Anima


È il principio spirituale degli esseri umani che sopravvive dopo la loro morte. Secondo l'AT, il nephesh (Ebr. " respiro di vita ") viene da Dio (Gn 2,7) e scompare con la morte. " Il mio nephesh " può significare: " me stesso ", o " l'anima mia " (Sal 3,2-3; cf Mc 8,34-36). Come i " Settanta ", così anche il NT, usa spesso il termine psyché (Gr. " anima ") per indicare il principio di vita (Rm 16,4; Fil 2,30). Verso la fine dell'AT, la lingua e il pensiero greco hanno introdotto il concetto dell'anima umana distinta dal corpo e dotata di immortalità da parte di Dio (Sap 3,1-9; 9,15; 16,13). Qua e là, il NT riflette un certo dualismo tra il corpo e l'anima (Mt 10,28; Lc 16,22; 23,43; 2 Cor 5,6-10; Fil 1,23; 1 Pt 1,9), ma pensa soprattutto agli esseri umani in quanto destinati alla risurrezione finale. Sotto l'influsso dello stoicismo, Tertulliano (circa 160 - circa 220) sembra aver ritenuto che l'anima fosse materiale, mentre Origene (circa 185 - circa 254), all'estremo opposto, pensava che le anime fossero non solo spirituali, ma anche preesistenti. San Tommaso d'Aquino (circa 1225-1274) intese l'anima come forma del corpo. Questo divenne l'insegnamento ufficiale nel Concilio di Vienne nel 1312 (DS 9O2; FCC 3.029). Contro il neo-aristotelismo di Pietro Pomponazzi (1464-1525), il Concilio Lateranense V insegnò nel 1513 l'individualità e l'immortalità dell'anima umana (DS 1440; FCC 3.031). Cf Animismo; Antropologia; Aristotelismo; Concilio di Vienne; Materia e Forma; Morte; Preesistenza; Reincarnazione; Risurrezione; Stoicismo; Vestigia Trinitatis; Vita dopo la morte.

Fonte: Dizionario sintetico di Teologia (G.O Collins, E.G. Farrugia)
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