Scrutatio

Venerdi, 10 maggio 2024 - San Giobbe ( Letture di oggi)

Giobbe 7


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DIODATINOVA VULGATA
1 Non ha l’uomo un termine della sua milizia in su la terra? E non sono i suoi giorni simili a quelli di un mercenario?1 Nonne militia est vita hominis super terram,
et sicut dies mercennarii dies eius?
2 Come il servo aspira all’ombra, E il mercenario aspetta il premio della sua opera;2 Sicut servus desiderat umbram,
et sicut mercennarius praestolatur mercedem suam,
3 Così mi sono stati dati per eredità de’ mesi molesti; E mi sono state assegnate per parte mia notti penose.3 sic et ego habui menses vacuos
et noctes laboriosas enumeravi mihi.
4 Se mi son posto a giacere, dico: Quando mi leverò? Quando sarà passata la notte? E mi stanco di dimenarmi fino all’alba.4 Si dormiero, dicam: Quando consurgam?
Et rursum exspectabo vesperam
et replebor doloribus usque crepusculum.
5 La mia carne è rivestita di vermini, e di gromma di terra; La mia pelle si schianta, e si disfa.5 Induta est caro mea putredine et sordibus pulveris;
cutis mea scinditur et diffluit.
6 I miei giorni son passati via più leggermente che la spola del tessitore, E son venuti meno senza speranza6 Dies mei velocius transierunt quam navicula texentis
et consumpti sunt deficiente filo.
7 Ricordati che la mia vita è un vento, Che l’occhio mio non tornerà più a vedere il bene.7 Memento quia ventus est vita mea,
et non revertetur oculus meus, ut videat bona.
8 L’occhio di chi mi vede non mi riguarderà più; Se tu rivolgi gli occhi verso me, io non sarò più.8 Nec aspiciet me visus hominis;
oculi tui in me, et non subsistam.
9 Come la nuvola si dilegua, e se ne va via; Così chi scende nel sepolcro non ne salirà più fuori.9 Sicut consumitur nubes et pertransit,
sic, qui descenderit ad inferos, non ascendet
10 Egli non ritornerà più a casa sua, E il luogo suo non lo riconoscerà più.10 nec revertetur ultra in domum suam,
neque cognoscet eum amplius locus eius.
11 Io altresì non ratterrò la mia bocca; Io parlerò nell’angoscia del mio spirito, Io mi lamenterò nell’amaritudine dell’anima mia.11 Quapropter et ego non parcam ori meo;
loquar in tribulatione spiritus mei, confabulabor cum amaritudine animae meae.
12 Sono io un mare, o una balena, Che tu mi ponga guardia attorno?12 Numquid mare ego sum aut cetus,
quia posuisti super me custodiam?
13 Quando io dico: La mia lettiera mi darà alleggiamento, Il mio letto solleverà parte del mio lamento;13 Si dixero: Consolabitur me lectulus meus,
et assumet stratum meum querelam meam,
14 Allora tu mi sgomenti con sogni, E mi spaventi con visioni.14 terrebis me per somnia
et per visiones horrore concuties.
15 Talchè io nell’animo sceglierei innanzi di essere strangolato, E innanzi vorrei la morte che le mie ossa.15 Quam ob rem eligit suspendium anima mea,
et mortem ossa mea.
16 Io son tutto strutto; io non viverò in perpetuo; Cessati da me; conciossiachè i miei giorni non sieno altro che vanità16 Desperavi; nequaquam ultra iam vivam.
Parce mihi, nihil enim sunt dies mei.
17 Che cosa è l’uomo, che tu ne faccia sì grande stima, Che tu ponga mente ad esso?17 Quid est homo, quia magnificas eum?
Aut quid apponis erga eum cor tuum?
18 E che tu lo visiti ogni mattina, E ad ogni momento l’esamini?18 Visitas eum diluculo
et singulis momentis probas illum.
19 Fino a quando non ti rivolgerai indietro da me, E non mi darai alcuna posa, Tanto che io possa inghiottir la mia saliva?19 Usquequo non avertes oculos a me?
Nec dimittis me, ut glutiam salivam meam?
20 Io ho peccato; che opererò inverso te, o Guardiano degli uomini? Perchè mi hai posto per tuo bersaglio, E perchè sono io grave a me stesso?20 Peccavi; quid faciam tibi,
o custos hominum?
Quare posuisti me contrarium tibi, et factus sum mihimetipsi gravis?
21 E perchè non perdoni il mio misfatto, E non rimuovi la mia iniquità? Conciossiachè di presente giacerò nella polvere; E, se poi tu mi ricerchi, io non sarò più21 Cur non tollis peccatum meum
et quare non aufers iniquitatem meam?
Ecce, nunc in pulvere dormiam;
et, si mane me quaesieris, non subsistam! ”.