11 - L'insegnamento ricevuto da Maria santissima sui sette sacramenti

Suor Maria d'Agreda

11 - L'insegnamento ricevuto da Maria santissima sui sette sacramenti
59

L'insegnamento ricevuto da Maria santissima sui sette sacramenti, che Cristo nostro Signore doveva istituire, e sui cinque precetti della Chiesa.

830. A compimento della bellezza e delle ricchezze della santa Chiesa, fu conveniente che Cristo, suo artefice e nostro redentore, istituisse i sette sacramenti. In essi volle depositare i tesori infiniti dei suoi meriti e, in un modo del tutto ineffabile, il sostegno, vero e reale, dell'Autore di ogni cosa, perché i figli fedeli si alimentassero con i suoi beni e si consolassero con la sua presenza, caparra di quella che sperano di godere eternamente, faccia a faccia. Fu anche necessario, per la pienezza di scienza e di grazia di Maria santissima, che questi misteri e tesori fossero riversati nel suo ardente cuore, affinché vi restasse depositata tutta la legge di grazia, alla maniera in cui stava nel suo santissimo Figlio. Difatti, in sua assenza ella doveva essere la maestra della Chiesa ed insegnare ai suoi primogeniti a venerare e ricevere i sacramenti con particolare scrupolosità.

831. Alla divina Signora tutto questo venne manifestato nel seno del suo santissimo Figlio, con una illuminazione nuova e distinta rispetto a ciascun mistero. Prima di tutto conobbe che l'antica legge della circoncisione doveva essere abolita, subentrando in sua vece il mirabile sacramento del battesimo. Ebbe cognizione che l'elemento sensibile di questo segno della grazia divina doveva essere l'acqua pura e semplice, e che la formula doveva consistere nell'invocazione delle tre divine Persone con i nomi di Padre e Figlio e Spirito Santo, affinché i fedeli professassero in modo esplicito la fede nella santissima Trinità. Venne anche a conoscenza del beneficio che Cristo, nostro Signore, doveva comunicare al battesimo: il sigillo efficace per santificarci più perfettamente e per liberarci da tutti i peccati e dalle pene conseguenti. Vide gli effetti mirabili che questo sacramento doveva produrre in tutti quelli che lo avrebbero ricevuto, rigenerandoli e rinnovandoli nello stato di figli adottivi ed eredi del regno dell'eterno Padre, e infondendo loro le virtù della fede, speranza e carità assieme a molte altre. Conobbe inoltre il carattere soprannaturale e spirituale che come sigillo regale si doveva imprimere, in virtù del battesimo, nelle anime per contrassegnare i figli della santa Chiesa. E tutto ciò che riguarda questo santo sacramento ed i suoi effetti fu parimenti conosciuto da Maria santissima. Ella subito, con ardente desiderio, chiese al suo santissimo Figlio di poter beneficiare di questo favore a suo tempo; sua Maestà glielo promise, e in seguito glielo concesse, come poi dirò.

832. La stessa cognizione ebbe la celeste Signora del sacramento della confermazione, che si sarebbe amministrato nella santa Chiesa dopo il battesimo. Difatti, quest'ultimo genera i figli della grazia, mentre la confermazione li rende robusti e valorosi per confessare la fede già ricevuta, e oltre a rafforzare in loro la prima grazia vi aggiunge la sua particolare, indirizzata al proprio fine. Di questo sacramento la divina Regina conobbe la materia, la formula, i ministri, gli effetti della grazia e il carattere che imprime nell'anima. Comprese anche il valore simbolico delle parole della formula, e del crisma, mistura composta di balsamo ed olio. Esso costituisce la materia di questo sacramento e rappresenta la luce delle opere buone e il profumo di Cristo, che i fedeli confessandolo diffondono con la loro vita. Maria in tutte queste rivelazioni elevava dall'intimo del cuore lodi, ringraziamenti e fervorose suppliche, affinché tutti gli uomini attingessero acqua dalle sorgenti del Salvatore, e riconoscendolo vero Dio e redentore godessero di tesori incomparabili. Ella piangeva amaramente la deplorevole perdita di molti che, secondo il Vangelo, per i loro peccati sarebbero rimasti privi di medicine tanto efficaci.

833. Nel terzo sacramento, la penitenza, la divina Signora conobbe la necessità di questo mezzo affinché le anime potessero ritornare nella grazia e nell'amicizia di Dio, che tante volte perdono per l'umana fragilità. Comprese anche quali parti e quali ministri doveva avere questo sacramento e la facilità con la quale i figli della Chiesa avrebbero potuto farne uso con effetti straordinari. E per tutto ciò che concerne questo beneficio, come vera madre di misericordia rese, con incredibile giubilo, speciali grazie al Signore nel vedere una medicina tanto semplice per peccati così reiterati, quali sono le colpe ordinarie degli uomini. Si prostrò, allora, a terra, ed in nome della Chiesa accettò e venerò il santo tribunale della confessione, nel quale con ineffabile clemenza il Signore ordinò che si risolvesse e dibattesse per le anime una causa di tal peso, come lo è quella della giustificazione e della vita eterna o della morte e della dannazione, affidando all'arbitrio dei sacerdoti la facoltà di assolvere dai peccati o di negare l'assoluzione.

834. Giunse la prudentissima Signora alla speciale conoscenza dell'eccelso mistero: il sacramento dell'eucaristia. Di questa meraviglia conobbe e comprese, con forza di penetrazione, insondabili segreti, incomprensibili anche per i più alti serafini. Infatti, le fu manifestato il modo soprannaturale in cui l'umanità e la divinità del suo santissimo Figlio sarebbero state presenti sotto le specie del pane e del vino, in virtù delle parole con le quali vengono consacrate e convertite nel suo corpo e nel suo sangue, restando misteriosamente gli accidenti senza soggetto. Le fu rivelato come Cristo sarebbe stato, nello stesso tempo, in tante e diverse parti; come sarebbe stato celebrato il sacro mistero della Messa per offrirlo in sacrificio all'eterno Padre sino alla fine dei secoli; come Cristo sarebbe stato adorato e venerato nei numerosi templi della santa Chiesa cattolica, sparsi per tutto il mondo, e gli effetti che avrebbe prodotto a seconda delle disposizioni d'animo di chi lo avrebbe ricevuto. Venne anche a sapere della fede dei cattolici, degli errori degli eretici contro questo incomparabile beneficio, e soprattutto dell'amore immenso con il quale il suo santissimo Figlio aveva stabilito di darsi come cibo di vita eterna ad ogni mortale.

835. In queste ed in molte altre sublimi rivelazioni che Maria santissima ebbe riguardo al venerabile sacramento dell'eucaristia, il suo ardentissimo cuore s'infiammò di un amore tutto nuovo, inaccessibile ad ogni comprensione umana. E sebbene per ogni verità di fede e per ogni sacramento che veniva a conoscere elevasse solenni cantici, dinanzi a questo grande mistero dilatò ancor più il suo cuore, e prostratasi a terra fece insolite dimostrazioni: di amore, di culto, di lode, di ringraziamento e di umiliazione per tutti coloro che avrebbero goduto di un beneficio così sublime; e di dolore e rammarico per quelli che lo avrebbero reso inefficace, ritorcendolo a proprio danno. Inoltre, si accese dell'ardente desiderio di vedere istituito questo sacramento al punto che, se la forza dell'Altissimo non l'avesse confortata, la violenza dei suoi affetti le avrebbe strappato la vita, benché lo stare alla presenza del suo santissimo Figlio appagasse la sete delle sue brame e la trattenesse sino al tempo opportuno. Comunque la divina Regina fin d'allora chiese a sua Maestà se avrebbe potuto ricevere il suo corpo sacramentato quando fosse giunto il momento della consacrazione, dicendo: «Altissimo Signor mio, vera vita dell'anima mia, meriterà questo vile verme ed obbrobrio degli uomini di ricevervi nel suo petto? Sarò così fortunata da accogliervi nel corpo e nell'anima mia? Sarà vostra dimora e vostro tabernacolo il mio seno perché riposiate ed io vi ospiti godendo dei vostri forti amplessi, e voi, amato mio, di quelli della vostra serva?».

836. Le rispose il divin Maestro: «Madre e colomba mia, molte volte mi riceverete nel sacramento, e dopo la mia morte e la mia salita al cielo godrete di questa consolazione, perché allora la mia continua dimora sarà la quiete del vostro candidissimo ed amoroso petto che io ho eletto come sede del mio compiacimento». La gran Regina con questa promessa del Signore si umiliò di nuovo e chinatasi fino a lambire la polvere gli rese grazie suscitando lo stupore e l'ammirazione degli angeli. Da quel momento in poi cominciò ad orientare tutti i suoi affetti e le sue opere al fine di prepararsi e disporsi a ricevere a suo tempo la santa comunione di suo Figlio sacramentato. In tutti gli anni che seguirono ella non dimenticò mai questo proposito, né venne meno a questa sua volontà. La sua memoria, come altre volte ho detto, era costante e tenace, come quella degli angeli, e la sua sapienza più sublime di quella di tutti loro. E siccome si ricordava sempre del mistero dell'eucaristia e degli altri, operava in tutto conformemente alla memoria e alla conoscenza che aveva. Da allora in poi, rivolse intense suppliche al Signore, affinché illuminasse i mortali per far loro conoscere e venerare questo altissimo sacramento, così che lo potessero ricevere degnamente. Se alcune volte giungiamo a comunicarci con questa disposizione - e il Signore stesso faccia in modo che ciò avvenga sempre -, oltre che ai meriti di sua Maestà, lo dobbiamo alle lacrime ed alle implorazioni della nostra divina Madre. Quando qualcuno, audacemente, ha la sfrontatezza di riceverlo nel peccato, sappia che oltre alla sacrilega ingiuria che arreca al suo Dio e redentore, offende anche la sua santissima Madre, perché disprezza e rende vani il suo amore, i suoi pii desideri, le sue orazioni, le sue lacrime e i suoi sospiri. Impegniamoci con tutte le forze per allontanarci da un delitto così orrendo!

837. Nel quinto sacramento, l'estrema unzione, Maria santissima ebbe cognizione del fine mirabile per cui il Signore lo istituì, e dell'elemento, della formula e del ministro inerenti alla sua celebrazione. L'elemento doveva essere olio di oliva debitamente benedetto, come simbolo di misericordia; la formula deprecativa doveva accompagnare l'unzione dei sensi, per mezzo dei quali pecchiamo; il ministro doveva essere soltanto il sacerdote. Le furono rivelati anche i fini e gli effetti di questo sacramento: il soccorso dei fedeli infermi in pericolo di vita e in punto di morte contro le insidie e le tentazioni del nemico, che in quell'ultima ora sono molte e terribili. Mediante questo sacramento vengono dati, a chi lo riceve degnamente, la grazia per recuperare le forze spirituali indebolite per i peccati commessi e - se è necessario - il sollievo alle sofferenze del corpo. Sempre per suo mezzo, l'animo si dispiega ad una nuova devozione e al desiderio di vedere Dio, e ottiene inoltre la remissione dei peccati veniali con l'estinzione di ciò che resta delle colpe mortali. Il corpo dell'infermo resta così segnato; infatti, sebbene questo sacramento non imprima il carattere, lascia il corpo come sigillato tanto da impedire al demonio di avvicinarvisi, perché per grazia vi è stato il Signore come in un suo tabernacolo. Per questo privilegio nel sacramento dell'estrema unzione si toglie a Lucifero la superiorità e il diritto che acquistò su di noi per il peccato originale e che si arroga per quelli attuali. E così il corpo del giusto, che deve risuscitare e godere di Dio nel suo intimo, con questo sacramento viene disposto ad unirsi con la propria anima. La nostra fedelissima Madre e signora conobbe tutto questo e lo apprezzò in nome dei fedeli.

838. Del sesto sacramento, l'ordine, ella comprese che la provvidenza del suo santissimo Figlio ordinava nella sua Chiesa i ministri corrispondenti ai sacramenti che istituiva, perché santificassero il corpo mistico dei fedeli e consacrassero il pane e il vino convertendoli nel corpo e nel sangue dello stesso Signore. Inoltre, venne a conoscere che, per conferire loro questa dignità superiore a quella di tutti gli altri uomini e dei medesimi angeli, l'Autore della grazia istituiva un nuovo sacramento di ordinazione e di consacrazione. Con questa cognizione le fu infusa una riverenza estrema verso la dignità dei sacerdoti; fin d'allora ella incominciò a rispettarli e a venerarli con profonda umiltà. Chiese all'Altissimo che rendesse i ministri degni e idonei all'ufficio loro assegnato, e che illuminasse i fedeli affinché li venerassero. Pianse, inoltre, le offese a Dio che gli uni e gli altri avrebbero commesso, venendo meno ai propri doveri. E poiché quello che ho sopra accennato l'ho già esposto in altre parti, ed in seguito parlerò ancora del grande rispetto che la Regina portava ai suoi sacerdoti, non mi trattengo per ora in questo. Maria santissima conobbe tutto ciò che riguarda la materia e la forma di questo sacramento, e gli effetti e i ministri che esso doveva avere.

839. Nel settimo ed ultimo sacramento, il matrimonio, la nostra divina Signora fu parimenti istruita sul fine che Cristo aveva nell'istituire un sacramento per benedire e santificare la propagazione dei fedeli e raffigurare, più efficacemente, il mistero del suo sposalizio spirituale con la santa Chiesa. Le fu rivelato come si doveva celebrare il matrimonio, quale forma e quale materia doveva avere, quali beni superni avrebbe riversato sui figli della santa Chiesa, e tutto quello che concerne i suoi effetti e la sua grazia. A motivo di questo, Maria santissima elevò cantici di lode e di ringraziamento in nome dei cattolici che avrebbero ricevuto questo beneficio. In seguito le vennero manifestati le cerimonie e i riti sacri, relativi al culto divino e al mantenimento dei buoni costumi, con i quali in futuro si sarebbe dovuta governare la Chiesa. Le furono svelate anche tutte le leggi che essa avrebbe dovuto promulgare per questo fine, ed in particolare i cinque precetti: partecipare alla Messa nei giorni di festa, confessarsi nei tempi opportuni e comunicarsi con il santissimo corpo di Cristo sacramentato, digiunare nei giorni assegnati, pagare le decime e presentare le primizie dei frutti che il Signore dà sulla terra.

840. Maria in tutti questi precetti ecclesiastici fu istruita sui misteri della giustificazione e sulla ragione che avevano, sugli effetti che avrebbero prodotto e sulla loro necessità nella santa Chiesa. I fedeli, osservando il primo di tutti questi comandamenti, avrebbero avuto dei giorni prestabiliti per cercare Dio, e per assistere al santo sacrificio della Messa, offerto per i vivi e per i defunti. In questa circostanza avrebbero rinnovato la professione di fede e la memoria della passione e della morte di Cristo nostro redentore e, cooperando alla grandezza di questo supremo sacrificio, avrebbero conseguito tanti frutti e beni quanti ne riceve la Chiesa stessa. Conobbe anche quanto fosse necessario per gli uomini riconoscere la negligenza che li porta a disprezzare, per lungo tempo, la possibilità accordata loro di ristabilirsi facilmente nella grazia e nell'amicizia di Dio, per mezzo della confessione sacramentale, e di confermarsi in esse con la santa comunione. Difatti, coloro che si dimenticano di ricorrere a questi due sacramenti, oltre al pericolo e al danno a cui si espongono, commettono anche un'altra ingiuria verso il loro Creatore: rendono vani i desideri di Dio e l'amore con cui istituì questi precetti per la nostra redenzione.

841. Lo stesso insegnamento ebbe la divina Regina sugli ultimi due precetti: digiunare e pagare le decime. Le fu manifestato quanto fosse necessario che i figli della santa Chiesa si impegnassero con tutte le forze a vincere i nemici, di ostacolo alla loro salvezza. Tanti negligenti ed infelici, infatti, non osservano la norma dell'astinenza per non soffocare le loro passioni, le quali, di solito, si fomentano con i vizi della carne; ma solo il digiuno, di cui ci diede singolare esempio il Maestro della vita, benché non dovesse vincere come noi il fomite del peccato, mortifica la carne. Maria santissima comprese anche come il pagamento delle decime fosse un ordine speciale del Signore, affinché i figli della santa Chiesa traessero dai beni temporali della terra il tributo dovuto al Creatore di tutto. Con tale gesto i fedeli riconoscono Dio come supremo Signore e lo ringraziano per i frutti della sua provvidenza. Le decime offerte si sarebbero poi convertite in alimenti per i sacerdoti e i ministri del la Chiesa , affinché fossero più riconoscenti al Signore, dalla cui mensa sono provvisti abbondantemente, ed attendessero alla salute spirituale dei fedeli e alla loro felicità. Il sudore del popolo si converte nel beneficio e nel sostentamento dei sacerdoti che così possono impegnarsi, in tutta la loro vita, nel culto divino e nel servizio della santa Chiesa.

842. Molto mi sono contenuta nell'esposizione di misteri così arcani, del modo in cui furono illustrati alla nostra celeste Imperatrice, e di ciò che operarono nel suo cuore ardente e magnanimo, con la cognizione che le diede il Capo della Chiesa. Mi ha frenato il timore di essere molto prolissa, e ancor più quello di sbagliare nel manifestare il mio intimo e quanto ha colto della rivelazione che mi è stata data; alle mie lacune supplirà la luce della santa fede che professiamo. Sarà questa, sorretta dalla prudenza e dalla pietà cristiana, che orienterà il cuore dei cattolici a venerare sacramenti così sublimi, e a contemplare l'armonia meravigliosa che sussiste tra leggi, dottrine, sacramenti e misteri che la Chiesa cattolica racchiude in sé, e con la quale si è mirabilmente governata sin dal principio e si governerà, salda e stabile, sino alla fine del mondo. L'insieme di tutte queste cognizioni si impresse in modo mirabile nell'intimo della nostra Regina e signora; qui - a nostro modo di intendere - Cristo redentore del mondo diede inizio all'edificazione della santa Chiesa. Egli la depositò tutta nella sua purissima Madre, affinché per prima godesse dei suoi tesori. Ricca della sovrabbondanza di questi benefici, ella poteva operare, amare, credere, sperare e rendere grazie per tutti gli altri mortali, e piangere i loro peccati perché per mezzo di questi non rimanesse ostruita la corrente di misericordia a favore del genere umano. Maria santissima doveva divenire come il documento pubblico, in cui Dio avrebbe iscritto tutto quanto doveva operare per la redenzione umana, con l'obbligo di adempirlo. Ella sarebbe stata la coadiutrice di Dio e avrebbe custodito nel suo cuore il memoriale delle meraviglie che egli voleva operare.

 

Insegnamento della Regina del cielo

843. Figlia mia, molte volte ti ho mostrato quanto ingiuriosa sia per l'Altissimo, e pericolosa per voi mortali, la negligenza verso le tante opere, misteriose e mirabili, che la sua divina clemenza dispose per il vostro riscatto, e che voi per trascuratezza disprezzate. Il mio materno amore mi sollecita a risvegliare in te questo ricordo ed il dolore di un danno così deplorevole. Dove sta il buon senso umano, se dinanzi ad un così grave pericolo i mortali disprezzano la loro salvezza eterna e la gloria del loro Creatore e redentore? Le porte della grazia e della gloria stanno aperte, eppure gli uomini non solo non vogliono varcarle, ma addirittura, quando la vita e la luce vanno incontro ad essi, per non farle entrare, chiudono le porte dei loro cuori, rimanendo nelle tenebre e nella morte. Oh, crudeltà disumana del peccatore! La sua infermità è mortale, e tra tutte è la più pericolosa, ma egli non vuole ricevere il rimedio che gratuitamente gli viene offerto. Quale defunto non si riconoscerebbe obbligato verso colui che gli restituisse la vita? Quale infermo non ringrazierebbe il medico per averlo guarito dal suo male? Se i figli degli uomini sanno essere grati a chi dà loro la salute e la vita - che presto sono destinati a perdere e che servono solo per restituirli a nuovi pericoli e travagli -, come possono essere così stolti e duri di cuore da non ringraziare né riconoscere chi dà loro la salvezza e la vita eterna e vuole riscattarli da quelle pene che non avranno fine e mai si potranno soppesare?

844. Ah, mia carissima! Come posso riconoscere per figli quelli che disprezzano così il mio unico ed amantissimo figlio e Signore e la sua generosa clemenza? Ben conoscono tale bontà gli angeli e i santi del cielo! Essi si meravigliano della villana ingratitudine e del pericolo che corrono i viventi; pertanto resta comprovata per loro la rettitudine della giustizia divina. In questa Storia ti ho resa partecipe di molti segreti, e adesso ti dichiaro ancor di più, affinché mi imiti e mi accompagni nell'amaro pianto che io versai per l'oltraggio arrecato a Dio dai mortali. Piangi le offese fatte a lui e cerca da parte tua di ripararle. Voglio che non passi giorno senza che tu renda un umile ringraziamento all'Autore di tutto, per aver istituito i santi sacramenti e per la pazienza che ha mostrato nel tollerare il cattivo uso di essi da parte dei fedeli perversi. Tu ricevi, invece, questi doni con profonda riverenza, fede e ferma speranza. E per l'amore che hai al sacramento della penitenza, cerca di accostarti ad esso con la disposizione e con i requisiti che insegnano la santa Chiesa e i suoi dottori, per riceverlo fruttuosamente. Ricorri ad esso ogni giorno con cuore umile e grato; e quando ti ritroverai nella colpa, non diffidare del suo rimedio. Lavati, e monda la tua anima, perché è grave riconoscersi macchiati dal peccato e rimanere per molto tempo o anche per un solo istante nella sua lordura.

845. Voglio soprattutto che tu comprenda lo sdegno di Dio onnipotente - anche se non lo potrai interamente conoscere - contro quelli che con audacia ricevono indegnamente questi santi sacramenti, ed in particolare il santissimo sacramento dell'altare. O anima, quale peso ha questa colpa dinanzi al Signore e ai santi! Non solo egli viene offeso dal peccato di chi lo riceve senza esserne degno, ma in sommo grado anche dalle irriverenze che si commettono nelle chiese, alla sua reale presenza. Come possono i figli della Chiesa dichiarare di avere fede nell'eucarestia e di rispettarla quando non solo non visitano né adorano Cristo sacramentato, ma commettono alla sua presenza sacrilegi tali che neanche i pagani ardiscono commettere nelle loro false sette? Questa è materia che richiederebbe molte ammonizioni e molti libri. Ti avverto, figlia mia, che gli uomini nel secolo presente hanno molto offeso la giustizia del Signore, e non meritano che vengano illuminati su ciò che la mia materna pietà desidera per il loro rimedio. Quello però che ora devono sapere è che essi saranno giudicati senza misericordia, come se si trattasse di servi malvagi ed infedeli, condannati dalla loro stessa bocca. Avvisa tutti quelli che vorranno ascoltarti. Consiglia loro che vadano ogni giorno nelle chiese dove è presente il Santissimo Sacramento per adorarlo e venerarlo, e che, ascoltando la Messa , cerchino di comportarsi con grande rispetto. Gli uomini non sanno quali benefici perdono non adempiendo questi doveri!

LibreriadelSanto.it - La prima libreria cattolica online
Acquista la Bibbia per la Scrutatio dalla Libreria del Santo
LibreriadelSanto.it - La prima libreria cattolica online