Imitazione di Cristo


L'ideale e la pratica di seguire Gesù Cristo che si trova nel primissimo documento cristiano (1 Ts 1,6) e nelle lettere di Paolo è anche collegato con l'imitazione dello stesso apostolo (1 Cor 4,16; 11,1; 2 Ts 3,7). Per Paolo l'imitazione di Cristo significa la liberazione dal peccato e la rinuncia di sé che conforma i credenti al modello della crocifissione e risurrezione (Rm 6,11), la disponibilità a lasciarsi plasmare dallo Spirito Santo che abita in noi (cf Rm 8,4.11), e il servizio oblativo di amore verso gli altri (1 Cor 13; Gal 5,13). Il Vangelo parla in modo caratteristico di un discepolato personale che è pronto a servire il prossimo che si trova nel bisogno (Lc 10,29?37) e a seguire il Figlio dell'Uomo sulla strada che dalla sofferenza porta alla gloria (Mc 8,31?38). Invece di « imitazione » di Cristo, l'Oriente cristiano preferisce parlare di « vita in Cristo » (cf Gv 15,1?17; 1 Gv 2,1?6): è un tema che si trova in molte opere di scrittori orientali circa la vita spirituale. Cf La vita in Cristo, di Nicola Cabasila (nato nel 1332 circa) e La mia vita in Cristo, di Giovanni di Kronstadt (1829?1908).

Fonte: Dizionario sintetico di Teologia (G.O Collins, E.G. Farrugia)
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