Scrutatio

Domenica, 3 marzo 2024 - Santa Caterina (Katharina) Drexel ( Letture di oggi)

LXIV - Come, amando Dio inperfectamente, inperfectamente s’ama el proximo. E de’ segni di questo amore inperfecto.

Santa Caterina da Siena

LXIV - Come, amando Dio inperfectamente, inperfectamente s’ama el proximo. E de’ segni di questo amore inperfecto.
font righe continue visite 46

— E voglio che tu sappi che ogni inperfeczione e perfeczione si manifesta e s’acquista in me; e cosí s’acquista e manifesta nel mezzo del proximo. Bene il sanno e’ semplici, che spesse volte amano le creature di spirituale amore. Se l’amore di me ha ricevuto schiectamente senza alcuno rispecto, schiectamente beie l’amore delproximo suo, si come il vasello che s’empie nella fonte: che, se nel traie fuore, beiendo, el vasello rimane vòtio; ma se egli el beie stando el vasello nella fonte, non rimane vòtO, ma sempre sta pieno. Cosí l’amore del proximo, spirituale e temporale, vuole essere beiuto in me, senza alcuno rispecto.

Io vi richiegio che voi m’amiate di quello amore che Io amo voi. Questo non potete fare a me, però che Io v’amai senza essere amato. Ogni amore, che voi avete a me, m’avete di debito e non di grazia, però che ‘l dovete fare. E Io amo voi di grazia e non di debito. Adunque a me non potete rendere questo amore che lo vi richiego; e però v’ho posto el mezzo del proximo vostro, acciò che faciate a lui quello che non potete fare a me, cioè d’amarlo senza veruno respecto, di grazia e senza aspectarne alcuna utilitá. E io reputo che faciate a me quello che fate allui.

Questo mostrò la mia Verità dicendo a Pavolo, quando mi perseguitava: «Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?». Questo diceva, reputando che Pavolo perseguitasse me perseguitando e’ miei fedeli.

Si che vuole essere schiecto questo amore. E con quello amore, che voi amate me, dovete amare loro. Sai a che se n’avede che egli non è perfecto colui che ama di spirituale amore? Se si sente pena afìiiggitiva quando non gli pare che la creatura, che egli ama, satisfaccia a l’amore suo, non parendogli essere amato quanto gli pare amare. Ovvero che egli si vega sottrare la conversazione, o privare della consolazione, o vedendo amare un altro piú di lui.

A questo e a molte altre cose se ne potrà avedere che questo amore in me e nel proximo è ancora imperfecto, e che questo vasello è beiuto fuore della fonte: poniamo che l’amore abbi tracto da me. Ma perché in me l’aveva ancora imperfecto, però imperfecto el mostra in colui che ama di spirituale amore. Tucto procede perché la radice de l’amore proprio spirituale non era bene dibarbicata.

E però Io permecto spesse volte che ponga questo amore, perché cognosca sé e la sua imperfeczione per lo modo decto. E sottragomi, per sentimento, da lei, perché essa si rinchiuda nella casa del cognoscimento di sé, dove acquistarà ogni perfeczione. E poi Io torno in lei con piú lume e cognoscimento della mia veritá, in tanto che si reputa a grazia di potere uccidere la propria volontà per me. E non si ristà mai di potare la vigna de l’anima sua, e di divellere le spine delle cogitazioni, e ponere le pietre delle virtú fondate nel sangue di Cristo crocifixo, le quali ha trovate ne l’andare per lo ponte di Cristo crocifixo, unigenito mio Figliuolo. Si com’ Io ti dixi, se bene ti ricorda, che sopra del ponte, cioè della doctrina della mia Verità, erano le pietre fondate in virtú del sangue suo, perché le virtú hanno dato vita a voi in virtú del Sangue.



LibreriadelSanto.it - La prima libreria cattolica online