6 - Visione che Maria santissima ebbe quando Gesù aveva dodici anni, affinché si imprimesse in lei l'immagine della legge evangelica ed ella ne continuasse l'insegnamento.

Suor Maria d'Agreda

6 - Visione che Maria santissima ebbe quando Gesù aveva dodici anni, affinché si imprimesse in lei l'immagine della legge evangelica ed ella ne continuasse l'insegnamento.
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Visione che Maria santissima ebbe quando Gesù aveva dodici anni, affinché si imprimesse in lei l'immagine della legge evangelica ed ella ne continuasse l'insegnamento.

775. In questo capitolo e nei seguenti affronterò l'argomento di cui ho cominciato a parlare nei primi due del presente libro. Lo faccio con il giusto timore per l'imperfezione e l'inadeguatezza delle mie parole e, ancor più, per la tiepidezza del mio cuore. Si tratta, infatti, dei misteri nascosti del Verbo fatto uomo e della sua purissima Madre nel periodo che trascorsero a Nazaret, dal loro ritorno da Gerusalemme e dalla disputa con i dottori sino all'inizio della predicazione di Gesù, quando egli aveva trent'anni. Sulla riva di un simile pelago di arcani divini mi sento turbata e confusa, per cui supplico dal profondo il sovrano ed eccelso Signore che comandi a un angelo di scrivere al mio posto, affinché questo argomento possa essere sviluppato con chiarezza. Chiedo anche che egli, onnipotente e saggio, parli in me, mi illumini e indirizzi le mie facoltà, affinché, così guidate, siano strumento solo del suo beneplacito e della verità, senza che abbia parte in esse la fragilità umana di una donna ignorante e inetta.

776. La nostra Regina fu la prima e unica discepola di suo Figlio, scelta tra tutti perché la nuova legge del Vangelo e del suo autore si imprimesse in lei, come in una figura singolare. Questa doveva servire nella Chiesa come modello originale perché, imitandolo, si potessero formare gli altri santi e i sublimi effetti della redenzione. In ciò il Verbo incarnato procedette come un pittore dotatissimo, che ha compreso la propria arte in tutte le sue componenti e condizioni e che, tra le tante opere da lui eseguite, fa in modo di completarne una in modo abile e splendido, affinché questa sola lo accrediti, renda nota la sua bravura e sia fonte di ispirazione per le altre. Di certo tutti i beati furono realizzazioni altissime delle mani di Cristo, e la loro perfezione venne dalla sua benevolenza e dai suoi meriti; ma se essi sono paragonati a Maria sembrano limitati e difettosi. In ognuno ci fu qualche mancanza e solo ella, immagine viva del suo Unigenito, ne fu priva, e la pennellata iniziale che le fu data fu superiore agli ultimi ritocchi fatti loro. È esempio di eccellenza e di virtù, è il punto estremo dove arrivò in una semplice creatura l'amore del Signore; infatti, a nessuno fu concessa la grazia che ella non fu capace di ricevere ed ebbe tutta quella che non fu possibile concedere agli altri. Il suo Figlio benedetto la ricolmò di quanto ella poté accogliere ed egli poté comunicarle.

777. La molteplicità degli eletti e i loro gradi celebrano silenziosamente il loro artefice: i più piccoli rendono maggiori i grandi e tutti insieme esaltano la Regina , magnificamente oltrepassati dalla sua eminenza incomparabile e felicemente beati per la parte nella quale la imitano, entrando in questo ordine la cui bellezza ridonda in essi. Maria purissima, che supera tutti i giusti, li elevò di più e, per questo, divenne lo strumento o il motivo della gloria che essi hanno in tale misura. Dal modo in cui Gesù diede forma a quest'effigie della sua santità se ne vide, anche se da lontano, la sublimità. Si consideri, inoltre, quanto egli compì in lei sola e quanto in tutto il resto del la Chiesa. Per fondare quest'ultima, per accrescerla, per chiamare gli apostoli, per predicare al suo popolo e per stabilire la parola del Vangelo, furono sufficienti i tre anni di predicazione, durante i quali compì sempre la volontà del suo eterno Padre e giustificò tutti i credenti. Per imprimere nella Madre la sua perfezione, invece, non impiegò solamente tre anni, ma tre volte dieci, operando incessantemente in lei con l'efficacia del suo ardore e della sua forza, senza smettere mai di ricolmarla di doni e di benefici. Dopo tutto questo ella poté ancora essere innalzata con ciò che le fu elargito al momento dell'ascensione di Cristo. Davanti a questa Signora la ragione rimane turbata e i termini vengono meno; infatti, fu fulgida come il sole e il suo splendore non permette di essere osservato da occhi terreni.

778. Il nostro Salvatore incominciò a mostrare a Maria tale intento dopo che dall'Egitto furono rientrati a Nazaret e continuò sempre ad istruirla e illuminarla sui misteri dell'incarnazione e della redenzione. Dopo il ritorno da Gerusalemme, quando Gesù era dodicenne, ella ebbe una visione di Dio, non intuitiva, ma per immagini, molto elevata e ricca di nuovi influssi e rivelazioni. Conobbe specialmente i pensieri e il volere del Signore riguardo alla legge di grazia che egli doveva fondare e il potere che per questo gli era stato dato dal concistoro della beatissima Trinità. Seppe anche che, con questo fine, l'Altissimo consegnava al suo Figlio fatto uomo quel libro sigillato con sette sigilli di cui parla san Giovanni nel quinto capitolo dell'Apocalisse. Nessuno in cielo e in terra era in grado di aprirlo e di scioglierne i sigilli. Lo fece l'Agnello, che, con la sua passione e con i suoi insegnamenti e meriti, ne manifestò agli uomini il segreto, cioè la dottrina evangelica e la Chiesa che si doveva edificare nel mondo.

779. La Regina apprese anche altri decreti della Trinità: sarebbe stata la prima a leggere e comprendere quel testo; il suo Unigenito glielo avrebbe dischiuso e illustrato interamente ed ella avrebbe eseguito quanto vi era contenuto; avrebbe preceduto tutti nell'accompagnare il Verbo a cui aveva dato carne e lo avrebbe seguito da vicino nei sentieri che egli, scendendo sulla terra, aveva indicato in tali prescrizioni, perché percorrendoli i mortali salissero al cielo; in lei, infine, sarebbe stato depositato quello scritto. Vide, inoltre, che il Figlio del Padre e suo aveva accettato ciò con benevolenza e compiacimento, e che la sua umanità santissima obbediva con lieto giubilo perché ella era sua madre. Dio si rivolse a Maria, dicendole:

780. «Sposa e colomba mia, preparate il vostro intimo affinché, secondo il nostro beneplacito, vi rendiamo partecipe della pienezza della nostra scienza e nella vostra anima si imprimano il Nuovo Testamento e la legge del mio prediletto. Infervorate i vostri desideri e applicatevi per apprendere ed eseguire i nostri precetti. Accettate i favori della nostra munifica potenza e dell'amore che abbiamo per voi. Perché ce ne rendiate conveniente retribuzione, sappiate ciò che stabilisce la nostra sapienza infinita, con la quale determiniamo che Cristo, nella natura che gli avete donato, abbia in voi, semplice creatura, un'immagine il più possibile conforme a se stesso, che dovrà essere effetto delle sue opere e frutto proporzionato ad esse. In questo si glorificherà adeguatamente il suo nome. Considerate dunque, figlia ed eletta mia, che vi viene chiesta una disposizione eccelsa. Fate in modo di essere pronta per le azioni e per i misteri del nostro braccio vigoroso».

781. L 'umile Vergine rispose: «Dio eterno e incommensurabile, io sto prostrata alla vostra presenza regale, ponderando davanti alla vostra immensità la mia miseria e nullità. Riconosco la vostra grandezza e la mia piccolezza. Non merito di essere chiamata vostra serva. Per la benignità con cui mi avete guardato vi offro il frutto del mio grembo, il vostro Unigenito, supplicandolo di rispondere per la sua indegna Madre e ancella. Il mio cuore è saldo, ma di fronte alle vostre misericordie viene meno, perché non può dimostrare l'ardore delle sue aspirazioni. Se ho trovato grazia ai vostri occhi, Signore e padrone mio, parlerò davanti a voi solo per implorarvi di compiere in me tutto ciò che bramate e comandate, perché solo voi ne siete in grado. Se da parte mia domandate che il mio cuore sia libero e abbandonato, io ve lo consegno per patire e per fare il vostro volere sino alla morte». La celeste Principessa fu subito ricolmata di favori: fu illuminata, purificata, elevata e preparata con la pienezza dello Spirito Santo, più di quanto non lo fosse mai stata sino a quel momento, in modo per lei indimenticabile. Tutto ciò che le era stato elargito era sublime e nessun altro aveva ricevuto niente di simile. Ciascuno di questi benefici sembrava il più alto, il "non plus ultra", ma le perfezioni divine non presentano limiti nel comunicarsi, se non manca la capacità nella creatura, che in lei era enorme e cresceva sempre di più con essi, i quali la disponevano via via per altri maggiori. Il potere di Dio, poiché non trovava impedimenti, destinava tutti i suoi tesori a Maria, perché fossero custoditi nel suo archivio sicuro e fedele.

782. La Regina delle altezze fu completamente rinnovata da tale visione. Si prostrò ai piedi del suo Figlio santissimo e gli disse: «Signore mio, mia luce e mio maestro, ecco la vostra misera Madre, disposta ad adempiere il vostro beneplacito. Accettatemi ancora come discepola e serva, prendete nella vostra mano forte lo strumento della vostra sapienza e volontà e fate in me ciò che voi e l'Altissimo desiderate». Egli l'accolse con maestà e autorità e le diede un profondo ammaestramento. Le spiegò in modo efficace il valore e l'importanza delle opere misteriose affidategli dal Padre e ben definite nella sua mente, che riguardavano la redenzione, la fondazione della nuova Chiesa e il Vangelo. Le manifestò ancora che, nella realizzazione di questi sublimi arcani, avrebbe dovuto accompagnarlo e aiutarlo, accogliendo le primizie della grazia e dando inizio al loro impiego. La Signora avrebbe dovuto assisterlo nelle fatiche fino alla sua morte in croce, andando dietro a lui con animo pronto, grande, costante, invincibile e generoso. La istruì su questo perché ella si preparasse a comprendere e penetrare la dottrina evangelica, e a mettere in pratica ineccepibilmente tutti i suoi precetti e consigli. In questa occasione Gesù rivelò alla sua beatissima Madre molti altri segreti relativi a quanto avrebbe compiuto nel mondo; ella accettò tutto con infinita umiltà, obbedienza, venerazione e riconoscenza e con immenso amore.

 

Insegnamento della Regina del cielo

783. Carissima, molte volte in passato - e soprattutto adesso che stai narrando la mia vita - ti ho chiamato e invitato a prendermi come modello, per quanto ti sarebbe stato possibile con l'aiuto di Dio. Ora ripeto quest'ordine, dopo che la benevolenza del Signore ti ha mostrato quello che il suo potente braccio operò nel mio cuore, scrivendo in esso tutta la legge di grazia, e ti ha reso noto l'effetto che ciò ebbe in me, la mia gratitudine e la mia corrispondenza, con l'imitazione adeguata e irreprensibile del mio santissimo Figlio e maestro. Devi considerare la conoscenza di tutto questo come uno dei favori più eminenti che sua Maestà ti ha concesso; in essa, infatti, troverai come in uno specchio la somma e il riepilogo della più alta santità ed eccellenza. Per te diventeranno chiari i sentieri della luce divina, sui quali potrai camminare sicura senza le tenebre dell'ignoranza che avvolgono i mortali.

784. Vieni dunque, figlia mia, vieni con me e seguimi. Affinché tu possa ricalcare le mie orme come io desidero e il tuo intelletto sia illuminato, il tuo spirito purificato, il tuo cuore preparato e la tua volontà infervorata, disponiti con la tua libertà a separarti da tutto, come chiede il tuo sposo. Allontanati dalle cose terrene e visibili, abbandona le creature, rinnega te stessa e non volgerti alle menzogne del mondo e del demonio. Le sue tentazioni non ti ostacolino e non ti affliggano, perché, se egli riuscirà anche solo a trattenerti per non farti progredire, avrà già conseguito su di te una grande vittoria e tu non potrai raggiungere la perfezione. Fissa quindi l'attenzione sul Signore, che anela alla bellezza della tua anima ed è generoso nel donartela, munifico nel depositare in te i tesori della sua sapienza e premuroso nel muoverti a riceverli. Lascia che egli incida in te gli insegnamenti evangelici; questo sia il tuo continuo studio, la tua meditazione di giorno e di notte, il tuo pensiero e il tuo nutrimento, la vita e la dolcezza del tuo spirito, quello con cui otterrai ciò che da te vuole l'Altissimo, che io bramo e tu ambisci.

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