Fondamenti della cattolica religione per cura del sacerdote Giovanni Bosco

San Giovanni Bosco

Fondamenti della cattolica religione per cura del sacerdote Giovanni Bosco
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I. Idea generale della vera religione.

 

            D. Che cosa s'intende per religione?

            R. Per religione s'intende una virtù, ovvero una serie d'azioni buone, con cui l'uomo rende a Dio l'ossequio e l'onore a lui dovuto.

            D. Come deve l'uomo praticare la religione?

            R. L'uomo deve praticare la religione col credere le verità da Dio rivelate, e coll'osservare la sua santa legge; cioè coll'esatto adempimento dei comandamenti di Dio e della Chiesa dal medesimo Iddio stabilita.

            D. A chi fu rivelata la vera religione? {505 [505]}

            R. La vera religione fu primieramente da Dio rivelata ad Adamo, che fu il primo uomo del mondo; quindi dallo stesso Dio, e talvolta col ministero degli Angeli, venne rivelata ai santi Patriarchi che la praticarono, ai Profeti, i quali coi loro miracoli dimostrarono che erano da Dio inspirati. Imperciocchè Dio solo è autore de'veri miracoli, nè li può fare o concedere che altri li faccia in prova dell'errore e della menzogna. Gli uni e gli altri confermarono questa rivelazione con profezie, cioè con predizioni riguardanti l'avvenire, che esattamente si avverarono; solamente Iddio sa l'avvenire, e può rivelarlo agli uomini.

 

 

II. Una sola è la vera religione.

 

            D. Le varie religioni, che si praticano nel mondo, possono essere egualmente vere?

            R. No certamente, perchè la verità è sempre una sola, e non può trovarsi in cose opposte. Ora le varie religioni insegnando cose diverse, le une contrarie ed opposte alle altre, ne deve perciò derivare {4 [506]} che una sola debba essere la vera religione, e tutte le altre appartenere a credenze erronee, e che chi le professa segua l'errore sia fuori della via della salvezza.

            D. Portate qualche similitudine?

            R. Siccome quello che è nero non può essere bianco, le tenebre non chiamansi luce, il giorno non può essere la notte; così quando una credenza è opposta ad un'altra, o l'una o l'altra deve trovarsi nell'errore.

            D. Ci sono i Maomettani, i Protestanti cioè i Calvinisti, i Luterani e gli Evangelisti, ed avvi la Chiesa cattolica, romana; in quale di queste società noi possiamo con certezza trovare la vera religione?

            R. Noi possiamo soltanto trovare la vera religione nella Chiesa cattolica, romana.

            D. Datene la ragione?

            R. Noi possiamo solamente trovare la vera religione nella Chiesa cattolica, romana, perchè essa sola conserva intatta la divina rivelazione, essa sola fu fondata da Gesù Cristo vero Dio e vero uomo, propagata dagli Apostoli, e dai loro successori sino ai nostri giorni; motivo per cui essa sola presenta i caratteri della divinità. {5 [507]}

            D. Quali sono i caratteri mediante i quali noi possiamo con certezza conoscere la vera Chiesa di Gesù Cristo?

            R. I veri caratteri che ci fanno con certezza conoscere la divinità della Chiesa di Gesù Cristo sono quattro: cioè Una, Santa, Cattolica, Apostolica.

            La vera Chiesa deve essere Una, perchè essendovi un solo vero Dio, una sola fede, un solo battesimo, non può esservi che una sola vera Chiesa. Santa, perchè deve essere fondata e governata da Dio fonte di ogni santità; insegnare cose sante per condurre gli uomini alla santità ed alla salvezza eterna.

            Cattolica, ossia universale, perchè deve professare tutta la dottrina di Gesù Cristo e secondo le parole dello stesso divin Salvatore dilatarsi in tutto il mondo, abbracciare i fedeli di tutti i tempi e di tutti i luoghi, e durare visibile sino alla consumazione dei secoli.

            Apostolica, vale a dire insegnare e credere tutto ciò che hanno insegnato e creduto gli Apostoli da Gesù Cristo inviati a predicare il Vangelo a tutte le creature, e che coloro i quali attualmente l'amministrano {6 [508]} siano realmente successori degli Apostoli. La Chiesa che ha questi quattro caratteri è senza dubbio la Chiesa di Gesù Cristo.

            D. Quale è la Chiesa che presenta questi quattro caratteri della Divinità?

            R. La Chiesa Romana è la sola, che possa con certezza presentare questi caratteri della Divintà, imperciocchè essa sola:

            1. È Una, perchè tutti i veri Cattolici, anche sparsi per le varie parti del mondo, nei più lontani paesi della terra professano una medesima fede, una medesima dottrina, e dipendono tutti da un solo capo che è il Romano Pontefice, il quale, a guisa di Padre amorevole ed universale, regola e governa tutta la cattolica famiglia.

            2. È Santa per la santità del suo Capo e suo fondatore, che è Gesù Cristo; è santa la fede e la legge che professa; santi sono i sacramenti che pratica; molti santi con luminosi miracoli la illustrarono in ogni tempo; più milioni di martiri da Dio confortati sparsero il loro sangue in testimonianza della Divinità di questa medesima Chiesa.

            3. La Chiesa romana è Cattolica, cioè {7 [509]} Universale, perchè si estende a tutti i luoghi, a tutti i tempi, abbraccia e professa tutta la dottrina di Gesù Cristo. Esso promise che il suo Vangelo sarebbe predicato per tutta la terra, e noi vediamo che la Romana Chiesa in tutto il mondo ha dei figli, i quali strettamente uniti col Papa professano la dottrina di Gesù Cristo, che si predicò e si va predicando nei più lontani paesi della terra.

            La medesima romana Chiesa si estende a tutti i tempi, perchè in tutti i tempi, in mezzo alle più sanguinose persecuzioni fu sempre conosciuta a guisa di società visibile di fedeli riuniti nella medesima fede, sotto alla condotta di un medesimo Capo, il Romano Pontefice, il quale, come Padre di una gran famiglia, guidò pel passato, e guiderà per l'avvenire tutti i buoni credenti pel sentiero della verità sino alla fine dei secoli.

            4. La Chiesa romana è Apostolica, perchè crede ed insegna tutto ciò che gli Apostoli hanno creduto ed insegnato, ed ha per capi e pastori i successori degli Apostoli. La testimonianza di diciannove secoli mostra ad evidenza, che Gesù Cristo ha stabilito {8 [510]} san Pietro Capo della Chiesa, ed egli cogli altri Apostoli hanno propagata la dottrina del Vangelo per tutto il mondo. A s. Pietro succedettero altri Sommi Pontefici, i quali senza interruzione governarono la Chiesa fino ai nostri giorni. Agli altri Apostoli succedettero i Vescovi, i quali in ogni tempo ed in ogni luogo formarono un solo ovile, riconoscendo solo Gesù Cristo per Pastore Supremo e Capo invisibile, ed il Pontefice di Roma per supremo Pastore e Capo visibile. Tutte le volte che qualcuno osò insegnare massime contrarie agli ammaestramenti della Chiesa romana tosto vennero di comune accordo condannate dai Papi e dai Vescovi come contrarie al Vangelo ed a quanto insegnò lo stesso Gesù Cristo. Questa prerogativa della romana Chiesa è consolantissima per noi Cattolici. Imperocchè la sola nostra Chiesa cominciando dal Regnante Pio IX rimonta da un Papa all'altro senza alcuna interruzione sino a s. Pietro Principe degli Apostoli, e stabilito Capo della Chiesa da Gesù Cristo medesimo. {9 [511]}

 

 

III. Le Chiese degli Eretici non hanno i caratteri della Divinità.

 

            D. Le Chiese de'Valdesi o de'Protestanti non possono avere i caratteri della vera Chiesa?

            R. La Chiesa de'Valdesi e de'Protestanti e di tutti gli altri eretici non possono avere i caratteri della vera Chiesa.

            1. Non sono Una, perchè non hanno la medesima fede, nè la medesima dottrina, nè uno stesso capo. Anzi è difficile trovar due ministri di una medesima setta eretica, i quali vadano d'accordo sopra i punti principali di loro credenza. Quindi ne avvengono continue divisioni in cose di massima importanza. La sola Chiesa protestante, non molto dopo la sua fondazione, era già divisa in più di dugento sette. In esse alcuni ammettono la messa; ed altri la disprezzano; alcuni credono a sette sacramenti, altri cinque, chi tre, chi due, chi nessuno. Dove in mezzo a tante contraddizioni si può avere unità di fede? {10 [512]}

            2. Non sono Sante, perchè rigettano tutti od in parte i sacramenti, da cui solo deriva la vera santità; professano più cose contrarie al Vangelo, ripugnanti a Dio medesimo. In tutte le vite degli eretici, degli increduli, degli apostati, non si può citare un santo, e neppure un miracolo. Che anzi i principali autori delle sette si deturparono con vizi e delitti. Calvino e Lutero asserivano fin dai loro tempi, che i cattolici erano assai migliori dei riformati. Ed Erasmo, caldo promotore del protestantesimo, ebbe a dire che tutti gli uomini illustri della Riforma, ben lungi dal far miracoli; non hanno nemmeno potuto guarire un sol cavallo zoppo.

            3. Non sono Cattoliche, perchè sono ristrette in alcuni luoghi ed in questi luoghi medesimi cangiano la loro dottrina a seconda dei tempi. Neppure sono Cattoliche riguardo al tempo, giacchè, paragonate alla Religione cattolica, contan pochi secoli di esistenza. Prima di Enrico VIII non si era mai parlato di Anglicanismo; prima di Pietro Valdo niuno mai nominò i Valdesi; prima di Calvino e Lutero non si era mai menzionato protestantesimo o riforma, luteranismo {11 [513]} o calvinismo. In generale tutte le eresie cominciarono ad essere nominate od esistere all'epoca dei loro fondatori; niuna si estende fino a Gesù Cristo.

            4. Non sono Apostoliche, perchè non professano anzi rigettano molte cose dagli Apostoli credute ed insegnate. Niuna delle società eretiche può vantare i suoi successori fino agli Apostoli. Finalmente non sono unite al Romano Pontefice che è successore di s. Pietro, Capo e Principe degli Apostoli.

            D. Non c'è diversità tra la dottrina della Chiesa cattolica d'oggidì, e la dottrina di Gesù Cristo che gli Apostoli predicarono?

            R. No: non c'è alcuna diversità. Imperocchè coloro che hanno letto, studiato e confrontato la dottrina che insegna la Chiesa cattolica oggidì poterono ad evidenza convincersi che le verità predicate da Gesù Cristo e dagli Apostoli sono quelle stesse, che si predicarono in tutti i tempi, e si predicano presentemente nella Chiesa cattolica, apostolica, romana.

            D. Quale conseguenza si deduce da quanto qui si espose?

            R. Per noi cattolici si ricavano consolantissime conseguenze. La Chiesa cattolica {12 [514]} ha sempre condannato ogni cosa contraria al Vangelo, di mano in mano si palesava fra i cristiani, e fu sempre difesa e professata la medesima dottrina senza che un Papa lasciasse rivivere una massima condannata da un suo antecessore, nè mettesse in dubbio alcuna verità per loro avanti proclamata. Ora la condanna costante dell'errore e la proclamazione delle stesse verità dal regnante Pontefice fino a Gesù Cristo, ci dà, per così dire, nelle mani il santo Vangelo, puro ed intiero come Gesù Cristo medesimo lo ha insegnato, e come gli Apostoli l'hanno predicato per tutta la terra.

            D. Fuori della Chiesa cattolica, apostolica, romana si può aver salute?

            R. No. Fuori di questa Chiesa niuno può salvarsi. Nella maniera che quelli i quali non furono nell'Arca di Noè, dice s. Girolamo, perirono nel diluvio, così perisce inevitabilmente colui che si ostina di vivere e morire separato dalla Chiesa cattolica, apostolica, romana, unica Chiesa di Gesù Cristo, sola conservatrice della vera religione. {13 [515]}

 

 

IV. La Chiesa degli Eretici non è la Chiesa di Gesù Cristo.

 

            D. Non può darsi che gli Ebrei, i Maomettani, i Valdesi, i Protestanti, cioè i Calvinisti ed i Luterani, e simili, quantunque non siano nella Chiesa cattolica, apostolica, romana, tuttavia abbiano la vera religione?

            R. Tutti costoro non hanno la vera religione, perchè non la ricevono dalla Chiesa cattolica, sola vera Chiesa di Gesù Cristo, unica depositaria della verità e legittima interprete della dottrina del suo Divino Maestro.

            D. Qual è il più grande errore degli Ebrei?

            R. Il più grande errore degli Ebrei consiste in ciò che essi aspettando ancora la venuta del Messia, non credono a Gesù Cristo, nè al santo Vangelo.

            D. Che cosa devono fare gli Ebrei per potersi salvare?

            R. Gli Ebrei per potersi salvare devono {14 [516]} riconoscere Gesù Cristo per Messia, ricevere il santo Battesimo, quindi osservare i comandamenti di Dio e della Chiesa.

            D. Chi è il Capo della religione Maomettana?

            R. Maometto, il quale disseminò i suoi errori sul principio del secolo settimo dell'Era Cristiana.

            D. Chi è il Capo dei Valdesi, i quali in gran numero vivono nella valle di Luserna vicino a Pinerolo?

            R. Il Capo dei Valdesi è Pietro Valdo, negoziante di Lione. Egli diede principio all'erronea sua dottrina verso la metà del secolo decimoterzo.

            D. E vero che la dottrina dei Valdesi è stata sempre la stessa dal tempo degli Apostoli infino a noi?

            R. È falsissimo per ogni verso. Prima di Pietro Valdo mai non ne fu parola nel mondo. Dopo Pietro Valdo si cambiò nuovamente coll'adottare che essa fece gli errori di Viclefo e di Huss. Nel secolo decimosesto poi degenerò in Calvinismo, ed ai nostri giorni i così detti Valdesi sono verissimi Protestanti per quanto si chiamino Evangelici o Barbetti. {15 [517]}

            D. Chi sono i capi dei Protestanti?

            R. I capi dei Protestanti sono Calvino e Lutero, vissuti alla metà del secolo decimosesto. Calvino, chierico simoniaco, fu condannato a grave pena per un delitto ignominioso. Lutero, frate apostata che uscì dal convento, commise i più gravi disordini fra cui quello di sposare una monaca legata dai voti, mentre egli pure era legato da voti solenni e perpetui.

            D. Questi uomini, Maometto, Pietro Valdo, Calvino e Lutero diedero segni di essere da Dio mandati?

            R. Costoro erano uomini non mandati da Dio, non fecero alcun miracolo, nè in loro si avverò alcuna profezia. Propagarono i loro errori e le loro superstizioni colla violenza e col libertinaggio. Religione che scioglie il freno a tutti i vizi, apre la strada a tutti i disordini. Cosicchè si possono chiamare non invitati da Dio, ma da Satana a predicare e diffondere l'empietà fra gli uomini.

            D. Dunque costoro non sono nella Chiesa di Gesù Cristo?

            R. Costoro non avendo per Capo Gesù Cristo, non possono appartenere alla sua {16 [518]} Chiesa, ma, come insegna s. Girolamo, appartengono alla Sinagoga dell'Anticristo, cioè ad una Chiesa opposta a quella di Gesù Cristo.

 

 

V. Del Capo della Chiesa cattolica.

 

            D. Chi è il Capo della Chiesa cattolica?

            R. Il fondatore, il Capo invisibile di tutta la Chiesa è Gesù Cristo, il quale dopo aver deputato s. Pietro a governarla assicurò che egli l'avrebbe assistita dal cielo sino alla fine dei secoli. Ecce ego vobiscum sum omnibus diebus usque ad consummationem saeculi.

            D. Chi è il Capo visibile della Chiesa?

            R. Il Capo visibile della Chiesa è il Sommo Pontefice detto comunemente il Vicario di Gesù Cristo.

            D. Il Romano Pontefice da chi è stabilito Capo della Chiesa?

            R. Il Romano Pontefice è stato stabilito Capo Supremo della Chiesa nella persona di s. Pietro dal medesimo Gesù Cristo.

            D. Con quali parole Gesù Cristo stabilì s. Pietro Capo della Chiesa? {17 [519]}

            R. Gesù Cristo stabilì s. Pietro Capo e fondamento della Chiesa con queste parole:

            Tu sei Pietro e sopra questa pietra edificherò la mia Chiesa, e le porte dell'inferno non potranno mai prevalere contro di essa (S. Matteo 16).

            D. Che parte ha dunque s. Pietro nella Chiesa?

            R. S. Pietro nella Chiesa opera quello che fanno le fondamenta in un edifizio. Ogni parte di un edifizio che non appoggi sopra le fondamenta non può reggersi e rovina certamente. Così ogni credenza, ogni auto¬rità, ogni Chiesa che non riconosca l'autorità di Pietro e non sia alla medesima ubbidiente non appartiene più alla Chiesa di Gesù Cristo, perchè non è appoggiato sopra il vero fondamento della Chiesa, che, come dice s. Paolo, è quella grande colonna sopra cui appoggia ogni verità. Ecclesia Dei est columna et firmamentum veritatis.

            D. Quale autorià diede il Salvatore a san Pietro?

            R. G. C. diede a s. Pietro un'autorità assoluta, che suole denominarsi Primato di onore e di giurisdizione, in forza di cui egli può comandare e proibire tutto ciò {18 [520]} che giudica opportuno pel nostro bene spirituale ed eterno.

            D. Con quali parole G. C. diede tale autorità al Capo della Chiesa?

            R. Gesù Cristo diede tale autorità al Capo della Chiesa colle parole dette a san Pietro: Tutto ciò che tu scioglierai in terra sarà anche sciolto nei cieli; e tutto ciò che legherai in terra sarà anche legato nei cieli (Matt. 16).

            D. Che cosa significano le parole Primato d'onore e di giurisdizione del Romano Pontefice?

            R. Le parole Primato d'onore e di Giurisdizione significano che il Romano Pontefice nella Chiesa ha un potere assoluto sopra tutti i cristiani siano laici, siano preti, vescovi, di qualunque grado o condizione, e che tutti devono sottomettersi alle sue proibizioni ed a'suoi comandi, da lui dipendere se vogliono essere sicuri di appartenere alla Chiesa di Gesù Cristo, che, come dice s. Gerolamo, è l'unica Arca di salvamento.

            D. I Principi, i Re e gli altri potentati della terra sono anche soggetti al Romano Pontefice? {19 [521]}

            R. I Principi, i Re e tutti i potenti della terra, fossero anche padroni di tutto il mondo, devono sottomettersi al Sommo Pontefice, se vogliono appartenere alla vera Chiesa e salvarsi l'anima; perchè l'autorità di costoro è tutta temporale, e in faccia alla religione essi sono semplici fedeli obbligati, come gli altri, di ubbidire al Capo della religione.

            D. Con quali parole G. C. diede questo Primato a s. Pietro?

            R. G. C. diede a s. Pietro questo Primato colle parole già esposte e specialmente con quelle parole che leggiamo nel Vangelo di s. Giovanni al capo XXI.

            Dopo la sua gloriosa risurrezione il Salvatore comparve a'suoi discepoli sul lago di Genezaret è preso con loro alquanto di cibo, per meglio assicurargli della realtà del suo risorgimento, si volse a Pietro e gli disse: Simone figliuolo di Giovanni, mi ami tu? Signore, rispose Pietro, Voi ben sapete che io vi amo. Gesù soggiunse: Pascola i miei agnelli. Il Signore replicò: Simone figliuolo di Giovanni, mi ami tu? Signore, rispose tosto Pietro, Voi ben sapete che io vi amo. {20 [522]}

            Gesù ripigliò ancora: Simon Pietro, mi ami tu più di costoro? Pietro nel vedersi interrogato la terza volta sopra il medesimo punto rimase conturbato. In quel momento gli ritornarono a mente le promesse fatte altra volta, e che egli aveva violate, e temeva che Gesù Cristo non credesse alle sue proteste, quasi volesse già predirgli altre negazioni. Pertanto con tutta umiltà rispose: Signore, voi sapete tutto, il mio cuore è tutto aperto a voi, e perciò voi sapete altresì che io vi amo. Cioè Pietro era sicuro in quel punto della sincerità de'suoi affetti, ma non lo era egualmente per l'avvenire. Gesù che conosceva il suo desiderio di amarlo e la schiettezza de'suoi affetti, lo confortò dicendo: Pascola le mie pecore.

            D. Che cosa fece Gesù con queste parole?

            R. Con queste parole Gesù Cristo costituì s. Pietro Principe degli Apostoli e pastore universale della Chiesa e di ciascuno dei cristiani, imperocchè gli agnelli qui significano tutti i fedeli cristiani sparsi nelle varie parti del mondo che devono essere sottomessi al Capo della Chiesa, siccome fanno gli agnelli al loro pastore. Le pecore poi significano i vescovi e gli altri sacri ministri, {21 [523]} i quali danno bensì il pascolo della dottrina di Gesù Cristo ai fedeli cristiani ma sempre d'accordo, sempre uniti e sempre sottomessi al Sommo Pastore della Chiesa, che è il Romano Pontefice, Vicario di Gesù Cristo sopra la terra.

            D. Questa dottrina fu sempre così creduta dai cattolici?

            R. I cattolici di tutti i tempi appoggiati sopra queste parole di Gesù Cristo hanno sempre creduto come verità di fede che san Pietro fu costituito da Gesù Cristo suo Vicario in terra e Capo supremo visibile della Chiesa e che ricevette da lui la pienezza di autorità sopra gli altri Apostoli e sopra tutti i fedeli. Egli è poi cosa chiara che l'autorità di Pietro doveva durare quanto la Chiesa cioè sino alla fine dei secoli, che certo il fondamento deve durare quanto l'edifizio che vi sta sopra, e che perciò dopo di lui essa doveva passare nei suoi successori, i quali sono i Romani Pontefici. {22 [524]}

 

 

VI. Dell'infallibilità pontificia.

 

            D. Qual è la prerogativa più importante dell'autorità dei Romani Pontefici?

            R. La prerogativa più importante e nel tempo stesso pei cattolici la più consolante dell'autorità del Romano Pontefice è la sua infallibilità.

            D. Che cosa vuol dire infallibilità pontificia?

            R. Infallibilità pontificia vuol dire che il Capo della Chiesa nel giudicare delle cose riguardanti la fede ed ai costumi è infallibile, cioè non può cadere in errore, quindi nè ingannare gli altri, nè ingannare se stesso.

            D. Dove è contenuta la dottrina dell'infallibilità pontificia?

            R. La dottrina dell'infallibilità pontificia si recava dal Vangelo, e segnatamente dal capo 22 del Vangelo di s. Luca dove il Salvatore dice a s. Pietro: Ho pregato per te, o Pietro, affinchè la tua fede non venga mai meno, e tu quando ti sarai riavuto {23 [525]} dalla tua caduta conferma nella fede i tuoi fratelli.

            D. Che cosa devesi osservare in questi detti del Salvatore?

            R. In questi detti del Salvatore dobbiamo specialmente notare tre cose:

            1. Il Salvatore pregò per s. Pietro affinchè la sua fede non venisse meno; e siccome niuno oserà mettere in dubbio che la preghiera del Salvatore non ottenga il suo effetto, così niuno oserà mettere in dubbio, anzi ognuno crederà fermamente che non sarà per mancare la fede di Pietro che perciò è infallibile.

            2. Che Pietro è incaricato di confermare nella fede non solamente i semplici cristiani, ma i suoi stessi fratelli cioè gli Apostoli e tutti i vescovi loro successori.

            3. Quando Pietro nella persona dei Papi suoi successori proclama una sentenza intorno a questioni di fede o di costumi, noi dobbiamo crederla come verità rivelata da Dio, sebbene quella definizione non sia ancora stata approvata da alcun Concilio o dai vescovi separatamente o radunati.

            D. Quale fu la dottrina dei cattolici intorno a questa verità? {24 [526]}

            R. Fu in tutti i tempi e da tutti i cattolici costantemente creduto all'infallibilità del successore di s. Pietro, del Vicario di Gesù G. I Romani Pontefici esercitarono sempre questa autorità suprema nelle controversie religiose, e tutti i veri cattolici hanno rispettosamente accolte le loro dichiarazioni, quali verità da non più mettersi in discussione, come se fossero uscite dalla bocca dello stesso divin Salvatore, di cui sono Vicarii sopra la terra; ma non fu mai definita verità di fede fino al Concilio Vaticano.

            D. Se tutti i fedeli già credevano alla infallibilità del Sommo Pontefice, che necessità vi era di definirla?

            R. Non vi sarebbe stata nessuna necessità se non fossero sorti alcuni eretici ad impugnarla, come i Giansenisti: se dalla mancanza di una espressa definizione non avessero presa occasione di porla in dubbio alcuni cattolici male avvisati. E però come la Chiesa defini la divinità di Cristo nel Concilio di Nicea, benchè fosse da tutti i cattolici creduta, perchè Ario aveva osato impugnarla; come il Concilio di Trento definì tante altre verità, che erano comuni {25 [527]} nella Chiesa, perchè Lutero le aveva negate; così per premunire i fedeli il Concilio Vaticano definì l'infallibilità pontificia, perchè da alcuni rivocata in dubbio o apertamente negata.

            D. Come è concepita questa definizione?

            R. Questa definizione venne proclamata ed approvata nel Concilio Vaticano il 18 luglio 1870 da oltre settecento vescovi presieduti dallo stesso Romano Pontefice, con queste parole: «Noi definiamo che il Romano Pontefice, quando parla ex cathedra, ossia adempiendo l'ufficio di pastore e di maestro di tutti i cristiani, per la sua suprema autorità apostolica definisce qualche dottrina della fede e dei costumi da tenersi da tutta la Chiesa, a cagione della divina assistenza a lui promessa nella persona del B. Pietro, gode della stessa infallibilità, della quale il divin Redentore volle fornire la sua Chiesa nel definire le dottrine della fede e dei costumi. Perciocchè queste definizioni del Romano Pontefice sono per se stesse, e non, pel consenso della Chiesa, irreformabili. Che se alcuno oserà contraddire a questa nostra definizione, che Iddio ce ne guardi, sia anatema.» {26 [528]}

            D. Questa infallibilità si estende a tutte le azioni, a tutte le parole del Sommo Pontefice?

            R. No: quando chiamiamo il Papa infallibile lo consideriamo non come cittadino, non come sacerdote, o vescovo, nè come sovrano: ma soltanto quando come Papa, Capo della Chiesa, tratta di cose riguardanti alla fede ed ai costumi e intende di obbligare tutti i fedeli cristiani.

            D. In queste definizioni il Papa fa nuovi dommi?

            R. In queste definizioni nè il Papa, nè la Chiesa fanno nuovi dommi, ma dichiarano soltanto che quella verità fu veramente rivelata da Dio, contenuta nella parola di Dio scritta che è la Sacra Bibbia, e nella parola orale che è la tradizione.

            D. Recate un esempio?

            R. Per esempio dalla Chiesa fu costantemente creduto che la Santa Vergine sia stata concepita senza colpa originale, ma non erasi mai definito come verità di fede. Finalmente il S. P. il giorno 8 dicembre 1854 definì che tale credenza era appoggiata sopra la Sacra Scrittura, sopra la tradizione, e perciò doversi credere e tenere per verità {27 [529]} di fede. Da allora in poi fu tolto ogni dubbio, nè più fu permesso ad alcuno disputare contro, anzi ciascuno rimase obbligato ad annoverare quella definizione fra i dogmi di nostra santa religione.

 

 

VII. Vantaggi della definizione della infallibilità pontificia.

 

            D. Quali vantaggi porta ai cattolici la definizione dell'infallibilità pontificia?

            R. La definizione dell'infallibilità pontificia porta con sè molti vantaggi. I principali sono cinque:

            1. Essa circondò di nuovo splendore la veneranda persona del Sommo Pontefice, e per conseguenza tutta la famiglia cristiana, essendo naturale che l'onore del padre si rifonda sui figli.

            2. Somministrò un mezzo più spedito per sciogliere le questioni religiose, e condannare gli errori contrari alla fede. Diffatto prima di questa definizione per isciogliere le questioni di religione, con autorità infallibile e condannare gli errori, secondo {28 [530]} alcuni era necessaria la sentenza di un concilio generale o di tutta la Chiesa insegnante dispersa. Le quali due cose essendo sempre assai difficili ad aversi, ne seguiva per molto tempo nei fedeli l'incertezza nel credere a certe verità, ed il pericolo di abbracciare l'errore. Ma ora dalla Chiesa universale essendo stato proclamato infallibile il Romano Pontefice, viene assai più prontamente da lui dichiarata la verità e condannato l'errore.

            3. Assicura i fedeli che credendo e facendo quello che il Papa propone a credere e ad operare, essi sono dalla Chiesa universale assicurati che non potranno errare giammai, e che credono ed operano quello che vuole Dio stesso.

            4. Giova agli stessi sovrani, e a tutta la civile società; poichè la parola infallibile del Pontefice facendo udire più autorevolmente agli uomini l'obbligo di star soggetti ai principi della terra, e, condannando la ribellione contro ai medesimi, il Papato diventa di sua natura il più valido sostegno dei loro troni e della pubblica quiete.

            5. E vantaggiosa agli stessi eretici, perchè proclamato il Papa per giudice e maestro {29 [531]} infallibile, scompare ogni pericolo di discordia e contraddizioni religiose. Essi devono sentirsi come attratti a rientrare nel seno della Chiesa cattolica, dove trovano quella regola certa di fede invano cercata nell'eresia. Perciocchè mancando tra gli eretici un'autorità suprema infallibile, e potendo ognuno credere come gli pare e piace, tutto è dubbio ed incertezza desolante nelle cose più essenziali per l'eterna salute. Ma non così nella Chiesa cattolica[1].

            D. Che, cosa rispondere a quelli che dicono essere alcuni Papi caduti in errore?

            R. A questa asserzione si deve negare assolutamente e rispondere, o che i fatti addotti sono calunnie inventate contro ai Papi; o che si riferiscono a cose non riguardanti la fede. Tutti quelli che hanno tutto studio profondo ed imparziale sulla sulla storia ecclesiastica convengono che queste asserzioni sono false; e chi insegna diversamente cerca di ingannare.

            D. Che male farebbe chi negasse l'infallibilità pontificia? {30 [532]}

            R. Chi negasse l'infallibilità pontificia dopo la definizione del Concilio Vaticano commetterebbe una grave disubbidienza alla Chiesa, e se fosse ostinato nel suo errore diverrebbe eretico e non apparterrebbe più alla Chiesa di Gesù Cristo, e noi dovremmo fuggirlo come eretico. Chi non ascolta la Chiesa, dice il Vangelo, abbilo come gentile e pubblicano cioè scomunicato.

 

 

VIII. Una risposta ai protestanti.

 

            D. Che cosa rispondere quando i protestanti dicono: Noi crediamo a Cristo ed al Vangelo, perciò siamo nella vera Chiesa?

            R. Quando i protestanti parlano così, noi dobbiamo loro rispondere: voi, o protestanti, dite di credere a Gesù Cristo e al Vangelo, ma non è vero, perchè non credete a tutto quello, che c'insegna Gesù Cristo nel Vangelo, e rigettate molte altre verità, le quali sebbene non registrate nel Vangelo, per ordine di lui furono predicate da'santi Apostoli e si devono credere da tutti per potersi salvare. Il medesimo s. Paolo scriveva {31 [533]} ch'aveva cose di cui avrebbe ragionato e disposto verbalmente quando si fosse trovato con quei cristiani di Corinto, cui indirizzava la sua lettera: cetera cum venero disponam. Inoltre, o protestanti, voi non credete alla sua Chiesa, non credete al Sommo Pontefice, dallo stesso Gesù C. stabilito per governare la sua Chiesa. Poi permettendo ad ognuno la libera interpretazione del Vangelo, fate un'orribile confusione dei sacramenti e delle altre verità di fede, ed aprite con ciò una larga via all'errore, nel quale l'uomo cade inevitabilmente, se è guidato solo dal proprio lume. Perciò voi, o protestanti, siete come rami tagliati dall'albero, come membri di un corpo senza capo, come pecorelle senza pastore, come discepoli senza maestro, separati dal fonte della vita, che è Gesù Cristo.

            D. Non è possibile, che alcun protestante si possa salvare?

            R. Tra i protestanti si possono salvare:

            1. I fanciulli che muoiono prima dell'uso della ragione, purchè siano stati validamente battezzati.

            2. Si salvano eziandio coloro, che sono in buona fede, cioè sono fermamente persuasi {32 [534]} di trovarsi nella vera religione. Perciocchè costoro nel loro cuore sono cattolici, e se conoscessero bene la religione cattolica certamente l'abbraccerebbero.

            D. Che cosa devono fare i protestanti per salvarsi?

            R. I protestanti per salvarsi devono rinunziare ai loro errori, entrare nella Chiesa cattolica, apostolica, romana, da cui un tempo si separarono, unirsi al Vicario di Gesù Cristo che è il Papa; chi si ostina di vivere da lui separato perisce eternamente.

 

 

IX. I protestanti convengono che i cattolici sono nella vera Chiesa.

 

            D. Che cosa dicono di particolare i protestanti intorno alla cattolica nostra santa religione?

            R. I protestanti dicono che nella Chiesa cattolica vissero grandi santi, i quali operarono luminosi miracoli, e che noi vivendo secondo i precetti della Chiesa cattolica possiamo salvarci. {33 [535]}

            D. Noi cattolici che cosa diciamo della setta protestante?

            R. Noi cattolici, seguendo la dottrina infallibile della Chiesa cattolica, diciamo che i protestanti se non fanno ritorno alla Chiesa cattolica non possono salvarsi.

            D. Dunque?

            R. Dunque i protestanti convenendo con noi, che la cattolica religione è vera, dichiarano che la loro è falsa.

            D. Non vi sarebbe qualche esempio a questo riguardo?

            R. Ne abbiamo molti, eccone uno ricavato dalla storia ecclesiastica. Enrico IV re di Francia, era capo del partito dei calvinisti, quando salì sul trono; ma Iddio lo illuminò col fargli conoscere la vera religione. Da prima procurò di istruirsi rettamente nei dommi della cattolica religione: poscia fece venire alla sua presenza i ministri protestanti, e loro dimandò se credevano, che egli si potesse salvare nella Chiesa romana.

            Dopo seria riflessione risposero di sì. Allora il re saviamente ripigliò: Perchè dunque voi l'avete abbandonata? I cattolici affermano che niuno può ottenere salute nella {34 [536]} vostra setta; voi convenite che si può avere nella loro; ragion vuole che io mi attenga alla via più sicura, e preferisca quella religione in cui per comune sentimento io mi posso salvare. Quindi il re rinunziò all'eresia, e rientrò nel seno della catt. religione.

            D. Che cosa presenta di singolare la Chiesa cattolica nel suo rapporto colle società eretiche?

            R. La Chiesa cattolica ha questo di singolare nel suo rapporto colle eretiche società, che:

            1. Sebbene ella sia stata in ogni tempo perseguitata dagli Ebrei, dai gentili, dagli eretici e dai cattivi cattolici, riportò compiuto trionfo di tutti gli attacchi, conservandosi pura ed inalterabile, quale fu da Dio fondata, senza che abbia ad altri mossa la minima persecuzione. I nemici della fede si sforzano di addurre alcuni fatti come sarebbe la guerra contro gli Albigesi, la giornata di s. Bartolomeo, e con questi fatti vorrebbero provare che la Chiesa cattolica ha talvolta mosso persecuzioni. Ma costoro sono in errore, perciocchè tali fatti non furono mai dalla Chiesa nè comandati, nè approvati. {35 [537]}

            2. Che non si legge che alcuno, consapevole di se stesso, in punto di morte abbia abbandonato la Chiesa cattolica per abbracciare qualche altra credenza. Al contrario le storie sono ripiene di fatti di uomini i quali in punto di morte rinunciarono all'eresia per morire nel seno della santa romana Chiesa per così assicurarsi la eterna salvezza. Molti fatti riguardanti a celebri personaggi che in vita e in punto di morte abbandonarono l'errore per vivere e morire nella cattolica religione, si possono leggere in vari autori di storia ecclesiastica e specialmente nell'opera: Storia del Giacobinismo dell'abate Barruel (Miscellanea di filosofi; Parigi 1808).

            3. Che niuno mai abbandonò la cattolica religione per condurre vita più virtuosa. Per l'opposto sappiamo dalla storia che tutti quelli, i quali l'hanno abbandonata, ciò fecero per abbracciare qualche altra credenza, in cui potessero condurre vita più libera e disordinata. Segno evidente che a ciò erano mossi non dalla cognizione della verità, ma dal desiderio di una religione più rilassata e più favorevole alle umane passioni. {36 [538]}

            D. Che cosa dobiamo fare noi cattolici?

            R. Noi cattolici dobbiamo: 1° Ringraziar Dio d'averci creati in quella religione, che unica può condurci a salvamento; 2° Pregar di cuore il Signore perchè ci conservi fedeli alla sua grazia, e nel suo santo servizio, e pregarlo eziandio per tutti coloro che vivono da lui lontani, e separati dalla vera santa Chiesa, onde li illumini, e li conduca tutti da buon pastore al suo ovile. Ma insieme dobbiamo in 3° luogo guardarci bene dai protestanti, e da quei cattivi cattolici che disprezzano i precetti della Chiesa, che sparlano del Vicario di Gesù Cristo, e degli altri suoi ministri, per trascinarci all'errore; 4° Essere grati a Dio colla fermezza nella fede, colla pratica esatta dei suoi precetti, e di quelli della sua santa Chiesa.

 

 

X. Tre ricordi per la gioventù.

 

            D. Come deve regolarsi un giovine cattolico in questi tempi per non essere ingannato in fatto di religione?

            R. Credo che voi, giovane cristiano, non {37 [539]} sarete ingannato in fatto di religione, se metterete in pratica i seguenti avvisi:

            1. Fuggire per quanto è possibile la compagnia di coloro che parlano di cose oscene, o cercano di deridere il Papa, i vescovi e gli altri ministri della nostra s. religione.

            2. Se per motivo di studio, di professione o di parentela dovrete trattare con costoro, non entrate mai in dispute di religione, e se cercano di farvi difficoltà rispondete semplicemente: Quando sia infermo andrò dal medico, se ho liti mi recherò dall'avvocato o dal procuratore, se ho bisogno di rimedi andrò dal farmacista. In fatto poi di religione vado dai preti, come quelli che di proposito l'hanno studiata.

            3. Non leggete mai e poi mai libri o giornali cattivi. Se per avventura taluno vi offerisse libri o giornali irreligiosi, abborriteli e rigettateli da voi con quell'orrore e disprezzo che rifiutereste una tazza di veleno. Se a caso ne aveste qualcuno presso di voi, consegnatelo al fuoco. È meglio che il libro o giornale bruci nel fuoco di questo mondo, piuttosto che mettere l'anima in rischio di andare a bruciare per sempre nelle fiamme dell'inferno. {38 [540]}

            D. E quando siamo burlati perchè pratichiamo la nostra religione?

            R. Quando siete burlati perchè praticate la vostra religione, voi dovete dispregiare ogni burla e mettere sotto ai piedi ogni diceria mondana. Rispondete poi schiettamente ai derisori, che col Signore non si burla, perciò nemmeno si deve burlare quello che riguarda al suo culto. Quindi richiamate alla memoria la sentenza del Salvatore contro a quelli, che per umano rispetto si lasciano trascinare al male. Chiunque, egli dice, si lascia far paura, e a tempo debito per rossore non si manifesta per cristiano, sarà svergognato da me, quando si presenterà al mio divin tribunale. Laonde lasciate dire chi vuole, purchè facciate il bene e vi salviate l'anima in eterno.

            D. E quando dicono che siamo in tempo di libertà, perciò ognuno può vivere come vuole?

            R. Noi dobbiamo rispondere, la libertà di cui parlano non è data da Dio, ma dagli uomini, che perciò non si deve mischiare per niente nelle cose di religione; oppure rispondere che se siamo in tempo di libertà, ci lascino anche liberi in fatto di religione e liberi di praticarla come a noi piace. {39 [541]}

            Egli è poco tempo che un giovinotto ben educato era deriso perchè andava a confessarsi e si astenava dalle carni il venerdì e il sabato. I maligni compagni adducevane che in questi tempi tutto era permesso. Allora l'accorto giovine ingegnosamente rispose: Se tutto è permesso, sarà anche permesso a me il praticare la mia religione, e voi se siete stati ben educati, dovreste lasciarmi in libertà di osservarne le pratiche.

            D. La Chiesa di Gesù Cristo non verrà meno per le persecuzioni?

            R. No certamente: anzi più sarà dagli uomini perseguitata, più trionferà, perchè la Chiesa è fondata da Gesù Cristo sopra una pietra contro cui niente varranno tutti gli sforzi dell'inferno. La storia ci racconta, come nei tempi andati alcuni sovrani abusando del loro potere spogliarono il Papa, dispersero, imprigionarono vescovi e cardinali, il Capo della Chiesa era condotto errante di città in città, chiuso in prigione. Ma intanto la mano di Dio si aggravò sopra gli oppressori; la loro potenza fu abbattuta, i loro eserciti disfatti ed essi dal colmo della gloria caddero nell'ignominia e poi nella tomba. {40 [542]}

            Ed i Pontefici? I Pontefici, acquietatesi le burrasche politiche, poterono ritornare gloriosi a Roma e ripigliare possesso del loro trono, esercitare la pienezza del loro potere per tutto il mondo. È vero che talvolta la religione essendo disprezzata in certi paesi, Dio permette che sia portata altrove. Ma ciò è sempre a danno degli uomini e non mai della religione. Di fatto noi vediamo, che tutti i persecutori della Chiesa dei tempi passati non esistono più, e la Chiesa tuttora esiste; tutti quelli che la perseguitano presentemente, di qui a qualche tempo non ci saranno più, ma la Chiesa di Gesù Cristo sarà sempre la stessa, perchè Iddio ha impegnata la sua parola di proteggerla, e di essere con lei, e vuole che duri fino alla fine del mondo, per unire la Chiesa militante alla Chiesa trionfante e formare poi di tutti i buoni un solo regno nella patria dei beati in cielo. Così sia.

            Passeranno cielo e terra, ma le parole del Signore non cangeranno mai (Nel Vangelo).

            Chi persevera nel servizio del Signore sino alla fine della vita egli sarà salvo (Nel Vangelo). {41 [543]}

            Chi prega, certamente si salva, chi non prega, certamente si danna (S. Alfonso Del gran mezzo della preghiera).

            Chi non ha la Chiesa per madre, non può avere Dio per padre (S. Cipriano).

            Chiunque si separa dalla Chiesa cattolica, sia pur buona la vita di lui; non possederà mai la vita eterna, ma la collera di Dio verrà sopra di lui pel solo delitto di essere separato dall'unità di Gesù Cristo. Questa bontà e probità, che non è sommessa alla Chiesa, è un'ipocrisia sottile e perniciosa (S. Agostino).

 

            Con permissione della Revisione ecclesiastica. {42 [544]}