Antropomorfismi


Rappresentazione letteraria (= espressioni metaforiche) di Dio in forma umana; unica maniera possibile di parlare concretamente dell'Infinito e dell'Invisibile. Occorrendo rappresentare Dio nel tempo e nella storia, la Bibbia ha parlato di Dio in un quadro accessibile agli uomini. Cf. Dante, Par. 4, 45-50:
«Così parlar conviensi al vostro ingegno perocché solo da sensato apprende ciò che fa poscia d'intelletto degno.
Per questo la Scrittura condescende a vostra facultate, e piedi e mani attribuisce a Dio e altro intende».

Cf. s. Girolamo, PL 25, 56 ecc.; s. Tommaso, Summ. Theol., I, q. 1, a 9. Così si parla di occhi, bocca ecc. di Dio per esprimere l'onniveggenza, la rivelazione; e gli viene attribuita tutta la gamma dei sentimenti umani.
[F. S.]

BIBL. - A. ROMEO, Dio nella Bibbia, in Dio nella ricerca umana (a cura di G. Ricciotti), Roma 1950, pp. 356-63; F. MICHAELI, Dieu à l'imaue de l'homme. Etude de la notion anthropomorphique de Dieu dans l'Ancien Testament. Neuchatel 1950; cf. RB, 58 (951) 473 s.


Autore: Mons. Francesco Spadafora
Fonte: Dizionario Biblico diretto da Francesco Spadafora
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