Contro il sermone degli ariani: il sermone degli Ariani

Sant'Agostino d'Ippona

Contro il sermone degli ariani: il sermone degli Ariani
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1. Il Signore nostro Gesú Cristo, Dio unigenito, primogenito di tutta la creazione.

2. Costituito dalla volontà di Dio e Padre suo prima di tutti i secoli.

3. Per volontà e comando del Padre mediante il suo potere fece sí che, dal nulla, esistessero tutte le cose del cielo e della terra, le cose visibili e invisibili, i corpi e le realtà spirituali.

4. E prima di fare ogni cosa, fu costituito Dio e Signore di tutto, re e creatore, dotato nella sua natura di prescienza del futuro e nel creare in tutto ligio al mandato del Padre; per volontà e comando del Padre discese dal cielo e venne in questo mondo, come egli stesso dice: Infatti non sono venuto da me stesso, ma Lui mi ha mandato 1.

5. E poiché tra tutti i gradi degli esseri spirituali e razionali, l’uomo sembrava poco meno degli Angeli 2 a causa della natura e della fragilità del suo corpo, affinché non si considerasse vile e disperasse della sua salvezza, il Signore Gesú, onorando la sua creatura, si è degnato di assumere la carne umana; e ha mostrato che l’uomo non è vile, ma prezioso, come sta scritto: Grande e prezioso è l’uomo 3. E perciò l’uomo solo si è degnato di fare erede di suo Padre, e a sé coerede; in modo che ciò che di meno aveva ricevuto nella sua natura, di piú l’ottenesse nell’onore.

6. Dice: Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna 4. Egli, che per volontà del Padre assunse la carne, per volontà e comando paterno visse in un corpo, cosí come egli stesso dice: Sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato 5. Egli per volontà del Padre fu battezzato a trent’anni, per la voce e la testimonianza del Padre fu manifestato 6, e per volontà e comando del Padre predicava il Vangelo del regno dei cieli, come egli stesso dice: Bisogna che io annunzi il Vangelo anche alle altre città; per questo sono stato mandato 7, e: Egli mi ha ordinato che cosa devo dire e annunziare 8. E cosí per volontà e comando del Padre si incamminava con sollecitudine verso la passione e la morte, come egli stesso dice: Padre, passi da me questo calice; però non come voglio io, ma come vuoi tu 9. E lo stesso afferma l’Apostolo quando dice: Si fece obbediente al Padre fino alla morte e alla morte di croce 10.

7. Ed egli, appeso alla croce, per volontà e comando del Padre consegnò nelle mani degli uomini la sua carne umana che aveva preso dalla santa Vergine Maria, e affidò nelle mani del Padre la sua divinità, dicendo: Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito 11. poiché Maria diede alla luce un corpo destinato a morire, mentre Dio immortale generò il Figlio immortale. Dunque la morte di Cristo non rappresenta una menomazione della sua divinità, ma è l’abbandono del suo corpo. Come nella sua nascita dalla Vergine non ci fu la corruzione della sua divinità, ma l’assunzione del corpo, cosí anche nella sua morte non ci fu la passione e il venir meno della sua divinità, ma la separazione della sua carne. Come, infatti, chi strappa un vestito oltraggia colui che è vestito, cosí anche coloro che crocifissero la sua carne, recarono offesa alla sua divinità.

8. Egli, che per volontà e comando del Padre pienamente compí la missione che gli era stata affidata, per volontà e comando del Padre risuscitò il suo corpo dai morti; e con lo stesso corpo, come il pastore con la pecora, il sacerdote con l’offerta, il re con la porpora e Dio con il tempio, fu innalzato alla gloria dal Padre.

9. Egli, che per volontà del Padre è disceso dal cielo e vi è asceso, per volontà e comando del Padre siede alla sua destra, sentendo il Padre che gli dice: Siedi alla mia destra, finché io ponga i tuoi nemici a sgabello dei tuoi piedi 12. Egli, che per volontà e comando del Padre siede alla sua destra, per volontà e comando del Padre verrà alla fine dei tempi, come proclama e dice l’Apostolo: Il Signore stesso a un ordine, alla voce dell’arcangelo e al suono della tromba di Dio, discenderà dal cielo 13. Egli che per volontà e comando del Padre verrà, per volontà e comando del Padre giudicherà tutti con giustizia e darà a ciascuno secondo la sua fede e le sue opere, come egli stesso dice: Il Padre non giudica nessuno, ma ha rimesso ogni giudizio al Figlio. E ancora: Giudico secondo quello che ascolto e il mio giudizio è giusto, perché non cerco la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato 14. Perciò nel giudicare antepone la potenza del Padre e pospone la sua divina dignità e il suo potere, dicendo: Venite, benedetti del Padre mio 15. Dunque, il Figlio è giudice giusto: l’onore e l’autorità sono di chi giudica, le leggi imperiali sono del Padre; come la supplica d’ufficio e la consolazione sono proprie dello Spirito Santo, la dignità del giudice giusto è propria dell’Unigenito di Dio.

10. Dunque, il Figlio è generato dal Padre: lo Spirito Santo è creato attraverso il Figlio.

11. Il Figlio annunzia il Padre, lo Spirito Santo annunzia il Figlio.

12. Il primo e principale compito del Figlio consiste nel rivelare la gloria del Padre; il primo e principale compito dello Spirito Santo consiste nel manifestare ai cuori la dignità di Cristo.

13. Il Figlio è testimone del Padre, lo Spirito è testimone del Figlio.

14. Il Figlio è mandato dal Padre, lo Spirito è mandato dal Figlio.

15. Il Figlio è ministro del Padre, lo Spirito Santo è ministro del Figlio.

16. Il Figlio riceve ordini dal Padre, lo Spirito Santo riceve ordini dal Figlio.

17. Il Figlio è sottoposto al Padre, lo Spirito Santo è sottoposto al Figlio.

18. Il Figlio fa ciò che gli ordina il Padre, lo Spirito Santo dice quello che gli comanda il Figlio.

19. Il Figlio adora e onora il Padre; lo Spirito Santo adora e onora il Figlio, come afferma il Figlio stesso: Padre, io ti ho glorificato sopra la terra, compiendo l’opera che mi hai dato da fare 16. E a proposito dello Spirito Santo dice: Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve lo annunzierà 17.

20. Il Figlio da sé non può fare nulla 18, ma in tutto attende la volontà del Padre. Lo Spirito da sé non parla, ma in tutto attende il comando di Cristo: Non parlerà da sé, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annunzierà le cose future 19.

21. Il Figlio rivolge preghiere per noi al Padre, lo Spirito supplica per noi il Figlio.

22. Il Figlio è immagine viva e vera, propria e degna di tutta la bontà, la sapienza e la potenza del Padre; lo Spirito è manifestazione di tutta la sapienza e potenza del Figlio.

23. Il Figlio non è una parte o una porzione del Padre, ma il proprio e dilettissimo, il perfetto e pieno Figlio unigenito. Lo Spirito non è una parte o porzione del Figlio, ma la prima e principale opera dell’Unigenito di Dio sopra tutte le altre.

24. Il Padre è piú grande di suo Figlio; il Figlio è incomparabilmente piú grande e migliore dello Spirito.

25. Il Padre è Dio e Signore di suo Figlio; il Figlio è Dio e Signore dello Spirito.

26. Il Padre con volontà ferma e impassibile generò il Figlio; il Figlio, senza sforzo o fatica, creò con la sua sola potenza lo Spirito.

27. Il Figlio come sacerdote adora il suo Dio, e da tutti è adorato come Dio e creatore di tutti. Il Padre solo non adora nessuno, perché non ha nessuno né piú grande né suo pari da adorare; a nessuno rende grazie, poiché da nessuno ha ricevuto beneficio; per sua bontà ha concesso che tutti esistessero, cosa che egli non ha avuto da nessuno. Da qui deriva la distinzione delle tre sostanze: Padre, Figlio e Spirito Santo, e la differenza fra le tre realtà: Dio ingenito, Dio unigenito e Spirito avvocato. Il Padre è Dio e Signore di suo Figlio e di tutto ciò che è stato creato, per sua volontà, attraverso la potenza del Figlio. Il Figlio è ministro e sommo sacerdote del Padre suo, e, per volontà del Padre, è Signore e Dio di tutte le sue opere.

28. E come nessuno può arrivare al Padre senza il Figlio, cosí nessuno può adorare in verità il Figlio senza lo Spirito Santo; dunque nello Spirito Santo è adorato il Figlio.

29. Attraverso il Figlio è glorificato il Padre.

30. Compito e cura dello Spirito Santo è santificare e custodire i santi; e non solo santificare gli esseri razionali, come alcuni pensano, ma anche molti esseri irrazionali. E coloro che sono caduti per la loro negligenza, ricondurli alla condizione primitiva; insegnare agli ignoranti, ammonire gli smemorati, convincere i peccatori, esortare i pigri perché pensino alla loro salvezza e agiscano con sollecitudine, condurre gli erranti sulla via della verità, curare gli infermi, limitare la fragilità del corpo con il vigore dell’anima, consolidare nell’amore della pietà e della castità, illuminare tutti; soprattutto concedere a ciascuno la fede e la carità, in rapporto al desiderio e alla diligenza, alla sincerità e alla semplicità della mente, alla misura della fede e all’importanza della relazione, distribuire la grazia secondo l’utilità e collocare ciascuno nell’occupazione e nel genere di vita a cui è adatto.

31. Lo Spirito è distinto dal Figlio per natura e condizione, grado e volontà, dignità e potestà, forza e opera; cosí anche il Figlio, Dio unigenito, è distinto dal Dio ingenito per natura e condizione, grado e volontà, divina dignità e potestà.

32. Dunque, è impossibile che siano una sola e medesima cosa il Padre e il Figlio, colui che genera e colui che nasce, colui che è testimoniato e colui che testimonia, il piú grande e colui che confida nel piú grande, colui che siede e sta alla destra e colui che ha dato l’onore di tale seggio, colui che è stato mandato e colui che ha mandato; tanto meno possono essere una sola e medesima cosa il discepolo e il maestro, come egli stesso ha insegnato dicendo: Come mi ha insegnato il Padre, cosí io parlo 20; e neppure il somigliante e l’imitatore e colui a cui si somiglia e che si imita; né colui che prega e colui che esaudisce; né colui che rende grazie e colui che benedice; né colui che riceve l’ordine e colui che lo dà, né il ministro e colui che comanda, né il supplice e il sovrano, né il suddito e il superiore, né il primogenito e il sempiterno, né l’unigenito e l’ingenito, né il sacerdote e Dio.

33. Ma Dio, che è senza principio, aveva prescienza che sarebbe stato padre di suo figlio, l’unigenito di Dio; invece non ebbe mai prescienza che egli sarebbe stato Dio, poiché è ingenito, né mai cominciò ad avere prescienza o semplicemente a conoscere. Cosa è infatti la prescienza se non la conoscenza del futuro? Il Padre, poi, generando il Figlio è chiamato Padre dallo stesso Figlio; e poiché il Figlio lo ha rivelato, tutti i cristiani lo conoscono come Dio e Padre dell’unigenito di Dio, e si è manifestato piú grande del grande e piú buono del buono.

34. E se gli homousiani affermano che il nostro Salvatore per umiltà ha detto tutte queste cose sulla prescienza del Padre e sulla sua sottomissione, noi cristiani invece crediamo che ha detto tutto questo perché il Padre lo ha ordinato e il Figlio ha obbedito; affermiamo che gli eretici sono confutati e ripresi dalle loro stesse affermazioni. Se infatti si è umiliato, la stessa umiltà dimostra la sua obbedienza; inoltre, la stessa obbedienza rende manifesta l’esistenza di un essere superiore, di uno che sussiste e di uno che è sottomesso, come dice l’Apostolo: Umiliò se stesso facendosi obbediente al Padre fino alla morte 21. E la sua stessa umiltà è verità, non falsità. Quale saggio e quando si è adoprato per umiliarsi, a meno che non avesse qualcuno piú grande e migliore al quale affrettarsi a piacere con la sua umiltà? E io faccio sempre le cose che gli sono gradite 22. Nato infatti una volta prima di tutti i secoli per volontà di Dio, compie ogni cosa per sua volontà. Se poi si è umiliato e ha mentito (sia lungi da noi questo pensiero) e se la verità mente (cosa impossibile), dove cercheremo la verità? Ma la verità né mente né cambia, perché per questo è venuto, per insegnare la verità; egli non è dottore di ignoranza ma maestro di verità, come egli stesso afferma: Non fatevi chiamare maestri sulla terra, poiché uno solo è il vostro maestro, il Cristo 23. Se poi diranno che per la sua incarnazione si è umiliato sulla terra e ha detto questo a causa degli uomini, mostreremo loro le testimonianze piú grandi e piú ferme che si trovano nelle Scritture a proposito della sottomissione del Figlio, delle quali si parla nel Vangelo. Poi, se si umiliava sulla terra a causa degli uomini, e non in quanto Figlio obbediente e sottomesso che ossequia il Padre suo con incomparabile diletto e con rendimento di grazie, dato che è sublime nella potestà tanto quanto è umile nell’obbedienza, perché, prima di assumere la carne, ha dato ascolto al comando? E perché, ora che siede alla destra di Dio, intercede per noi 24? Ed esistendo in un corpo sopra la terra, perché prometteva che in cielo avrebbe pregato il Padre, dicendo: Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro avvocato 25? E se ancora per la durezza e la cecità del loro cuore non volessero credere a tutte queste cose e osassero affermare che tutto ciò è stato fatto per umiltà, dopo la fine del mondo, se non si sapesse sottomesso e obbediente per natura e volontà, perché si umilierebbe, quando l’umiltà a causa degli uomini non è necessaria? E poi dopo la fine del mondo, quando tutto gli sarà stato sottomesso 26, poiché ora per natura tutto è sottomesso, come la creatura al Creatore, ma vedranno che non tutto gli è sottomesso volontariamente a causa del libero arbitrio; nel giorno del giudizio, invece, quando nel nome di Gesú ogni ginocchio si piegherà nei cieli, sulla terra e sotto terra e ogni lingua proclamerà a tutti che Gesú Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre 27, allora ogni cosa gli sarà sottomessa per sempre, per volontà e per natura, ed egli dopo la sottomissione di tutt, rimanendo in quella sottomissione e carità in cui sempre si è mantenuto, come Figlio si sottometterà a Colui che gli ha sottomesso ogni cosa. Nessun cristiano che ascolta ignora che la fede viene dalla predicazione e la predicazione a sua volta si attua per la parola di Cristo 28. Affinché Dio sia tutto in tutti, mantenendo sempre la monarchia e la potestà su tutto, al quale la gloria e l’onore, la lode e il rendimento di grazie, per l’unigenito suo Figlio Signore e Salvatore nostro, nello Spirito Santo, ora e per tutti i secoli dei secoli. Amen.


Note:




 

1 - Gv 8, 42.

2 - Cf. Sal 8, 6.

3 - Prv 20, 6, sec. LXX.

4 - Gal 4, 4.

5 - Gv 6, 38.

6 - Cf. Lc 3, 21-23.

7 - Lc 4, 43.

8 - Gv 12, 49.

9 - Mt 26, 39.

10 - Fil 2, 8.

11 - Lc 23, 46.

12 - Sal 109, 1.

13 - 1 Ts 4, 15.

14 - Gv 5, 22, 30.

15 - Mt 25, 34.

16 - Gv 17, 4.

17 - Gv 16, 14.

18 - Cf. Gv 5, 19.

19 - Gv 16, 13.

20 - Gv 8, 28.

21 - Fil 2, 8.

22 - Gv 8, 29.

23 - Mt 23, 10.

24 - Cf. Rm 8, 34.

25 - Gv 14, 16.

26 - Cf. 1 Cor 15, 28.

27 - Cf. Fil 2, 10-11.

28 - Cf. Rm 10, 17.




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