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Giovedi, 18 aprile 2024 - San Galdino ( Letture di oggi)

Prima parte. Necessità di una vera devozione a Maria.

San Luigi Maria Grignion de Montfort

Prima parte. Necessità di una vera devozione a Maria.
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I. La grazia di Dio è assolutamente necessaria.

3) Anima, immagine vivente di Dio e riscattata dal sangue prezioso di Cristo, la volontà di Dio è che tu divenga santa come lui in questa vita e gloriosa come lui nell'altra.

L'acquisto della santità di Dio è tua sicura vocazione. A questo devono tendere i tuoi pensieri, parole, azioni, sofferenze, aspirazioni, altrimenti tu resisti a Dio non facendo ciò per cui ti ha creata e ti conserva.

Quale opera mirabile! La polvere mutata in luce, il fango in candore, il peccato in santità, la creatura nel Creatore e l'uomo in Dio! Opera mirabile, lo ripeto, ma difficile in se stessa e impossibile alla natura: solo Dio può riuscirvi con una grazia abbondante e straordinaria. La creazione dell'universo è un capolavoro meno grande di essa.

4) Ma come farai, o anima? Quali mezzi sceglierai per salire dove Dio ti chiama? I mezzi di salvezza e di santità sono noti a tutti, sono esposti nel Vangelo, spiegati dai maestri della vita spirituale, vissuti dai santi; essi sono necessari a quanti vogliono salvarsi e giungere alla perfezione. E sono: l'umiltà di cuore, l'orazione continua, la mortificazione universale, l'abbandono alla divina Provvidenza, la conformità alla volontà di Dio.

5) Per mettere in pratica tutti questi mezzi di salvezza e di santità sono assolutamente necessari la grazia e l'aiuto di Dio. E tale grazia - nessuno ne dubita - è data a tutti in misura più o meno grande. Dico: in misura più o meno grande, perché Dio, pur essendo infinitamente buono, non dà la sua grazia ugualmente forte a tutti, pur concedendola sufficiente a ciascuno. L'anima fedele con una grazia grande fa una grande opera, e con una grazia minore fa un'opera più piccola. Il valore e l'eccellenza della grazia concessa da Dio e corrisposta dall'anima, costituiscono il valore e l'eccellenza delle opere. Si tratta di principi incontestabili.

II. Per trovare la grazia di Dio bisogna trovare Maria.

6) Perciò, tutto si riduce a trovare un mezzo facile per ottenere da Dio la grazia necessaria per diventare santi; ed è proprio questo che voglio insegnarti. E ti dico che per trovare la grazia di Dio, bisogna trovare Maria.

Perché:
7) 1) Soltanto Maria ha trovato grazia davanti a Dio per sé e per ogni uomo in particolare. I patriarchi, i profeti, tutti i santi dell'Antica Legge non hanno potuto trovare questa grazia.

8) 2) Maria ha dato l'essere e la vita all'Autore di ogni grazia; per questo è chiamata Madre della grazia, Mater gratiae.

9) 3) Dio Padre, da cui come da fonte essenziale discende ogni dono perfetto e ogni grazia, dandole il proprio Figlio le ha dato tutte le grazie, tanto che - dice san Bernardo - in lui e con lui le è stata comunicata la volontà di Dio.

10) 4) Dio l'ha scelta come tesoriera, amministratrice e dispensatrice di tutte le grazie. Per questo ogni sua grazia e ogni suo dono passano per le mani di lei. E - secondo san Bernardino - per il potere che le è stato conferito, ella dà a chi vuole, come vuole, quando vuole e nella misura che vuole le grazie dell'eterno Padre, le virtù di Gesù Cristo e i doni dello Spirito Santo.

11) 5) Come nell'ordine naturale ogni figlio deve avere un padre e una madre, così nell'ordine della grazia ogni vero figlio della Chiesa deve avere Dio per padre e Maria per madre. Chi si gloria di avere Dio per padre, ma non ha la tenerezza di un vero figlio per Maria, è un bugiardo che ha soltanto il demonio per padre.

12) 6) Poiché Maria ha formato il Capo dei predestinati, Gesù Cristo, ancora a lei tocca formare le membra di questo Capo, i veri cristiani, perché una madre non forma la testa senza le membra, né le membra senza la testa. Perciò, se uno vuole essere membro di Gesù Cristo, pieno di grazia e di verità, deve essere formato in Maria per mezzo della grazia di Gesù Cristo, la quale si trova in lei in pienezza per essere comunicata in pienezza ai veri membri di Gesù Cristo e ai suoi veri figli.

13) 7) Lo Spirito Santo, avendo sposato Maria e avendo prodotto in lei, per mezzo di lei e da lei Gesù Cristo, questo capolavoro, il Verbo incarnato, e non avendola mai ripudiata, continua ogni giorno a produrre i predestinati in lei e per mezzo di lei, in modo misterioso ma vero.

14) 8) Maria ha ricevuto da Dio un dominio speciale sulle anime per nutrirle e per farle crescere in Dio. Sant'Agostino dice perfino che in questo mondo tutti i predestinati sono racchiusi nel seno di Maria, e vengono alla luce solo quando questa buona Madre li genera alla vita eterna. Per conseguenza, come il bimbo trae ogni nutrimento dalla propria madre, la quale proporziona il cibo alla sua debolezza, così i predestinati traggono ogni nutrimento spirituale e ogni vigore da Maria.

15) 9) A Maria Dio Padre ha detto: "In Iacob inhabita", Figlia mia, dimora in Giacobbe, cioè nei miei predestinati raffigurati da Giacobbe. A Maria Dio Figlio ha detto: "In Israel haereditare", Madre mia, prendi in eredità Israele, cioè i predestinati. Infine, a Maria lo Spirito Santo ha detto: "In electis meis mitte radices", mia Sposa fedele, poni le radici nei miei eletti. Chiunque è eletto e predestinato ha la Madonna dimorante dentro di sé, cioè nell'anima, e lascia che lei vi getti le radici di una profonda umiltà, di un'ardente carità e di ogni virtù.

16) 10) Maria è chiamata da sant'Agostino, e lo è effettivamente, forma Dei, vivo stampo di Dio. Ciò significa che soltanto in lei il Dio-uomo è stato formato al naturale, senza che abbia perduto alcun tratto della divinità; e che ancora soltanto in lei l'uomo può essere formato in Dio al naturale, quanto lo permetta la natura umana, per grazia di Gesù Cristo.

Uno scultore può riprodurre al naturale un volto oppure un ritratto in due maniere: 1) impiegando nella materia dura e informe la propria capacità, la propria forza, la propria scienza e la bontà dei propri strumenti per fare quel volto;

2) può gettare la materia nello stampo. La prima maniera è lunga e difficile, ed è soggetta a molti inconvenienti: a volte basta un colpo maldestro di scalpello o di martello per rovinare tutto il lavoro. La seconda maniera è celere, facile e dolce, quasi senza fatica e spese, se lo stampo è perfetto e riproduce al naturale, e la materia usata molto maneggevole e per nulla resistente al tocco della mano.

17) Maria è il grande stampo di Dio, realizzato dallo Spirito Santo per formare al naturale un Uomo-Dio per mezzo dell'unione ipostatica, e per formare un uomo-Dio per mezzo della grazia. A simile stampo non manca nessun lineamento della divinità. Chiunque vi è gettato e si lascia plasmare, acquista tutti i tratti di Gesù Cristo, vero Dio, in maniera dolce e proporzionata alla debolezza umana, senza tante agonie e fatiche; in maniera sicura, senza timore delle illusioni, perché il demonio non ha mai avuto né avrà accesso in Maria, santa e immacolata, senza ombra della minima macchia di peccato.

18) O anima cara, quanta differenza fra un'anima formata in Gesù Cristo con i mezzi ordinari da coloro che, come scultori, si fidano della propria bravura e si fondano sulla propria ingegnosità, e l'anima molto docile, distaccata, malleabile che, senza alcuna fiducia in se stessa, si getta in Maria e si lascia plasmare dall'operazione dello Spirito Santo! Quante macchie, difetti, ombre, illusioni, quanto di naturale e di umano c'è nella prima! E quanto pura, divina, somigliante a Gesù Cristo, è la seconda!

19) Non c'è e non ci sarà mai creatura in cui Dio sia più grande - al di fuori di se stesso e in se stesso - che nella divina Maria, non eccettuati i santi, i cherubini e i più alti serafini.

Maria è il paradiso di Dio e il suo mondo ineffabile, in cui il Figlio di Dio è entrato per operarvi meraviglie, per custodirlo e compiacersi. Ha fatto un mondo per l'uomo pellegrino: è il nostro; ha fatto un mondo per l'uomo beato, il paradiso; ma ne ha fatto un altro per sé e gli ha dato il nome di Maria. Questo è un mondo sconosciuto a quasi tutti i mortali della terra e incomprensibile a tutti gli angeli e i beati del cielo, che per l'ammirazione che provano nel vedere Dio così elevato e distante da loro, così segregato e nascosto nel suo mondo, la divina Maria, gridano giorno e notte: "Santo, Santo, Santo!".

20) Felice, mille volte felice quaggiù, l'anima alla quale lo Spirito Santo rivela il segreto di Maria per conoscerlo, e alla quale apre questo giardino chiuso perché vi entri, questa fonte sigillata perché vi attinga e beva ad ampie sorsate le acque vive della grazia! In questa amabile creatura tale anima troverà solo Dio, senza creature, ma Dio nello stesso tempo infinitamente santo e sublime, infinitamente condiscendente e proporzionato alla sua debolezza. Poiché Dio è dappertutto, si può trovarlo dappertutto, perfino nell'inferno; ma non c'è luogo dove la creatura possa trovarlo più vicino a sé e più proporzionato alla propria debolezza che in Maria, perché a questo scopo vi è disceso. In ogni altro luogo è il Pane dei forti e degli angeli, ma in Maria è il Pane dei figli.

21) Non si deve pertanto immaginare, come certi falsi illuminati, che Maria, essendo creatura, costituisca un impedimento all'unione con il Creatore: non è più Maria che vive, è Gesù Cristo solo, è Dio solo che vive in lei. La sua trasformazione in Dio sorpassa quella di san Paolo e degli altri santi, quanto il cielo sorpassa in altezza la terra.

Maria è stata creata soltanto per Dio, e, lungi dal trattenere a sé un'anima, la proietta in Dio e la unisce a lui con tanta più perfezione quanto più l'anima si unisce a lei. Maria è la meravigliosa eco di Dio, e risponde: Dio! quando si grida: Maria!, e glorifica Dio quando, con santa Elisabetta, la si chiama beata. Se i falsi illuminati, tristemente ingannati dal demonio perfino nell'orazione, avessero saputo trovare Maria, e Gesù per mezzo di Maria, e Dio per mezzo di Gesù, non avrebbero fatto così terribili cadute. Quando si è trovata Maria, e per mezzo di Maria Gesù, e per mezzo di Gesù Dio Padre, si è trovato ogni bene, dicono i santi. E dicendo questo, non si eccettua niente: ogni grazia e amicizia di Dio, ogni sicurezza contro i nemici di Dio, ogni verità contro la menzogna, ogni facilità e vittoria contro le difficoltà della salvezza, ogni dolcezza e gioia nelle amarezze della vita.

22) Non si vuol dire che chi ha trovato Maria con una vera devozione sia esente da croci e sofferenze. Tutt'altro! Ne ha di più perché Maria, essendo Madre dei viventi, dà a tutti i suoi figli dei pezzi dell'Albero della vita, la croce di Gesù. Però mentre sceglie buone croci, dà loro la grazia di portarle pazientemente e perfino con gioia, di modo che le croci che dà a quelli che le appartengono sono dei canditi o croci candite più che croci amare. Oppure, anche se sentono per un po' di tempo l'amarezza del calice che bisogna necessariamente bere per essere amici di Dio, la consolazione e la gioia che questa buona Madre fa seguire alla tristezza, li animano infinitamente a portare croci ancora più pesanti e amare.

III. Una vera devozione a Maria è indispensabile.

23) La difficoltà sta dunque nel saper trovare veramente la divina Maria per trovare l'abbondanza di ogni grazia. Dio, quale signore assoluto, può comunicare da se stesso ciò che comunica ordinariamente solo attraverso Maria, e non si può negare, senza temerarietà, che talvolta lo faccia. Tuttavia, dice san Tommaso, secondo l'ordine stabilito dalla divina Sapienza, non si comunica ordinariamente agli uomini che per mezzo di Maria nell'ordine della grazia. Per salire e per unirsi a lui, bisogna servirsi dello stesso mezzo di cui si è servito per discendere a noi, per farsi uomo e per comunicarci le sue grazie. Tale mezzo è una vera devozione alla Madonna.