Abdia


('Obadjah, servo di Iahweh) Quarto dei profeti "minori". Il suo libro è il più breve (vv. 21) del Vecchio Testamento. «Profeta piccolo per il numero dei versetti, non delle idee» (s. Girolamo, PL 25, 1100). Vaticinio contro Edom. Questo popolo incorre nelle minacce dei profeti per aver applaudito alla distruzione di Gerusalemme, unendosi alla gente straniera nel saccheggio e nella caccia spietata dei fuggiaschi (Abd. 10-14; Ier. 49, 7-22; Lam. 4, 21; Ez. 25, 12 ss.; 35, 1-15; Ps. 137, 7). A. sviluppa questo tema in un canto lirico bellissimo che i critici tedeschi tentarono spezzettare, meno tre l'esame letterario ne svela la struttura armoniosa (A. Condamin, in RB, 9 [1900] 261-68).
Invito alle nazioni a distruggere Edom: i borghi saranno distrutti, saccheggio e strage (1-9); peccato di Edom (10-15); Giuda risorto, riavrà invece i suoi beni (perpetuità della teocrazia, elevata e continuata nel regno del Messia). Edom non sarà più una nazione; lo stesso Giuda sarà strumento del divino giudizio. Si ammette senz'altro trattarsi in A. della distruzione di Gerusalemme del 587 a. C. (cf. Abd. 10-14 e specialm. 20; in rapporto ai testi di Ier., Lam. ed Ez.). Né vi si oppongono le dipendenze letterarie Ioel 3, 5 (Volg. 2, 32) = Abd. 17 e Ier. 49, 7-22 = Abd. 1-9, 18 (in Abd., l'ordine è migliore, la foro ma più perfetta, non è lui a dipendere da Ier.); giacché Ioel è profeta postesilico e tanto A. che Ier. adoperano probabilmente un antico vaticinio (A. Condamin, Jer., 3a ed., Parigi 1936, p. 327 s.).
A. fu probabilmente contemporaneo di Ezechiele.
[F. S.]


Autore: Mons. Francesco Spadafora
Fonte: Dizionario Biblico diretto da Francesco Spadafora
Visite: 82