Conferenza con Massimino

Sant'Agostino d'Ippona

Conferenza con Massimino
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1. Agostino e Massimino si erano riuniti in un luogo di Ippona e, in presenza di molti, sia chierici che laici, MASSIMINO disse: Io non sono venuto in questa città per sostenere una disputa con la tua Reverenza, ma sono venuto mandato dal conte Sigisvulto in vista della pace. In realtà, infatti, quando il presbitero Eraclio ha intavolato con me una discussione amichevole, gli ho risposto come ho potuto, provocato proprio da lui; ed egli si è accalorato a tal punto da provocare, contro di me, il tuo arrivo. E poiché la tua Reverenza si è degnata di farne un motivo di offesa personale, se mi poni delle domande, ti risponderò per quello che posso. Se dirai qualcosa di ragionevole, necessariamente la seguirò. Se infatti addurrai qualche argomento traendolo dalle sacre Scritture, che sono comuni a tutti, è necessario ascoltarlo; quelle parole che sono invece al di fuori della Scrittura noi non le accogliamo in nessun caso; tanto più che il Signore stesso ci ammonisce quando dice: Invano essi mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini 1.

2. AGOSTINO disse: Se volessi rispondere a tutto ciò, darei anch’io l’impressione di fare in modo di non venire alla questione. Perciò, perché trattiamo subito l’argomento che ci preme, dimmi la tua fede sul Padre, sul Figlio e sullo Spirito Santo.

MASSIMINO: Se chiedi la mia fede, io conservo quella che non solo è stata esposta, ma anche sottoscritta a Rimini da trecentotrenta vescovi.

3. AGOSTINO: Già te l’ho detto e te lo ripeto, perché non hai voluto rispondere. Dimmi la tua fede sul Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.

MASSIMINO: Dal momento che non ho eluso la domanda, perché la tua Reverenza mi accusa come se non avessi risposto?

4. AGOSTINO: Ho detto che tu non hai voluto rispondere perché, mentre ti chiedevo di dirmi la tua fede sul Padre, sul Figlio e sullo Spirito Santo, cosa che ti chiedo anche ora, tu non m’hai detto la tua fede, ma hai nominato il concilio di Rimini. Io voglio conoscere la tua fede, che cosa credi, che cosa pensi del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Se ti degni di farlo, lo ascolterò dalla tua bocca. Non rinviarmi a quegli scritti che ora o non ho sotto mano o di cui non riconosco l’autorità. Dimmi che cosa credi del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

MASSIMINO: Ho voluto citare il decreto del Concilio di Rimini non per scusarmi, ma per mostrare l’autorità dei Padri che, secondo la sacra Scrittura, ci hanno trasmesso quella fede che hanno imparato dalle divine Scritture. Se però preferisci, poiché con il cuore si crede per ottenere giustizia e con la bocca si fa la professione di fede per avere la salvezza 2, rispondo con chiarezza: infatti siamo istruiti e preparati per rispondere a tutti coloro che ci chiedono la ragione della nostra fede e della speranza che è in noi 3; e dal momento che lo stesso Signore Gesù dice: Chi dunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli 4, temendo questo pericolo, sebbene non ignori le leggi imperiali, ammaestrato tuttavia dall’insegnamento del Salvatore che ci ha ammonito e ha detto: Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima 5, affermo: Credo che uno solo è Dio, il Padre, che non ha ricevuto la vita da nessuno e che uno solo è il Figlio, che ha ricevuto dal Padre l’esistere e il vivere, e che uno solo è lo Spirito Santo Paraclito, che illumina e santifica le nostre anime. E dichiaro questo in base alle sacre Scritture. Se vuoi, continuo con le testimonianze; se la tua Reverenza farà qualche critica, giustificherò quelle opinioni in cui appaio criticabile.

5. AGOSTINO: Richiama la mia attenzione il fatto che hai posto espressamente come nostro illuminatore lo Spirito Santo, come se Cristo non ci illuminasse. Di questo, in primo luogo, voglio sentire da te cosa pensi.

MASSIMINO: Noi riconosciamo come unico autore Dio Padre, da cui discende tutta l’illuminazione per gradi. Infatti, anche l’apostolo Paolo lo testimonia di sé quando negli Atti degli Apostoli dice: Così infatti ci ha ordinato Dio; e tra le altre cose: Io ti ho posto come luce per le genti 6. Se l’apostolo è stato costituito dottore come luce delle genti, quanto più lo è lo Spirito Santo, il quale illumina l’Apostolo? È nello Spirito che ha parlato anche l’Apostolo, secondo quanto egli stesso afferma: Nessuno può dire " Gesù è Signore ", se non sotto l’azione dello Spirito Santo 7. Certamente, lo Spirito Santo, che ha illuminato l’apostolo, è illuminatore. Ma lo Spirito Santo ha ricevuto questa capacità da Cristo, secondo la testimonianza dello stesso Cristo che nel Vangelo dice: Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando però verrà lo Spirito di verità, egli vi guiderà alla verità tutta intera, perché non parlerà da sé, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annunzierà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve l’annunzierà 8. Dunque, lo Spirito Santo ha ricevuto questa capacità da Cristo, secondo la testimonianza dello stesso Cristo. Senza dubbio poi lo stesso Cristo confessa: La mia dottrina non è mia, ma di lui, il Padre, che mi ha mandato 9; e: Io dico quello che ho visto e ho ascoltato presso il Padre mio 10. Se dunque Cristo insegnando ci illumina, il Padre illumina colui che ha destinato a insegnare; e se lo Spirito Santo illumina, l’illuminazione risale al suo autore, che è la fonte della bontà; da lui il santo Apostolo ha ricevuto tanto quanto tutti i santi che certo illuminano per aver creduto, ma questa illuminazione risale al suo unico autore. E per questa causa il profeta diceva: Il Signore è mia luce e mia salvezza, di chi avrò paura? 11

6. AGOSTINO: Io non nego che lo Spirito Santo illumini; però mi domando se Cristo illumini per se stesso e il Padre illumini per se stesso o se costoro non illuminino se non attraverso lo Spirito Santo; questo in breve ho chiesto, questo richiedo.

MASSIMINO: Credo che non sia ignoto alla tua Reverenza quello che ha detto san Paolo apostolo: Quando però si sono manifestati la bontà di Dio, salvatore nostro, e il suo amore per gli uomini, egli ci ha salvati non in virtù di opere di giustizia da noi compiute, ma per sua misericordia mediante un lavacro di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo, effuso da lui su di noi abbondantemente per mezzo di Gesù Cristo, salvatore nostro 12. Conformemente a questa norma dico e professo che lo Spirito Santo illumina attraverso il Figlio; infatti, come si è detto prima, è effuso da lui su di noi abbondantemente per mezzo di Gesù Cristo, salvatore nostro. Già ho dato una risposta, poiché se Paolo ci illumina, questa illuminazione risale al suo autore, Dio Padre; se lo Spirito Santo ci illumina, questa illuminazione risale al suo autore; se Cristo ci illumina questa illuminazione ritorna al suo autore. E, ammaestrato da questo magistero di Cristo, proseguo, come dice Cristo stesso: Le mie pecore conoscono la mia voce, ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno mai perdute e nessuno le rapirà dalla mia mano. Il Padre mio che me le ha date è più grande di tutti e nessuno può rapirle dalla mano del Padre mio. E di nuovo dice così: Io e il Padre siamo una cosa sola 13. Dunque, nel difendere le pecore e nell’illuminarle, il Padre e il Figlio sono una cosa sola, concordi e unanimi, secondo questo principio che hai ascoltato: nessuno rapirà dalla mia mano le pecore che mi ha dato il Padre mio; ugualmente nessuno le rapirà dalla mano del Padre.

7. AGOSTINO: Dici certamente cose necessarie, ma non pertinenti alla questione. Non hai risposto alla mia domanda e, tuttavia, hai parlato molto. Se vuoi lasciare da parte la questione che verte fra di noi ed esporre tutto il Vangelo, quanti giorni servirebbero? Quanto tempo sarebbe necessario? Dimmi brevemente, poiché ti ho chiesto se Cristo illumini per se stesso o non illumini se non attraverso lo Spirito Santo. Non solo non hai voluto rispondere a questo, ma, se non mi inganna quello che ho sentito, hai aggiunto che lo Spirito Santo illumina attraverso Cristo.

MASSIMINO: In materia religiosa, soprattutto quando si parla di Dio, non è lecito calunniare. Io ti ho risposto e, se non è sufficiente ciò che ho detto, posso aggiungere testimonianze che lo Spirito Santo è stato effuso attraverso Gesù Cristo su tutti i credenti. Così infatti leggiamo che san Pietro ha detto: Questo Gesù, Dio l’ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni. Innalzato pertanto alla destra di Dio e dopo aver ricevuto dal Padre lo Spirito Santo che egli aveva promesso, ha effuso questo dono, come voi stessi potete vedere e udire 14. Infatti, ho detto che, tutto quello che ci ha suggerito lo Spirito Santo, lo ha ricevuto da Cristo. Ritorna alle testimonianze prima riportate e troverai che è così.

8. AGOSTINO: Dato che vuoi sforzarti di provare quello che io stesso non nego, consumi il tempo necessario in cose superflue. Io non nego che attraverso Cristo lo Spirito Santo è stato diffuso sopra i credenti. Senza motivo hai voluto provare, indugiando tanto nelle testimonianze, quello che io stesso professo. Io ho detto questo, ho chiesto questo, questo di nuovo dico: se Cristo illumini attraverso lo Spirito Santo o se lo Spirito Santo illumini attraverso Cristo, perché hai affermato sopra che lo Spirito Santo illumina attraverso Cristo. Se però non lo ricordi, si leggano le tue parole registrate negli Atti, cosicché appaia che io ho ordinato di darne lettura, e proverò che hai detto quello che chiedo.

MASSIMINO: La prova sarebbe stata necessaria, se non ti fossi calmato. Infatti ti sei già soffermato su quelle testimonianze che ho apportato e su quella ragione che ho addotto, e anche tu le riconosci. Conclusa dunque questa questione, proponine un’altra a cui ti risponda. Infatti, hai confessato che, riguardo a questa questione, sei stato soddisfatto.

9. AGOSTINO: Hai detto che lo Spirito Santo illumina attraverso Cristo, o non l’hai detto? Ti chiedo di degnarti di rispondermi brevemente a una delle due: l’hai detto o non l’hai detto?

MASSIMINO: Io ho affermato, secondo il magistero del Salvatore, che lo Spirito Santo, se illumina, riceve l’illuminazione da Cristo; se insegna, riceve l’insegnamento da Cristo; tutto quello che compie lo Spirito Santo, lo ha avuto dal Dio Unigenito. E se sono poche le testimonianze, ne aggiungo altre.

10. AGOSTINO: Perché non si dica che noi calunniamo, si leggano le sue parole pronunciate poco prima.

Lo scrivano Antonio ne dette lettura: Dico e professo che lo Spirito Santo illumina attraverso il Figlio, come si è detto prima, effuso da lui su di noi abbondantemente per mezzo di Gesù Cristo, Salvatore nostro 15. Dopo che ne fu data lettura,

MASSIMINO rispose: Come sembra, tu stesso cerchi una dilazione, affinché non torniamo al tema principale, volendo con i tuoi argomenti trattenerci tutto il giorno su una sola questione. Noi proclamiamo che lo Spirito Santo è stato effuso attraverso il Figlio, e non abbiamo citato come testimone soltanto san Paolo, ma anche Pietro, il primo degli apostoli. Poi nella nostra esposizione si dice che lo Spirito Santo ha ricevuto da Cristo, conformemente alla testimonianza precedente: Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve l’annunzierà 16. Allo stesso modo, costretto, ripeto che lo Spirito Santo, sia che illumini, sia che insegni, sia che istruisca, ha ricevuto ogni cosa da Cristo, poiché attraverso Cristo sono state fatte tutte le cose, e senza di lui nulla è stato fatto 17. Cristo dice che ha ricevuto tutte queste cose dal suo genitore e che vive grazie al Padre e ogni lingua proclama che il Signore Gesù Cristo è a gloria di Dio Padre 18. E che di ogni uomo il capo è Cristo e capo della donna è l’uomo, e capo di Cristo è Dio 19. E che lo Spirito Santo è sottomesso al Figlio, e che il Figlio è sottomesso al Padre, come amatissimo, come obbediente e come buono generato dal buono. Infatti, il Padre non ha generato un essere opposto a sé, ma ha generato un essere tale che proclama: Io faccio sempre le cose che sono gradite al Padre 20.

11. AGOSTINO: Se Cristo illumina attraverso lo Spirito Santo e lo Spirito Santo illumina attraverso Cristo, il loro potere è pari. Leggimi allora il testo in cui si dice che lo Spirito Santo è sottomesso a Cristo, di cui hai parlato poco fa. Quanto poi alle parole che riferisci che il Signore abbia detto dello Spirito Santo, prenderà del mio, sono state pronunciate perché prende dal Padre, e tutto ciò che è del Padre senza dubbio è anche del Figlio. Infatti, dopo aver detto ciò, egli stesso ha aggiunto: Per questo ho detto che prenderà del mio, perché tutto quanto ha il Padre è mio 21. Dimmi dunque ciò che ti ho chiesto, e prova con testimonianze che lo Spirito Santo è sottomesso a Cristo, quando leggiamo piuttosto che lui stesso ha detto: Lo Spirito del Signore è sopra me; per questo mi ha consacrato con l’unzione, e mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio 22. Se egli stesso ha detto che lo Spirito Santo è sopra di lui, in che modo puoi dire che lo Spirito Santo è sottomesso a Cristo? Inoltre, Cristo disse che lo Spirito Santo è sopra di sé, non in quanto Verbo di Dio, che è Dio, ma in quanto uomo, poiché il Verbo si fece carne. Dove infatti è scritto: Il Verbo si fece carne 23, non significa nient’altro che " il Verbo si fece uomo ". Poiché, ogni carne vedrà la gloria del Signore 24, non significa nient’altro che " ogni uomo ". E per la legge non sarà giustificata ogni carne 25, non significa nient’altro che " ogni uomo ". Poiché, dunque, il Verbo si fece carne e spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo 26, proprio per questa forma di servo disse: Lo Spirito del Signore è sopra di me. Dunque, pari è il potere, una sola la sostanza, medesima la divinità. Perciò, benché adoriamo la Trinità, poiché il Padre non è il Figlio, il Figlio non è il Padre, e lo Spirito Santo non è né il Padre né il Figlio, tuttavia adoriamo un solo Dio, poiché la stessa unione ineffabile e sublime della Trinità mostra un solo Dio, un solo Signore. E perciò si è detto: Ascolta Israele: il Signore è il tuo Dio, il Signore è uno solo 27. Perché volete che noi abbiamo due dèi e due signori? Dite che il Padre è Signore e che il Padre è Dio; dite che Cristo è il Signore e che Cristo è Dio. Chiedo se i due sono nello stesso tempo uno solo e rispondete che sono due dèi. Manca solo che fabbrichiate loro templi e idoli.

MASSIMINO: Le autorità religiose mai si dedicano alla calunnia. Hai richiesto testimonianze, perché ti illustrassi con esse ciò che professo; e tu consideri identici ed uguali tutti e tre: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. E, inoltre, dopo aver dichiarato uguali i tre, di nuovo sei tornato sull’argomento e hai senza dubbio portato una testimonianza delle sacre Scritture, non però concernente l’uguaglianza, ma l’unicità di Dio onnipotente, che è l’unico autore di tutto. Dunque, poiché mi precedi per età e sei maggiore per autorità, di’ e dimostra prima con testimonianze che i tre sono uguali, onnipotenti, non creati, invisibili, incomprensibili; e allora, infine, sarà necessario che, sulla base delle testimonianze, lo accettiamo. Se invece non sarai in grado di dare ragione di ciò attraverso le sacre Scritture, è necessario che io mi attenga a tutto ciò che ho detto prima. Infatti, del fatto che solo il Padre vive senza ricevere la vita da nessuno, che il Figlio, cosa che ho affermato, riceve la vita dal Padre e di tutte le cose che ho detto a proposito dello Spirito Santo, posso offrirti quante testimonianze vuoi.

12. AGOSTINO: Ciò che io ti ho chiesto di degnarti di dire, con quale testimonianza, cioè, proveresti che lo Spirito Santo è sottomesso a Cristo, non lo hai detto. Tuttavia risponderò alla questione che hai proposto. Non diciamo che sono tre onnipotenti, come non diciamo che sono tre dèi. Se infatti ci chiedono a proposito di ciascuno singolarmente se il Padre è Dio, rispondiamo: è Dio; se il Figlio è Dio, rispondiamo: è Dio; se lo Spirito Santo è Dio, rispondiamo: è Dio. Se poi ci chiedessero a proposito di tutti insieme se sono tre dèi, ci riferiremmo alla sacra Scrittura che dice: Ascolta Israele, il Signore è il tuo Dio, il Signore è uno solo 28. E in questo divino precetto abbiamo appreso che la stessa Trinità è un solo Dio. Così se ci chiedono di ciascuno singolarmente se il Padre è onnipotente, rispondiamo: è onnipotente; se lo è il Figlio, diamo la stessa risposta; se lo è lo Spirito Santo, non neghiamo che sia onnipotente. Tuttavia, non affermiamo che sono tre onnipotenti, allo stesso modo che non diciamo che sono tre dèi; ma come i tre contemporaneamente sono un solo Dio, così i tre contemporaneamente sono un solo onnipotente e un solo Dio invisibile: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Senza ragione, dunque, ritieni che noi siamo limitati per il numero, dal momento che la potenza della divinità supera anche la natura del numero. Se, infatti, le anime di molti uomini, ricevuto lo Spirito Santo e, in certo modo, fuse dal fuoco della carità, formarono una sola anima, di cui l’apostolo dice: Avevano un cuor solo e un’anima sola 29; se di tanti cuori, di tante migliaia di cuori, la carità dello Spirito Santo fece un solo cuore; se di tante migliaia di anime lo Spirito Santo disse che erano una sola anima e poi ne fece egli stesso un’anima sola: non diremo a maggior ragione che il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, uniti fra loro inseparabilmente per la carità ineffabile, sono un solo Dio?

MASSIMINO: E per questo hai detto che sono uguali e identici, cosa che certamente non hai potuto provare con testimonianze e, per questo motivo, hai deviato su un altro tema. Noi infatti non siamo diffidenti, ma sappiamo con fede certa che è uno il cuore e l’anima di tutti i credenti. Né ciò contrasta con la nostra religione, ma, piuttosto, concorda con essa. Senza dubbio, infatti, se era uno solo il cuore e l’anima di tutti i credenti, perché allora non si dice che il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo sono una cosa sola per l’armonia, la convenienza, la carità, l’unanimità? Che cosa infatti fece il Figlio che non piacesse al Padre? Che cosa comandò il Padre a cui il Figlio non obbedì? Quando, infatti, lo Spirito Santo riferì ordini contrari a Cristo o al Padre? E dalla frase del Salvatore che dice: Io e il Padre siamo una cosa sola 30, risulta chiaro che essi sono una cosa sola per la concordia e l’armonia. Come poi tu stesso hai affermato, il Padre è il Padre, che mai fu Figlio; il Figlio è il Figlio, che sempre rimane Figlio; e lo Spirito Santo è lo Spirito Santo. Professiamo dello Spirito Santo ciò che è e che abbiamo letto: questo Spirito Santo che è tanto grande e di tale valore che anche gli Angeli desiderano fissare in lui lo sguardo 31. Questo Spirito Santo è tanto grande da poter accogliere da ogni parte le richieste di tutti e fornire la sua intercessione. E chiamo a testimone di questo san Paolo che dice: Nemmeno noi sappiamo che cosa sia conveniente domandare, ma lo Spirito stesso intercede con insistenza per noi, con gemiti inesprimibili 32. Credo quello che leggo, poiché lo Spirito Santo intercede con insistenza, con gemiti inesprimibili. E perciò istruito da questo insegnamento, dico che lo Spirito Santo è sottomesso in quanto intercede per noi con gemiti. Affermo poi che c’è un solo Dio, non che i tre siano uno; ma uno solo è Dio, incomparabile, immenso, infinito, non creato, invisibile, che il Figlio ha pregato e prega, presso il quale lo Spirito Santo intercede. Infatti, il Figlio prega il Padre; e, sebbene voi siate soliti riferire alla condizione corporea tutte quelle testimonianze che leggiamo nel sacro Vangelo, tuttavia noi dimostriamo, dopo aver indagato le sacre Scritture, che anche ora sedendo alla destra del Padre, intercede per noi. Per questo motivo infatti ho detto che ha pregato e prega, perché ancora certamente intercede per noi, come dice l’Apostolo: Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio che giustifica? Chi condannerà? Cristo che è morto, anzi che è resuscitato, sta alla destra di Dio e intercede per noi? 33 Ugualmente Cristo, incontratosi con i suoi discepoli, promise che avrebbe pregato, dicendo: Se mi amate, osservate i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perché rimanga con voi sempre, lo Spirito di verità che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché egli dimora presso di voi e sarà in voi 34. Se questo è sufficiente, bene; altrimenti aggiungerò quante testimonianze tu voglia.

13. AGOSTINO: Quello che noi professiamo, non devi provarcelo. Facendo questo, infatti, come ho detto precedentemente, non facciamo altro che consumare del tempo necessario. Sappiamo che il Figlio di Dio è Figlio di Dio; sappiamo che non è da se stesso, ma è generato dal Padre. Sappiamo che invece il Padre non è generato, non è da alcuno, non ha ricevuto la vita da alcuno; che il Figlio ha ricevuto la vita dal Padre, ma non come se fosse stato un periodo senza vita, per ricevere la vita poi. Infatti, il Padre gli ha dato la vita generando la vita; generandolo vita, gli ha dato la vita. Poi dimostrò la sua uguaglianza dicendo: Come il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso al Figlio di avere la vita in se stesso 35. Il Padre ha la vita in se stesso; il Figlio ha in sé una vita uguale alla vita del Padre; tuttavia il Figlio non ha ricevuto da se stesso la vita, perché non è nato da se stesso, ma è nato dal Padre. Generandolo, il Padre gli diede la vita, non perché il Figlio esisteva già senza vita ed Egli gli diede la vita, come noi peccatori che siamo stati creati senza vita, e per indulgenza e grazia abbiamo ricevuto la vita; egli ricevette la vita dal Padre, poiché è nato vita dal Padre. E perciò tu non hai potuto dire che lo Spirito Santo è sottomesso al Figlio, se non per il fatto che intercede per noi con gemiti. Infatti, a te sembra che quella perfezione di santità consista nell’essere sempre in gemiti e nel non respirare a causa dei gemiti. O eterna miseria! Comprendi l’espressione ed eviterai la bestemmia. Infatti è stato detto: Intercede con gemiti, perché intendessimo che ci fa intercedere con gemiti. Infatti ci assiste e, infondendo in noi la carità, ci fa intercedere con gemiti. Infine quando in un passo l’Apostolo dice: Che grida: Abbà, Padre! 36, e in un altro passo dice: Per mezzo del quale gridiamo: Abbà, Padre! 37, ha chiarito che cosa significhi, che grida: Abbà, Padre!, dicendo per mezzo del quale gridiamo. E perciò che cosa significa che grida se non che ci fa gridare? Do un esempio di questa espressione. Non ha Dio prescienza di tutto il futuro? Chi sarà tanto insensato da negarlo? Tuttavia l’Apostolo ha detto: Ora invece che avete conosciuto Dio, anzi da Dio siete stati conosciuti 38. Se Dio li conosce ora, non li conosceva, non li aveva scelti, non li aveva predestinati prima della costituzione del mondo. Ma ha detto così: Ora invece che avete conosciuto Dio, anzi da Dio siete stati conosciuti, perché intendessero che Dio aveva prodotto in essi la conoscenza di sé. Che avete conosciuto Dio. Che cosa significa che avete conosciuto Dio? Non attribuitevi il merito, non insuperbite: da Dio siete stati conosciuti. Che cosa significa da Dio siete stati conosciuti? Dio vi ha fatto suoi conoscitori; Dio ha concesso che lo conosciate. Come anche le parole del Signore: Ora so, dice il Signore ad Abramo, ora so che tu temi il Signore 39. Quando Abramo ha portato suo figlio all’olocausto, Dio gli dice: Ora so. È questa tutta la prescienza di Dio? Conobbe allora, quando disse ora so? Ma che significa: Ora so? Significa: Ora ti ho fatto conoscere. Se, dunque, ammaestrato dalle sacre Scritture, riconoscessi queste espressioni, non considereresti un miserabile lo Spirito Santo, in base a quei gemiti con i quali si dice che egli interceda. Che cosa significa, infatti, gemere sempre, se non essere sempre miserevole? Perciò noi gemiamo, perché siamo miserevoli. E rendiamo grazie allo Spirito Santo, perché per amore del secolo eterno ci fa gemere e, per questo, si dice che geme. Ci fa gridare e, per questo, si dice che grida. Ci fa conoscere Dio e, per questo, si dice, anzi da Dio siete stati conosciuti. Dio fa sì che Abramo lo conosca e, per questo, gli ha detto: ora so.

MASSIMINO: Proprio in ciò in cui ci biasimi, tu stesso ti tradisci. È sicuro infatti, e di questo la divina Scrittura ci avverte, che il molto parlare non evita il peccato, mentre chi frena le labbra, sarà prudente 40. Se anche qualcuno per un’intera giornata portasse testimonianze dalle divine Scritture, non certo per la loquacità gli si riconoscerà la verità della sua affermazione. Ma se qualcuno, o servendosi dell’arte oratoria o del modo di esprimersi del suo spirito pronunciasse parole che le sacre Scritture non contengono, allora queste sarebbero oziose e superflue. Dopo averti portato a questa regola, mi basta che tu ammetta che il Padre è il Padre, poiché non è nato e non ha ricevuto la vita da alcuno, che il Figlio ha ricevuto la vita dal Padre e che lo Spirito Santo è lo Spirito Santo. Affermando poi che vi è un solo Dio, faresti senz’altro bene se, nel professare un unico Dio, non dicessi che il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo sono un solo Dio, contravvenendo alla tua affermazione. Noi adoriamo un solo Dio, non nato, non creato, invisibile, che non si abbassò al contatto umano, né alla carne umana. Inoltre il Figlio, secondo l’Apostolo, è Dio non piccolo, ma grande, come dice san Paolo: Nell’attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo 41. Infatti, questo Dio grande, Cristo, dice: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro 42. Infatti, con la sua sottomissione stabilisce l’esistenza di un solo Dio. Dunque, come già abbiamo detto in base a testimonianze, egli è l’unico Dio, a cui Cristo e lo Spirito Santo rendono onore e che ogni creatura venera e adora. Per questa ragione professiamo un solo Dio. Però non in quanto l’unione e la mescolanza del Figlio col Padre, oppure dello Spirito Santo col Figlio o col Padre, costituisca un solo Dio; ma poiché egli solo è l’unico Dio perfetto che, come tu stesso hai affermato, non ha ricevuto la vita da nessuno, e che ha concesso al Figlio col suo esempio di avere la vita in se stesso. Senza dubbio diciamo che sono uniti per la carità e la concordia. Come già abbiamo spiegato prima, che il Padre sia un’altra cosa e non la stessa rispetto al Figlio, ce lo ha insegnato il Salvatore stesso, dicendo: Se fossi io a render testimonianza a me stesso, la mia testimonianza non sarebbe vera; ma c’è un altro che mi rende testimonianza. E perché nessuno, con spirito arrogante, pensasse che dicesse " un altro " riferendosi a Giovanni il Battista o, magari, all’apostolo Pietro o Paolo, ha proseguito: Voi avete inviato messaggeri da Giovanni ed egli ha reso testimonianza alla verità. Io non ricevo testimonianza da un uomo, ma vi dico queste cose perché possiate salvarvi. Egli era una lampada che arde e risplende, e voi avete voluto solo per un momento rallegrarvi alla sua luce. Io però ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni: le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato. E anche il Padre, che mi ha mandato, ha reso testimonianza di me 43. Chi è tanto stolto da non capire che l’uno dà testimonianza dell’altro, il Padre del Figlio? Egli, infatti, certamente diceva: Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto. Ascoltatelo 44. Leggo " prediletto " e credo che il Padre sia colui che ama e il Figlio colui che è amato. Sento che Cristo è unigenito, e non dubito che uno è stato generato dall’altro. Paolo lo proclama primogenito dicendo: Egli è immagine del Dio invisibile, primogenito di ogni creatura. E professo, in base all’affermazione delle sacre Scritture, che il Figlio è primogenito e non ingenito, poiché per mezzo di lui sono state create tutte le cose, quelle nei cieli e quelle sulla terra, quelle visibili e quelle invisibili: Troni, Dominazioni, Principati e Potestà; tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui. Ed egli è prima di tutti e tutte le cose sussistono in lui 45. E questo Figlio di Dio è Dio unigenito, essendo prima di tutti. Infatti, egli stesso dice: Io dico quello che ho visto presso il Padre mio 46. E sempre il Figlio dice nel santo Vangelo quello che voi ascrivete alla sua carne: Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado dal Padre, perché il Padre è più grande di me 47. Leggendo queste testimonianze, crediamo e professiamo, secondo l’Apostolo, che tutto gli sta sottomesso come ad un Dio grande 48. Egli infatti è Dio grande, così lo generò il Padre, come tu stesso hai sostenuto, ed ha certamente affermato che il Padre è più grande per indicare lui come unico Dio, nel cui seno è descritto dall’evangelista Giovanni. Ascoltalo, poi, proclamare e proferire l’invisibilità di Dio onnipotente: Dio nessuno lo ha mai visto: proprio il Figlio unigenito, che è nel seno del Padre, lui lo ha rivelato 49. Istruito da ciò, Paolo proclama e dice: Beato e unico sovrano, il re dei regnanti e Signore dei signori, il solo che possiede l’immortalità, che abita una luce inaccessibile; che nessuno fra gli uomini ha mai visto né può vedere. A lui onore e potenza per sempre. Amen 50. A proposito di questo, di nuovo, dice: A Dio che solo è sapiente, per mezzo di Gesù Cristo, la gloria nei secoli dei secoli. Amen 51. E perciò noi annunciamo un unico Dio, poiché uno è sopra ogni cosa Dio, non nato, non creato, come abbiamo sostenuto. Se poi non credi a Paolo che dice che il Figlio è nato, primogenito di tutte le creature, allora credi al Figlio in persona, che, quando Pilato gli domandò: Dunque tu sei re?, Cristo rispose: Per questo sono nato 52. Leggo " nato " e professo ciò che leggo; leggo " primogenito" e non rifiuto di crederlo; leggo " unigenito " ed anche se venissi torturato, non direi un’altra cosa; professo ciò che ci insegnano le sacre Scritture. E tu, che dici che il Padre e il Figlio sono uno solo, di’ che il Padre è unigenito, di’ che è primogenito; di’ del Figlio quello che è proprio del Padre, di’ che il Figlio è ingenito, di’ che non è nato, di’ che nessuno mai lo ha visto, né può vederlo. Continua dicendo dello Spirito Santo le stesse cose che leggiamo del Padre, per fare apparire lo Spirito Santo uguale al Padre. Dillo, ti prego, e mi avrai tuo discepolo. Continua dicendo del Figlio che egli non è nato e che è senza origine. Se è uguale, certamente è lo stesso; se è lo stesso, certamente non nato; se non nato, certamente non l’ha visto nessun uomo. Forniscine testimonianze, spiega e insegna, e mi avrai discepolo.

14. AGOSTINO: Hai detto che voi adorate un solo Dio, come ho potuto rilevare dalle tue parole; ne consegue che o non adorate Cristo, o non adorate un solo Dio, ma due. Hai detto anche a proposito del Padre che non si abbassò al contatto umano, né alla carne umana. Se per caso non lo sai, quando si dice contatto, si implica anche una qualche contaminazione; dunque, hai voluto far intendere che Cristo ha avuto contatti umani, quindi hai affermato che Cristo si è macchiato con la carne umana. Ma io affermo, anzi la fede cattolica, che io condivido con la Chiesa di Cristo, afferma che il Signore nostro Gesù Cristo da Verbo si è fatto carne, in modo da non subire nessun contagio derivante dal genere umano e dalla carne umana. È venuto infatti per purificare, non per insozzarsi. Ha infatti assunto l’anima umana e la carne umana senza alcuna peste di contagio; e si è degnato di salvare in se stesso entrambe, cioè l’anima e la carne umana. Ma poiché, a quanto vedo, non vuoi prestar fede alla verità riguardo alla sua invisibilità, ti prego di pensare che Cristo fu visibile secondo la carne e secondo l’uomo. Infatti, in base al fatto che il Verbo è Dio presso Dio, anch’egli è invisibile. Cristo è sapienza di Dio: se la sapienza umana è invisibile, sarà forse visibile la sapienza di Dio? Dunque, per quanto riguarda quella natura in cui è uguale al Padre, allo stesso modo è Dio, allo stesso modo è onnipotente, allo stesso modo è invisibile, allo stesso modo è immortale. A quanto ho capito, hai detto anche che bisogna intendere le parole dell’Apostolo, il solo che possiede l’immortalità 53, in modo che in questa affermazione sia compreso solo il Padre. Dunque vuoi che il Verbo di Dio sia mortale? La sapienza di Dio non è immortale secondo te. Non capisci che il Figlio non sarebbe in alcun modo potuto morire, se non avesse preso da noi la carne mortale? Infine, la carne è morta in lui, ma lui non è morto in ciò che concerne Dio, in ciò che riguarda la divinità, per la quale è uguale al Padre. Infatti agli uomini ha detto: Non temete coloro che uccidono il corpo e dopo non possono far più nulla 54, poiché l’anima non può morire. E può morire il Verbo di Dio? La sapienza di Dio può morire? L’Unigenito, senza aver assunto la carne, può morire? Però, dopo aver assunto la carne nella quale fu fatto uomo, come si è riconosciuto uguale quando dice: Io e il Padre siamo una cosa sola 55, così si è riconosciuto inferiore, poiché il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi 56. Non considerò una rapina essere uguale a Dio. Infatti lo è per natura, non per rapina; non ha usurpato questa condizione, ma è nato così. Ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo. Lo hai riconosciuto uguale, ormai comincia a riconoscerlo inferiore: Assumendo la condizione di servo, divenendo simile agli uomini e apparso in forma umana 57. Ecco in quale forma il Padre è superiore; riconosci la distribuzione della natura umana assunta dalla divinità che rimane immortale e non sbagliare nelle parole che ami molto pronunciare, ma che non ti degni di intendere. Professo, poi, come dici tu, che il Padre non è nato e che il Figlio è nato. Ma non è diversa la natura e la sostanza, per il fatto che uno non è nato, l’altro è nato. Infatti, se è nato, è Figlio; se è Figlio, è vero Figlio, poiché è unigenito. Infatti, anche noi siamo chiamati figli, ma forse siamo tutti figli unigeniti? In modo diverso egli è Figlio unigenito: egli è Figlio per natura, noi siamo figli per grazia. Egli è l’Unigenito nato dal Padre, ossia è ciò che il Padre è, secondo natura, secondo sostanza. Inoltre, chi dice che egli, per il fatto di essere nato, è di natura diversa, nega che sia vero figlio. Ma la Scrittura afferma: E noi siamo nel vero Figlio suo Gesù Cristo: egli è il vero Dio e la vita eterna 58. Perché vero Dio? Perché è vero Figlio di Dio. Se infatti ha fatto sì che gli animali non generino se non quello che sono: l’uomo genera un uomo, il cane un cane; e Dio non genera Dio ? Se, dunque, è della medesima sostanza, perché lo dici minore? Forse perché quando un padre genera il figlio, sebbene l’uomo generi un uomo, tuttavia è il maggiore che genera il minore? Aspettiamo dunque che cresca Cristo, come crescono gli uomini generati dagli uomini. Se però Cristo è quello che è da quando è nato, cosa che non è avvenuta nel tempo, ma dall’eternità, e tuttavia è minore, è meglio la condizione umana, perché l’uomo può crescere e, alla fine, arrivare all’età e al vigore di suo padre, Cristo mai: in che modo può essere vero figlio? Inoltre, riconosciamo il Figlio Dio grande al punto che lo diciamo uguale al Padre. Così, senza motivo ci hai voluto provare con testimonianze e con molte parole ciò che noi sosteniamo con energia. Cristo, poi, dice: Dio mio e Dio vostro 59, badando alla condizione di uomo nella quale si trovava. Per il resto, per quanto riguarda le parole che disse Giovanni: in principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio 60, il Padre non è Dio di Dio, ma Dio di Cristo, poiché Cristo si fece uomo. Per questo anch’egli dice nei Salmi, poiché il Padre è suo Dio: Dal grembo di mia madre sei tu il mio Dio 61. Quando dice che dal ventre della madre è il suo Dio, rende evidente per quale ragione il Padre è Dio del Figlio, ossia per il fatto che il Figlio è uomo e per questo il Padre è maggiore del Figlio. Perciò afferma: Dio mio e Dio vostro. Da qui deriva quella sottomissione, di cui non dobbiamo meravigliarci, che il Figlio in quanto uomo rese al Padre, quando, come sta scritto, era sottomesso anche ai genitori 62; e di lui sta scritto: Lo hai fatto poco meno degli angeli 63. Vorrei invece che tu ci spiegassi, con qualche testimonianza tratta dalle Scritture, dove si legge che il Padre è adorato dallo Spirito Santo. Comprendo che è adorato dal Figlio, anche se non fornisci testimonianze, perché l’uomo adora Dio; si comprende facilmente che ciò fu detto del Figlio in quanto uomo, sebbene non leggi neanche questo. Ma da te esigo in particolare che ci legga che il Padre è adorato dallo Spirito Santo, o che ci menzioni una testimonianza divina. Può darsi che ci sia, ma mi sfugge; e, se la trovi, io potrò rispondere in quale modo debba essere interpretata, così come ho risposto con un solenne discorso sui gemiti nelle Scritture. Quanto a ciò che affermi, che per quella unione ineffabile il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo non sono un solo Dio, vuoi sapere che valore abbia questa unione? Senza dubbio è chiaro, non dai nostri discorsi, ma dalle parole divine, che una cosa è lo spirito dell’uomo, un’altra è lo spirito Signore; perciò si dice che il Signore è spirito 64, perché non è corpo; e tuttavia dice l’Apostolo: Chi si unisce alla prostituta, forma con essa un solo corpo; ma chi si unisce al Signore, forma con lui un solo spirito 65. Se, dunque, questa unione di spiriti di diversa natura (poiché uno è dell’uomo, l’altro di Dio) formò un solo spirito, non vuoi che il Figlio si unisca tanto al Padre da essere un solo Dio? Ammetti questo anche dello Spirito Santo, che è Dio. Del resto, se lo Spirito Santo non fosse Dio, certamente non avrebbe noi come tempio. Però l’Apostolo ha scritto: Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi?66 E ancora: Non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete da Dio? 67 Se facessimo un tempio di legno e di pietra a un qualche angelo eminentissimo, non saremmo forse colpiti da anatema da parte della verità di Cristo e della Chiesa di Dio, per il fatto di riservare a una creatura quella servitù che si deve solo a Dio? Se, dunque, saremmo sacrileghi facendo un tempio a una creatura qualsiasi, come può non essere vero Dio colui al quale non facciamo un tempio, ma per il quale siamo tempio noi stessi? In che senso poi Cristo abbia detto, come il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso al Figlio di avere la vita in se stesso 68, ho risposto in precedenza. E poiché dici che per la concordia e per la carità il Padre e il Figlio sono una cosa sola, quando mi dimostrerai che è stato detto che sono una cosa sola quelle che sono sostanze diverse, allora penserò cosa dovrei risponderti. Leggiamo infatti: Chi pianta e chi irriga sono una cosa sola 69, ma entrambi sono uomini e della medesima sostanza, non distinta. Analogamente leggiamo che Cristo stesso ha detto: Perché siano una sola cosa, come lo siamo noi 70. Non ha detto: " Perché loro e noi siamo una sola cosa ", ma: Perché siano una sola cosa, nella loro natura e sostanza, uniti e fusi in un certo modo in una concorde uguaglianza, come il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo sono uno, per la loro inseparabile e identica natura. Una cosa infatti è "sono uno " (unum sunt), un’altra è " è uno solo " (unus est). Quando si dice " sono uno ", benché non si dica quale uno, si intende una sola sostanza. Quando si dice " è uno solo " di due e diverse sostanze, si deve verificare di quale uno si tratta. Per esempio, l’anima e il corpo sono sostanze diverse, tuttavia costituiscono un unico uomo; diversa è la sostanza dello spirito dell’uomo e dello spirito di Dio, tuttavia chi si unisce al Signore forma con lui un solo spirito 71. E ha aggiunto spirito, non ha detto " sono uno ". Quando poi si dice " sono uno ", significa una sola sostanza, cosa che voi non volete ammettere e osate dire di affermare che Cristo è vero Figlio di Dio. Inoltre, il Padre non è maggiore per il fatto di dare testimonianza del Figlio. Infatti, anche i profeti hanno reso testimonianza al Figlio. Senza dubbio, uno è colui che rende testimonianza, un altro è colui al quale è resa: perché il Padre è il Padre, e il Figlio è il Figlio. Non perché non siano uno o non siano un solo Dio quando sono legati fra loro e uniti, condizione in cui sono sempre. Dici, però, che tra il Padre e il Figlio c’è diversità, perché il Padre ama e il Figlio è amato. Come se poteste affermare che il Figlio non ama il Padre. Se entrambi si amano vicendevolmente, perché negate che siano di una sola natura? Quanto ho detto a proposito del Padre, ossia che egli viene detto maggiore a motivo della forma di servo del Figlio, lo dico anche a proposito dell’invisibilità, perché il Figlio è detto visibile proprio per quella forma di servo. Del resto, ciò che riguarda la stessa sostanza divina, o del Padre, o del Figlio, o dello Spirito Santo, è del tutto invisibile. Infatti, quando la divinità si manifestava ai padri, servendosi di una creatura, dimostrava di essere invisibile. Infatti, per la sua stessa natura è invisibile a tal punto che lo stesso Mosè, quando parlava faccia a faccia con essa, disse: Se ho trovato grazia ai tuoi occhi, mostrami chiaramente te stesso 72. Infatti voleva vederlo, come Dio si vede con gli occhi del cuore. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio 73. Così Mosè voleva vedere colui a cui diceva: Mostrami chiaramente te stesso; dato che anche le perfezioni invisibili di Dio possono essere contemplate attraverso le opere da lui compiute. Così infatti dice l’Apostolo: Le perfezioni invisibili di Dio possono essere contemplate con l’intelletto nelle opere da lui compiute, come la sua eterna potenza e divinità 74. Ecco, con l’intelletto si contemplano le perfezioni invisibili di Dio, e tuttavia si dicono invisibili. E ogni cosa è stata fatta attraverso Cristo stesso 75, sia le cose visibili che quelle invisibili, ed è allora possibile credere che lui stesso sia visibile da noi? Inoltre, dici che si debbano intendere riferite solo al Padre le parole dell’Apostolo: A Dio che solo è sapiente 76. Dunque, solo il Padre è Dio sapiente e non è sapiente la stessa Sapienza di Dio, che è Cristo, di cui l’Apostolo dice: Cristo potenza di Dio e sapienza di Dio 77! Ci manca che affermiate (perché non osate farlo?) che la Sapienza di Dio è stolta. Allo stesso modo, poi, dici che il Padre non è creato, come se fosse creato il Figlio, attraverso cui sono state create tutte le cose. Sappi che il Figlio è stato creato, ma nella forma di servo. Infatti nella forma di Dio non può essere stato creato, tanto che attraverso di lui sono state create tutte le cose. Se infatti anch’egli fosse creato, non ogni cosa sarebbe stata creata attraverso di lui, ma il restante. Certamente, non dico che il Figlio sia ingenito, ma il Padre è genitore, il Figlio è generato. Il Padre, però, lo generò come lui è; altrimenti non è vero Figlio, se il Figlio non è ciò che è il Padre. Così abbiamo parlato precedentemente della nascita degli animali, perché i veri figli sono nella sostanza quello che sono i genitori. Poi che senso ha chiedermi di dimostrarti che lo Spirito Santo è uguale al Padre, come se tu mi avessi dimostrato che il Padre è maggiore dello Spirito Santo? Hai potuto dimostrarlo del Figlio, relativamente alla forma di servo. Sappiamo infatti che è stato detto che il Padre è maggiore del Figlio, poiché il Figlio è esistito nella forma di servo ed è ancora nella forma umana, che elevò al cielo; perciò di lui si dice che intercede per noi 78 anche ora. E questa stessa forma immortale sarà eterna nel regno; perciò si dice: Anche lui, il Figlio, sarà sottomesso a Colui che gli ha sottomesso ogni cosa 79. Infatti, in relazione allo Spirito Santo, che non ha assunto nessuna creatura nella unità della sua persona, sebbene si sia degnato di manifestarsi visibilmente attraverso una creatura e nell’aspetto di una colomba e di lingue di fuoco 80, mai si è detto che il Padre è più grande di lui; mai si è detto che lo Spirito Santo abbia adorato il Padre, mai che è minore del Padre. Ma a proposito del Figlio dici: Se fosse uguale al Padre, certamente sarebbe identico; ciò significa che, poiché non è ingenito, non sembra identico. Potresti dire che non era uomo quello generato da Adamo, dato che lo stesso Adamo non è generato, ma creato da Dio. Se poi Adamo poté esistere senza essere generato, e tuttavia poté generare un essere come se stesso, non vuoi che per Dio non sia stato possibile generare un Dio uguale a sé? Credo di averti risposto a tutto. Ma se non vuoi essere discepolo, non essere almeno troppo loquace.

15. 1. MASSIMINO: Parli come se fossi protetto dall’aiuto di prìncipi, non con timore di Dio. Ho sopportato per molte ore, hai esposto ciò che ti sembrava opportuno. Con l’aiuto di Dio, risponderemo a ogni cosa, e non con un discorso spoglio, ma sostenuti dalle testimonianze delle divine Scritture. Soltanto ti chiedo che, come noi siamo stati tolleranti mentre la tua Reverenza parlava, anche tu e i tuoi dimostriate tolleranza, affinché possa rispondere ai tuoi discorsi, allo stesso modo in cui tu hai risposto ai nostri, come ti è sembrato opportuno.

15. 2. Noi veneriamo Cristo come Dio di ogni creatura. Infatti egli è adorato e venerato non soltanto dalla natura degli uomini, ma anche da tutte le potenze celesti, come proclama san Paolo: Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù, il quale, pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio; ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce. Per questo Dio l’ha esaltato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni altro nome. In verità tu nella tua esposizione ritenesti opportuno omettere ciò che sapevi contrario alla tua opinione, sapendo che la sua lettura ti avrebbe confutato. Infatti che ogni ginocchio si pieghi davanti a Cristo, lo dice anche Paolo, proseguendo: Gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni altro nome. E continua: Perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra; e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre 81. Infatti dicendo: Perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra, ha incluso tutto. Niente è in cielo che non pieghi il ginocchio davanti a Cristo; niente è rimasto sulla terra che non pieghi il ginocchio davanti a Cristo; niente è negli inferi che non pieghi il ginocchio davanti a Cristo. E il Padre gli ha donato ciò. Coloro che leggono possono verificare se questa mia disquisizione è fondata sulla mia autorità o sulla mia eccessiva loquacità, come mi accusi, oppure se, senza dubbio, rispondo fondandomi sull’autorità delle sacre Scritture.

15. 3. Dici che lo Spirito Santo è uguale al Figlio. Offri testimonianze dove si dice che lo Spirito Santo è adorato, dove si dice che gli esseri celesti, terrestri e infernali piegano il ginocchio davanti a lui. Noi, infatti, che si debba adorare Dio Padre, lo abbiamo imparato dalle parole proclamate da san Paolo apostolo: Per questo io piego le ginocchia davanti al Padre del Signore nostro Gesù Cristo, dal quale ogni paternità nei cieli e sulla terra prende nome 82. In base all’autorità delle sacre Scritture adoriamo il Padre; ugualmente istruiti dalle sacre Scritture, veneriamo e adoriamo Cristo come Dio. Se in qualche luogo è scritto che bisogna adorare lo Spirito Santo, se il Padre o il Figlio lo attestano o se egli stesso ha affermato questo di sé, leggimi il testo, escludendo i passi delle sacre Scritture che abbiamo già menzionato.

15. 4. Che Cristo è alla destra di Dio, che intercede per noi 83, Paolo lo afferma anche in un altro luogo, quando dice: Cercate le cose di lassù, dove si trova Cristo assiso alla destra di Dio 84. Così scrivendo agli Ebrei dice: Dopo aver compiuto la purificazione dei peccati si è assiso alla destra della maestà nell’alto dei cieli 85. Così anche lo Spirito Santo aveva predetto attraverso il profeta: Disse il Signore al mio Signore: " Siedi alla mia destra " 86. Anche il Figlio ha fatto questa affermazione nel Vangelo 87. Inoltre a quel sommo sacerdote che scongiurandolo diceva: Dicci se tu sei il Cristo, rispose: Io lo sono; oppure anche: Tu lo dici. E poi: D’ora innanzi vedrete il Figlio dell’uomo seduto alla destra della potenza di Dio 88.

15. 5. Noi infatti convenientemente onoriamo lo Spirito Santo come dottore, come guida, come luce, come santificatore; veneriamo Cristo come creatore; con sincera devozione adoriamo il Padre come autore e lo proclamiamo unico autore dovunque e davanti a tutti. Infatti tutte queste calunnie derivano dall’insegnamento della filosofia. Non penso che tu non abbia letto quello che dice l’Apostolo: Cristo che non aveva conosciuto peccato, Dio lo trattò da peccato in nostro favore, perché noi potessimo diventare per mezzo di lui giustizia di Dio 89. E senza dubbio non sono arrivate fino a te le parole della Scrittura: Maledetto chi pende dal legno, interpretando le quali san Paolo apostolo dice: Diventando lui stesso maledizione per noi, perché la benedizione si compisse nelle genti 90. E senza dubbio non è arrivato fino a te ciò che dice Paolo: Il primo uomo, Adamo, tratto dalla terra è terreno, il secondo uomo, il Signore, che viene dal cielo è celeste 91. Dunque anche Cristo ha assunto la natura umana, come tu stesso hai illustrato. E per questo motivo abbiamo detto che si è abbassato a contatti terreni. Infatti non ignoriamo, dato che lo leggiamo, che: Egli non commise peccato e non si trovò inganno sulla sua bocca, oltraggiato non rispondeva con oltraggi, e soffrendo non minacciava vendetta, ma rimetteva la sua causa a colui che giudica con giustizia 92. E non ignoriamo ciò che dice Giovanni il Battista: Ecco l’Agnello di Dio, ecco colui che toglie i peccati del mondo 93. Questo è noto, come anche tu stesso hai illustrato. Non dobbiamo essere ostinati in tutto al punto da non lodare quello che dici in modo corretto. Infatti senza dubbio è giusta la tua esposizione, perché Cristo è venuto per questo, per purificarci dai peccati e dalle iniquità; non tuttavia per essere contaminato, come tu hai illustrato. È certo che conformemente a quella beata sostanza della sua divinità, che ebbe prima della creazione del mondo, prima dei secoli, prima dei tempi, prima dei giorni, prima dei mesi, prima degli anni, prima che qualsiasi cosa esistesse, prima di qualsiasi pensiero, in quella natura beata è nato Dio dal Padre.

15. 6. Parlando di Dio, infatti, è opportuno utilizzare un paragone degno. Questo mi è davvero dispiaciuto e mi ha molto addolorato nell’animo durante la tua esposizione: che tu abbia detto che un uomo genera un uomo e un cane genera un cane; un paragone tanto turpe nei confronti di una tale immensità non avrebbe dovuto essere proposto.

15. 7. Chi poi ignora che Dio ha generato Dio, che il Signore ha generato il Signore, che il Re ha generato il Re, che il Creatore ha generato il Creatore, che il buono ha generato il buono, che il sapiente ha generato il sapiente, che il clemente ha generato il clemente, il potente il potente? Il Padre non ha omesso nulla nel generare il Figlio. Infatti non è invidioso, ma come fonte della bontà lo ha generato altrettanto buono; della sua bontà è testimone ogni creatura, secondo la tua esposizione che lodo molto, là dove citasti il testo delle sacre Scritture che dice: Infatti dalla creazione del mondo in poi, le sue perfezioni invisibili possono essere contemplate con l’intelletto nelle opere da lui compiute, come la sua eterna potenza e divinità 94.

15. 8. E aggiungo dell’altro, non dicendo cose contrarie a quelle che correttamente si sono dette, ma ricercando la concordia; perché da quanto è grande la bellezza delle creature degnamente si conosce e si onora il loro Creatore. Ritengo di aver dato risposta a questo. Il perché lo espone di nuovo san Paolo: Perché il documento scritto del nostro debito, le cui condizioni ci erano sfavorevoli, Cristo lo ha tolto di mezzo inchiodandolo alla croce; e spogliandosi della carne, fiduciosamente si rivoltò contro i principati e le potestà, trionfando su di loro in se stesso 95. Tuttavia come uomo che non ha fatto esercizio nelle arti liberali o nella retorica, se nel mio discorso ho commesso qualche errore di forma, avresti dovuto guardare al senso, e non prestare attenzione a un errore di forma del discorso, attribuendomi un crimine. Non accada, non sia mai. Il Dio unigenito è Dio di ogni creatura, puro, immacolato, santo, imperturbabile, non ha in sé alcuna sporcizia. Infatti chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato 96. Che infatti il Verbo si è fatto carne e ha abitato in mezzo a noi, lo testimonia l’evangelista quando dice: E noi vedemmo la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre, pieno di grazia e di verità 97. Anche prima l’Antico Testamento aveva predetto questo: Laverà nel vino la sua veste e nel sangue dell’uva il suo manto 98. Credo ciò che leggo; perché il Verbo si è fatto carne e ha abitato in mezzo a noi. Di nuovo leggo che san Paolo ha detto: Egli trasfigurerà il nostro misero corpo, per conformarlo al suo corpo glorioso 99. Credo, infatti, che Cristo Dio, generato dal Padre prima di tutti i secoli, si edificò egli stesso, a somiglianza di Salomone, una casa perfetta, secondo quello che leggiamo: La Sapienza si è costruita la casa 100. E occupò questa casa in luogo del tempio.

15. 9. Tu stesso mi hai dato ragione, sotto un aspetto è visibile, sotto un altro è invisibile. Credo che quest’ultima spiegazione non sia giunta alle orecchie della tua Reverenza. Infatti nella tua esposizione, ricorrendo alla comparazione con l’anima, hai dimostrato che è una ragione pia e giusta quella in base alla quale crediamo e riconosciamo che, se l’anima umana è posta nel corpo, non può essere vista. Quanto a maggior ragione il Creatore dell’anima non può essere visto con gli occhi corporei? Infatti, se gli angeli per la sostanza della loro natura sono invisibili, quanto più lo è il Creatore degli angeli, che ha creato tanti e tali esseri, angeli, arcangeli, sedi, dominazioni, principati, potestà, cherubini e serafini? In relazione alla loro moltitudine, come leggiamo nel Vangelo, tutto il genere umano è stato paragonato a una pecora: Lasciate le novantanove sui monti, va a cercare quella perduta. Poi dice: Ci sarà più gioia in cielo per un peccatore convertito, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione 101. Infatti coloro che non hanno bisogno di conversione, chi sono se non quelle potenze celesti le quali non hanno niente in comune con la natura umana? Bisogna considerare il potere dell’Unigenito di Dio e in lui ammirare la grandezza dell’onnipotenza di Dio Padre, che ha generato un Figlio tale e tanto grande, tanto potente, tanto sapiente, tanto perfetto, da creare tali e tanto grandi potenze celesti. E diciamo questo per non essere tacciati di prolissità, come già tu ti sei degnato di indicarci; il che forse accade affinché anche noi possiamo dire: Noi stolti a causa di Cristo; e: Siamo diventati come la spazzatura del mondo 102, e tutto ciò che su di noi la tua Reverenza vorrà aggiungere. Conosciamo quello che disse: Per te io sopporto l’insulto tutto il giorno 103. Paolo ci invita a seguire questo esempio, dicendo: Fatevi miei imitatori, come io lo sono di Cristo 104. Anche Pietro dice: Anche Cristo patì per voi, lasciandovi un esempio, perché ne seguiate le orme 105. Secondo la sostanza della sua divinità, il Figlio non solo non è visto dagli uomini, ma neppure dalle potenze celesti. Infatti, un arcangelo può vedere un angelo, un angelo può vedere e penetrare la nostra anima spirituale. In verità si tratta di questo: il superiore può vedere e penetrare gli inferiori. E secondo le parole del Salvatore, che diceva a quello che si vantava di essere ricco: Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua anima 106, è compito dell’angelo presentare l’anima davanti al cospetto del Signore. Tuttavia l’anima non può vedere l’angelo, o presentarglisi. Seguendo quest’ordine, sali più in alto e troverai che Dio Padre è invisibile e non ha un essere superiore dal quale possa essere visto; che in quanto è, è infinito; che non può essere definito dalle parole, né essere concepito dalla mente; della sua grandezza, non solo la lingua umana, ma anche tutte le potenze celesti convenute insieme parlano come possono, però non spiegano come è. È traboccante rispetto a tutto ciò che si dice di lui. Solo il Figlio lo onora e lo loda degnamente, in quanto ha ricevuto da colui che lo ha generato più degli altri, al di là di ogni immaginazione. Che lodi, onori e glorifichi colui che lo ha generato, sebbene lo testimonino i quattro Vangeli, ora lo riferirò in sintesi e, tralasciate quelle che siete soliti riferire alla carne, addurrò ora testimonianze secondo le quali nei cieli adora suo Padre. Infatti Paolo agli Ebrei dice così: Cristo infatti non è entrato in un santuario fatto da mani d’uomo, figura di quello vero, ma nel cielo stesso per comparire al cospetto di Dio in nostro favore 107. E questo certamente dopo il ritorno di Cristo in cielo. Poi ha parlato dal cielo, dicendo: Saulo, Saulo, perché mi perseguiti? 108 E lo Spirito Santo ha detto: Riservate per me Barnaba e Paolo per l’opera alla quale li ho chiamati 109. E dopo essere stato chiamato Paolo dice: Cristo infatti non è entrato in un santuario fatto da mani d’uomo, figura di quello vero, ma nel cielo stesso per comparire al cospetto di Dio in nostro favore. E poiché la tua Reverenza ci ha invitato a dare una risposta alla questione se il Figlio vede il Padre, leggiamo il testo del Vangelo: Non che alcuno abbia visto il Padre, ma solo colui che viene da Dio ha visto il Padre 110. Dunque ha visto il Padre, ma l’ha visto come incomprensibile. Il Padre, invece, vede il Figlio come se lo tenesse e lo avesse nel suo seno, secondo la testimonianza riportata prima per la quale Dio nessuno lo ha mai visto: proprio il Figlio unigenito, che è nel seno del Padre, lui lo ha rivelato 111. Infatti il Padre vede il Figlio come Figlio, il Figlio vede il Padre come Padre immenso. La tua Reverenza proclama l’umana sapienza invisibile. Credo che siano sufficienti le parole di Isaia: Forse è poco per voi disputare con gli uomini che ora volete anche disputare con il Signore? 112 Certamente non è poco disputare con gli uomini, perché, per quanto uno sia sapiente, potrebbe capitargli uno più sapiente che lo esamini. La sua sapienza infatti non si scorge nel suo agire? Non è provata nei suoi discepoli? Dunque la sapienza umana, che può essere compresa, essere vista e anche essere biasimata, non è invisibile. Del resto, poi, è giusto ed è nella norma che tu ti serva di paragoni degni, poiché parli di Dio, di quella immensità; e sebbene gli sia attribuito un paragone, per quanto può farsi secondo la mente umana, o certamente secondo l’autorità delle sacre Scritture, non si trova alcun paragone in tutto degno di colui che è incomparabile.

15. 10. Io, secondo le testimonianze addotte, dico che solo il Padre è uno, non con un secondo e un terzo, ma che egli solo è l’unico Dio. Ma se il solo non è unico, è una parte. E infatti non dico che Dio uno è composto da parti; ma ciò che egli è, è potere ingenito e semplice. Il Figlio, generato prima di tutti i secoli, è egli stesso potere. Di questo potere del Figlio il santo Apostolo diceva: Essendo radunati insieme voi e il mio spirito, con il potere del Signore Gesù 113. Pertanto dico e affermo ciò che i santi Vangeli ci insegnano. E anche lo Spirito Santo è potere per quanto lo riguarda; di lui il Signore offre testimonianza, dicendo: Voi (riferendosi ai discepoli) rimanete in Gerusalemme, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto 114.

15. 11. Se tu proclami invisibile il Figlio, perché non può essere visto con occhi umani, perché non proclami ugualmente invisibili anche le potenze celesti, quando nemmeno loro possono essere viste da sguardi umani? Io certo ho addotto una testimonianza senza alcuna interpretazione di parole mie, dicendo: Beato e unico potente, il Re dei regnanti e Signore dei signori 115. Se ho citato le Scritture, non devo essere biasimato, se invece indaghi il senso della Scrittura, ne rendo ragione.

15. 12. Dice infatti l’Apostolo: Beato e unico potente, il Re dei regnanti. Definisce solo il Padre potente, non perché il Figlio non sia potente. Ascolta infatti la testimonianza riguardo al Figlio, in cui lo stesso Spirito Santo proclama e dice: Levate le porte, principi vostri; e alzatevi, porte antiche, ed entri il re della gloria. E segue: Chi è questo re della gloria? Ascolta la risposta: Il Signore forte e potente 116. Come non è potente colui la cui potenza è predicata da ogni creatura?

15. 13. Come non è sapiente colui del quale lo Spirito Santo, lodando la sua sapienza, proclama e dice: Quanto sono grandi, Signore, le tue opere! Tutto hai fatto con sapienza 117. Infatti essendo stata fatta ogni cosa attraverso Cristo, senza dubbio lodando lui lo Spirito Santo diceva: Tutto hai fatto con sapienza. E stando così le cose, bisogna verificare in che senso san Paolo dice: Beato e unico potente? Secondo me, lo definisce unico potente perché è il solo incomparabile nella sua potenza. Della sua incomparabilità il profeta, ammirato, diceva: Dio, chi sarà simile a te? 118 Vuoi sapere perché è l’unico potente? Guarda il Figlio, ammirando la potenza del Figlio. In lui scorgi perché è l’unico potente colui che ha generato tanta potenza. Il Padre infatti in quella immensa potenza ha generato un creatore potente. Il Figlio in quella sua potenza ricevuta dal Padre, come egli stesso ha detto: Tutto mi è stato dato dal Padre mio 119, non ha creato un creatore, ma una creatura. E ammirando questa potenza di Dio Padre, Paolo diceva: Beato e unico potente. Infatti, anche l’uomo è potente e integro, secondo quanto leggiamo di Giobbe: Era un uomo integro e retto, servitore del Signore, e, descrivendo la sua regione, si dice che era potente e grande fra tutti i figli d’Oriente 120: in che modo dunque il Padre è l’unico potente? Ma dice che è l’unico, perché nessuno può essergli paragonato, perché è l’unico di tanta grandezza, tanta potestà, tanta potenza. In ugual modo san Paolo apostolo proclama sapiente solo il Padre dicendo: A Dio che solo è sapiente 121. Ma bisogna verificare il criterio per cui è il solo sapiente; non perché Cristo non sia sapiente. Già hai affermato che Cristo è potenza di Dio e sapienza di Dio 122. Abbiamo dato anche noi testimonianze secondo le quali creò tutto con sapienza. Ma, invero, il Padre è l’unico sapiente. Crediamo alle Scritture e veneriamo le stesse sacre Scritture; e non desideriamo tralasciare un solo apice, temendo il pericolo che è presentato anche nelle sacre Scritture: Guai a chi tralascia o aggiunge qualcosa! 123 Vuoi sapere quanto è grande la sapienza del Padre? Guarda il Figlio e vedrai la sapienza del Padre. Per questa ragione Cristo stesso diceva: Chi vede me, vede anche il Padre 124; cioè vede in me la sapienza di colui del quale loda il potere; glorifica colui che mi generò prima di tutti i secoli tanto grande e di tale genere, che unico mi generò unico, che solo mi generò solo. Non cercò una materia da cui creare il Figlio, non chiamò qualcuno in aiuto ma, come lo conobbe, egli col suo potere e la sua sapienza lo generò. Non affermiamo, come dite voi attribuendoci una menzogna, che, come un’altra creatura creata dal nulla, così anche il Figlio sia stato creato dal nulla, come se fosse una delle creature. Ma ascolta l’autorità del decreto sinodale, poiché a Rimini i nostri padri fra l’altro hanno detto: Se qualcuno dice che il Figlio fu creato dal nulla e non da Dio Padre, sia anatema. Se vuoi, adduco delle testimonianze. Dice infatti san Giovanni apostolo: Chi ama colui che ha generato, ama anche chi da lui è stato generato 125.

15. 14. Sono ammirato, carissimo. Infatti dal momento che dite che lo Spirito Santo è della sostanza del Padre, se il Figlio è della sostanza di Dio Padre e della sostanza del Padre è anche lo Spirito Santo, perché l’uno è il Figlio e l’altro no? Come si spiega per voi che, essendo della stessa sostanza ed essendo uguale al Figlio, come dici, non è stato costituito erede di tutte le cose e che non è anch’egli figlio? Perché non viene chiamato con lo stesso appellativo con cui è chiamato Cristo, Primogenito di ogni creatura 126? O se è uguale al Figlio, allora non è unico l’Unigenito, avendo anche un altro generato con lui, e per di più della medesima sostanza del Padre di cui dite che è generato il Figlio. Certo, provoca dolore ascoltare questo. Infatti non paragonate quella magnificenza così grande alla nobiltà dell’anima, ma alla fragilità del corpo. Dal corpo certamente nasce la carne, il figlio corporeo, ma dall’anima non nasce l’anima. Se, dunque, la nostra anima genera rimanendo incorruttibile e impassibile, senza avvertire alcuna diminuzione, né contaminazione, ma, legittimamente, secondo le leggi divine, genera un figlio, e se, attribuendo con sapienza il consenso al corpo, essa si mantiene integra, quanto più lo farà Dio onnipotente? Già poco fa ho detto che ogni paragone umano deve tacere di fronte a Dio; se, tuttavia, ci sforziamo di parlare come possiamo, allora dobbiamo dire che, a maggior ragione, Dio Padre incorruttibile ha generato il Figlio in modo incorruttibile. E lo ha generato; fidati della mia prudenza, dato che ho delle testimonianze delle sacre Scritture: Chi narrerà la sua nascita?127 Ha generato come ha voluto, come potente, senza sottrarre nulla, senza interporre alcuna invidia, lo ha generato potente. L’ho già detto, agli uomini religiosi non si confà dire calunnie; io professo il Verbo di Dio, il Verbo di Dio non mortale, non corruttibile. Riguardo al corpo che ha assunto per la nostra salvezza, la Scrittura dice: La mia carne riposerà nella speranza - cioè la speranza della resurrezione - perché non abbandonerai la mia anima nell’inferno, né lascerai che il tuo santo veda la corruzione 128. Se quello che è chiamato santo è il Figlio di Dio, il quale non vede la corruzione, perché certamente il terzo giorno è resuscitato dai morti, quanto più la divinità, che ha assunto il corpo, rimane incorruttibile? Perché dici quello che non comprendi? Se non ti darò una risposta ad ogni cosa, giustamente sarò giudicato un uomo senza intelligenza, anche se non è proprio della religione attaccare con ingiurie. Io infatti non solo affermo che la sapienza del Figlio di Dio è immortale, ma proverò che anche la sapienza dei santi di Dio è immortale. Infatti, se anche loro, cioè i loro corpi, sono chiamati all’immortalità, quanto più quella loro sapienza viva, che fiorisce in tutti i credenti fino alla consumazione dei secoli, rimane senza dubbio immortale? È possibile che nella prolissità dell’esposizione abbia omesso di trattare dell’immortalità di Dio onnipotente, di cui san Paolo apostolo disse: Colui che solo ha l’immortalità 129; tuttavia svolgerò il testo e farò seguire l’interpretazione accompagnato da Dio che dispensa e dona la sua grazia. Si descrive il Padre come il solo che abbia l’immortalità, così come il solo potente e il solo sapiente. Chi poi degli uomini spirituali ignora che l’anima umana sia immortale? Inoltre c’è l’affermazione del Salvatore che dice: Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima 130, in quanto essa è immortale. Essendo dunque l’anima immortale, a maggior ragione vediamo che tutte le potenze celesti sono immortali. Il Salvatore dice: Se uno osserva la mia parola, non vedrà mai la morte 131. E se colui che osserva la parola di Cristo non vedrà mai la morte, quanto più è immortale, secondo la potenza della sua divinità, colui la cui parola ha tanta forza? Già poi abbiamo spiegato quel testo: Colui che solo ha l’immortalità. Certamente il Figlio ha l’immortalità, ma la riceve dal Padre. Anche tutte le potenze celesti hanno l’immortalità, ma la ricevono attraverso il Figlio, poiché ogni cosa è attraverso di lui. Ma solo il Padre ha veramente l’immortalità, perché non l’ha ricevuta da nessuno, perché non ha un genitore, perché non ha origine. Il Figlio, poi, come tu stesso hai detto, è generato dal Padre. Affermi più volte che il Figlio è uguale al Padre, mentre lo stesso Unigenito di Dio sempre e ovunque proclama il Padre suo autore e, come ho detto poco fa, ha affermato di aver ricevuto da lui la vita, dicendo: Come il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso al Figlio di avere la vita in se stesso 132. Osserva, dunque, che con la vita ha ricevuto dal Padre anche l’immortalità, l’incorruttibilità e l’inaccessibilità. Il Padre invece ha la vita in sé, senza riceverla da un altro; e perciò è davvero beato e il solo potente. Chi spogliò se stesso 133? Il Padre o il Figlio? Chi si affrettò a essere gradito con la sua obbedienza, se non colui che diceva: Io faccio sempre le cose che gli sono gradite 134? Chi è colui che, avvicinandosi alla tomba di Lazzaro, diceva: Padre, ti ringrazio che mi hai ascoltato. Io sapevo che sempre mi dai ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato 135? Chi è in verità colui che, plasmando gli occhi del cieco nato, ai discepoli che gli chiedevano: Chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché egli nascesse cieco? rispose: Né lui ha peccato, né i suoi genitori, ma è così perché si manifestassero in lui le opere di Dio; devo compiere le opere di colui che mi ha mandato 136? Costui è senza dubbio il Figlio carissimo del Padre, che, anche ricevendo i pani, non li spezzò subito, ma prima guardò al cielo, ringraziò il suo genitore, e poi li spezzò e li distribuì. Così certamente ha fatto anche nella stessa passione, anzi prossimo alla passione, come riferisce l’evangelista 137. Infatti: Il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò 138. Questi è il Figlio che, - per non importunarvi io con l’eloquenza del discorso o con l’abbondanza delle testimonianze, adducendone moltissime, ma per finire con una sintesi -, proclamò che nulla, nemmeno la morte di un passero, accade senza il permesso del Padre, dicendo: Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure neanche uno di essi cadrà a terra senza la volontà del Padre 139. Costui, del suo potere che ha ricevuto dal Padre, diceva: Ho il potere di offrire la mia vita e il potere di riprenderla di nuovo. Questo comando ho ricevuto dal Padre mio 140. Se così riferiscono i Vangeli, si accetti ciò che si legge. Se tuttavia ho detto qualcos’altro o, dimenticandomene, ho omesso qualcosa, sarò ripreso. Infatti non sono tale da non accettare una correzione. Inoltre, san Paolo apostolo prescrive che il vescovo sia pronto ad apprendere 141; ed è pronto ad apprendere colui che ogni giorno impara e progredisce insegnando cose migliori. Se si dirà qualcosa in modo migliore, non la rifiutiamo; siamo preparati a tutto, anche se siamo ingiuriati. Tuttavia, perché la verità non sia coperta dallo strepito, non ci lamentiamo della nostra offesa, ma proclamiamo la gloria di Dio.

15. 15. È certo che l’Apostolo dice: Il quale, esistendo nella forma di Dio. Chi potrebbe negare che il Figlio è nella forma di Dio? Infatti che sia Dio, che sia Signore, che sia Re, ritengo di averlo illustrato ampiamente. E poiché san Paolo apostolo ci insegna che non considerò una rapina essere uguale a Dio, anche noi lo diciamo; ma che spogliò se stesso, facendosi obbediente al Padre fino alla morte, e alla morte di croce 142, lo proclamiamo con tutte le forze. Noi siamo stati detti figli per grazia, non siamo nati così per natura; perciò l’Unigenito è Figlio, perché lo è secondo la natura della sua divinità, cioè è nato Figlio. Se tu per caso gli attribuisci un fratello, perché sostieni che lo Spirito Santo gli è pari e uguale e parimenti affermi che è della sostanza del Padre; se è così, dunque il Figlio non è più unigenito, dal momento che anche un altro è della stessa sua sostanza. Noi non applichiamo il termine natura al Padre, Dio non nato; crediamo quello che ha detto Cristo: Dio è spirito 143. Il Figlio è nato, come abbiamo detto; noi affermiamo anche che è il vero Figlio e non neghiamo che sia simile al Padre; per di più siamo ammaestrati in ciò anche dalle sacre Scritture. Infatti, poiché siamo accusati di ammettere diverse nature, sappi questo, che noi diciamo che il Padre spirito ha generato uno spirito prima di tutti i secoli, che Dio ha generato Dio; e il resto che abbiamo già detto precedentemente. Il vero Padre non nato ha generato il vero Figlio. Ma quando il Signore nel Vangelo dice: Che conoscano te l’unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo 144, chiama il Padre il solo vero, e nello stesso modo il solo buono e il solo potente e il solo sapiente. Penso che nemmeno il diavolo abbia osato dire che il Padre ha generato prima di ogni cosa un Figlio non perfetto. Infatti non lo ha generato tale da perfezionarsi. L’uomo, col quale hai proposto il paragone, se avesse potuto generare un figlio perfetto, non avrebbe generato un piccolo, che, trascorsi gli anni, possa compiere la volontà del padre. Il Padre, invece, che è davvero beato e il solo potente, ha generato il Figlio quale è ora, e quale rimane senza fine, non tale da doversi perfezionare, ma perfetto; e lui, che ha ricevuto la perfezione dal genitore, da questo ha ricevuto anche la vita. È del Salvatore l’affermazione: Sulla parola di due o tre testimoni sarà risolta ogni cosa 145. Hai proposto la testimonianza apostolica: Essendo nella forma di Dio, non ha ritenuto una rapina 146. Tu l’hai interpretata a tuo arbitrio; parimenti anche noi rispondiamo come pensiamo. Certamente starà all’arbitrio di coloro che ascoltano scegliere una delle due opinioni; ma certamente in base a quanto leggono, ammetteranno che il Figlio è obbediente al Padre, lui che si spogliò, assumendo la forma di servo e a cui, come abbiamo detto, il Padre ha dato un nome che è sopra ogni nome 147, nel caso che qualcuno preferisca la tua interpretazione.

15. 16. Io salgo al Dio mio e Dio vostro 148, come mi sembra, tu affermi che il Signore lo abbia detto per la forma di servo che ha assunto. Perché egli, umiliandosi fino ad esistere in un corpo umano, benché avesse vinto la morte e trionfato sul diavolo dopo la sua resurrezione, si esprime in questa maniera dicendo: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, quando non era più necessaria l’umiltà della carne per i Giudei, come dici, ma si tramandava integra la regola della fede? Così anche in un’altra circostanza, dopo la sua resurrezione, riuniti i suoi discepoli sul monte degli Ulivi, diceva: Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato 149. E se il Figlio ha detto ciò per umiltà e non per verità, perché l’Apostolo ha osato ripeterlo? Dice infatti: Perché il Dio del Signore nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria 150. O ancora: Dio e Padre del Signore nostro Gesù, lui che è benedetto, sa 151. E: Perché con un solo animo e una sola voce rendiate gloria a Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo 152. Inoltre dice e aggiunge: Sia benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo 153. In verità, perché prima dell’incarnazione di Cristo, anche lo Spirito Santo diceva al Figlio: Perciò Dio, il tuo Dio ti ha consacrato 154? E per quanto vorrai argomentare, non potrai provare che questa unzione sia stata fatta sul corpo; se infatti leggiamo che è stato battezzato 155, invece non leggiamo che sia stato consacrato nel corpo. Però dalla stessa lettura del testo, quando dice: Dio, il tuo Dio ti ha consacrato con olio di letizia, a preferenza dei tuoi eguali 156, senza dubbio si capisce che l’olio di letizia, in luogo del termine olio, designa quella letizia di cui diceva Salomone: Io ero la sua delizia ogni giorno, dilettandomi davanti a lui in ogni istante; dilettandomi sul globo terrestre, ponendo le mie delizie tra i figli dell’uomo 157. Per quanto concerne le parole: Io ero la sua delizia ogni giorno, senza dubbio nel libro della Genesi si legge che il Padre si deliziava davanti a tutte le opere del Figlio: E Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona 158. Lodando l’opera di suo Figlio, gioiva e si rallegrava nel Figlio; ugualmente anche il Figlio, compiuta la volontà del Padre, si rallegrava al cospetto del suo genitore. Tutta la Scrittura ispirata da Dio è utile per insegnare 159. Perciò non passerà neppure un iota o un segno 160. Il Signore disse: Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno 161.

15. 17. Si sa che in principio era il Figlio, ed era presso il Padre, ed era Dio; e così era in principio presso Dio, come primogenito di ogni creatura; e ogni cosa è stata fatta attraverso di lui, e senza di lui nulla è stato fatto 162. Ciò non può applicarsi alla persona dello Spirito Santo. E nelle sacre Scritture non troverai affermazioni tali da poter sostenere che egli sia uguale al Figlio. Perché anche il Figlio era in principio; però il Padre è prima del principio e senza principio, come non generato e non nato. Il Figlio invece era in principio come primogenito di ogni creatura 163. Era prima di ogni creatura, prima che qualsiasi cosa esistesse, ed era presso Dio, ed era Dio, e questi era in principio presso Dio.

15. 18. Che dirai, se sentirai il Padre dire: A te il principato nel giorno della tua potenza tra santi splendori, dal seno dell’aurora ti ho generato 164? Professi che secondo la carne è nato dal seno della madre, cosa che nemmeno i Giudei pongono in dubbio. E perché non vengono addotte queste testimonianze, che dimostrano che la sua nascita avvenne in principio, come ci insegna anche la testimonianza precedente? Se per il corpo, nel quale egli spogliò se stesso, come dice l’Apostolo: da ricco che era si è fatto povero per noi 165, si è sentito debitore di suo Padre, a maggior ragione è necessario che, come Figlio carissimo, offra sempre al suo genitore, che lo ha generato tale e tanto grande, la venerazione e l’ossequio dovuti. Hai proseguito ottimamente dicendo che per la forma di servo è sottomesso anche ai genitori 166. Se infatti risulta sottomesso ai genitori che egli stesso ha creato, poiché ogni cosa è stata creata attraverso di lui, e infatti sappiamo che non dopo i tempi, ma prima dei tempi il Figlio è stato generato dal Padre; se è sottomesso ai genitori, come proclama l’autorità delle sacre Scritture con grandissima chiarezza, a maggior ragione, senza dubbio, egli è sottomesso al suo genitore che lo ha generato tale e tanto grande, secondo quanto dice l’apostolo Paolo: Quando tutto sarà sottomesso al Figlio, anche lui, il Figlio, sarà sottomesso a Colui che gli ha sottomesso ogni cosa 167. Tu vuoi che noi diciamo e professiamo che ogni cosa è sottomessa al corpo, anzi di più, all’economia che assunse per la nostra salvezza, e che il corpo è sottomesso al Padre, ma non il Figlio stesso, l’Unigenito di Dio. Noi infatti sappiamo e crediamo che il Padre non giudica nessuno, ma ha rimesso ogni giudizio al Figlio, perché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre 168. Questo infatti professiamo, che anche nella resurrezione, quando tutto sarà sottomesso al Figlio, e tutti lo onorano e lo venerano e lo adorano, nemmeno allora il Figlio si innalzerà, ma, pur essendogli tutti sottomessi, si sottometterà al Padre, tanto da dire: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi sin dalla fondazione del mondo 169.

15. 19. Già si è detto che ti è sembrato opportuno alterare un testo, a tuo arbitrio, a favore della tua interpretazione. Rimangono tuttavia le parole apostoliche secondo le quali non sappiamo pregare come bisogna, ma lo stesso Spirito intercede per noi con gemiti inenarrabili 170. E poiché ti è sembrato opportuno mettere a tacere l’argomento, dicendo: " Dunque lo Spirito Santo è tanto miserabile da gemere? ", sappi che noi non riteniamo lo Spirito Santo miserabile, perché dalla stessa lettura del testo appare la gloria dello Spirito Santo, che non geme per sé; ma, ascolta la lettura del testo, geme per i santi 171. Perciò, nemmeno il Figlio prega e intercede per sé ma senza dubbio per noi, come ho già illustrato precedentemente. Chi è fedele nel poco, è fedele anche nel molto 172.

15. 20. In nessun altro modo si può affermare che il Padre e il Figlio siano uno, se non in quella maniera con cui tu ed io possiamo provarlo in conformità agli esempi di cui tu stesso ti sei servito. Infatti, se come tu dici e l’Apostolo conferma: Chi si unisce al Signore, forma con lui un solo spirito 173, senza dubbio è un solo spirito nel consenso, adempiendo la volontà di Dio, secondo il magistero del Salvatore, che ci ha insegnato a pregare in modo da dire fra le altre nostre preghiere anche questa: Sia fatta la tua volontà come in cielo, così in terra 174. Certamente la terra siamo noi. Come dunque fra i celesti si fa la volontà di Dio, anche fra noi si compia ciò che chiediamo e lo si adempia con le opere, perché siamo fatti un solo spirito con Dio, quando vogliamo ciò che Dio vuole. Lo stesso Figlio, prossimo alla passione, si rivolse a suo Padre, dicendo: Abbà, Padre, passi da me questo calice; però non ciò che io voglio ma ciò che vuoi tu 175. Dicendo non ciò che io voglio ma ciò che vuoi tu, mostra che davvero la sua volontà è sottomessa alla volontà del Padre, per compiere la volontà del quale è disceso dal cielo, come ha detto: Sono disceso dal cielo, non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato 176. Dunque, la volontà del Figlio è in armonia e in conformità con la volontà del Padre. Quanto maggiore è il Figlio come Dio rispetto ad ogni creatura, tanto più in armonia risulta con la volontà del Padre e tanto più aderisce al suo genitore. Dico aderisce al suo genitore, come figlio carissimo, in amore, affetto, unanimità, concordia e conformità. Tutto ciò che proviene dalle sacre Scritture dobbiamo accoglierlo con la massima venerazione. Infatti la sacra Scrittura non giunge al nostro magistero per essere corretta. Ah se fossimo degni di essere chiamati buoni discepoli delle Scritture!

15. 21. Accetto il testo che hai proposto: Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi? 177 Infatti Dio non abita in un uomo che non sia stato prima santificato e purificato dallo Spirito Santo. Infine, anche a quella beata vergine Maria si diceva: Lo Spirito Santo scenderà su di te, certo per santificarla e purificarla. Poi segue: Su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo 178. Che poi la potenza dell’Altissimo sia Cristo, lo hai sostenuto anche tu. La verità non si fa emergere con argomentazioni, ma è provata da testimonianze certe. Per questo motivo dovete addurre testimonianze che lo Spirito Santo è Dio, è Signore, è Re, è Creatore, è artefice, siede col Padre e col Figlio, ed è adorato, se non dagli esseri celesti o terrestri, almeno, per così dire, devi dimostrare che è adorato dagli abitanti degli inferi. Diciamo questo, senza sminuire lo Spirito Santo. Infatti lo Spirito Santo, come già abbiamo affermato in precedenza, è colui senza il quale nessuno può dire Signore Gesù 179. Lo Spirito Santo è colui nel quale gridiamo: Abbà, Padre 180. Lo Spirito Santo è tale e tanto grande che anche gli angeli desiderano fissare lo sguardo in lui 181. È tale, tanto potente, che dovunque in ogni creatura, sia in oriente che in occidente, sia a settentrione che a meridione, chiunque lo adori non può dire Signore Gesù, senza lo Spirito Santo. La sua natura è tale che è presente ovunque in tutti coloro che adorano Dio in verità 182. È tale e tanto grande che in qualunque luogo uno sia battezzato, nello stesso momento, in oriente e in occidente, dovunque lo Spirito Santo è presente. Guarda quanto è grande la potenza dello Spirito Santo. Se infatti qualcuno sminuisce lo Spirito Santo, sminuisce anche il Dio unigenito, per il quale sono state fatte tutte le cose e senza il quale nulla è stato fatto 183. Ugualmente, chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato 184.

15. 22. Sostieni che Cristo, il nostro Salvatore, non ha detto: "Che loro e noi siamo uno ", ma che essi siano uno nella loro natura e sostanza, concordi per l’uniformità e in certo modo uniti e fusi, e che il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo sono uno per la medesima natura indivisibile. Do lettura di un testo attraverso il quale è possibile, leggendolo, provare cosa Cristo ha detto. Così ha detto nel Vangelo, pregando il Padre per i discepoli: Padre, falli una cosa sola, come noi siamo uno; come io sono in te e tu in me, siano anch’essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato e li hai amati come hai amato me 185. Credo ciò che leggo: ha fatto menzione dell’amore, non della sostanza. È certo, poi, che lo stesso Salvatore abbia detto: Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi mi ama. Chi mi ama sarà amato dal Padre mio, e io lo amerò; verremo e dimoreremo presso di lui 186. Se infatti quella così grande sublimità e maestà del Padre e del Figlio può essere contenuta nella piccola dimora della nostra mente, quanto a maggior ragione il Figlio con certezza e senza alcun dubbio starà nel Padre? Tuttavia vi starà in modo tale da essere Figlio, diverso dal Padre. Certamente essi, come hai illustrato, sono una cosa sola (unum), ma non uno solo (unus); una cosa sola riguarda la concordia, uno solo il numero che indica la singolarità. Infatti hai addotto anche la testimonianza di san Paolo che accogliamo di buon animo, poiché è sicura garanzia di verità ciò che proviene dagli stessi avversari. Hai proclamato che Paolo ha detto: Io ho piantato, Apollo ha irrigato, ma è Dio che ha fatto crescere. Ora né chi pianta, né chi irriga è qualche cosa, ma Dio che fa crescere. Chi pianta e chi irriga sono una cosa sola e ciascuno riceverà la sua mercede secondo il proprio lavoro 187. Dunque, presta attenzione al fatto che, benché siano una cosa sola per la concordia, tuttavia ciascuno riceverà la sua mercede secondo il proprio lavoro. Guarda anche ciò che ha detto il Signore: Io e il Padre siamo una cosa sola 188. Noi con fede certa lo accogliamo e lo accettiamo. Colui che dice Io è il Figlio; colui che dice e il Padre dimostra che il Padre è distinto. Ha detto una cosa sola (unum), non " uno solo " (unus). Più volte si è detto che una cosa sola (unum) si riferisce alla concordia. In che modo il Padre e il Figlio non sono una cosa sola, quando il Figlio proclama: Io faccio sempre le cose che sono gradite al Padre 189? Non sarebbe una cosa sola con il Padre, se talvolta facesse cose contrarie al Padre. Così, inoltre, anche gli apostoli sono una cosa sola con il Padre e con il Figlio, in quanto, guardando in ogni cosa alla volontà di Dio Padre, a imitazione del Figlio sottomesso all’unico Dio Padre, anch’essi si riconoscono a Lui sottomessi. E leggiamo che il Salvatore non solo ha pregato per gli Apostoli, perché fossero una cosa sola, ma anche per coloro che dovevano credere per la loro parola, dicendo: Non prego solo per questi, ma anche per coloro che per la loro parola crederanno in me; che siano tutti una cosa sola come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato e li hai amati come hai amato me. Come abbiamo detto, ha fatto menzione dell’amore, non della divinità. Chi poi ignora che Paolo è Paolo e Apollo è Apollo, quando lo stesso Paolo dice: Ho faticato più di tutti loro, non io però, ma la grazia di Dio che è con me 190? Infatti chi più fatica, più ottiene. Tuttavia, sono una cosa sola per consenso, armonia, amore, quando fanno ciò che vuole Dio.

15. 23. Dici che c’è un solo Dio. Considera ancora se il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo sono un solo Dio, o se si deve ritenere solo il Padre come unico Dio, il cui Figlio, Cristo, è nostro Dio. Secondo il costume giudaico ci esorti a professare un solo Dio? O piuttosto, per la sottomissione del Figlio, secondo quanto ritiene la fede cristiana, si dimostra che c’è un solo Dio, il cui Figlio è nostro Dio, come abbiamo detto? Infatti credi a Paolo che dice che il Padre e il Figlio non sono uno solo (unus), e lo afferma quasi in ogni lettera: Grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro, e dal Signore Gesù Cristo 191. E ancora: C’è un solo Dio, il Padre, dal quale tutto proviene e noi siamo per lui; e un solo Signore Gesù Cristo, in virtù del quale esistono tutte le cose, e noi esistiamo per lui 192. E questi è colui che è proclamato da noi cristiani unico Dio e che il Figlio proclama l’unico buono, dicendo: Nessuno è buono, se non Dio solo 193. Non perché Cristo non sia buono, infatti egli stesso dice: Io sono il buon pastore 194. Non perché lo Spirito Santo non sia buono, ascolta il profeta che proclama: Il tuo spirito buono mi guidi sul retto cammino 195. Ascolta poi la testimonianza del Salvatore che dice: L’uomo buono trae fuori il bene dal tesoro del suo cuore 196. E anche ogni creatura di Dio è senz’altro buona. Se la creatura è buona, se l’uomo è buono, se lo Spirito Santo è buono, se Cristo è buono, bisogna ricercare in che senso uno solo sia buono. Certamente il Salvatore ha detto: Nessuno è buono, se non Dio solo, per il fatto che egli stesso è la fonte della bontà e da nessuno ha ricevuto il suo essere buono. Infatti anche Cristo è buono, ma ha ricevuto dal suo genitore l’essere buono; anche ogni creatura di Dio è buona, e ha ottenuto di essere buona attraverso Cristo. Ma sia il Figlio, sia coloro che sono stati fatti attraverso di lui, hanno ricevuto la loro bontà da quell’unica fonte di bontà, ciascuno secondo la misura della propria fede. Il Padre solo, invece, non ha ricevuto da nessuno il suo essere buono. E perciò Cristo ha detto: Nessuno è buono, se non Dio solo 197. Così dunque uno solo è Dio, poiché uno solo è incomparabile, uno solo è immenso, come già abbiamo illustrato.

15. 24. Non neghiamo che il Figlio ami il Padre, dato che leggiamo: Che il mondo sappia che amo il Padre e faccio quello che il Padre mi ha comandato 198. Si sa che il Figlio è amato e ama e, come egli stesso afferma, adempie il mandato del Padre. E perciò sono una cosa sola (unum), secondo quanto dice: Io e il Padre siamo una cosa sola 199. Infatti, riguardo alle parole: Chi ha visto me, ha visto il Padre 200, bisogna credere con fede certa che chi vede il Figlio, attraverso il Figlio vede e comprende il Padre.

15. 25. Hai dichiarato che il Padre è maggiore per la forma di servo: cosa che mi sembra essere del tutto insensata. Sappiamo infatti, cosa che anche tu stesso hai affermato, che nella forma di servo fu fatto minore anche degli Angeli. Né infatti hai glorificato abbastanza Dio, dichiarando il Padre maggiore per la forma di servo. Per la forma di servo anche gli Angeli sono maggiori. E infatti Cristo non è venuto per questo, per insegnarci che per la forma di servo il Padre è maggiore; ma per questo la Verità è venuta a noi, per mostrarci inequivocabilmente e insegnarci che il Padre è maggiore del Figlio, e di questo Figlio che è Dio grande. Noi infatti glorifichiamo il Padre al punto da dichiararlo maggiore di un Dio grande e da annunciarlo più sublime dell’eccelso. Vedrai tu se in verità questo è l’onore dovuto a Dio, riconoscere che il Padre è maggiore del Figlio per la forma di servo che questi ha assunto.

15. 26. Dici che la divinità si manifestò ai padri; e poco prima hai affermato che senza dubbio la divinità è invisibile. Certamente non si manifestò il Padre, che è invisibile, e se diciamo che il Padre è stato visto, rendiamo mendace l’Apostolo che disse: Che nessuno tra gli uomini ha mai visto, né può vedere 201. E non solo ne consegue che ci opponiamo al Nuovo Testamento, ma che allo stesso modo contraddiciamo anche l’Antico. Da ultimo così disse Mosè: Nessun uomo può vedere Dio e restare vivo 202. Certamente, nel libro della Genesi lo stesso Mosè spiegò che, da quel primo uomo Adamo fino alla stessa incarnazione, il Figlio fu sempre visto. Infatti se cerchi testimoni, senz’altro devi considerare il Padre che dice al Figlio: Facciamo l’uomo a nostra immagine e somiglianza. E prosegue: E Dio fece l’uomo 203. Certo quale Dio, se non il Figlio? Certamente anche tu nei tuoi trattati hai esposto ciò. Questo Figlio, dunque, che è profeta di suo Padre, che anche diceva: Non è bene che l’uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile 204; questo Figlio fu visto da Adamo, secondo quanto leggiamo di Adamo che dice: Ho udito il tuo passo nel giardino, e mi sono nascosto, perché ero nudo. Soprattutto considera ciò che Dio disse a lui: Chi ti ha fatto sapere che eri nudo? Hai forse mangiato dell’albero di cui ti avevo comandato di non mangiare? 205 Questo Dio fu visto anche da Abramo 206; e che il Figlio fu visto da Abramo, se lo vuoi credere, lo ha affermato in modo inequivocabile lo stesso Dio unigenito quando nel santo Vangelo dice: Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e se ne rallegrò 207. Quel Figlio fu visto anche da Giacobbe, ed egli si preparò a lottare con Giacobbe nella figura con la quale sarebbe venuto, e cioè nella figura di uomo. Perciò Giacobbe diceva: Ho visto Dio faccia a faccia, eppure la mia vita è rimasta salva 208. E questo luogo fu chiamato: Visione di Dio. E certamente affermava proprio questo Dio, il quale in una profezia combatteva con Giacobbe, cosa che abbiamo visto essersi compiuta nella passione di Cristo. Disse infatti allo stesso Giacobbe: Non ti chiamerai più Giacobbe, ma Israele 209, cioè: Uomo che vide Dio. Possiamo provare che egli fu visto anche nel Nuovo Testamento. Di lui gli apostoli dicevano: E noi vedemmo la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre 210. Per il resto se, come tu tenti di dimostrare, si sostenesse che il Padre fu visto, per voi sarebbero mendaci tutte le Scritture. Infatti, da ultimo che il Padre è invisibile, lo proclama Paolo 211, e lo afferma il Signore nel Vangelo 212. Assai spesso ci accusi di dire con audacia e presunzione cose che non bisogna dire, il che starà all’arbitrio di chi legge verificare. Né infatti parliamo così, per ottenere la lode di qualcuno, ma per il desiderio di cercare la fraternità, che è tra noi; o forse a causa di essa anche tu stesso hai ritenuto degno provocarci, perché dessimo una risposta, affinché quelli che si riconoscono in noi accettino la tua, come dire, professione di fede; e fu necessario che io ti rispondessi per il timore di Dio. Dal momento che non soltanto con le parole hai tentato di privarmi del loro discepolato, ma mi hai dato anche un tuo trattato, era necessario che io rispondessi con le cose che ho esposto sull’invisibilità di Dio onnipotente. E anche tu stesso, sia pure con un’altra finalità, pur tuttavia hai sostenuto con tue parole che lo Spirito Santo è stato visto sotto forma di colomba, e anche sotto forma di fuoco 213. Il Figlio certamente, sotto forma di uomo; ma il Padre, né sotto forma di colomba, né sotto forma di uomo; mai si trasformò in una qualche forma, e mai si trasformerà. A proposito di ciò sta scritto: Io sono colui che sono, e non cambio 214. Il Figlio certamente già costituito nella forma di Dio, come tu stesso hai affermato, prese la forma di servo, che non prese il Padre; ugualmente lo Spirito Santo assunse l’aspetto di colomba, che non assunse il Padre. Sappi, dunque, che, poiché uno solo è invisibile, uno solo è anche incomprensibile e immenso. Desidero ardentemente essere discepolo delle sacre Scritture; infatti credo che la tua Reverenza mantenga le affermazioni a cui ho così risposto, poiché, se sosterrai che il Padre e il Figlio e lo Spirito Santo hanno una sola potenza, una sola sostanza, una sola divinità, una sola maestà, una sola gloria; se lo affermerai sulla base delle sacre Scritture, se sosterrai di aver letto ciò scritto in qualche altro luogo, noi preferiamo essere discepoli delle sacre Scritture.

Io, Massimino vescovo, sottoscrivo.

E dopo il dibattito tra i presenti Agostino dettò le seguenti note: hai detto che ho parlato munito dell’aiuto dei prìncipi, non per timore di Dio; ma agli uomini, ai quali Dio dona l’intelletto, appare con sufficiente chiarezza chi parla per timore di Dio, colui che con sottomissione ascolta il Signore che dice: Ascolta, Israele, il Signore è il tuo Dio, il Signore è uno solo 215; cosa che noi docilmente ascoltiamo e fedelmente proclamiamo; o colui che non vuole ascoltare ciò, così da sostenere che ci sono due signori e due dèi; e così, introducendo due dèi e due signori, mostra di non temere il solo Signore Dio che dice: Ascolta, Israele, il Signore è il tuo Dio, il Signore è uno solo. Sai inoltre che il tuo discorso davvero prolisso ha riempito il tempo nel quale avremmo potuto rispondere, e il tempo della giornata rimasto certamente non è sufficiente, perché le cose che hai detto siano almeno rilette da noi. Saprai tuttavia che tutte le cose che hai proposto, per provare che il Figlio di Dio è Dio, e un Dio grande, e che è nato dal Padre, e che una cosa è lui, un’altra il Padre, dal momento che il Padre non è lo stesso che il Figlio, hanno comportato grandi ritardi, a causa dei quali ti appropriasti del tempo necessario; come se tu dovessi provare a noi ciò che anche noi riconosciamo come vero. Infatti, non diciamo che il Padre è lo stesso che il Figlio, o che il Padre o il Figlio sono lo stesso che lo Spirito Santo nella Trinità. Precisamente diciamo che il primo è uno, il secondo è un altro, il terzo un altro ancora: ma tutti contemporaneamente sono un solo Signore Dio. Se infatti dicessimo che ci sono due signori dèi: uno grande, l’altro più grande; uno buono, l’altro più buono; uno sapiente, l’altro più sapiente; uno clemente, l’altro più clemente; uno potente, l’altro più potente; uno invisibile, l’altro più invisibile; uno vero, l’altro più vero; e se con questo modo hai pensato di arrivare a qualcos’altro, a persuaderci di avere due signori dèi: se, dunque, affermassimo questo, Dio stesso ci convincerebbe di errore, dicendo, cosa che ho già ricordato: Ascolta, Israele, il Signore è il tuo Dio, il Signore è uno solo 216. È come se ci dicesse: O figli degli uomini, fino a quando sarete duri di cuore? perché amate cose vane e cercate la menzogna? 217 Fino a quando vi creerete due signori dèi? Perché non volete ascoltarmi quando proclamo: Ascolta, Israele, il Signore è il tuo Dio, il Signore è uno solo, ma contro di me proclamate: " i nostri signori sono due signori dèi "? Forse fareste questo, se voleste essere Israele? Dal momento che questo nome significa: " L’uomo che vede Dio "; ti chiedo di darmi licenza: se tu non vuoi, io voglio essere Israele. Voglio certamente essere calcolato nel novero di coloro ai quali è concesso vedere Dio. E a lui rendiamo grazie, perché ci fa vedere ora come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo faccia a faccia, come dice l’Apostolo 218. Vediamo perciò, per sua stessa concessione, anche se finora come in uno specchio in maniera confusa, tuttavia vediamo come queste due cose non siano contrarie fra loro, che uno sia il Padre, un altro il Figlio, un altro lo Spirito Santo, e che tuttavia questi tre siano contemporaneamente un solo Signore Dio. Per quanto ho potuto ho fatto in modo che anche tu vedessi questo: ma hai preferito resistere, dal momento che non hai voluto essere Israele. Ma se finora per caso non puoi vedere ciò, credi e vedrai. Infatti, queste cose sono viste dalla mente, non dagli occhi della carne. E certamente sai che cosa ha detto il profeta: Se non crederete, non capirete 219. Dunque quando senti: Il Signore è il tuo Dio, il Signore è uno solo, non voler creare due signori, il Padre e il Figlio. E quando senti: Non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete da Dio; e nel medesimo luogo: Non sapete che i vostri corpi sono membra di Cristo 220; quando dunque senti queste cose, non voler negare che lo Spirito Santo è Dio, per non rendere le membra del Creatore tempio di una creatura. Prima credi che questi tre sono tre nelle loro singole persone e tuttavia, contemporaneamente, che non sono tre signori dèi, ma un solo Signore Dio; e se credi e preghi, il Signore stesso ti darà la facoltà di capire, affinché ciò che credi meriti certamente di vederlo, e inoltre, di capirlo. Infatti, considera con attenzione tutto ciò che hai detto nella tua prolissa esposizione, e vedrai che procede da questo errore, ossia dal fatto di creare due signori dèi, contro la parola chiarissima del Signore Dio che dice: Il Signore è il tuo Dio, il Signore è uno solo 221; inoltre, negate che lo Spirito Santo sia Dio, mentre non potete negare che il suo tempio sia santo. Per ora, dopo il nostro dibattito, nel quale noi presenti abbiamo parlato alternativamente, sarà sufficiente che ti abbia avvertito: ma se il Signore vorrà, poiché il discorso è lungo, e tu hai fretta di tornare indietro, porrò la prosecuzione del nostro discorso davanti agli occhi di coloro che vorranno leggerla, con tutta la trasparenza che potrò, e dimostrerò, che tu lo voglia o no, che tu, certamente con veritieri testimoni divini, hai voluto tuttavia provare i vostri falsi dogmi.

E di sua mano: Io Agostino vescovo sottoscrivo.

Parimenti di sua mano, Massimino: Quando avrai terminato questo libretto, e me lo avrai inviato, se non darò risposta ad ogni cosa, allora sarò degno di rimprovero.

Sono terminati gli Atti. Li ho raccolti.


Note:



 

1 - Mt 15, 9.

2 - Rm 10, 10.

3 - Cf. 1 Pt 3, 15.

4 - Mt 10, 32-33.

5 - Mt 10, 28.

6 - At 13, 47.

7 - 1 Cor 12, 3.

8 - Gv 16, 12-14.

9 - Gv 7, 16.

10 - Gv 8, 38.

11 - Sal 26, 1.

12 - Tt 3, 4-6.

13 - Gv 10, 27-30.

14 - At 2, 32-33.

15 - Tt 3, 6.

16 - Gv 16, 14.

17 - Gv 1, 3.

18 - Cf Fil 2, 11.

19 - 1 Cor 11, 3.

20 - Gv 8, 29.

21 - Gv 16, 14-15.

22 - Lc 4, 18.

23 - Gv 1, 14.

24 - Is 40, 5.

25 - Rm 3, 20.

26 - Fil 2, 7.

27 - Dt 6, 4.

28 - Dt 6, 4.

29 - At 4, 32.

30 - Gv 10, 30.

31 - Cf. 1 Pt 1, 12.

32 - Rm 8, 26.

33 - Rm 8, 33-34.

34 - Gv 14, 15-17.

35 - Gv 5, 26.

36 - Gal 4, 6.

37 - Rm 8, 15.

38 - Gal 4, 9.

39 - Gn 22, 12.

40 - Cf. Prv 10, 19.

41 - Tt 2, 13.

42 - Gv 20, 17.

43 - Gv 5, 31-37.

44 - Mt 17, 5.

45 - Col 1, 15-17.

46 - Gv 8, 38.

47 - Gv 14, 28.

48 - Cf. 1 Cor 15, 25.

49 - Gv 1, 18.

50 - 1 Tm 6, 15-16.

51 - Rm 16, 27.

52 - Gv 18, 37.

53 - 1 Tm 6, 16.

54 - Lc 12, 4.

55 - Gv 10, 30.

56 - Gv 1, 14.

57 - Fil 2, 6-7.

58 - 1 Gv 5, 20.

59 - Gv 20, 17.

60 - Gv 1, 1.

61 - Sal 21, 11.

62 - Cf. Lc 2, 51.

63 - Sal 8, 6.

64 - 2 Cor 3, 17.

65 - 1 Cor 6, 16-17.

66 - 1 Cor 3, 16.

67 - 1 Cor 6, 19.

68 - Gv 5, 26.

69 - 1 Cor 3, 8.

70 - Gv 17, 11.

71 - 1 Cor 6, 17.

72 - Es 33, 11. 13.

73 - Mt 5, 8.

74 - Rm 1, 20.

75 - Cf. Gv 1, 3.

76 - Rm 16, 27.

77 - 1 Cor 1, 24.

78 - Rm 8, 34.

79 - 1 Cor 15, 28.

80 - Cf. Mt 3, 16; At 2, 3.

81 - Fil 2, 5-11.

82 - Ef 3, 14-15.

83 - Cf. Rm 8, 34.

84 - Col 3, 1.

85 - Eb 1, 3.

86 - Sal 109, 1.

87 - cf. Mt 22, 44.

88 - Mc 14, 61-62; Mt 26, 63-64.

89 - 2 Cor 5, 21.

90 - Dt 21, 23; Gal 3, 13.

91 - 1 Cor 15, 47.

92 - 1 Pt 2, 22-23.

93 - Gv 1, 29.

94 - Rm 1, 20.

95 - Col 2, 14-15.

96 - Gv 5, 23.

97 - Gv 1, 14.

98 - Gn 49, 11.

99 - Fil 3, 21.

100 - Prv 9, 1.

101 - Lc 15, 4. 7.

102 - 1 Cor 4, 10. 13.

103 - Sal 68, 8.

104 - 1 Cor 4, 16.

105 - 1 Pt 2, 21.

106 - Lc 12, 20.

107 - Eb 9, 24.

108 - At 9, 4.

109 - At 13, 2.

110 - Gv 6, 46.

111 - Gv 1, 18.

112 - Is 7, 13.

113 - 1 Cor 5, 4.

114 - Lc 24, 49.

115 - 1 Tm 6, 15.

116 - Sal 23, 7-8.

117 - Sal 103, 24.

118 - Sal 82, 2.

119 - Mt 11, 27.

120 - Gb 1, 1-3.

121 - Rm 16, 27.

122 - 1 Cor 1, 24.

123 - Dt 4, 2.

124 - Gv 14, 9.

125 - 1 Gv 5, 1.

126 - Col 1, 15.

127 - Is 53, 8.

128 - Sal 15, 9.

129 - 1 Tm 6, 16.

130 - Mt 10, 28.

131 - Gv 8, 51.

132 - Gv 5, 26.

133 - Cf. Fil 2, 7.

134 - Gv 8, 29.

135 - Gv 11, 41-42.

136 - Gv 9, 2-4.

137 - Cf. Mt 26, 26.

138 - 1 Cor 11, 23-24.

139 - Mt 10, 29.

140 - Gv 10, 18.

141 - Cf. 1 Tm 3, 2.

142 - Fil 2, 6-8.

143 - Gv 4, 24.

144 - Gv 17, 3.

145 - Mt 18, 16.

146 - Fil 2, 6.

147 - Fil 2, 7. 9.

148 - Gv 20, 17.

149 - Mt 28, 18-20.

150 - Ef 1, 17.

151 - 2 Cor 11, 31.

152 - Rm 15, 6.

153 - 2 Cor 1, 3.

154 - Sal 44, 8.

155 - Cf. Mt 3, 16.

156 - Sal 44, 8.

157 - Prv 8 30-31.

158 - Gn 1, 34.

159 - 2 Tm 3, 16.

160 - Mt 5, 18.

161 - Mt 24, 35.

162 - Cf. Gv 1, 1-3.

163 - Cf. Col 1, 15.

164 - Sal 109, 3.

165 - 2 Cor 8, 9.

166 - Cf. Lc 2, 51.

167 - 1 Cor 15, 28.

168 - Gv 5, 22-23.

169 - Mt 25, 34.

170 - Rm 8, 26.

171 - Rm 8, 27.

172 - Lc 16, 10.

173 - 1 Cor 6, 17.

174 - Mt 6, 10.

175 - Mc 14, 36.

176 - Gv 6, 38.

177 - 1 Cor 3, 16.

178 - Lc 1, 35.

179 - 1 Cor 12, 3.

180 - Rm 8, 15.

181 - 1 Pt 1, 12.

182 - Cf. Sal 144, 18.

183 - Gv 1, 3.

184 - Gv 5, 23.

185 - Gv 17, 21-23.

186 - Gv 14, 21. 23.

187 - 1 Cor 3, 6-8.

188 - Gv 10, 30.

189 - Gv 8, 29.

190 - 1 Cor 15, 10.

191 - Rm 1, 7; 1 Cor 1, 3; 2 Cor 1, 2; Gal 1, 3. Ef 1, 2.

192 - 1 Cor 8, 6.

193 - Mc 10, 18.

194 - Gv 10, 11.

195 - Sal 142, 10.

196 - Lc 6, 45.

197 - Mc 10, 18.

198 - Gv 14, 31.

199 - Gv 10, 30.

200 - Gv 14, 9.

201 - 1 Tm 6, 16.

202 - Es 33, 20.

203 - Gn 1, 26. 27.

204 - Gn 2, 18.

205 - Gn 3, 10-11.

206 - Cf. Gn 18, 1.

207 - Gv 8, 56.

208 - Gn 32, 23.

209 - Gn 32, 30.

210 - Gv 1, 14.

211 - Cf 1 Tm 6, 16.

212 - Cf. Gv 1, 18.

213 - Cf Mt 3, 16; At 2, 3.

214 - Es 3, 14; Ml 3, 6.

215 - Dt 6, 4.

216 - Dt 6, 4.

217 - Sal 4, 3.

218 - 1 Cor 13, 12.

219 - Is 7, 9.

220 - 1 Cor 6, 19. 15.

221 - Dt 6, 4.