Abnegazione


Norma fondamentale d'ascesi, data da Gesù: «Chi vuol seguirmi, rinunzi a se stesso e prenda la sua croce (quotidiana, Lc.) ». (Mt. 16, 24 s.; Mc. 8, 34·37; Lc. 9, 23 s.).

Il termine *** (Mc.), in Is. 30, 7 esprime il gesto degli Israeliti infedeli che, illuminati dalla disfatta degli Assiri, gettarono via gl'idoli d'oro e d'argento, che s'erano fabbricati. Questo termine energico dimostra quale deve essere l'attitudine del battezzato che si è dato al Cristo. Più nulla ha valore per lui: i suoi vantaggi, interessi, desideri, i suoi stessi affetti (cf. Phil. 3, 7 s.); una sola cosa gl'importa ormai: vivere e agire per colui al quale si è dato.

In Gal. 2, 19 s. si ha il migliore commento al precetto evangelico: «Sono crocifisso col Cristo; non son più io che vivo, è il Cristo che vive in me». Chi può dire: «Esulto per i patimenti che offro per voi e voglio che le sofferenze (del Cristo) da me abbracciate per il Cristo o a imitazione del Cristo, raggiungano la misura piena, in me, nella mia carne, a favore del suo corpo che è la Chiesa» (Col. l, 24), questi è pronto a tutti i sacrifici, a lui richiesti dalla sua vocazione di cristiano e di apostolo. È la partecipazione allo stato di morte del Cristo, ma che produce la vita (2Cor 4, 10-12). Norma positiva e negativa che spinge alla più alta perfezione; a distaccarsi dal mondo (Gal. 6, 14), a crocifiggere le proprie passioni col Cristo (Gal. 5, 24; Col. 3, 5), a disfarsi del vecchio uomo, e rivestire quello della grazia (Eph. 4, 22 ss.; Col. 3, 9); conferendo, mediante l'unione al Cristo, ad ogni alto una forza irresistibile e un valore di redenzione.
[F. S.]

BIBL. - L. PIROT, S. Marc (La Ste Bible, ed. Pirot, 9) Parigi 1946, p. 497 s.: J. BONSIRVEN, Il Vangelo di Paolo, Roma 1951, p. 325 ss.


Autore: Mons. Francesco Spadafora
Fonte: Dizionario Biblico diretto da Francesco Spadafora
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