con i recipienti vuoti. Perciò restano delusi, pieni di confusione e si coprono la testa.
4 Propter terræ vastitatem,
quia non venit pluvia in terram,
confusi sunt agricolæ :
operuerunt capita sua.
4 La coltivazione del suolo è cessata perché non c’è pioggia sulla terra. Gli agricoltori restano delusi, pieni di confusione e si coprono la testa.
5 Nam et cerva in agro peperit, et reliquit,
quia non erat herba.
5 Perfino la cerva genera nella campagna e abbandona il parto, perché non c’è erba.
6 Et onagri steterunt in rupibus ;
traxerunt ventum quasi dracones :
defecerunt oculi eorum,
quia non erat herba.
6 Gli onagri si fermano sui luoghi elevati e aspirano l’aria come sciacalli, i loro occhi si sono illanguiditi, perché non si trovano erbaggi.
7 Si iniquitates nostræ responderint nobis, Domine,
fac propter nomen tuum :
quoniam multæ sunt aversiones nostræ :
tibi peccavimus.
7 «Se le nostre iniquità testimoniano contro di noi, Jahvè, agisci per amore del tuo nome! Sì, sono state molteplici le nostre infedeltà, abbiamo peccato contro di te.
8 Exspectatio Israël,
salvator ejus in tempore tribulationis,
quare quasi colonus futurus es in terra,
et quasi viator declinans ad manendum ?
8 O speranza di Israele e suo salvatore al tempo dell’angustia, perché saresti come un forestiero nel paese e come un viandante che si ferma solo per una notte?
9 quare futurus es velut vir vagus,
ut fortis qui non potest salvare ?
Tu autem in nobis es, Domine,
et nomen tuum invocatum est super nos :
ne derelinquas nos.
9 Perché saresti come un uomo spaventato, come un forte incapace di soccorrere? Eppure tu sei in mezzo a noi, Jahvè, è il tuo nome è stato invocato sopra di noi; non abbandonarci!»
10 Hæc dicit Dominus populo huic,
qui dilexit movere pedes suos,
et non quievit,
et Domino non placuit :
Nunc recordabitur iniquitatum eorum,
et visitabit peccata eorum.
10 Così dice Jahvè riguardo a questo popolo: «Già! essi amano andare vagando, non trattengono i loro piedi». Per questo Jahvè non li gradisce. Ora egli si ricorda della loro iniquità e punisce i loro peccati.
11 Et dixit Dominus ad me :
Noli orare pro populo isto in bonum.
11 Jahvè mi disse: «Non intercedere per il benessere di questo popolo.
12 Cum jejunaverint,
non exaudiam preces eorum,
et si obtulerint holocautomata et victimas,
non suscipiam ea :
quoniam gladio, et fame, et peste consumam eos.
12 Anche se digiunassero, non ascolterei la loro preghiera; se offrissero olocausti e sacrifici, non li accetterei, perché intendo distruggerli con la spada, la fame e la peste».
13 Et dixi : A, a, a, Domine Deus :
prophetæ dicunt eis :
Non videbitis gladium,
et fames non erit in vobis :
sed pacem veram dabit vobis in loco isto.
13 Allora soggiunsi: «Ohimè, Signore Jahvè, ecco, i profeti dicono loro: “Non vedrete la spada, non avrete la fame, poiché vi concederò una pace perfetta in questo luogo”».
14 Et dicit Dominus ad me : Falso prophetæ vaticinantur in nomine meo :
non misi eos, et non præcepi eis,
neque locutus sum ad eos.
Visionem mendacem, et divinationem,
et fraudulentiam, et seductionem cordis sui,
prophetant vobis.
14 E Jahvè mi disse: «I profeti hanno predetto menzogna in mio nome; io non li ho inviati, non ho comandato loro né ho parlato a essi. Vi annunciano visioni menzognere, oracoli vani e raggiri del loro cuore».
15 Idcirco hæc dicit Dominus
de prophetis qui prophetant in nomine meo,
quos ego non misi, dicentes :
Gladius et fames non erit in terra hac :
In gladio et fame consumentur prophetæ illi.
15 Perciò così dice Jahvè: «I profeti che predicono in mio nome senza che io È abbia inviati, e affermano: “Spada e fame non compariranno in questo paese”, codesti profeti finiranno di spada e di fame.
16 Et populi quibus prophetant
erunt projecti in viis Jerusalem
præ fame et gladio,
et non erit qui sepeliat eos :
ipsi et uxores eorum,
filii et filiæ eorum :
et effundam super eos malum suum.
16 Gli uomini ai quali essi prelicono saranno gettati nelle vie di Gerusalemme dalla fame e dalla spada e non ci sarà chi seppellisca loro, le loro donne, i loro figli e le loro figlie. Io riverserò su di loro la loro malvagità».
17 Et dices ad eos verbum istud :
Deducant oculi mei lacrimam per noctem et diem,
et non taceant,
quoniam contritione magna
contrita est virgo filia populi mei,
plaga pessima vehementer.
17 Tu riferirai loro questa parola: «I miei occhi grondano di pianto notte e giorno né cessano, perché grave è la ferita inflitta alla vergine figlia del mio popolo, è una piaga molto dolorosa.
18 Si egressus fuero ad agros,
ecce occisi gladio :
et si introiero in civitatem,
ecce attenuati fame.
Propheta quoque et sacerdos abierunt in terram quam ignorabant.
18 Se esco in aperta campagna, ecco i trafitti di spada; se percorro la città, ecco gli orrori della fame. Anche il profeta e il sacerdote si aggirano per il paese e sono senza conoscenza».
19 Numquid projiciens abjecisti Judam ?
aut Sion abominata est anima tua ?
quare ergo percussisti nos ita ut nulla sit sanitas ?
Exspectavimus pacem,
et non est bonum :
et tempus curationis,
et ecce turbatio.
19 Hai forse rigettato completamente Giuda oppure la tua anima si è disgustata di Sion? Perché ci hai colpito senza che ci sia guarigione per noi? Aspettavamo la pace, ma non abbiamo alcun bene, l'ora della salvezza, ed ecco il terrore!
20 Cognovimus, Domine, impietates nostras,
iniquitates patrum nostrorum,
quia peccavimus tibi.
20 Noi riconosciamo, Jahvè, le nostre iniquità, la malvagità dei nostri padri, poiché abbiamo peccato contro di te.
21 Ne des nos in opprobrium, propter nomen tuum,
neque facias nobis contumeliam solii gloriæ tuæ :
recordare, ne irritum facias fœdus tuum nobiscum.
21 Ma a causa del tuo nome non abbandonarci, non rendere spregevole il trono della tua gloria. Ricordati! Non violare la tua alleanza con noi.
22 Numquid sunt in sculptilibus gentium qui pluant ?
aut cæli possunt dare imbres ?
nonne tu es Dominus Deus noster, quem exspectavimus ?
tu enim fecisti omnia hæc.
22 C'è forse fra le vanità delle nazioni chi possa fare piovere? O forse i cieli mandano acquazzoni? Non sei piuttosto tu, Jahvè nostro Dio? In te speriamo, perché tu hai fatto tutte queste cose.