Ontologismo


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È una epistemologia del XIX secolo sostenuta da molti pensatori cattolici in Belgio, Francia e Italia. Essi affermavano che noi abbiamo una conoscenza di Dio immediata e innata. Il termine fu usato per la prima volta da Vincenzo Gioberti (1801?1852) nella sua opera: Introduzione allo studio della filosofia (1840). Gli ontologisti ritenevano, e in parte era vero, di essere nella linea di Platone (427?347 a.C.), di sant'Agostino di Ippona (354?430), di sant'Anselmo di Aosta (circa 1033?1109) e di san Bonaventura (1221?1274). Però, parlavano inadeguatamente del ruolo della percezione dei sensi e della natura limitata della nostra conoscenza di Dio in questa vita (cf Gv 1,38; 1 Gv 3,2). Nel 1861, il Vaticano condannò come ambigue parecchie proposizioni dell'ontologismo (cf DS 2841?2847; FCC 1.034?1.037). Nell'affermare che una qualche presenza previa di Dio nella nostra conoscenza è la condizione logica per qualsiasi conoscenza ulteriore, i tomisti trascendentali come Bernard Lonergan (1904?1984) e Karl Rahner (1904?1984) hanno difeso, in una forma modificata, una intuizione fondamentale dell'ontologismo. Cf Agostinianismo; Argomento ontologico; Epistemologia; Visione beatifica.

Fonte: Dizionario sintetico di Teologia (G.O Collins, E.G. Farrugia)


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