Risurrezione dei morti


È la vita definitiva che sarà effettuata dalla potenza di Dio per l'essere umano tutto intero (= « corpo e anima »). Sebbene in quanto tale sia sorta tardi nell'AT, la speranza in una risurrezione generale ebbe origine dall'antica fede ebraica in Dio in quanto fedele, giusto, onnipotente e Signore della vita. Le interpretazioni sulla natura della risurrezione sono state varie: dalle immagini di una rianimazione fisica (2 Mac 7,1?42; 12,44?45; 14,46) alla speranza in una esistenza trasformata e gloriosa (Dn 12,1?4) che si avvicina, anche se non è identica, alle attese di san Paolo circa un corpo « spirituale » (1 Cor 15,35?54). La predicazione di Gesù sul Regno finale presupponeva una risurrezione generale (Mt 8,11; Mc 9,43?48; Lc 11,31?32). La risposta di Gesù ai Sadducei mostra che egli intendeva la risurrezione dei morti come una forma nuova di esistenza umana (Mc 12,18?27; cf Rm 14,9; 1 Cor 15,22?23; Col 1,18; Ap 1,15) in un mondo rinnovato e trasformato (cf LG 48?49; 51; GS 14, 22). Cf Anima; Cielo; Comunione dei Santi; Escatologia; Eternità; Letteratura apocalittica; Parusìa.

Fonte: Dizionario sintetico di Teologia (G.O Collins, E.G. Farrugia)
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