Archeologia


È la scienza delle cose antiche. Confusa dapprima con la storia generale di un popolo come nell’"A. romana" di Dionigi di Alicarnasso e nell’"A. giudaica" di Flavio Giuseppe, l'a. si limita a studiare le istituzioni di un popolo, in quanto sono manifestate dagli antichi documenti; ricerca i resti materiali di una cultura come statue, pitture, mosaici, iscrizioni; oggetti della vita pratica: vestiario, strumenti, ornamenti, ceramica, tombe, monete. Allo studio della Bibbia non serve solo l'a. della Palestina, ma servono anche i risultati ottenuti in Mesopotamia, nella Fenicia, nell'Asia Minore, nell'Egitto.

A. della Palestina. Fonti della conoscenza dell'antica cultura biblica sono la S. Scrittura, il Talmud, Filone (ca. 25 a. C.-42 d. C.), Flavio Giuseppe (ca. 37-103 d C.), l'Onomasticon di Eusebio (ca. 325) tradotto e completato da s. Girolamo (ca. 390), gli itinerari dei pellegrini, specialmente il Burdigalense (333), la Peregrinatio Aetheriae (Silviae, ca. 394), l'Anonimo Piacentino (570), il Breviarius de Hyerosolyma (sec. V-VI), il De locis sanctis (ca. 670), le opere di Girolamo, in particolare l'epistola ad Marcellam (ep. 46) e l'Epitaphium s. Paulae. Questi documenti illustrano quasi esclusivamente il periodo romano-bizantino in modo che la Bibbia rimane l'unica fonte sulle antichità palestinesi. Col 1867 si apre il periodo degli scavi scientifici. Successi poco lusinghieri hanno le prime ricerche a Gerusalemme. Risultati più considerevoli si ottengono dopo che Fl. Petrie (1880) introduce il metodo strati grafico e la datazione cronologica per mezzo della ceramica. Dopo la guerra del 1914-18, gli scavi prendono uno sviluppo immenso e portano a risultati straordinari. La guerra del 1939-1945 produce una interruzione nei cantieri: sembra che ora alcuni scavi vengano continuati. Meritano una particolare menzione gli scavi a Tell Rumeilé-'Ain Shems, Bethsames, a 38 km. da Gerusalemme condotti, per il Palestine Exploration Fund, nel 1910-12 da D. Mackenzie; nel 1928-33 da E. Grant. Tra gli oggetti rinvenuti c'è anche una iscrizione cuneiforme, un'ansa stampigliata col nome di Ioakim e un ostrakon di data discussa.

A Ramet el-Khalil = Mambre da E. Mader (1926-28) per la Gorresgesellschaft; a Tell- Beit Mirsim = Debir, Qiriat Sepher(?) (Ios. 15, 13-19; Iudc. 1, 9-15) da W. F. Albright e Kyle (1926 ss.); a Tell ed-Duweir = Lachis da J. L. Starkey (1933- 35) con rinvenimento di 18 ostraka del tempo di Geremia; a Naplousa = Flavia Neapolis, Tell-Balata = Sichem, a Sebastiyé = Samaria, da G. A. Reisner, C. S. Fischer, D. G. Lyon (1908-1910), da J. C. Crowfoot (1931. 35. con la scoperta di 75 ostraka.

A tell Djezer = Gazar, Gezer, per il Palestine Exploration Fund, da R. A. St. Macalister, 1902-05; 1907-09; da A. Rowe, 1934 con la scoperta del calendario di Gezer (sec. XI.?); a Tell en-Nasbé = Masfa da Rade (1926-32); a Tell. es-Sultan = Gerico da F. Sellin, C. Watzinger (1908), da J. Garstang (1930-35), da Miss Kenyon (dal 1952 ad oggi). I risultati di questi ultimi scavi ancora in corso sembrano sconvolgere i dati degli scavi precedenti. A Tell el-Hosn = Beisan, da C. Fisher, A. Rowe (1921-26) per il museo dell'università di Pennsilvania; da A. Rowe, A. G. M. Fitzgerald (1927-33) con la scoperta delle stele di Beisan; a Tell el-Mutesselim = Megiddo da M. G. Schumacher (1903-1905) per il Deutscher (Palastina-Verein; da O. S. Fisher (1925) per l'istituto orientale dell'università di Chicago; da P. L. O. Guy (1927); a Tell Ta'annak = Thanaak da E. Sellin (1902-04); G. Schumacher con la scoperta di 12 tavolette cuneiformi del sec. XIV; a Et-Tell = Hai, da J. J. Marquet-Krause (1933); a Tell el-Far'a = Seruhen, da Fl. Petrie (1927-29), R. de Vaux (dal 1946), direttore dell'Ecole biblique di Gerusalemme che ha anche L. H. Vincent e F. M. Abel come archeologi dei monumenti cristiani. A Teleilat-Ghassul da P. Mallon (1929 ss.) per il Pont. Istituto Biblico.

I residui umani, trovati nel Wadi el- 'Amud (F. Turville-Petre, 1925-26), nella grotta Suqbah presso Ramleh (D. Garrod, 1928), nelle grotte del Carmelo presso 'Adit (D. Garrod, 1928-34) e in una grotta del Monte del Precipizio presso Nazaret (R. Neville, 1934) dimostrano che la Palestina è già occupata dall'uomo paleolitico (Palaeanthropus palaestinus del tipo di Neandertal). Una razza paleolitica più recente risulta da più luoghi della Palestina. Il mesolitico, rappresentato dal natufiano (trovato in una grotta del Wadi Natuf presso Lidda) s'incontra in diverse grotte. Si discute se si possa parlare di neolitico in Palestina: alcuni stimano che dal mesolitico si passi direttamente al calcolitico che si trova particolarmente a Teleilat el-Ghas· sul (ghassulliano), nello strato VIII di Gerico e, in forma più recente, a Beisan e a Megiddo.

Mesopotamia. Dalla fine del Medioevo le rovine della Mesopotamia attirano l'attenzione dei viaggiatori. Beniamino da Tudela (1160), Odorico da Pordenone (1320), il Barbaro (1472) segnalano le rovine di Ninive, Babilonia, Persepoli. Pietro della Valle (1614) porta da Babilonia i primi mattoni con iscrizioni. T. Herbert (1674) fa qualche copia di segni cuneiformi; J. Chardin (1674) eccita definitiva mente la curiosità degli studiosi con la pubblicazione di un frammento dell'iscrizione trilingue di Persepoli. E. Kampfer (1712.), C. van Bruyn (1718), C. Niebuhr percorrono la zona: le copie dei segni servono al Grotefend (1802) per la decifrazione dei cuneiformi. J. Rich (1787·1820) esegue sondaggi a Babilonia e a Ninive; H. Rawlinson (1833-74,) compie numerosi viaggi in Persia e copia la grande iscrizione di Dario I a Behistun. Il periodo di esplorazione termina con le spedizioni di Chesnay (1835· 37) e di Fresnel Oppert (1851-55). Dal 1842 E. Botta apre l'era degli scavi a Ninive e a Khorsabad. Al periodo degli inizi (1842-80) senza molto metodo e molti mezzi succede quello scientifico inaugurato dal de Sarzec a Tello e ripreso dopo la guerra del 1914-18.

A Khorsabad = Dùr-Sarrukin gli scavi sono condotti da E. Botta (1843·44), V. Place (1851-55), G. Loud (dal 1929) con la scoperta degli orto stati, dei bassorilievi, le iscrizioni di Sargon II (cf. Is. 20, 1), delle mura di cinta con 167 torri, del palazzo, della Ziqqurat o torre a piani, e soprattutto della lista dei re assiri. che serve molto per la cronologia della Mesopotamia.

A Kuyundjik = Ninive da Botta (1842), Layard (1845·50) e H. Rassam (1849·54; 1877- 79), C. Thompson (1927) con la scoperta dei palazzi dei Sargonidi e, specialmente, della biblioteca di Assurbanipal con le sue migliaia di tavolette, dei templi di Nabu e di Istar e del prisma di Asarhaddon (cf. Is. 37, 37 ss.).

Nel medesimo tempo da Layard e Rassam a Kalah-Nimrud = Kalah (Gen. 10, 10) con la scoperta dell'obelisco di Salmanassar III (tributo di Iehu verso l'841). A Qalaat-Serghat = Assur da W. Andrae (1902-14) col rinvenimento del Bit Akiti, "casa della festa di Capodanno", e la tomba di Sennacherib. A Yorghan Tepe = Nuzu da Chi era (1925-28), Pfeiffer (1928-29), Starr (1929-31) con la scoperta di migliaia di tavolette del sec. XVI che illuminano l'ambiente dei patriarchi. A Tell Billa=Sabaniba da Speiser e Bache durante i lavori di Tepe Gawra. A Tello = Lagas da E. De Sarzec (1877-1901), Cros (1903-09), de Genouillac (1928-31), A Parrot (1932-33) con la scoperta della civiltà sumerica (epoca di Gudea), del vaso di Entemena, della stele degli avvoltoi, di iscrizioni su statue e cilindri. A Neffer = Nippur da Harper, Hilprecht, Haynes, Peters (1888-1900) col rinvenimento di più di 50.000 tavolette che anche attualmente, grazie alla interpretazione di S. N. Kramer e di T. Jacobsen apportano interessanti sorprese. A. Fara = Shuruppak dagli stessi archeologi (1900) di Nippur, da Andrae (1902), da Schmidt (1932.). A Senkereh = Larsa (Ellasar di Gen. 14, l) da Parrot (1933); a Warka = Druk (Erech di Gen. 10, 10), da Jordan (1912; 1928-31), da Noldeke e Heinrich: si mette in luce uno strato alluvionale. A Muqayyar = Dr, patria di Abramo, gli scavi di Taylor (1849), di Loftus (1850), Woolley e Legrain (dal 1929) mostrano il tempio del dio-Luna e della sua paredra, la ziqqurat e i sotterra: nei regi dalle ricchezze meravigliose.

Ad Ahu Shahrein=Eridu i lavori sono eseguiti da Thomson e da Hall (1918-19). V. Scheil (1892) ad Abu Habba=Sippar trova il tempio del dio-Sole e 60.000 tavolette mentre H. Rassam (1881) trova il cilindro di Nabonide. Ai tell di Kasr e di Merkes = Babilonia una missione tedesca diretta da Koldewey (1899-1917) scopre i palazzi che hanno visto prigionieri i re di Giuda e il banchetto di Balthazar, la triplice cinta fortificata, i templi di Istar e Marduk, le vie sacre delle processioni (Bar. 6), le iscrizioni tra le quali il cilindro di Ciro (Esd. l, 1-4). A El-Oheimir= Kis gli scavi vengono effettuati dal de Genouillac (1912), Langdon (19122-2.6), Wate-lin (1926-34). A Tell Asmar=EBnunnak una missione americana (dal 1930): nel 1947 dà alla luce il codice di Bilalama, anteriore di ca. 200 anni a quello di Hammurapi." A Tell el-Hariri (Mari, v.) A. Parrot trova un materiale cuneiforme che getta una luce straordinaria sull'epoca dei patriarchi.

Dagli scavi risulta che tutta la Mesopotamia ha conosciuto una civiltà fondamentalmente unitaria e che i Sumeri non ne sono gli esclusivi autori. L'anteriorità di questa civiltà su quella del Nilo sembra maggiormente probabile. Grandi culture, tra le quali El-Obeid, Warka, Jemdet Nasr, ecc. hanno preceduto la prima dinastia di Ur (verso il 3100) e si rivelano identiche in Assiria e a Babilonia. Lo strato di sabbia alluvionale trovato in diverse profondità a Warka, Fara, Muqayyar, Tello, El-Oheimir, Kuyundjik si può riferire al diluvio dei documenti cuneiformi.

Fenicia. Oltre gli scavi del Loftus (1851) che portano all'identificazione di Susa (v.; Dan. 8, 2) = Shus nella Persia, e della delegazione francese ai tell dell'Apadana, della cittadella (Neh. 1, 1; Esth. 1, 2) e della città reale con la scoperta della stele del codice di Hammurapi, sono da segnalare i lavori compiuti alla ricerca delle antiche culture fenice. Oltre la missione di Renan (1860-61) e gli scavi a Tiro e Sidone, hanno particolarmente successo quelli condotti a Djebal = Byblos (Ez. 27, 9) da P. Montet (1921-24) e da M. Dunand (1924 fino ad oggi), con la scoperta di numerose iscrizioni, e a Ras Shamrah (v.) = Ugarit da C. Schaeffer con un lotto iniziale di tavolette in cuneiforme alfabetico già decifrato, al quale si deve aggiungere la scoperta recente di un numero rilevantissimo di altre tavolette.

Asia Minore e Alta Siria. A Boghazkoy = Hattusa, Winkler (1906) scopre gli archivi reali degli Hittiti (v.; XIV-XIII sec. a. C.); a Kultepe = Kanis si scoprono le tavolette di Cappadocia (sec. XVIII a. C.) che illuminano la vita degli Assiri. Importanti lavori sono in corso a Karatepe e sul sito dell'antica Harran.

A Zendjirli = Lutibu Samal, gli scavi sono condotti da Luschau (1888-94), con la scoperta della stele di Asarhaddon (670) che ricorda la sua vittoria su Sidone e l'Egitto. A Djerablus = Karkemis (Jer. 46, 2) i lavori vengono effettuati da Henderson 1878-81), Hogart e Woolley (1911-13, 1920); ad Arslan Tas = Hadatu, il Barrois (19t28) : apre una serie di placche d'avorio appartenenti ai mobili di Hazael di Damasco. Egitto. Iniziata con la spedizione Bonaparte (1798) l'esplorazione riprende dopo il decifra mento dei geroglifici di F. Champollion (1822). Champollion, Rosellini (1828) e Lepsius (1840) visitano il paese. Mariette 1850-1880) scopre il Serapeum, la necropoli di Saqqarah, il tempio della sfinge a Gizeh ecc. A San el Hagar =Tanis, (So'an di Num. 13. 22 cf. Is. 20), in una pianura che gli Egiziani chiamano campi di Tanis (Ps. 78, 12) gli scavi sono condotti da Mariette (1860), Petrie (1884), Montet (dal 1929) e fanno pensare alla presenza della città degli Hyksos, Avaris più tardi capitale di Ramses II (Ex. 1, 11), che Petrie (1906) aveva invece identificato con Tell Artabi nel Wadi Tumilat.

A Tell el-Maskhuta, Naville (1883) riscontra Pitom di Ex. 1, 11 come, a Theku, Soccot di Ex. 12, 3-7. A tell Defenneh, Petri e (1886) scopre le rovine di Taphnes (Jer. 43, 7 ss.); a Tell Yehudieh = Leon-topolis, Petrie (1905) rivela i resti di un campo trincerato del tempo degli Hyksos e della colonia giudaica del tempo dei Maccabei. Ad Ahu Hasan, a sud dei laghi Amari, Chedat (1919) trova un tempio-fortezza di Seti I che sembra corrispondere al migdol di Ex. 14, 2.

L'esplorazione della linea delle piramidi porta alla conoscenza della vita dell'Antico e Medio Impero. Tra il Cairo e Luxor, Tell el-Amarna (v.) = Ikhetnaton di Amenophis IV, porta un complesso di tavolette cuneiformi (1887) che rivelano la corrispondenza tra la Palestina e l'Egitto nel sec. XIV.

Le rovine di Karnak e di Luxor sulla riva destra del Nilo, di Qurnah e Medinet Ha-bu, sulla riva sinistra, segnano il sito di Tebe (v.; No-Amon di Nah. 3, 8; altrove semplicemente No). Nel grande tempio di Karnak, Petrie (1896) scopre la stele di Mernephtah, che parla d'Israele, e le liste delle città siro-palestinesi di Tuthmosis III e di Shesonq (Sesac di I Reg. 14, 25).

Di fronte ad Assuan = Syene di Ez. 30, 6 ecc. l'isola di Elefantina offre ai clandestini e alla missione tedesca di Rubensohn (1904-06) un forte numero di papiri aramaici che danno una visione della colonia giudaica (500-400 a. C.) .

Il confronto con le culture analoghe dell'Egitto e della Mesopotamia permette di stabilire alcune date della Palestina: il calcolitico viene situato dal V-IV millennio fino al 3200 ca. a. C. Le successive fasi del bronzo e del ferro, distinte in modo speciale per la tecnica e la morfologia della ceramica, si trovano in molti luoghi. L'età del bronzo si divide in tre periodi in Palestina così determinati: bronzo I (antico) dal 3200 al 2000 ca.; bronzo II (medio): 2000-1600; bronzo III (recente): 1600-1200. Ugualmente l'età del ferro (1200- 300): ferro I = 1200-900; ferro II = 900-600; ferro III = 600-300. Negli strati superiori di molte città più antiche si trova rappresentata la cultura ellenistica (300-50 a. C.), la romana (50 a. C. - 350 d. C.) e la bizantina (350-636 d. C.). L'invasione dei mussulmani apre una nuova epoca (636).

I diversi strati archeologici manifestano anche gli influssi dell'estero sulla Palestina e il succedersi di nuove popolazioni. Nel periodo del bronzo I, l'elemento etnico prevalente è il cananeo che viene sopraffatto verso il 1900 da un nuovo strato più potente di Semiti occidentali o amorrei; nel corso del bronzo II si nota un afflusso di Hurriti, Aramei, Hyksos; nel bronzo III, il dominio degli Egiziani, ristabilito si in Palestina dopo la disfatta degli Hyksos, viene disturbato dalle invasioni di popoli nomadi (Habiru), ai quali succedono gli Israeliti.

L'inizio del ferro I è caratterizzato da una notevole decadenza culturale dovuta, senza dubbio, all'occupazione del paese da parte degli Israeliti, i quali solo lentamente assimilano gli elementi culturali trovati nel paese conquistato e subiscono nuovi influssi, soprattutto dalla Fenicia (architettura), dall'Egitto (manufatti artistici, avorio, vasellame) e, più tardi, dai popoli conquistatori (Neo-Babilonesi, Persiani, Seleucidi, Romani). I racconti biblici si inseriscono senza difficoltà nell'ambiente. Solo in alcuni casi rimangono dubbi, p. es. circa la data della caduta di Gerico cananea e della presa di Hai (cf. Ios. 8). L'a. conferma la verità della storia biblica nelle sue linee generali. Per i fatti singoli, mancando finora in Palestina le iscrizioni che permettano di fissare con esattezza la data dei monumenti scoperti, non si ha sempre la dimostrazione indiscussa. Ecco alcuni esempi in cui essa è palese: a Tell el-Haleifi (Asiongaber), presso il golfo di Aqaba, grazie ai lavori di N. Gluck, si possono constatare gli sforzi di Salomone per crearsi un porto commerciale (I Reg. 9, 26); gli oggetti di avorio trovati a Samaria confermano le descrizioni della ricchezza della capitale del regno del Nord (2Reg. 22, 39; Am. 3, 15; 6, 4) come gli ostraka della medesima città accennano ad alcuni centri del territorio di Manasse; le lettere di Lachis dimostrano la incertezza della situazione politica del regno di Giuda al tempo di Geremia. La conferma dell'a. per questi elementi secondari dimostra l'attendibilità della narrazione biblica.

Le scoperte recenti contribuiscono a superare lo scetticismo nei riguardi della Bibbia: il ricordo dell'età patriarcale attraverso gli scavi di Nuzu e di Mari; la luce sulla poesia e il linguaggio degli Ebrei come risulta da Ugarit; la viva illuminazione sugli inizi della legislazione mosaica attraverso la pubblicazione delle leggi Hittite, Babilonesi, Assire, dei codici di Urnammu, Bilalama, Lipit-Istar; una nuova luce sul periodo persiano della storia giudaica dall'Egitto e dall'Iran. Per i dati dell'a., si ammette comunemente che le tradizioni della Genesi riflettono l'ambiente del bronzo medio tra il XXI,XVI sec.

BIBL. - A. PARROT, Archéologie Mésopotamienne, Parigi 1946-1953; ID., Découverte des mondes ensevelis, Neuchatel, 1952; A. G. BARROIS, Manuel d'archéologie biblique, I-II, Parigi 1939-1953; W. F. ALBRIGHT, The Archaeology of Palestine and the Bible, New York 1932; ID . From the Stone Age to Christianity, Baltimora 1940; ID., Archaeology and the Religion of Israel, Baltimora 1942; ID., The Archaeology of Palestine; The Old Testament and the Archaeology of the Ancient East, in The Old Testament and modern study, ed. H. H. Rowley, Oxford 1951, p. 1-47; L. HENNEQUIN, Fouilles et champs de fouilles en Palestine, in DBs, III, coll. 318-524; G. CONTENAU, Manuel d'Archéologie orientale, I-IV, Parigi 1927-1947; L. H. VINCENT, L'Archéologie et la Bible, in Mélanges E. Podechard, Lione 1945, pp. 265-282; C. H. GORDON, Introduction to the Old Testament Times, New York 1953; Cahier d'Archéolonie Biblique sotto la direzione di A. Parrot: l. Déluge et Arche de Noé (1952); La Tour de Babel; 3. Ninive et l'Ancien Testament; 4. Les routes de Saint Paul dans l'Orient grec (H. METZGER, 1954); 5. Le Temple de Jérusalem (1954); 6. Golgotha et Saint Sépulcre; 7. Samarie, capitale du Royaume d' Israel; 8. Babylone et l'Ancien Testament (1956); 9. Le Musée du Louvre et la Bible (1957); 10. Sur la pierre et l'argile (Inscriptions hébraiques et l'Ancien Testament. H. MICHAUD, 1958); 11. L'Egypte et la Bible (P. MONTET, 1959); 12. Ras Shamra et l'Ancien Testament (E. JACOB, 1960): Neuchatel, éd. Delachaux et Niestlé.

Fonte: Dizionario Biblico diretto da Francesco Spadafora
Visite: 16