Azzimi


Pane sottile, cotto senza lievito (cf Gn 19,3). Lo si mangiava per una settimana intera nella festa dell'AT che commemorava l'esodo dall'Egitto (Es 23,15; 34,18). A motivo della sua fermentazione, il pane lievitato venne a simboleggiare la corruzione (Mt 16,6; 1 Cor 5,7). Secondo i vangeli sinottici, l'ultima Cena avvenne nel primo giorno della Festa degli Azzimi (Mt 26,17; Mc 14,12; Lc 22,7). Per questo motivo, i Latini usano per la Messa pane non lievitato. La maggior parte, delle Chiese Orientali, invece, segue san Giovanni che data l'ultima Cena e la crocifissione proprio prima che cominciasse la festa degli Azzimi (Gv 13,1; 18,28; 19,14). Questa differenza fu uno dei pretesti che occasionarono lo scisma del 1054 tra l'Oriente e l'Occidente. L'arcivescovo Leone di Acrida accusò i Latini di essere " azzimiti " o " infermentarii ", mentre gli Orientali vennero a loro volta soprannominati " prozimiti " o " fermentari ". Il Concilio di Firenze (1439) insegnò che si può usare per l'Eucaristia sia il pane non lievitato che quello lievitato (cf DS 1303). Tutti gli Orientali, eccetto gli Armeni e i Maroniti, usano pane lievitato. Cf Concilio di Firenze (Basilea, Ferrara); Pasqua ebraica.

Fonte: Dizionario sintetico di Teologia (G.O Collins, E.G. Farrugia)
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