L'umanita qui fu redenta
Don Giuseppe Tomaselli
Introduzione
All'areoporto di Tell Aviv, capitale d'Israele, scesero dal veivolo molti passeggeri. Uno fu interrogato:
- Da dove viene?
- Da Caracas, Venezuela.
- Va a Gerusalemme?
- Certo! Da anni desidero vedere la Terra Santa e finalmente il mio sogno si effettua. Non sono ricco. Da cinque anni in qua ho messo da parte i miei risparmi per affrontare la spesa del pellegrinaggio. Ho viaggiato per tredici ore, facendo le tappe di Madrid e di Roma. Ora vado a Gerusalemme e poi visiterò anche gli altri luoghi più importanti ove fu Gesù. -
Visitare i Luoghi Santi è aspirazione di molti; ma non è cosa tanto facile per chi dimora in Occidente giungere nel Medio Oriente.
Pure io avevo avuto il pio desiderio di andare in Palestina; però ne avevo deposto il pensiero dati i miei impegni sacerdotali. Ma Dio dispose diversamente.
L'otto luglio del "78" solennizzavo il Cinquantesimo della mia Ordinazione Sacerdotale. In tale occasione mi decisi di andare in Terra Santa, per fare uno studio particolare e costi scrivere un libretto, quale omaggio a Gesù Nazareno, Sommo ed Eterno Sacerdote.
Che titolo dare al mio scritto? «La umanità qui fu redenta.
Potei visitare a mio agio, prendere informazioni, seguire le istruzioni di una delle migliori Guide, cioè quella di P. Donato Baldi, ed ora intendo descrivere il mio pellegrinaggio.
Si tenga presente che non voglio fare sfoggio di archeologia; descrivo i luoghi più storici, menzionati nei Vangeli con qualche breve commento.
Dopo due mila anni non ci si trova più davanti alle costruzioni originali; di talune sono rimaste solo le fondamenta; di altre è rimasta originale solo qualche parte; alcune sono proprio all'originale.
Tuttavia, siccome il tempo non può ditsruggere, la storia, sappia che i luoghi più storici, riguardanti le vicende evangeliche, sono segnati dai Sacri Tempi, che fino dai promordi del Cristianesimo furono costruiti sui posti che il Vangelo nominatamente ricorda.
I vari Tempi, Basiliche, Cappelle e Cripte son gelosamente custoditi da Sacerdoti Latini, Armeni, Ortodossi e Copti.
Descrivendo il pellegrinaggio da me compiuto, mi sia permesso, all'occasione, parlare in prima persona.
Questo è uno scritto popolare.
Proemio
Sul tavolo di qualche studioso ed anche in certe camere ben arredate si trova, in piccolo, il globo terrestre, sostenuto da un piedistallo. Si può far ruotare sull'asse, alla direzione del polo nord, e possono vedersi gli oceani ed i vari continenti.
Qualche domanda.
Qual è la ragione più importante del mondo?
Quali sano i luoghi più preziosi? Quale città è più degna di ammirazione?
Le risposte potrebbero essere svariate: La Florida, la Svizzera, il Giappone ... le miniere d'oro e d'argento ... New York, Tokio, Roma ...
Il mondo la pensa, più o meno, cosi. Dio, Creatore dell'universo, la pensa diversamente. La regione più importante del globo terrestre è la Giudea; la città più eccellente e degna di ammirazione è Gerusalemme, legata al Monte Sion. Infatti è detto nella Bibbia: Gerusalemme, brillerai come luce splendida sino ai confini della terra; nazioni numerose verranno a te da lontano.
Gli abitanti di tutti i confini della terra verranno verso la dimora del tuo nome, portando i doni per il Re del Cielo. Generazioni e generazioni esprimeranno in te l'esultanza ed il nome della città eletta durerà nei secoli. (Tobia: XIII-13) ...
Nel Libro dei Salmi si legge:
Il Signore ha scelto Sion (Gerusalemme); l'ha voluta per sua dimora: Questo è il mio riposo per sempre; qui abiterò perchè l'ho desiderato (Salmo: CXXXI).
Nell'Apocalisse si ha:
Grande è il Signore e degno di ogni lode nella città del nostro Dio. Il suo Monte Santo (Sion), altura stupenda, e la gioia di tutta la terra. Il Monte Sion, dimora divina, è la città del grande Sovrano (Ap. : XXI-10).
Ciò che ora si è affermato, richiede una spiegazione.
Perchè Dio posò lo sguardo di predilezione su Gerusalemme a preferenza di milioni di altre città, più ricche e più popolate?
Per rispondere a questo « perchè », è necessario ricorrere alla Sacra Bibbia; si fa perciò un rapido accenno storico.
Dio creò Adamo ed Eva, i quali peccarono. Essendo i progenitori dell'umana generazione, ribellandosi a Dio rimasero privi di tanti doni, di cui in origine erano stati arricchiti per sè e perchè, se ubbidienti, li trasmettessero ai loro discendenti.
Dio usò misericordia promettendo un Salvatore, il quale avrebbe risollevata l'umanità.
Un semplice uomo non sarebbe stato in grado di riparare l'infinita Maestà Divina. Per un mistero, incomprensibile a mente umana,, la seconda Persona della Santissima Trinità, pur restando vero Dio, avrebbe assunta anche la natura di uomo e sarebbe stato Dio-Uomo, capace di dare un valore infinito ai suoi atti umani e così salvare l'umanità decaduta.
Il Figlio di Dio, il futuro Salvatore, avrebbe dovuto nascere in seno a qualche popolo e fu scelto il popolo chiamato d'Israele, la cui storia continua ancora nel mondo. Tutti i popoli sono di Dio, ma quello d'Israele fu il prediletto, il popolo di Dio per eccellenza, in vista del futuro Redentore.
Un poco di genealogia:
Eber, discendente di Sem, ebbe una lunga progenie; in questa ebbe origine Abramo, padre di Isacco. Isacco generò due figli, Giacobbe ed Esaù. Giacobbe generò dodici figli, tutti maschi.
In una visione celeste a Giacobbe fu cambiato il nome; gli fu detto: Ti chiamerai Israele.
Giacobbe, o Israele, fu il capostipite di dodici tribù, quanti erano i figli. Tra le dodici tribù Dio scelse quella di Giuda.
I discendenti di Giacobbe, tutti Israeliti, divenuti molto numerosi, si dispersero in diverse regioni. Quelli di Giuda si stabilirono nella regione di Oriente, che ancora porta il nome di Giudea, nella Palestina, ove da secoli ha sede Gerusalemme.
In questa regione nacque il Salvatore del mondo, precisamente a Betlemme; Gerusalemme, città eletta da Dio, ebbe l'onore di vedere il Messia, di ascoltarne gli insegnamenti e di assistere ai numerosi miracoli operativi più che altrove, di raccogliere l'ultimo respiro del Redentore e di vederlo risorto.
Ora si comprende meglio ciò che sopra è stato detto: Ho voluto Gerusalemme mia dimora; questo è il mio riposo per sempre; qui abiterò, perché l'ho desiderato. -
Dopo questo proemio, entriamo nella esposizione dettagliata dei fatti.
L'Annunciazione
L'Angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazareth, ad una Vergine promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La Vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: Ti saluto, o piena di grazia! Il signore è con te... (Luca: I-36 ...) .
Era compiuto il tempo predetto dal Profeta Daniele e si aspettava in Israele la venuta del promesso Messia.
Maria conosceva le Sacre Scritture e non immaginava che sarebbe stata scelta proprio lei ad essere la Madre del Redentore.
Maria apparteneva al popolo di Israele ed era discendente di Davide, Profeta e re d'Israele. Giuseppe era già suo sposo, ma secondo la legge giudaica dopo lo sposalizio, almeno per sei mesi, non era permessa loro la convivenza. Tanto Maria quanto Giuseppe avevano offerta a Dio la perpetua verginità.
L'annunzio dell'Angelo avvenne nel tempo della legale separazione. Maria abitava a Nazareth; però era nata a Gerusalemme. Se ne ha una prova storica.
A Gerusalemme è tanto onorato ed è meta dei pellegrini il Santuario della Natività di Maria Vergine. Vi è innalzata una grande Chiesa. affidata ai Padri Bianchi; è dedicata a Sant'Anna. Dal mezzo della navata meridionale si discende nella cripta, dove è venerata la nascita della Madonna.
Questo sacro luogo dista pochi centinaia di metri dall'antico Pretorio di Pilato e dalla cinta delle mura.
Una delle tante Porte di Gerusalemme e precisamente la più vicina al Santuario, è chiamata « Porta di Maria.
Vicino al Santuario della Natività di Maria ci sono i ruderi della celebre Piscina Probatica, ove Gesù guarì il paralitico da trentotto anni infermo.
Non si sa a quale età la Vergine Maria abbia lasciata Gerusalemme per stabilirsi a Nazareth.
Nazareth
Nella Palestina ci sono tre regioni: la Giudea, la Samaria e la Galilea. Nazareth è nella Galilea. Si presenta qualche particolare storico di Nazareth.
Questa cittadina dista da Gerusalemme tre ore di macchina. La sua posizione è graziosa, perchè è sull'altura e domina tutta la zona circostante, cioè l'estesa e verde vallata, le montagne che si congiungono al Monte Carmelo ed anche il Monte Tabor, sul quale avvenne la Trasfigurazione di Gesù. Donde il nome Nazareth?
Taluni degli Israeli non tagliavano mai i capelli, per rendere a Dio un omaggio particolare; essi erano chiamati « Nazarei ». Un esempio si ha nel personaggio biblico Sansone, uomo di forza eccezionale. Quando la madre di costui fu avvertita da un Angelo che avrebbe avuto un figlio, le fu anche ingiunto: Sarà un Nazareo.
Il numero dei Nazarei col tempo aumentò ed in seguito si stabilirono in una stessa contrada. che fu chiamata Nazareth, cioè città dei Nazarei. Quella foggia di capelli, vigente anche al tempo delle Sacra Famiglia, era detta tra gli Israeliti - capigliatura alla Nazarena ».
La Basilica
Fatta la presentazione di Nazareth, diamo uno sguardo alla Basilica dell'Annunziazione. E' un imponente edificio, che domina tutta Nazareth; la sua forma, studiata nei particolari, dà l'idea di un fiore capovolto.
Qui tutti i giorni si riversano pellegrini di tutto il mondo; chi fotografa, chi fa filmini, chi osserva a lungo meditabondo. Non possono restare indifferenti davanti a questa basilica coloro che hanno un po' di fede.
Su di uno dei frontoni esterni è scritto a caratteri cubitali in latino «Il Verbo si fece Carne ed abitò tra noi ».
L'interno della Basilica ha due piani; in quello inferiore sta l'Altare centrale, ove si svolgono le solenni Concelebrazioni, alle quali sogliono assistere i pellegrini. Lateralmente c'è la Grotta dell'Annunciazione. Perchè parlare di Grotta?
Nel sottosuolo della Basilica c'era a suo tempo la casa di San Gioacchino, Attigua alla casa c'è un luogo appartato, scavato nella roccia; è un recinto a forma di cameretta, ove la Madonna soleva ritirarsi per pregare.
Anche Santa, Caterina da Siena ed altri Santi pregavano in piccoli recinti attigui all'abitazione.
Al centro della Grotta sta l'Altare, sulla cui tavola frontale è scritto: Verbum Caro factum est .
Qui ebbe principio il Mistero della Incarnazione. Appena l'Angelo Gabriele annunziò il disegno di Dio e Maria rispose: Ecco la serva del Signore! Si faccia di me secondo la tua parola! - in quell'istante il Figlio Eterno di Dio, Creatore e Re dell'universo, nulla perdendo della sua Natura Divina, prese anche la natura umana nel seno purissimo di Maria Vergine, per opera dello Spirito Santo.
In questo sacro recinto m'inginocchiai, baciai il suolo e rimasi a pregare meditando: Grazie, Gesù, che per amore di me e di tutte le anime ti sei degnato farti uomo in questo luogo! Credo che sei il Figlio di Dio e ti adoro per quelli che non ti adorano, ti ringrazio per quelli che non ti ringraziano e ti amo per quelli che non ti amano!...
Questi furono i miei sentimenti dentro la Grotta di Maria e questi o simili sono i sentimenti di centinaia di milioni di pellegrini, che da secoli qui accorrono tutti i giorni da ogni parte del mondo. Dentro la Basilica potei celebrare due volte la Santa Messa.
La Fontana di Maria
La strada che fiancheggia la Basilica, dal lato di ponente, si chiama Via dell'Annunciazione e porta alla cosiddetta Fontana di Maria.
I pellegrini fanno con piacere la visita al pozzo, dove la Madonna soleva andare ad attingere acqua. Qui c'è un Santuario dedicato all'Angelo Gabriele. Nella cripta si può vedere l'abbondante getto di acqua, che è la sorgente, e dal vicino pozzo si può attingere l'acqua. Sorgente e pozzo sono allo stato originale.
I pellegrini bevono di quest'acqua e taluni riempiono modesti recipienti per portare un po' di acqua alle lontane famiglie. Anch'io volli berne, e più di una volta, pensando alla Madonna. Potei percorrere parecchie volte la via che porta alla fontana. Camminando, spontaneamente meditavo, mentre il sole dardeggiava col calore di oltre i quaranta gradi. Di certo Gesù, quando era ragazzetto, faceva compagnia alla sua Santissima Madre allorchè andava alla fontana. Ma quando Gesù divenne adolescente, in grado di andare da solo ad attingere l'acqua, è da pensare che non abbia permesso più che la Madre o San Giuseppe andassero alla fontana; ne avrà assunto Lui stesso il compito quotidiano. Pensando a ciò, così pregai: Gesù mio, quante volte sino ai trent'anni percorresti questa via! Ed ora la percorro io! Allora Tu, con la tua mente divina, avrai pensato alle folle dei pellegrini che nel corso dei secoli avrebbero rifatta questa via ed avrai pensato anche a me] Grazie, Gesù, che mi dài l'onore e la gioia di calpestare il suolo, da te le mille volte battuto!
Gesù Adolescente
Quando San Giuseppe, la Madonna e Gesù ritornarono dall'Egitto, dopo la morte del re Erode, stabilirono la loro dimora a circa duecento metri dalla Grotta dell'Annunciazione.
Dalla storia risulta che la casa abitata dalla Sacra Famiglia a Nazareth, fu trasportata misteriosamente in Dalmazia, e poi in Italia, a Loreto.
A Nazareth è rimasto il sottosuolo, con i cunicoli, dove anticamente le famiglie conservavano le provviste ed altro.
Sul posto si è costruita la Chiesa di San Giuseppe a tre navate.
Si potrebbe ora chiedere: A Nazareth c'è il Tempio della Madonna, quello di San Giuseppe e quello di San Gabriele. E Gesù, che trascorse d'infanzia, l'adolescenza e la giovinezza a Nazareth, non sarebbe bene che abbia un Tempio dedicato espressamente a Lui?
In tanti secoli gli uomini non ne avevano fatto caso; in questi ultimi tempi ha agito direttamente la Divinità. Al principio di questo secolo Sua Eccellenza Caron di Versaglia ebbe una visione, in cui gli fu detto: Si costruisca a Nazareth un Tempio dedicato a Gesù Adolescente.
Il Vescovo francese fece di tutto per riuscirvi. Dio si servi della generosità della famiglia Foache, la quale ne assunse tutte le spese. Nel 1923 la Basilica fu inaugurata.
La posizione della Basilica è l'ideale; è sul posto più elevato di Nazareth e domina tutta la città. Il Tempio è di stile gotico, tutto a pietra bianca, molto ampio; in alto, nell'interno, campeggia la grande statua di Gesù Adolescente.
La Basilica è affidata ai Padri Salesiani.
La Visita a S. Elisabetta Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta.
Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che la Madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il Bambino ha sussutato di gioia nel mio grembo. Beata te, che hai creduto nell'adempimento delle parole del Signore! -
Allora Maria disse: L'anima mia magnifica il Signore! ... D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente. -
Maria rimase con lei circa tre mesi; poi ritornò a casa sua. (Luca. 139 ... ) . L'Angelo Gabriele, durante il colloquio del grande annunzio, disse a Maria che la cugina Elisabetta, chiamata la sterile ed avanzata negli anni, già si trovava al sesto mese ed attendeva il bambino.
Delicatezza della Madonna! Messa da parte la sua grande dignità, perchè ormai Madre del Messia, pensando che la cugina avrebbe avuto bisogno di assistenza, in fretta si accinse a partire. Elisabetta abitava in quel paesetto, che oggi si chiama Ein Carem, sulle montagne di Hebron, distante da Gerusalemme una ventina di chilometri. Con i mezzi di allora, per andare da Nazareth ad Ein Carem, il viaggio di Maria si sarà protratto per più di una settimana e Dio sa con quanti sacrifici! Meraviglioso l'incontro della Madre del Redentore con la madre del Precursore di Gesù, Giovanni Battista!
Quel luogo è considerato sacro e vi è costruito un Tempio ad onore di San Giovanni Battista.
Il «Magnificat»
Entrai in questo Tempio, osservai e dopo mi fermai a meditare:
Qui Santa Elisabetta, illuminata dallo Spirito Santo, riconobbe nella cugina Maria la Madre del Cristo. Qui la Madonna, mossa dallo Spirito Santo, in un'esplosione di gioia riconoscente a Dio, pronunziò le parole del «Magnificat», capolavoro mistico, che la Santa Chiesa ogni giorno ripete nella sua Liturgia.
Da più di cinquant'anni ogni giorno ho recitato il Magnificat nella Liturgia delle Ore. Ma, stando in questo luogo storico, credetti bene raccogliermi in preghiera e ripetei lentamente le parole del Magnificat, pensando: Qui la prima volta la Madre di Dio pronunziò le parole del Magnificat; qui voglio ripeterle ora io, in omaggio a Maria Santissima.
Il «Benedictus»
Verso il fondo del Tempio trovasi una scala, per la quale si scende in una grotta, che faceva parte della casa di Zaccaria. Qui nacque San Giovanni Battista.
Il Lettore potrebbe osservare:
Si parla sovente di grotte. Come mai?
Il terreno della Palestina è ricco di rocce calcaree, di colore bianco, dure quasi come il marmo; però con martello e palette si possono facilmente scheggiare. Nei locali adiacenti alle abitazioni e nel loro sottosuolo si trovano molti di questi vani e si chiamano «grotte », ma talvolta sono vani abbastanza ampi e comodi. I sepolcri di famiglia, come ad esempio quello di Gesù, proprietà di Giuseppe D'Arimatea, quello di Lazzaro di Betania e quello della Madonna, dal quale fu assunta in Cielo, sono tutti vani scavati nella roccia.
Con questa delucidazione si compronde meglio come è il luogo della nascita di San Giovanni Battista.
Il Precursore di Gesù venne alla luce in una grande grotta; ivi sta eretto un artistico Altare.
Zaccaria, Sacerdote dell'Antica Legge, l'ebraica, mentre metteva l'incenso sul braciere nel Tempio di Gerusalemme, ebbe la visione dell'Angelo Gabriele, il quale gli annunziò che avrebbe avuto un figlio. Lui non prestò fede alle parole dell'Angelo, dicendo che sarebbe stato impossibile, data la sua vecchiaia.
Per questa incredulità, rimase muto nove mesi. Appena nacque il figlio, riebbe la loquela e le sue prime parole furono un inno alla Divinità: Benedetta il Signore, Dio di Israele, perchè ha visitato e redento il suo popolo! ... Ecc ...
L'inno pronunziato da Zaccaria è sublime e la Santa Chiesa tutti i giorni lo fa ripetere festosamente ai Ministri dell'Altare nella Liturgia delle Ore.
A trovarmi dove nacque San Giovanni, dove Zaccaria riacquistò la parola, dove fu pronunziato la prima volta il famoso « Benedictus » e dove era presente anche la Madonna, io volli recitare attentamente tutto l'inno, ringraziando Dio di avermi data la grazia di visitare luoghi così importanti.
Maria Vergine s'intrattenne con Elisabetta circa, tre mesi; le rendeva tutti i servizi, fondata com'era nell'umiltà e nell'ardente carità verso Dio e verso il prossimo.
Come a Nazareth andava ad attingere acqua al pozzo, così le toccò fare pure ad Ein Carem. La fontana non era lontana dall'abitazione; solo qualche centinaio di metri.
I pellegrini fanno la visita anche in questo luogo, detto «Fontana della Vergine. Ci sono oggi cinque getti d'acqua, che i visitatori non tralasciano di assaggiare.
La Nascita di Gesù
Il Profeta Michea, secoli prima che Gesù nascesse, aveva detto: E tu, Bethlemme, terra di Giuda, non sei la più piccola delle città di Giuda; da te uscirà infatti un Capo che reggerà il mia popolo Israele (cioè il Messia). (Michea: X - 1).
Maria, nato Giovanni Battista, fece ritorno a Nazareth. Il tempo della separazione da Giuseppe, prescritto dalla Legge, giunse al termine.
Giuseppe, uomo giusto, era stato avvertito da un Angelo del mistero che si attuava nella Sposa.
Erano trascorsi circa nove mesi dall'annunzio dell'Angelo ed era prossimo il tempo della nascita del Bambino.
Come avrebbe potuto avverarsi la Profezia di Michea, cioè la nascita del Messia a BethIemme, se Maria dimorava a Nazareth? La Provvidenza Divina dispose tutto.
Dice il Vangelo:
In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutto l'impero: Questo primo censimento fu fatto quando era Governatore della Siria Qurino. Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città.
Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nazareth e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Bethlemme, per farsi registrare insieme con Maria sua Sposa, che era incinta.
Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo Figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perchè non c'era posto per loro nell'albergo (Luca: II-1...).
Due volte mi toccò percorrere la via che unisce Nazareth-Gerusalemme Bethlemme. Oggi è comodo fare questo viaggio, attraversando monti e pianure con la macchina; occorrono più di tre ore di macchina.
Maria e Giuseppe chi sa in quanti giorni poterono percorrere quella via, col mezzo comune di allora, l'asinello; in quel tempo le strade di campagna ed i sentieri erano cosparsi di ciottoli. Spontaneamente, mentre viaggiavo, guardando quelle terre pensavo: La Madonna e San Giuseppe quanti disagi dovettero affrontare per giungere a Bethlemme, tenendo conto dello stato particolare della Madonna!.
La Grotta
Per i due Santi Sposi, giunti a Bethlemme, non finirono i sacrifici, perchè, compiuto il dovere della registrazione prescritta, era tanta l'affluenza dei forestieri ed erano così rare le case addette al ricovero notturno, che non poterono trovare posto neppure nel pubblico albergo.
San Giuseppe andò in giro per i dintorni di Bethlemme in campagna; provvidenzialmente trovò una grotta, un'ampia grotta, una di quelle scavate nella roccia, che all'occasione servivano per riparare le bestie dalle intemperie.
Qui, nel cuore della notte, apparve il Redentore del mondo, l'Aspettato dai secoli, Gesù Cristo Bambino.
Bethlemme di oggi non è quella di due mila anni fa; la sua popolazione è di molto aumentata e si è ingrandita assai notevolmente per l'afflusso quotidiano dei pellegrini.
Dopo la nascita di Gesù, la piccola Bethlemme ha acquistato un'importanza eccezionale, mondiale.
La Basilica
I pellegrini, giunti sulla vasta piazza lastricata che sta dinnanzi alla Basilica della Natività, sogliono dare uno sguardo generale al rinomato edificio e poi vanno alla Basilica. Questa, ricca di lavori in mosaico, presenta cinque navate.
In fondo al grande coro stanno due scale, che discendono verso la Grotta e subito ci si trova davanti all'Altare della Natività.
E' spontaneo inginocchiarsi, baciare il luogo ove Gesù nacque e fermarsi a pregare.
Il sacro posto della nascita. è sotto la mensa dell'Altare, segnato da una larga stella d'argento, al centro della quale sta un incavo rotondo, ma non profondo, che i devoti riescono a baciare facilmente. Sulla stella è scritto in latino: « Hic de Virgine Maria Iesua Christus natus est », che in lingua italiana risponde: Qui è nato Gesù Cristo da Maria Vergine.
La Grotta nel susseguirsi dei tempi ha subito dei ritocchi accidentali, ma la storica Grotta è quella, lunga dodici metri e larga tre e mezzo, quasi di forma rettangolare dall'ingresso al fondo.
Nel fondo, a destra di chi guarda, la Grotta si allarga e qui era il posto della mangiatoia; qui sta abitualmente sopra un rialzo laterale, uno strato di paglia, sul quale è collocato un graziosissimo ed artistico Bambino di grandezza naturale.
Lampade e lampadari in quantità pendono dalla volta superiore. Diverse volte visitai la sacra Grotta. Anche qui mi prostrai a pregare e a meditare: In questo palmo di terra fece la sua prima comparsa il Figlio di Dio, Verbo Incarnato. Qui ebbe il pruno bacio della Madre sua e di San Giuseppe, mentre le Schiere Angeliche aleggiavano festanti! O Gesù-, Luce Increata, tu venisti a redimere l'umanità ed apparisti nel buio della notte per illuminare il mondo immerso nelle tenebre dell'errore; 0 Gesù, nascesti nell'umiltà, nell'ora del profondo silenzio, in questa povera Grotta! E qui vengono da secoli a prostrarsi ed a baciare umilmente il suolo principi, re, imperatori, centinaia di milioni di pellegrini ed anche il Sommo Pontefice, tuo Vicario in terra!
Il Campo dei Pastori
Dice l'Evangelista San Luca (...). C'erano in quella regione alcuni pastori, che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge.
Un Angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento, ma l'Angelo disse loro: Non temete! Ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: Oggi vi è nato nella città di Davide un Salvatore, che è il Cristo Signore. E' questo per voi il segno: Troverete un Bambino avvolto in fasce, che giace in una mangitoia.
E subito apparve con l'Angelo una moltitudine dell'esercito celeste, che lodava Dio e diceva: Gloria a Dio nel più alto dei Cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà!.
Appena gli Angeli si furono allontanati per ritornare al Cielo, i pastori dicevano fra loro: Andiamo fino a Bethlemme; vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere. -
L'apparizione angelica fu un fatto cosi importante, che non poteva restare ignoto nella storia il luogo dei pastori; difatti coloro che visitano la sacra Grotta, restano insoddisfatti se non visitano anche il « Campo dei Pastori ».
Bethemme resta in alto; il Campo dei Pastori è in basso, lungo il declivio della zona e dista pochi chilometri.
Sul cancello d'ingresso si legge, scritto in lamine di ferro: «Campo dei Pastori».
Hanno cura del recinto i Padri Francescani.
Vi si trova un Tempio, che è detto « Santuario del Gloria in excelsis ». Nell'interno ci sono dieci pilastri, i quali sostengono una specie di tamburo architettonìco con finestre rotonde; sopra vi è la cupola.
Le parole dell'Angelo ai pastori sono riprodotte in mosaico d'oro nel tamburo della cupola.
E' commovente l'esplosione di fede dei pellegrini, i quali, giunti sul campo storico, intonano con gioia il canto che la Liturgia mette nelle Messe Festive: «Gloria a Dio nell'alto dei Cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà ».
Il Sottosuolo
Si è parlato della Grotta della Natività e del Campo dei Pastori. Non è superfluo rilevare qualche cosa,concernente la Grotta.
Data la facilità di utilizzare il sottosuolo palestinese, ricco di pietre calcaree e di tufo molto resistente, nel sottosuolo della Sacra Grotta si sono formate diverse Cappelle. Una è dedicata a San Giuseppe; un'altra ai Santi Innocenti; una terza a Sant'Eusebio ed una quarta, a San Girolamo.
La cappella di San Girolamo attirò la mia attenzione particolare. Questo Santo che la Chiesa chiama « Massimo Dottore », lasciò Roma e si stabilì sotto la Grotta della Natività, per vivere vita eremitica e per attendere meglio al suo proprio lavoro di scrittore sacro. Conoscitore profondo delle lingue aramaiche, tradusse la Bibbia dall'aramaico e fece la revisione dei libri sacri tradotti da altri in precedenza.
Data la sua fede e lo spirito di penitenza, più volte ebbe delle apparizioni di Gesù, come risulta dalla sua biografia.
Mi fermai in quel sotterraneo, Vi ritornai ancora e volli celebrare la Messa in questa Cappella di San Girolamo.
La Casa di San Giuseppe
San Giuseppe scelse la Grotta nella campagna per necessità, non avendo trovato posto nella cittadina. Ma non si abbia da pensare che, nato Gesù, si sia fermato lì. La delicatezza verso la Santa Sposa e più che tutto il rispetto al Figlio di Dio in fasce, di certo lo sollecitarono a cercare nei giorni seguenti un luogo più dignitoso.
Tutto ciò fa pensare il buon senso e questo si rileva anche dal Vangelo di San Matteo; il quale dice che quando andarono i Magi guidati dalla stella misteriosa, questa si fermò sulla « casa ».
A circa mezzo chilometro dalla Grotta, nel Convento delle Suore Missionarie Francescane di Maria trovasi una Cappella, chiamata «La Casa di San Giuseppe ». Qui è ricordata la casa scelta da San Giuseppe dopo la nascita di Gesù.
La Vergine Santissima, Immacolata, non ebbe i dolori del parto e quindi non le occorreva il riposo. Quanto tempo si sarà fermata a Bethlemme?
Prima di tutto si tenga conto che non poteva ritornare subito a Nazareth, poichè l'ottavo giorno dopo la nascita del Bambino, doveva San Giuseppe portarlo al Tempio di Gerusalemme per la funzione della Circoncisione.
Inoltre, dopo la Circoncisione non poteva la Sacra Famiglia fare subito ritorno a Nazareth, perchè la Legge di Mosè prescriveva che ai quaranta giorni dalla nascita i primogeniti maschi dovevano essere presentati al Sacerdote nel Tempio di Gerusalemme e dovevano andare anche le madri per purificarsi.
Non era tenuto nè Gesù nè la Madonna a sattostare a questa Legge; tuttavia la prescrizione fu eseguita esattamente.
Data la distanza tra Bethlemme e Nazareth con i disagi del viaggio, avendosi dovuto fare quel lungo percorso tre volte in quaranta giorni, San Giuseppe credette bene fermarsi ancora a Bethlemme.
Non sappiamo quanto tempo la Sacra Famiglia sia rimasta a Bethlemme; sappiamo però dal Vangelo che, quando andarono i Magi, il Bambino Gesù era ancora a Bethlemme.
Dopo il ritorno dall'Egitto
Il re Erode, informato dai Magi che era nato il Messia, non avendo potuto individuare il luogo della sua dimora, ordinò la strage dei bambini nella folle speranza di coinvolgere Gesù.
Si sa dal Vangelo che San Giuseppe, avvertito da un Angelo, partì subito per l'Egitto; alla morte di Erode ritornò in patria e si stabilì a Nazareth.
Tutti gli anni la Sacra Famiglia si recava a Gerusalemme per la festa della Pasqua, ma non era tenuta ad andarvi perchè la Legge di Mosè (Esodo: XXIII-14) non obbligava quelli che si trovavano a più di una giornata di cammino da Gerusalemme.
Nella Pasqua, quando Gesù contava dodici anni, avvenne il suo smarrimento ed il ritrovamento nel Tempio.
Trovandomi spesso nei pressi del luogo, ov'era il Tempio di Gerusalemme, mi si presentava nella mente la scena: Qui venivano Maria, Giuseppe e Gesù e chi sa quante volte! In questi dintorni i Santi Sposi si aggiravano afflitti in cerca di Gesù! Qui ebbero la gioia del ritrovamento! -
Si è fatta parola del Tempio di Gerusalemme. C'è molto da dire a questo riguardo; rimando ad altro capitolo le interessanti notizie storiche.
Battesimo di Gesù
Parlando di Nazareth, si è detto che ivi c'è soltanto il posto dov'era la casa della Sacra Famiglia; si è detto pure che la fabbrica è a Loreto.
In questa, casa di Nazareth Gesù lavorò nell'umiltà fino ai trent'anni, non lasciando trasparire nulla della sua Divinità. Era questa la volontà del Padre Celeste. In paese era conosciuto e chiamato il Figlio del Fabbro.
Giunse il tempo di presentarsi al mondo, con la predicazione e con i prodigi; nel frattempo Giovanni Battista disponeva il popolo ad accogliere il Messia, il quale ormai era alle porte. Dice San Matteo (III-13 ... ) ;
In quel tempo Gesù dalla Galilea andò al Giordano da Giovanni per farsi battezzare da lui. Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me?
Ma Gesù gli disse: Lascia fare per ora, poichè conviene che cosi adempiamo ogni giustizia.
Allora Giovanni acconsentì. Appena battezzato, Gesù uscì dall'acqua ed ecco si aprirono i Cieli ed egli (Giovanni) vide scendere coma una colomba e venire su di lui. Ed ecco una voce dal Cielo che disse: Questi è il mio Figlio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto. -
Non si confonda il battesimo di San Giovanni con quello di Gesù, perchè il primo era una semplice pratica di penitenza, mentre il secondo è Sacramento. In altre parole: il battesimo di San Giovanni era una figura del vero Battesimo, che Gesù in seguito istitui.
Il Giordano
Il Giordano è detto Fiume sacro ». Dal monte Hermon scende e percorre la Galilea e la Giudea, immergendosi prima nel Lago di Genezareth e poi nel Mar Morto. La lunga vallata del percorso del fiume è fertile.
Al di là del fiume, verso oriente, c'è la montagnosa zona della Giordania. Perchè il Giordano è detto « Fiume sacro?
A circa tre chilometri da Gerico, verso il fiume, c'è Galgala. Questo luogo è celebre, perchè il popolo ebreo vi pose il primo accampamento quando giunse alla Terra Promessa sotto la guida di Mosè, dopo quarant'anni di viaggio.
A Galgala, per comando di Dio, furono collocate dodici grosse pietre, tolte dal letto del fiume, a testimonianza dei prodigi avvenuti nel popolo ebreo. Qui, per ordine avuto da Dio, Giosuè fermò le acque del Giordano e gli Ebrei poterono passare a piede asciutto. In questa località San Giovanni Battista riceveva le folle e compiva la sua missione di Precursore del Messia.
Sulle acque del Fiume c'è una Cappella ed una gradinata, la quale permette di scendere sulla riva e di prendere la barca per attraversare il sacro Fiume.
Guardando a lungo questa zona del Giordano, pensavo:
Qui Gesù cominciò a manifestarsi al mondo! ... Quanti preziosi ricordi storici Dio mi permette di vedere!
Il Monte delle Tentazioni Nel Capo IV-1 ... del Vangelo di San Matteo si legge:
Allora Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto per essere tentato dal diavolo. Dopo avere digiunato quaranta giorni e quaranta notti, ebbe fame. Il tentatore allora gli si accostò e gli disse: Se tu sei il Figlio di Dio, di' che queste pietre diventino pane.
Ma Egli rispose: Non di solo pane vive l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio.
Allora il diavolo lo condusse con sè nella città santa (Gerusalemme), lo depose sul pinnacolo del Tempio e gli disse: Se sei il Figlio di Dio, gettati giù, perchè sta scritto: Ai suoi Angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti sorreggeranno con le loro mani, perchè non abbia ad urtare contro un sasso il tuo piede.
Gesù gli rispose: Sta scritto anche: Non tentare il Signore Dio tuo.
Di nuovo il diavolo lo condusse con sè sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo con la loro gloria e gli disse: Tutte queste cose io ti darò, se, prostrandoti, mi adorerai. Ma Gesù rispose: Vattene, Satana! Sta scritto: Adora il Signore Dio tuo ed a Lui solo rendi culto!
Allora il diavolo lo lasciò ed ecco gli Angeli gli si accostarono e lo servirono.
Andai al Mar Morto. Un tempo erano qui le fiorenti città della Pentapoli, tra cui Sodoma e Gomorra. La loro sfrontata immoralità provocò il castigo di Dio e le città furono distrutte dal fuoco piovuto dal cielo al tempo di Abramo.
La zona del Mar Morto è quasi a trecento metri sotto il livello del mare. Il caldo, quel giorno era meriggio estivo, segnava all'ombra i quarantacinque gradi.
Dal Mar Morto mi diressi a Gerico. In questa cittadina ricordai qualche episodio evangelico e cioè la guarigione del cieco e l'incontro di Gesù con Zaccheo, il pubblicano, esoso esattore delle tasse.
Ricordo che in quel giorno ed in quell'ora di forte calore fu di grande ristoro a me ed agli altri pellegrini la acqua della Fontana del Profeta Eliseo. Ecco la storia della Fontana, come si legge nella Bibbia:
La gente della città di Gerico disse al Profeta Eliseo: Il soggiorno di questa città è ottimo, come tu stesso vedi; ma le acque sono pessime e la terra è sterile.
Eliseo disse: Portatemi un vaso nuovo e metteteci del sale. - Portato che glielo ebbero, egli andò alla sorgente delle acque e, gettandovi del sale, disse: Queste cose dice il -Signore: Ho reso sane queste acque e non ne verrà più nè morte nè sterilità.
E quelle acque furono rese sane fino a questo giorno secondo le parole dette dal Profeta Eliseo. (Libro IV dei RE II-19)
Questa sorgente, che è ancora ricchissima di acqua, come io stesso potei costatare, è passata alla storia col nome di Fontana di Eliseo.
A poca distanza da Gerico comincia il Deserto Giudaico, terreno incolto e montagnoso.
Gesù, dopo il battesimo del Giordano, si ritirò sopra uno di questi monti, chiamato in seguito Monte della Quarantena, o Monte delle Tentazioni.
Il monte è abbastanza alto, cosparso di rocce e da un versante è tagliato a picco.
Non potevo non fermarmi a meditare:
Gesù Nazareno, qui volesti venire prima di cominciare la tua vita pubblica, raccolto nel silenzio di questo monte, digiunando quaranta giorni e quaranta notti! In questo luogo permettesti a Satana di tentarti, per insegnare ai tuoi seguaci come rispondere a Satana quando assale con le tentazioni e per ottenere alle anime di buona volontà la forza di superare le molteplici tentazioni della vita.
O Gesù, qui vennero gli Angeli a servirti. Sono passati venti secoli e mi pare di vederti ancora tra le rocce di questo monte, stanco, sfinito dalla fame, tutto intento a compiere la volontà del Parde Celeste per salvare l'umanità.
Guardando l'attuale cinta di mura, che si erge sui locali del Tempio di Gerusalemme, allo spigolo ove la cinta si volge a mezzogiorno, si vede il posto del pinnacolo del Tempio, dove Satana disse a Gesù; Gettati giù!
Comincia la Vita Pubblica
Fin dal principio della vita pubblica Gesù scelse alcuni uomini che lo seguissero, ascoltassero i suoi insegnamenti, assistessero ai miracoli ed andassero per città e castelli a disporre gli animi ad accogliere la buona novella del Regno dei Cieli. Ne scelse dodici Apostoli, ed in seguito ne aggiunse altri settantadue detti discepoli. Costoro, pur non avendo visto ancora alcun miracolo, sentivano verso Gesù una grande attrattiva, sia per la sua bontà e sia per la sublimità della sua dottrina. Man mano che assistevano ai miracoli, si legavano a lui sempre più fortemente.
Le Nozze di Cana
San Giovanni Evangelista, dice: Ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea e c'era la Madre di Gesù. Fu invitato a nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Nel frattempo, venuto a mancare il vino, la Madre di Gesù gli disse: Non hanno più vino.
E Gesù rispose: Che ho da fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora.
La Madre disse ai servi: Fate quello che vi dirà.
Vi erano là sei giare di pietra per la purificazione dei Giudei, contenenti ciascuna due o tre misure. E Gesù disse loro: Riempite d'acqua le giare. - e le riempirono sino all'orlo. Disse loro di nuovo: Ora attingete e portatene al maestro di tavola. - Ed essi gliene portarono. Come ebbe assaggiato l'acqua diventata vino, il maestro di tavola, che non sapeva da dove venisse, (ma lo sapevano i servi che avevano attinto l'acqua), chiamò lo sposo e gli disse: Tutti servono da principio il vino buono e, quando i convitati sono un po' brilli, quello meno buono. Tu invece hai conservato fino ad ora il vino buono. - Così Gesù diede inizio ai suoi miracoli in Cana di Galilea; manifestò la sua gloria ed i suoi discepoli credettero in Lui (Giovanni II-l)...
Partendo da Nazareth, per la via che porta a Tiberiade, si giungo dopo una quindicina di chilometri a Cana, detta di Galilea, per non confonderla con l'altra Cana di Giudea:
La cittadina al presente conta cinque mila abitanti, ma è importante perchè ricorda il primo miracolo di Gesù.
I pellegrini che vanno in Terra Santa, non omettono di visitare Cana. Anch'io vi andai.
Sul luogo storico sta una Chiesa. Nell'atrio di essa, in un angolo sta una delle giare, che a suo tempo servirono nel pranzo di nozze.
La giara è alta circa un metro, unico blocco di pietra; verso il fondo, un po' lateralmente, c'è un discreto foro, utile a vuotare o pulire l'interno della giara.
I pellegrini, visitando quest'atrio, vanno col pensiero al buon vino prodigioso del primo miracolo di Gesù. Niente di strano se in quest'atrio sta abitualmente un tavolo, con sopra tante piccole bottigliette di vino; ognuna contiene appena un decimo di litro.
Chiesi al custode, Sacerdote Ortodosso, il significato di ciò. Mi disse: Il vino è delle viti di questa contrada di Cana. I pellegrini vogliono portare qualche ricordo della visita qui fatta e prendono una bottiglietta. Allora io soggiunsi: Una bottiglietta sia pure per me.
La fama di Gesù
Nel Vangelo di San Matteo si legge: Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe e predicando la buona novella del Regno dei Cieli e curando ogni sorta di malattie ed infermità nel popolo.
La sua fama si sparse per tutta la Siria e così condussero a Lui i malati, tormentati da varie malattie e dolori, indemoniati, epilettici, ed Egli li guariva. E grandi folle cominciarono a seguirlo dalla Galilea, dalla Decapoli, da Gerusalemme, dalla Giudea e da oltre il Giordano (Matteo: IV-23...).
Nessuna meraviglia che le folle accorressero a Gesù sin dal principio della sua vita pubblica. I numerosi miracoli erano eloquenti. Si diceva: Il Figlio del Fabbro di Nazareth (così era creduto) deve essere un Profeta, anzi uno dei grandi Profeti.
Gesù seminava la buona novella ovunque, ma specialmente nelle sinagoghe, che erano i luoghi ufficiali dell'istruzione religiosa.
Stando così le cose, Gesù ritornò a Nazareth, sua patria.
I Nazareni ne furono contenti e nello stesso tempo erano meravigliati che il Figlio del Fabbro facesse parlare tanto di sè. Anche loro volevano vedere i prodigi, che Egli operava altrove.
A Nazareth
Nel Vangelo di San Luca si legge: Gesù si recò a Nazareth, dove era stato allevato, ed entrò, secondo il suo solito, di sabato nella sinagoga e si alzò a leggere (la Sacra Scrittura) Gli fu dato il rotolo (del libro) del Profeta Isaia; apertolo, trovò il passo dove era. scritto:
Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l'unzione e mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio, per proclamare ai prigionieri la liberazione ed ai ciechi la vista, per rimettere in libertà gli oppressi e predicare un anno di grazia del Signore.
Poi arrotolò il volume, lo consegnò all'inserviente e sedette. Gli occhi tutti nella sinagoga stavano fissi sopra di lui.
Allora cominciò a dire: Oggi si è adempiuto questa Scrittura, che voi avete udito con i vostri orecchi. -
Tutti gli rendevano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano della sua bocca e dicevano: Non è il Figlio di Giuseppe? Ma Egli rispose: Di certo voi mi direte il proverbio: Medico cura te stesso! Quanto abbiamo udito che accadde a Cafarnao, fàllo anche qui nella tua patria! - Poi soggiunse: Nessun Profeta è ben accetto in patria (Luca: IV-16 ... ) .
Gesù non vide nei suoi concittadini la fede che riscontrava altrove e, sebbene fosse nella sua patria, non voleva operarvi miracoli.
Continua San Luca: Tutti nella sinagoga furono pieni di sdegno; si levarono, lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul Ciglio del monte, sul quale la loro città era situata, per gettarlo giù dal precipizio. Ma Egli, passando in mezzo a loro, se ne andò.
Sul suolo dell'antica sinagoga di Nazareth si è costruito un edificio, che è chiamato ancora sinagoga. Dalla Basilica dell'Annunziazione, antica dimora della Madonna, la sinagoga dista appena un centinaio di metri.
Si può giustamente pensare, che quando la gente arrabbiata voleva uccidere Gesù, il clamore sia giunto all'orecchio della Madonna. Si può anche pensare che Lei sia corsa subito, se non sul posto della sinagoga, almeno nelle vicinanze dov'era il clamore della folla; la Madre di Gesù avrà avuto momenti di forte trepidazione. Sul posto, ove sarebbe andata la Madonna, si costruì come ricordo un Santuario, detto Santa Maria del Tremore »;
L'attuale sinagoga è custodita dai Greci Cattolici. Qui mi recai e mi fu permesso entrare ed osservare.
Seppi che la sinagoga si chiama Scuola del Messia », perchè Gesù vi insegnò. E' una sala rettangolare, nove metri per otto. Andai a mettermi sul posto più eminente, corrispondente a quello occupato da Gesù quando parlava, e rifeci nella mia mente, come altrove, la scena avvenuta al tempo di Gesù. Anche fuori, rifacendo la viuzza che fiancheggia la sinagoga, pensavo: Lungo questo tratto Gesù era sospinto dalla furia popolare per essere condotto al precipizio. Ma non era quella l'ora della sua morte; lo attendeva ben altro. Però Gesù diede ai Nazareni prova della sua onnipotenza, rendendo in un dato momento tutti immobili ed impotenti; come inchiodati al suolo, ed Egli, passando serenamente fra le due file della folla, andò via da Nazareth.
Nessun Profeta è accetto nella sua patria!
Cafarnao
Gesù nacque a Bethlemme di Giuda e quindi era Giudeo; visse tanti anni nella Galilea ed era considerato Galileo. Era chiamato anche Nazareno, perchè dimorante a Nazareth.
Gesù, per essere più vicino ai luoghi che intendeva evangelizzare, scelse una cittadina sul lago di Genezareth, Cafarnao.
Che predilezione per Cafarnao essere scelta dal Figlio di Dio come città di adozione! Quanti miracoli vi operò!
Come accorreva ivi la moltitudine, allorché si sapeva Gesù essere lì!
Però Cafarnao fu ingrata, come furono pure ingrate altre città e come lo fu specialmente Gerusalemme.
Un giorno Gesù afflitto per tanta ingratitudine, esclamò: Tu, Cafarnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Sarai precipitata fino agli inferi, perchè se in Sodoma fossero avvenuti i miracoli operati in te, essa forse ancora oggi esisterebbe (Matteo: XI-23).
Quando, giunto a Cafarnao, volgevo lo sguardo all'intorno per vedere la cittadina, non scorgendo alcun segno di abitazione, domandai: - Ma dov'è Cafarnao?
- E' qui, tutta nel sottosuolo. - Io potei vedere semplicemente ruderi. La distruzione avvenne nell'anno 665 per un tremendo terremoto. Come ricordo storico, è assai importante a Cafarnao 1'arcisinagoga, molto grande, ricostruita sul luogo originale, ma solo parzialmente; tuttavia dà l'idea dell'antica monumentale costruzione.
Mi avvicinai ed era il caso di meditare: In questa arcisinagoga Gesù sovente istruiva il popolo. Talvolta la folla convenuta era esorbitante ed allora Gesù montava sulla barca, essendo il mare vicinissimo, e la folla ascoltava dalla riva.
Proprio qui il Figlio di Dio fece la solenne promessa dell'Eucaristia, quando, dopo la moltiplicazione dei pani, avvenuta il giorno precedente, la folla smaniosa andava in cerca li Lui. Quanti ricordi evangelici enumera Cafarnao!
A sud dell'arcisinagoga, poco dite, si vedono i ruderi interessanti di un'antica Chiesa, costruita a suo tempo sulla casa dell'Apostolo Pietro; qui dimorava Gesù, quando si fermava a Cafarnao. Come risulta dai Vangeli (Matteo: 8,14-5; Marco: 1,29-31), San Pietro, quantunque nato a Betsaida, dimorava a Cafarnao.
Le Beatitudini
L'Evangelista San Matteo scrive: Gesù, vedendo la folla, sali sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli. Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo:
Beati i poveri in spirito, perchè di essi è il Regno dei Cieli!
Beati gli afflitti, perchè saranno consolati!
Beati i miti, perchè erediteranno la terra!
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perchè saranno saziati!
Beati i misericordiosi, perchè troveranno misericordia!
Beati i puri di cuore, perchè vedranno Dio!
Beati gli operatori della pace, perchè saranno chiamati figli di Dio!
Beati i perseguitati per causa della giustizia, perchè di essi è il Regno dei Cieli!
Beati voi, quando v'insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perchè grande è la vostra ricompensa nei Cieli. Cosi infatti hanno perseguitati i Profeti prima di voi! (Matteo: V-1 ... ).
Nei pressi di Cafarnao c'è un monte, chiamato Monte delle Beatitudini ». Il panorama che vi si gode dalla cima, è proprio da vedersi: la vasta estensione del lago di Tiberiade, i monti che vi fanno corona, la verdeggiante pianura.
Gesù, seguito dalle folle, si pose su questo monte; di certo era stanco e si mise a sedere. Volgendo lo sguardo su quella moltitudine, assetata della parola di Dio, Egli vide col suo sguardo divino tutta l'umanità pellegrina sulla terra e pronunziò quelle parole sublimi, che nessun uomo aveva mai dette prima di Lui, nè mai dirà.
Sopra questo monte, era di pomeriggio, mi trovai anche io e volli mettermi a sedere sul suolo, come un giorno fece Gesù. Guardavo intanto il panorama, tanto bello, e mi dicevo: Gesù scelse questo luogo ameno per insegnare, a tutte le generazioni il segreto della vera felicità! Oh, se tutti seguissero il cammino tracciato dal Divin Maestro con la proclamazione delle Beatitudini, come cambierebbe il mondo, oggi tanto afflitto e sconvolto! -
Sulla cima del monte c'è un Tempio, di forma ottagonale, coperto a cupola e circondato da un deambulatorio aperto al archi, con finestroni orizzontali, che permettono la vista del lago di Genezareth. A sua volta il deambulatorio è circondato da un portico, che at tenua la luce ed offre al visitatore un ottimo posto per contemplare il pana rama.
Nell'interno della Chiesa, in alta, stanno otto finestre, sui vetri delle qua li sono riportate le parole delle Beatitudini.
La Chiesa dei Primato
San Giovanni riporta nel suo Vangelo le apparizioni di Gesù risorto agli Apostoli. Durante la terza apparizione, avvenuta alla riva del lago di Genezareth, Gesù disse a Simon Pietro: Simone di Giovanni, mi ami tu più di costoro? - Gli rispose: Certo, Signore.
tu sai che io ti amo! - Gli disse: Pasci i miei agnelli. - Gli disse di nuovo: Simone di Giovanni, mi ami tu? - Gli rispose: Certo, Signore, tu sai che io ti amo! - Gli disse.. Pasci i miei agnelli. - Gli disse per la terza volta: Simone di Giovanni, mi ami tu? - Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli dicesse: mi ami? - e gli disse: Signore, tu sai tutto; tu sai che io ti amo! - Gli rispose Gesù: Pasci le mie pecorelle. (Giovanni: XXI-15 ... ) .
Non molto lontano da Cafarnao, sula riva del lago di Genezareth, luogo piuttosto roccioso, c'è la Chiesa del Primato di Pietro. Dagli studi archeologici risulta che qui Gesù diede all'Apostolo Pietro il Primato su tutta la Chiesa.
Tre volte Simon Pietro aveva rinnegato Gesù nel Sinedrio durante la Passione e tre volte gli fu richiesta da Gesù la conferma dell'amore.
Dentro la Chiesa, sul pavimento sta una grossa e larga pietra, che dà sul bianco. Qui Gesù parlò a San Pietro e qui i pellegrini si prostrano a baciare la storica pietra.
Anche il Papa Paolo VI, quando visitò la Terra Santa, venne in questa Chiesa e, stando in ginocchio, baciò la pietra, soffermandosi a pregare ed a meditare. Non sappiamo quali sentimenti abbia avuto Paolo VI in quel momenta ma si può arguire che abbia detto in cuor suo: Gesù, Pastore Eterno, hai costituito tuo Vicario in terra il Pescatore di Galilea, Pietro. Ti sei degnato scegliere me per suo Successore e, sebbene indegno di tanto compito, assistimi per guidare il tuo immenso gregge mistico! A te la gloria, o Dio, e non a me!
Mentre io baciavo la pietra, pensavo a Paolo VI, prostrato umilmente come me.
Il Monte Tabor
Dal Vangelo di San Luca:
Gesù prese con sè Pietro, Giacomo e Giovanni e salì sul monte a pregare.
E, mentre pregava, il suo volto cambiò d'aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Ed ecco due uomini parlavano con Lui; erano Mosè ed Elia, apparsi nella loro gloria e parlavano della sua dipartita che avrebbe portato a compimento a Gerusalemme.
Pietro ed i suoi compagni erano oppressi dal sonno; tuttavia restarono svegli e videro la sua gloria ed i due uomini che erano con Lui. Mentre questi si separavano da Lui, Pietro disse a Gesù: Maestro, è bello per noi stare qui! Facciamo tre tabernacoli, uno per te, uno per Mosè ed uno per Elia. - Egli non sapeva ciò che diceva.
Mentre parlava così, venne una nube e li avvolse; all'entrare in quella nube ebbero paura. Dalla nube uscì una voce, che diceva: Questi è il mio Figlio diletto: Ascoltatelo!
Appena la voce cessò, Gesù restò solo. Essi tacquero ed in quei giorni non riferirono ad alcuno ciò che avevano visto (Luca: IX-28 ... ).
Il monte, sul quale avvenne la Trasfigurazione di Gesù, è il Tabor, monte assai alto. Questa parte della Galilea è montagnosa; sono monti e colline che si susseguono, ma il Tabor è del tutto isolato e domina sulla verdeggiante pianura di Esdrelon.
Sulla sacra montagna sta la Basilica; se ne dà qualche idea. All'esterno c'è un arco, scolpito con molta arte, e poggia sopra due torri, le quali ai lati della faccia congiungono due Cappelle alla Basilica. Le Cappelle sono dedicate a Mosè e ad Elia e così, unite al grande Tempio, realizzano il desiderio di San Pietro, che voleva sul Tabor tre tabernacoli o tende.
La sommità del monte è divisa in due parti, separate da un muro; una appartiene ai Padri Francescani e l'altra ai Greci Ortodossi.
Andare sul Tabor non è troppo faticoso; la via serpeggiante è comoda e fa piacere il farla per la vegetazione che l'abbellisce.
Il Tabor, come dicono i competenti, per la sua posizione, per la forma, por la ricca vegetazione e per la bellezza del suo panorama, potrebbe dirsi una montagna unica nella Palestina.
Riflessione
Con la sua Trasfigurazione Gesù fece vedere ai tre Apostoli un raggio della sua Divinità, per accrescere la fede in Lui, poichè dopo quella scena di Paradiso Gesù cominciò a parlare di ciò che di doloroso l'attendeva a Gerusalemme.
La comparsa di Mosè e di Elia significava che Gesù, Figlio di Dio, dava compimento a quanto Mosè ed Elia avevano scritto di Lui secoli innanzi.
Se la vista momentanea di una scena di Paradiso fece trasecolare San Pietro, che sarà del godimento eterno di Dio nella Patria Celeste? Purtroppo si è fortemente presi dalla vita terrena presente; ma occorre pensare di più alla felicità eterna che ci attende, se seguiamo le orme di Gesù.
Il Pozzo di Giacobbe
Gesù da tempo aveva cominciato la vita pubblica, predicando e compiendo prodigi, prima nella Galilea e poi nella Giudea.
Un giorno, lasciata la Giudea, in compagnia degli Apostoli faceva ritorno in Galilea e doveva passare per la Samaria. L'Apostolo San Giovanni, che era presente, riporta nel suo Vangelo un episodio: Gesù doveva attraversare la Samaria. Giunse pertanto ad una città della Samaria, chiamata Sichem, vicino al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe, suo figlio. Qui c'era il pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, stanco del viaggio, sedeva, così alla buona, presso il pozzo. Era verso mezzogiorno. Arrivò intanto una donna di Samaria per attingere acqua. Le disse Gesù: Dammi da bere!
I suoi discepoli intanto erano andati in città a fare provvista di cibi. Ma la samaritana gli disse: Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono donna samaritana?
I Giudei infatti non mantengono buoni rapporti con i samaritani. Gesù le rispose: Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è Colui che ti dice « Dammi da bere! », tu stessa gliene avresti chiesta ed Egli ti avrebbe data acqua viva.
Gli disse la donna: Signore, tu non hai un mezzo per attingere ed il pozzo è profondo. Da dove hai dunque quest'acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede questo pozzo e ne bevve lui con i suoi figli ed il suo gregge?
Rispose Gesù: Chiunque beve di quest'acqua, avrà di nuovo sete; ma chi beve dell'acqua che io gli darò, non avrà mai più sete, anzi l'acqua che io gli darò diventerà in lui sorgente di acqua, che zampilla per la vita eterna. Signore, gli disse la donna; dammi di quest'acqua, perchè non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua.
Le disse: Va' a chiamare tuo marito e poi ritorna qui.
Rispose la donna: Non ho marito. Le disse Gesù: Hai detto bene « Non ho marito »; infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito. In questo hai detto il vero. Gli replicò la donna: Signore, vedo che sei Profeta.
(Approfittò dell'occasione per avere sciolta una importante questione religiosa)
I nostri padri hanno adorato Dio sopra questo monte (Garizim) e voi dite che è Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare.
Gesù le disse: Credimi, donna, è venuto il momento, in cui nè su questo monte, nè in Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate quel che non conoscete; noi adoriamo quello che conosciamo, perchè la salvezza viene dai Giudei. Ma è giunto il momento, ed è questo, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità, perchè il Padre cerca tali adoratori. Dio è Spirito e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità.
Gli rispose la donna: So che deve venire il Messia; quando Egli verrà, ci annunzierà ogni cosa. Le disse Gesù: Sono io, che ti parlo! (Giovanni: IV-4 ...).
Percorrendo la via Gerusalemme Nazareth s'incontra Sichem, la quale è nella grande vallata ai piedi del monte Garizim.
Verso il principio della cittadina c'è una cinta con la indicazione « Pozzo di Giacobbe.
I pellegrini vanno a visitarlo e lo visitai pure io, con molto piacere, perchè da tempo bramavo trovarmi ivi. Le vicende storiche di quel tratto di terreno sono state varie, poichè in diverse riprese sul luogo del pozzo si costruì prima un Tempio commemorativo e poi, abbattuto questo, ne fu costruito un altro; però il pozzo è rimasto sempre intatto, all'originale, custodito nella cripta, che oggi è anche Cappella. Ne sono proprietari i Greci Ortodossi. Si presenta ora la descrizione del luogo.
Entrando nell'ampia cinta, si vedono i resti di un grande Tempio, al centro del quale, verso l'abside, stanno due capannelle, per le quali si giunge in basso al luogo del pozzo. Molte lampade ornano il tetto della cripta.
Mi fermai presso il pozzo e, ricordando che Gesù ivi si era seduto, alla buona, pure io mi sedetti sull'orlo del pozzo.
Il Padre Greco, custode, mandò giù il secchio e lo ritirò pieno di acqua fresca.
Ne bevvi io e gli altri.
Il pozzo è profondo e l'acqua si attinge a circa trentadue metri di profondità.
Il luogo è sacro, perchè santificato dalla presenza corporale di Gesù. M'inginocchiai e, poggiato al pozzo cosi pregai: Signore, tu convertisti qui la donna samaritana. Ma quante « samaritane » peccatrici ci sono oggi nel mondo! Abbi pietà e converti le donne traviate, che per denaro o per passione bevono alle acque fetide dell'immoralità, sempre assetate e mai sazie!
Betania
Dal Vangelo di San Giovanni: Sei giorni prima della Pasqua Gesù andò a Betania, dove si trovava Lazzaro, che Egli aveva risuscitato dai morti. E qui gli fecero una cena. Marta serviva e Lazzaro era uno dei commensali. Maria allora, presa una libra di olio profumato di vero nardo, assai prezioso, cosparse i piedi di Gesù e li asciugò con i suoi capelli; tutta la casa si riempì del profumo dell'unguento (Giovanni: XII-11.
Lazzaro
Betania è una cittadina distante da Gerusalemme due chilometri e mezzo e si trova alle spalle del Monte Oliveto.
Qui viveva una famiglia, i cui membri erano Lazzaro e le sorelle Marta e Maria. I loro rapporti con Gesù erano intimi.
Risulta, come dicono i Padri Greci, che Lazzaro era un ricco possidente ed aveva delle proprietà anche fuori Betania.
Quando Gesù si trovava nei pressi di Gerusalemme, sovente andava nella casa di Lazzaro, ove Marta e Maria gli preparavano il posto con amore e riconoscenza.
Lazzaro era divenuto amico intimo di Gesù. Quando Gesù seppe che Lazzaro era morto, andò a trovarlo e, stando davanti alla sua tomba, cominciò a piangere.
I Giudei presenti, a vedere ciò, meravigliati dicevano: Quanto gli voleva bene! E perchè allora non lo salvava prima di morire con un prodigio, come guarì il cielo nato?
Gesù volle ridare la vita all'amico. Stando davanti al sepolcro, alla presenza della folla convenuta, sebbene Lazzaro fosse morto da quattro giorni, disse a gran voce: Lazzaro, vieni fuori! - e Lazzaro risuscitò e fu ridato vivo alle sorelle.
Immaginare la gioia e la gratitudine di Marta e di Maria!
Fin dai primi tempi del Cristianesimo la casa di Betania è stata visitata da folte schiere di pellegrini, sia perchè onorata sovente dalla presenza di Gesù e sia per la vicinanza del villaggio a Gerusalemme.
Sul terreno dell'antica abitazione c'è una bella Chiesa. Qui io ebbi modo di celebrare la Santa Messa. Giova fare qui un rilievo. In Terra Santa il Sacerdote può celebrare le Messe Votive; il Vangelo che si legge in queste Messe è quello che riguarda la storia evangelica del posto; così toccò fare a me a Nazareth, al Gethsemani e ad Emmaus.
Nella casa di Betania feci un poco di meditazione: In questa casa il Figlio di Dio veniva spesso. Qui era circondato di cure amorose dai tre familiari. Vicino a questa abitazione Egli ridiede la vita a Lazzaro.
In quel tempo erano molto in uso i sepolcreti di famiglia; coloro che ne avevano la possibilità; seppellivano i propri cari in luogo poco distante della abitazione.
Volli visitare la storica tomba di Lazzaro, sita ad appena una cinquantina di metri dalla casa. Tra la casa e la tomba oggi s'innalza una Moschea. Entrai nel sepolcro, che è una caverna nella roccia e richiamai alla mente il prodigio della risurrezione di Lazzaro, pensando: In questo luogo Gesù dimostrò la debolezza e la delicatezza della sua umanità, piangendo per l'amico morto; qui dimostrò anche la sua Divinità, strappandolo alla morte.
La Chiesa dei Pater Noster
Nella parte superiore del Monte Oliveto, assai spazioso, sono praticate nelle rocce diverse grotte, molto ampie ed arieggiate. In una di queste soleva andare sovente Gesù e stava in compagnia degli Apostoli ammaestrandoli. Uno gli chiese: Signore, insegnaci a pregare! - Ed egli disse: Quando pregate, dite: Padre Nostro, che sei nei Cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà, come in Cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano e rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non c'indurre in tentazione; ma liberaci dal male (Matteo: VI-9...).
Su questa grande grotta è costruita la Chiesa detta del « Pater Noster ». Vi è annesso un convento con artistico Chiostro; sulle pareti interne del convento stanno molti quadri, tutti delle stesse dimensioni, con ornato di bordure a colori, simili a grandi lapidi commemorative. In ogni quadro ci sono scritte le parole del Padre Nostro, a grossi caratteri. La scrittura è in circa cinquanta lingue e dialetti.
Mi soffermai a guardare il quadro della lingua italiana.
Geniale l'idea di questi quadri! Il Padre Nostro, recitato in tante lingue, affratella tutti i mortali. E' la preghiera sgorgata dal cuore e dalla mente del Dio fatto Uomo; in ogni angolo della terra se ne fa la recita, tutti i giorni, milioni di volte al giorno; così si è fatto in due mila anni e così si continuerà a fare nei secoli.
Gerusalemme
Si è fatta la rapida presentazione dei luoghi palestinesi e degli episodi rilevanti, con la guida del Vangelo. Gerusalemme sinora è stata accennata solo di passaggio. Ora conviene puntare gli occhi sulla città santa, dimora di Dio.
Gerusalemme si distingue in due grandi zone, la vecchia e la nuova. La vecchia è dentro una lunga cinta di alte mura con frequenti torri; lungo l'imponente cinta ci sono delle Porte », che hanno un ricordo storico: Porta di Davide, di Erode, di Giaffa, di Damasco, ecc...
Gerusalemme nuova, che è fuori della cinta, si estende a lungo raggio attorno alle mura ed è come tutte le altre città moderne; però in tante costruzioni domina lo stile arabo.
La città è sopra un'estesa altura; per la sua importante storia millennaria è stata teatro di molte e grandi guerre. Al tempo di Gesù Cristo era sotto il dominio di Roma.
Si dà l'idea topografica della città vecchia: A mezzogiorno, sul Sion, c'è la zona del re Davide; poco distante c'è quella di Erode. A settentrione c'è la zona del Pretorio Romano, con la Torre Antonia. Verso ponente sta il Calvario. Ad oriente della città trovasi il Monte Oliveto, staccato dall'altura della città dal torrente Cedron.
Un tempo dominava su tutta la città il rinomato Tempio di Salomone. Fatto questo preludio, si espone un po' di storia evangelica.
Dite a quella Volpe...
Dal Vangelo di San Luca: Si avvicinarono a Gesù alcuni Farisei a dirgli: Parti e vattene via di qua, perchè il re Erode ti vuole uccidere. Egli rispose: Andate a dire a quella volpe: Ecco io scaccio i demoni e compio guarigioni oggi e domani; il terzo giorno avrò finito. Però è necessario che oggi, domani ed il giorno seguente io vada per la mia strada, perchè non è possibile che un Profeta muoia fuori di Gerusalemme (Luca: XIV-31...)
Motivi di odio contro Gesù
Perchè Erode voleva uccidere Gesù? Egli aveva già fatto decapitare Giovanni Battista; la dottrina del Cristo era contraria alla sua vita scandalosa; inoltre non sopportava l'entusiasmo delle folle nei riguardi di Gesù. Uccidere Gesù? ... Ma era soltanto Erode che lo voleva a morte? C'erano anche tanti altri Giudei. Ed il motivo?
La Legge di Mosè era la guida degli Israeliti. Gesù, non solo era Redentore, ma anche Maestro Divino e ritoccava all'occasione la Legge Mosaica, rendendola più perfetta; infatti disse: Non sono venuto a distruggere la Legge, ma a perfezionarla.
I Farisei ed i capi del popolo avevano deturpata la Legge di Mosè, rendendola insopportabile ed improntandola ad una semplice vernice di religiosità. Gesù parlava ed insegnava con autorità senza timore di smentita. Con i peccatori pentiti, con i semplici e gli umili, era dolce e mite; per questo accorrevano a Lui le moltitudini. Ma con i superbi, con i peccatori ostinati, con i Dottori della Legge, i quali non solo travisavano gli insegnamenti divini, ma pur dandosi l'aria di maestri, essi non praticavano ... con tutti costoro all'occasione era severo e talvolta pronunziava dei guai:
Guai a voi, Scribi e Farisei ipocriti, che chiudete il regno dei Cieli davanti agli uomini, perchè così voi non vi entrate e non lasciate entrare nemmeno quelli che vogliono entrarvi!
Guai a voi, Scribi e Farisei ipocriti, che percorrete il mare e la terra per fare un solo proselite e, ottenutolo, lo rendete figlio della Geenna il doppio di voi! ...
Guai a voi, Scribi e Farisei ipocriti, che siete simili ai sepolcri imbiancati; essi all'esterno sono belli a vedersi, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di putredine! ...
Serpenti, razza di vipere, come potrete scampare dalla condanna della Geenna? (Matteo: XXIV-13...).
Farisei, Scribi e Dottori
Gesù Cristo era venuto a redimere l'umanità, a salvare tutte le anime, a cominciare dalle pecorelle disperse d'Israele.
I Farisei, gli Scribi, i Dottori della Legge, gli Anziani e di capi del popolo erano sulla falsa strada e sulla falsa avviavano gli altri: Gesù, buon Pastore, era costretto a parlare fortemente per richiamare i mercenari, i quali non accettavano la Luce Divina e non si convertivano neppure davanti ai più strepitosi miracoli. Li chiamava ciechi e guide di ciechi.
Nel tempo della vita pubblica di Gesù la situazione religiosa e morale di Gerusalemme era questa: I capi del popolo si credevano esemplari e degni di grande stima; intanto Gesù li smascherava con autorità davanti alla moltitudine, la quale si staccava dai capi e seguiva Lui.
I capi non sopportavano che il « Figlio del Fabbro di Nazareth » avesse tanta gloria. Non restava che ucciderlo.
Quando Gesù fece risorgere Lazzaro e molti venivano da lontano per vederlo, i Giudei indispettiti dicevano: Costui fa molti miracoli. Non approdiamo a nulla. Uccidiamo Lazzaro!.
Il Sinedrio finalmente stabilì: Gesù Nazareno dovrà morire. Cerchiamo qualche motivo per accusarlo all'autorità civile-militare. Non però in giorno di festa, affinchè non avvenga tumulto nel popolo.
Da secoli i Profeti avevano prevista questa situazione; avevano visto il Messia incompreso, schernito, flagellato, condannato a morte, agonizzante sulla Croce, seppellito e risorto.
Gesù conosceva tutto e più volte preannunziò agli Apostoli quanto gli sarebbe accaduto a Gerusalemme. Il suo delicato Cuore era molto amareggiato per l'ingratitudine giudaica; amava tanto Gerusalemme, dimora di Dio, ma fu costretto a piangere su di essa ed a predirne la distruzione.
Quanto si è detto serve a far meglio comprendere ciò che si verrà esponendo.
Parabola dei vignaioli
Nel Vangelo è detto: Gesù cominciò a dire al popolo questa parabola: Un uomo piantò una vigna, l'affidò a dei coltivatori e se ne andò per molto tempo lontano. A suo tempo mandò un suo servo da quei coltivatori perchè gli dessero una parte del raccolto della vigna. Ma i coltivatori lo percossero e lo rimandarono a mani vuote.
Mandò un altro servo, ma essi percossero anche questo, lo insultarono e lo rimandarono a mani vuote. Ne mandò ancora un terzo, ma ferirono anche questo e lo cacciarono.
Disse allora il padrone della vigna; Cosa devo fare? Manderò il mio unico figlio; forse di lui avranno rispetto: Quando lo videro, i coltivatori dissero tra loro: Costui è l'erede. Uccidiamolo e così l'eredità sarà nostra.
Lo cacciarono fuori della vigna e l'uccisero. Cosa farà a costoro il padrone della vigna? Verrà e metterà a morte quei coltivatori ed affiderà ad altri la vigna ...
Gli scribi ed i Sommi Sacerdoti cercarono allora di mettergli le mani addosso, ma ebbero paura del popolo.
Avevano capito che questa parabola l'aveva detta per loro (Luca: XX-9 ...) .
Significato della parabola: Dio, fece risplendere sugli Israeliti la luce della Divina Rivelazione, ma essi non apprezzarono i prodigi che Dio operava in mezzo a loro ed uccisero i Profeti mandati in vari tempi. Uccisero anche Gesù Cristo, Unigenito Fglio di Dio.
Il Padrone della vigna (Dio) verrà e metterà a morte quei coltivatori ed affiderà ad altri la vigna ».
Questa triste conclusione si è verificata: fu distrutta Gerusalemme ed i suoi abitanti furono passati a filo di spada; chi sfuggì alla spada, cadde nella schiavitù; i loro discendenti furono dispersi per il mondo e la chiave del regno dei Cieli, cioè il tesoro della Divina Rivelazione, fu tolta all'oriente e data all'occidente.
Religiosità in Oriente
Per avere un'idea della religiosità di oggi in oriente, basta considerare la mentalità dei Palestinesi riguardo al giorno festivo. La maggior parte della popolazione è musulmana. Il giorno festivo per i Musulmani è il venerdì.
Per gli Israeliti è festa il sabato. Per i pochissimi Cristiani del luogo e per i pellegrini il giorno festivo è la domenica.
Il Tempio di Gerusalemme
Riprendiamo la storia.
Una gloria, un vanto nazionale era per gli Israeliti il Tempio di Gerusalemme.
Il re Davide voleva costruirlo in onore del vero Dio; potè appena iniziarlo e lo portò a compimento suo figlio, il re Salomone.
Dio gradì tanto quel Tempio che in compenso diede a Salomone la sapienza e la ricchezza, che nessuno aveva avuto prima di lui, nè mai altro uomo avrà. Il Tempio era una meraviglia per la grandezza e per la magnificenza.
Dal Vangelo di San Marco: Mentre Gesù usciva dal Tempio, un discepolo gli disse: Maestro, guarda che pietre e che costruzioni!
Gesù gli rispose: Vedi queste grandi costruzioni? son rimarrà qui pietra su pietra, che non sia distrutta (Marco XIII-l).
Oggi quel Tempio non esiste; una grande cinta segna il luogo dove era la costruzione; nel centro vi è eretta la celebre Moschea di Omar, la seconda Moschea per importanza dopo quella della Mecca nell'Arabia.
Più volte ed a lungo, stando su posto elevato, mi fermavo su quelle rovine dell'antico Tempio e meditavo: Qui sorgeva il primo ed unico Tempio del vero Dio. In questo luogo, Gesù fu circonciso e qui la Madonna lo presentò al Vecchio Simeone. Qui Gesù dodicenne fece sbalordire con la sua sapienza i Dottori della Legge. In questo luogo Gesù soleva venire ad insegnare alle folle e da qui scacciò i profanatori del Tempio. Lungo la cinta delle mura c'è il posto, ove un giorno stava la « Porta Speciosa ; oggi quel posto è chiamato Porta Aurea »; qui San Pietro guarì lo storpio mendicante.
L'immenso spiazzale, terreno dello antico Tempio, è luogo sacro perchè. tante volte fu battuto dal Figlio di Dio; ma purtroppo è profanato dalla Moscena maomettana.
Vicende storiche hanno ridotto questo luogo a « pietra d'inciampo », causando disordini e lotte. Attualmente è proprietà degli Arabi Musulmani, gelosissimi della loro Moschea.
Gli Israeliti posseggono soltanto un alto muro laterale, presso il quale vengono a pregare ed a piangere in massa tutti i giorni, verso il tramonto; è così detto « Muro del pianto ».
Volli assistere in diversi giorni a questa scena vespertina: schiere d'Israeliti e drappelli di Rabbini si riversano nell'ampio spiazzo ai piedi del Muro; nel recinto a destra stanno le donne, in quello di sinistra gli uomini.
Bisogna vedere la serietà con cui poggiano la fronte sul Muro, i ripetuti inchini, le genuflessioni ed i sospiri di suplica, rimpiangendo così il loro Tempio distrutto.
La Cittadella di Davide
Staccandosi dai locali del Tempio, andando verso mezzogiorno, si vedono delle costruzioni, ov'era la dimora del re Erode; è detta « Zona Erodiana .
Continuando il cammino, si giunge alla Porta di Davide, che immette nella Cittadella di Davide. In questo tratto del Monte Sion dimorava il Profeta, che per quarant'anni fu re d'Israele. I pellegrini, specie coloro che conoscono discretamente gli episodi biblici, vengono con molto interesse in questa Cittadella, dove spesso Dio si manifestava e parlava a Davide e dove il Profeta scrisse un grande numero di Salmi sotto la divina ispirazione.
Particolare interesse suscita la Tomba del Profeta Davide, qui custodita, e venerata da lunghi secoli.
Distruggete questo Tempio
Dal Vangelo di Giovanni: Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel Tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe ed i cambiavalute seduti al banco.
Fatta allora una sferza di cordicelle, scaccíò tutti fuori del Tempio con le pecore ed i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiavalute e rovesciò i banchi; ai venditori di colombe disse: Portate via queste cose e non fate della Casa del Padre mio un luogo di mercato.
I discepoli si ricordarono che sta scritto: Lo zelo per la tua Casa mi divora.
Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: Quale segno ci mostri per fare queste cose? - Rispose loro Gesù: Distruggete questo Tempio ed in tre giorni lo farò risorgere!
Gli dissero allora i Giudei: Questo Tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?...
Ma Egli parlava del Tempio del suo corpo (Giovanni: II-13) .
In questo episodio evangelico Gesù fece cenno della sua risurrezione dopo tre giorni dalla morte. Lo ripetè con più chiarezza in altra occasione, quando i Giudei gli chiesero un prodigio come prova della sua divina missione: Nessun segno sarà dato, se non il segno del Profeta Giona. Come infatti Giona rimase tre giorni e tre notti nel ventre del pesce, così il Figlio dell'uomo resterà tre giorni e tre notti nel cuore della terra (Matteo: XII-39... ).
Ingresso a Gerusalemme
Gesù era verso la fine della sua missione. Aveva dimostrato di essere il Messia con i molteplici miracoli. Aveva predetto che avrebbe fatto un prodigio particolare: risorgere dopo tre giorni dalla morte. Era dunque disposto a morire per potere poi risorgere.
Mentre prima, cercato più volte a morte, si era liberato dai suoi nemici, dicendo: L'ora mia non è ancora giunta! - in ultimo si diede liberamente in loro potere; ma prima di cominciare la sua Passione, volle entrare a Gerusalemme in modo solenne.
Betfage
Dal Vangelo di San Luca: Gesù, quando fu vicino a Betfage ed a Betania, presso il Monte degli Ulivi, inviò due discepoli dicendo: Andate nel villaggio di fronte; entrando troverete un puledro legato, sul quale nessuno è mai salito, Scioglietelo e conducetelo qui. E se qualcuno vi chiederà: Perchè lo sciogliete? - direte cosi: Il Signore ne ha bisogno.
Gli inviati andarono e trovarono tutto come aveva loro detto. Mentre scioglievano il puledro, i proprietari dissero loro: Perchè sciogliete il puledro? -
Essi risposero: Il Signore ne ha bisogno. -
Lo condussero allora da Gesù e, gettati i loro mantelli sul puledro, vi fecero salire Gesù. Via via che Egli avanzava, stendevano i loro mantelli sulla strada. Era ormai vicino alla discesa del Monte degli Ulivi, quando tutta la folla dei discepoli, esultando, cominciò a lodare Dio a gran voce, per tutti i prodigi che avevano veduti, dicendo: Benedetto Colui che viene, il Re, nel nome del Signore! Pace in Cielo ed osanna nel più alto dei Cieli!
Alcuni Farisei tra la folla gli dissero: Maestro, rimprovera i tuoi discepoli! - Ma Egli rispose: Vi dico che se costoro tacessero, griderebbero le pietre.
Quando fu vicino, alla vista della città, pianse su di essa dicendo: Se avessi compresa anche tu in questo giorno la via della pace! Ma ormai è stata nascosta ai tuoi occhi. Giorni verranno per te, in cui i tuoi nemici ti cingeranno di trincee, ti circonderanno e ti stringeranno da ogni parte; abbatteranno te ed i tuoi figli dentro di te e non lasceranno in te pietra su pietra, perchè non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata (Luca XIX-29...).
Mi ero appena staccata da Betania ed iniziai la salita del Monte Oliveto dal lato orientale. In breve giunsi a Betfage; sul posto ove ebbe principio la solenne manifestazione, passata ai secoli col nome di « Festa delle Palme e degli Ulivi ». Volli osservare attentamente quel luogo.
Gesù mandò dalla vicina Betania i due discepoli a prendere l'asinello a Betfage. Egli era seguito nei vari passaggi ed allorchè si sapeva dove era, la massa della folla aumentava, cosicchè a Betfage trovò una moltitudine.
Ci sono pure ora in Palestina molti asinelli; al tempo di Gesù forse erano più numerosi. Andare sull'asinello ed essere circondato e seguito da una folla, si considerava allora passaggio trionfale. I re, come Davide e Salomone, nei passaggi trionfali invece dell'asinello si servivano della mula.
Il posto, ove Gesù iniziò il tragitto trionfale, è segnato a Betfage da una Cappella, appartenente ai Padri Francescani. Dentro vi sta una pittura su pietra, raffigurante Gesù sull'asinello e la folla con le palme. Sul pavimento della cappella, un po' lateralmente, sta una grossa pietra, alta poco più di un metro, ricordo del posto ove Gesù si sedette sull'asinello. Siccome in quel tempo erano molto in uso le cavalcate sulle bestie da soma, si trovavano qua e là di simili pietre, assai comode per cavalcare, essendo praticate sulle pietre due larghe scannellature per mettervi il piede.
La pietra che servì a Gesù è custodita e riparata di una robusta cancellata.
Io volli rifare la via percorsa da Gesù in quel giorno di trionfo e posavo qua e là lo sguardo sugli alberi circostanti, ove a suo tempo erano gli alberi che fornirono i rami alla folla festante; ma guardavo pure Gerusalemme, che mi stava dinnanzi nella sua imponenza. Gesù a vederla mentre era portato in trionfo, pianse. Il posto del pianto fu segnato dalla storia ed oggi ivi si vede un recinto con una Cappella, detta Dominus flevit », cioè: Il Signore (qui) pianse ».
Il Cenacolo
Dal Vangelo di San Luca: Venne il giorno degli Azzimi, nel quale si doveva immolare la vittima di Pasqua.
Gesù mandò Pietro e Giovanni, dicendo: Andate a preparare per noi la Pasqua, perchè possiamo mangiare. -
Gli chiesero: Dove vuoi che la prepariamo? - Ed Egli rispose: Appena entrati in città, vi verrà incontro un uomo che porta una brocca d'acqua. Seguitelo nella casa dove entrerà e direte al padrone di casa: Il Maestro ti dice: Dov'è la stanza in cui posso mangiare la Pasqua con i miei discepoli? Egli vi mostrerà una sala al piano superiore, grande ed addobbata. Là preparate. - Essi andarono e trovarono tutto come aveva loro detto e prepararono la Pasqua.
Quando fu l'ora, prese posto a tavola e gli Apostoli con Lui e disse: Ho desiderato ardentemente di mangiare questa Pasqua con voi prima della mia Passione, poichè vi dico che non la mangerò più, finchè essa non si compia nel regno di Dio.
E, preso un calice, rese grazie e disse: Prendetelo e distribuitelo tra voi, poichè vi dico che da questo momento non berrò del frutto della vite, finchè non venga il regno di Dio.
Poi, preso un pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: Questo è il mio Corpo, che è dato per voi. Fate questo in memoria di me.
Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese il calice dicendo: Questo calice è la nuova alleanza nel mio Sangue, che viene versato per Voi... (Luca XXIII-7...). La stanza ove Gesù mangiò la Pasqua, si chiama Cenacolo, perchè qui fece l'ultima Cena il Figlio di Dio. Il Cenacolo è sul Sion, nella Cittadella di Davide.
I pellegrini ed i turisti qui vengono a flotte, perchè questo è uno dei luoghi, più sacri della Terra Santa. Vi andai anche io.
I sentimenti dei visitatori sono differenti, secondo lo scopo che si propongono nel fare la visita e secondo il loro grado di religiosità.
Io Sacerdote, conoscendo la santità del luogo, poichè qui Gesù istituì il vero Sacerdozio, dato uno sguardo alla ampia sala e calcolando dove avrebbe potuto essere il posto occupato da Gesù nell'ultima Cena, m'inginocchiai, baciai il suolo e m'intrattenni in preghiera: Tu, Gesù, avendo amato le tue creature, le hai amate sino all'estremo limite dell'amore. Qui hai istituito il Sacramento dell'Amore, l'Eucaristia. Anche a me, tuo indegno Ministro, hai dato il potere di consacrare e da cinquanta anni in qua ogni giorno ho rinnovato sull'Altare il Sacrificio Eucaristico. Grazie, Gesù! In questo Cenacolo hai mandato lo Spirito Santo nella Pentecoste. Era qui presente quel giorno, assieme agli Apostoli, la Madonna. In questo luogo con la discesa dello Spirito Santo hai fondato la tua Chiesa, che sfida i secoli, sempre combattuta e sempre vittoriosa. Benedetto il Sion, che hai scelto per la tua gloria!
Sul Sion c'è il Cenacolo, ma non la tavola sulla quale si compì l'ultima Cena.
La probabile tavola si trova a Roma, nella Basilica di San Giovanni in Laterano e vanno molti a vederla, come l'ho vista pure io.
Al centro della tavola, al posto tenuto da Gesù, c'è una larga placca di argento, con la scritta in metallo: « Hoc est Corpus meum », cioè: Questo è il mio Corpo.
Gesù predice l'abbandono
Dal Vangelo di San Matteo: E, dopo aver cantato l'inno, uscirono (dal Cenacolo) verso il Monte degli Ulivi. Allora Gesù disse loro: Voi tutti vi scandalizzerete per causa mia in questa notte. Infatti sta scritto: Percuoterò il Pastore e saranno disperse le pecore del gregge. - Ma dopo la mia risurrezione vi precederò in Galilea.
E Pietro gli disse: Anche se tutti si scandalizzassero di te, io non mi scandalizzerò giammai.
Gli disse Gesù: In verità ti dico che questa notte stessa, prima che il gallo canti, mi rinnegherai tre volte. - E Pietro gli rispose: Anche se dovessi morire con te, non ti rinnegherò. Lo stesso dissero tutti gli altri discepoli (Matteo XXVI-30).
La Chiesa in Gallicanto
Uscendo dal Cenacolo per andare a1 Monte degli Ulivi, si fiancheggia il suolo, ove prima era il Sinedrio.
Da scavi eseguiti è venuta alla luce una lunga discesa a scala, con gradini, la quale porta sino alla Vasca di Siloe.
Fu questa la strada da Gesù percorsa, allorchè in quella serata memoranda andò al Getsemani; è il percorso più breve tra il Cenacolo ed il Getsemani.
Verso il principio della discesa, attigua all'antico sito del Sinedrio, si vede una Chiesa, la cui costruzione è solenne. Il suo titolo è: San Pietro in Gallicanto.
Qui San Pietro rinnegò tre volte Gesù, dicendo di non conoscerlo. La predizione del Divin Maestro si avverò... come tutte le altre predizioni.
AI Getsemani
Il Monte Oliveto, abbastanza alto, è dirimpetto a Gerusalemme; la separazione è fatta dalla larga vallata del torrente Cedron.
La parte che dalle mura della città si stende verso il torrente, è un cimitero assai esteso, con numerosissime tombe sparse lungo il declivio. E' il cimitero dei forestieri. La zona poco distante dalla Vasca di Siloe è il famoso Aceldama, cioè il campo del vasaio che i Giudei comprarono con i trenta denari riavuti da Giuda dopo il tradimento.
Dunque Gesù, partito con gli Apostoli dal Cenacolo a sera avanzata, attraversò la vallata e giunse al Getsemani, che è proprio ai piedi del Monte Oliveto.
Qui Egli soleva venire per riposarsi e per pregare, passando la notte assieme agli Apostoli. Di certo di notte non stavano all'aperto.
Le frequenti ed estese rocce del suolo del Getsemani si erano sfruttate ed in un buon tratto si era praticato un grande antro, tale da albergare almeno una ventina di persone. L'antro c'è ancora; è trasformato in devota Cappella; all'ingresso, in alto, alla parte esterna, c'è una scrittura latina, che in lingua italiana significa: Disse loro: Sedetevi qui, mentre io vado a pregare ».
Gesù lasciò nell'antro otto Apostoli; mancava Giuda, che in quel frattempo, complottava nel Sinedrio per il tradimento; tre li volle con sè, Pietro, Giacomo e Giovanni.
Con i tre si distaccò una quarantina di metri. Pietro, Giacomo e Giovanni erano stanchi e, stando poco distanti da Gesù, si adagiarono alla meglio per riposare; qui erano all'aperto.
Intanto Gesù cominciò a provare tristezza ed angoscia e disse loro: L'anima mia è triste sino alla morte; restate qui e vegliate con me. -
Ed avanzatosi un poco, si prostrò con la faccia a terra e pregava, dicendo: Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu! -
Poi ritornò dai discepoli e li trovò che dormivano. Disse a Pietro: Cosi non siete stati capaci di vegliare un'ora sola con me? Vegliate e pregate per non cadere in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole. -
E di nuovo, allontanatosi, pregava dicendo: Padre mio, se questo calice non può passare da me senza che io lo beva, sia fatta la 'tua volontà! (Matteo: XXVI-37 ... ).
Gli apparve allora un Angelo dal Cielo a confortarlo. In preda all'angoscia, pregava più intensamente ed il sudore diventò come gocce di sangue, che cadevano a terra. (Luca: XXII-43...) . Un cancello serve d'ingresso al luogo sacro. Memore di quanto Gesù aveva ivi sofferto, m'inginocchiai e baciai la soglia del cancello.
Appena entrati, ci si trova a fianco di un recinto, il quale non è accessibile; è un tratto dell'Orto degli Ulivi; si può soltanto guardare. Vi stanno dentro ancora otto alberi di ulivo, esistenti già al tempo dell'agonia di Gesù. Si sa che l'ulivo può essere un albero millennario. I tronchi degli otto alberi sono ampi ed in parte vuoti all'interno, ma hanno tuttora dei rami verdi.
Oltrepassato il recinto si giunge alla Chiesa dell'Agonia, la quale ha una elegante facciata.
Quanta impressione e quali sentimenti suscita il trovarsi in quel luogo ed il mirare quella larga pietra bianca, sulla quale Gesù soleva pregare e sulla quale scesero le gocce del suo Divin Sangue! La pietra è riparata da barre di ferro; a suo fianco è l'Altare. Qui celebrai la Santa Messa due volte. E' lecito ai pellegrini toccare e baciare quella pietra.
Con quanta devozione si prega in quella Chiesa! Ed io volli pregare a lungo
O Gesù, quanto soffristi in questo luogo! Tutte le sofferenze della tua Passione piombarono d'un colpa sul tuo sensibilissimo Cuore e sudasti Sangue. Uniformasti la tua volontà umana a quella del Divin Padre, per insegnare ai tuoi seguaci la necessità e l'importanza di compiere sempre nella vita la Divina Volontà, anche quando questa richieda grandi sacrifici. Pietà, Gesù, di coloro che nelle contrarietà si ribellano al Divino Volere, aggiungendovi anche la bestemmia e la disperazione! A due passi dalla sacra pietra Gesù ricevette il bacio di Giuda; è indicato il sito. Alla parete destra, dentro la Chiesa, sta la roccia non molto elevata, sulla quale i tre Apostoli dormivano mentre Gesù agonizzava.
Quando fu dato il bacio del tradimento e si avanzò la ciurma del Sinedrio con spade e bastoni, gli otto Apostoli fuggirono ed i tre che erano con Gesù furono lasciati liberi, avendo detto Gesù ai manigoldi: Se cercate me, lasciate che costoro se ne vadano (Giovanni: XVIII-8).
Nel Sinedrio
Gesù, legato come un malfattore, rifece la vallata del Cedron e la lunga, salita che portava al Sinedrio. Qui fu dichiarato reo di morte dal tribunale religioso, come se Gesù avesse bestemmiato affermando di essere il Figlio del Dio Vivente. Il giudizio del Sinedrio non poteva essere esecutivo, perché l'Autorità Romana soltanto aveva il diritto esecutivo.
Bisognava dunque lasciar passare la notte e l'indomani andare al Pretorio. Il movimento attorno a Gesù nel Sinedrio sarà durato al massimo un paio di ore; già si era nel cuore della notte.
Certamente quelli del Sinedrio, avendo data la sentenza non saranno stati a vegliare tutto il resto della notte, fino al sorgere del sole; è da pensare che abbiano rinchiuso Gesù nella prigione del Sinedrio.
Ciò che dice il Vangelo è vero; ma è anche vero che nel Vangelo non è detto tutto.
Attigua all'antico locale del Sinedrio c'è la prigione, la quale è semplicemente orribile. Potei visitarla e ne riportai un triste ricordo. Come meglio posso, la descrivo.
E' tutta dentro una grande roccia.
Nella parte superiore, che fa da tetto, c'è una larga buca rotonda, per la quale può passare comodamente un uomo. Il prigioniero assicurato con una corda alle ascelle, veniva calato giù, a circa cinque metri di profondità. I custodi potevano andarvi dentro per una scaletta laterale. Il locale interno è quasi al buio; ora viene illuminato da luce artificìale.
Mi fu permesso scendere in questa prigione. In una sporgenza della roccia interna sono praticati due larghi fori. Il prigioniero con le spalle denudate, era legato con corda alle ascelle e restava sospeso dal suolo; in tale posizione riceveva le frustate o le nervate.
A destra ed a sinistra, a terra, ci sono due larghi incavi, a forma di recipienti; in uno si metteva acqua e sale e nell'altro aceto. Ciò serviva per causticare le liviture e le ferite.
In questa prigione Gesù passò la notte e non sappiamo cosa abbia sofferto; ma, data la rabbia e la gelosia che si aveva di Gesù, può arguirsi che sia avvenuta anche la flagellazione.
Al presente in fondo alla prigione c'è un Altare; sopra vi stanno quattro quadretti, sui quali è scritta in quattro lingue la prima parte del Salmo 87, che si applica bene allo stato di Gesù in quella notte.
Nel Pretorio
Fatto giorno, Gesù fu condotto verso la Torre Antonia, ov'era il presidio romano. Ponzio Pilato era il Pretore.
Ormai si conosce nei particolari evangelici quanto avvenne nel Pretorio: il tumulto, l'interrogatorio, la condanna, ecc....
Il Pretorio è uno dei luoghi più sacri della Terra Santa. Nessun pellegrino ne tralascia la visita.
La forma del Pretorio non è più quella di un tempo, ma il luogo è quello. Appena vi si entra, si è già nel posto ov'era il grande cortile, dove la folla giudiaca, sobillata dai capi del popolo, chiedeva urlando la condanna di Gesù Nazareno.
Ponzio Pilato, dall'alto dell'edificio, stando sul terrazzo, detto Lithostrotos», volle rendersi conto della situazinne e tentò liberare Gesù, avendolo riconosciuto innocente. Per calmare il furore popolare inflisse a Gesù il tormento della sanguinosa flagellazione e lasciò che lo malmenassero, vestito da re di burla con la corona di spine sul capo.
Quel cortile, che i pellegrini visitano, fu il testimonio della perfidia giudaica. Dov'era il terrazzo, ora c'è la Chiesa e sul frontone sta scritta questa parola greca: Lithostrotos.
Più volte mi recai in questa Chiesa, tanto raccolta e devota, richiamando alla mente quanto Gesù dovette soffrire nel Pretorio.
Si è cercato d'individuare il posto della flagellazione e della coronazione di spine e là sorgono due Cappelle.
La scala che dal cortile portava al Lithostrotos, fu smontata e trasportata a Roma per interessamento dell'imperartice Sant'Elena ed è la Scala Santa.
La colonna della flagèllazione è pure a Roma, nella Chiesa di Santa Prassede, nei pressi della Basilica di Santa Maria Maggiore.
La Via Dolorosa
All'ingresso del cortile del Pretorio è indicato il posto ove Gesù fu caricato della Croce; da qui ebbe inizio il viaggio al Calvario; la strada percorsa da Gesù è considerata Sacra.
Il primo tratto di questa via, lungo l'antico edificio del Pretorio, è rettilineo e piano di circa trecento metri. Poi volta a sinistra per breve tratto. Qui Gesù cadde sotto il peso della Croce. Il luogo è segnato da una Cappella. Poco distante c'è un'altra Cappella, in memoria dell'incontro di Gesù con la Madre Addolorata.
Gesù, portando la Croce, si sentiva sfinito, sia per l'agonia del Getsemani, per la triste nottata nella prigione del Sinedrio, per la flagellazione a sangue e la coronazione di spine e sia per il peso della Croce.
Si era quindi ai piedi della salita del Monte Calvario ed i Giudei pensarono che Gesù non avrebbe potuto arrivare al luogo della Crocifissione; costrinsero allora Simon Cireneo a portare la Croce con Gesù.
A principio della salita c'è una svolta a destra e comincia la Via Dolorosa propriamente detta.
Lungo la salita sta un'altra Cappella, a ricordo dell'atto delicato della Veronica, la quale asciugò il volto di Gesù insanguinato. Sul velo Gesù lasciò impressa la sua effigie. Quel velo è a Roma, nella Basilica di San Pietro.
Salendo per la Via Dolorosa, si giunge ad una quarta Cappella affidata ai Padri Francescani, dentro cui sta una colonna romana, che segna la seconda caduta di Gesù.
In un dato tratto la salita volge a sinistra, verso la cima del Calvario. Qui si ricorda l'incontro di Gesù con le pie donne che piangevano; esse aspettavano il passaggio di Gesù, stando sul posto laterale alquanto elevato.
La pia tradizione ricorda anche la terza caduta di Gesù.
Ogni venerdì si fa ufficialmente e con solennità la Via Crucis, nel pomeriggio.
E' tanto edificante e commovente vedere la folla dei pellegrini, che pregando e meditando percorrono la Via Dolorosa dal Pretorio al Calvario.
Basilica del Santo Sepolcro
Si giunge al Calvario, ove si trova la Basilica del Santo Sepolcro. E' assai ampia e ricopre la cima del Calvario, dove Gesù fu crocifisso e morì, e ricopre anche il Santo Sepolcro.
Quando la Chiesa è aperta al pubblico, i pellegrini non mancano mai; è un ripetersi di nuovi gruppi di visitatori, che pendono dal labbro delle guide poliglotte.
Si dà un'idea di questa eccellentissima Basilica.
Appena entrati, a pochi passi, si vede dentro un'inquadratura di pietra una lastra, lunga quasi due metri; è a qualche palmo dal suolo. Ai due lati sono collocati sei grandi candelieri, massicci ed artistici; diversi lampadari vi pendono dall'alto.
Chi entra, va ad inginocchiarsi, bacia la lastra e si ferma a pregare. Ripetute volte feci questo pure io.
E' la lastra, di dura pietra quasi marmo, sulla quale Gesù, dopo morto, fu deposto per essere lavato prima di venire seppellito. Il suo Corpo era cosparso di Sangue e fu delicato questo atto prima della sepoltura.
Cima del Calvario
A destra, entrando nel Tempio, ci sono due scale, che portano lassù, dove avvenne la crocifissione.
E' questo il luogo più sacro del mondo, luogo ove il Figlio di Dio fatto Uomo sparse abbondante Sangue ed esalò l'ultimo respiro.
Numerosissime ed artistiche lampade e lampadari pendono dall'alto. Ciò che si prova stando con fede in questo luogo, non può esprimersi a parole. Bisogna provare.
A destra del recinto c'è un Altare; sul muro una pittura a mosaico rappresenta Gesù nell'atto di essere crocifisso. Qui a Gesù fu tolta la tunica, e, dopo denudato, venne inchiodato alla Croce. Spontanea sgorgò dal mio cuore la preghiera, mentre stavo in ginocchio e baciavo il suolo: Gesù, quanto soffristi qui! Per le tue Sante Piaghe, abbi pietà di me e di tutta l'umanità! -
Il posto che più attira è quello dov'era piantata la Croce. C'è un Altare. E' permesso abbassarsi sotto la mensa dell'Altare per baciare la roccia, sulla quale era inalberata la Croce. Qui sta una placca rotonda e spaziosa in metallo prezioso, al centro della quale è praticata un'apertura rotonda, dentro cui i visitatori possono mettere la mano e giungere a toccare la viva roccia.
Il visitatore d'ordinario indugia qui a pregare. Quando c'è la massa dei pellegrini, non è possibile protrarre la preghiera.
Io rinnovavo le mie visite nelle ore più calme e potevo stare a pregare a mio agio:
O Gesù, qui rimanesti per sei ore inchiodato alla Croce. Qui scendeva il tuo Divin Sangue. Scontavi i peccati dell'umanità ed anche i miei. Il Paradiso era chiuso ai poveri mortali, ma Tu lo riapristi qui, perché l'umanità qui fu redenta. La tua morte ha dato la vita eterna alle anime redente. Gesù mio, come può l'umanità non amarti e non esserti grata? Gesù, Tu sei poco conosciuto e perciò sei poco amato ... anzi c'è chi ti bestemmia! O Gesù, stando Tu sulla Croce, come da cattedra dolorosa, im;)artisti all'umanità le tue sublimi lezioni, pregando per i crocifissori, perdonando il buon ladrone e dando a tutti quale Madre la tua stessa Madre Maria. Ora, Gesù, invoco il tuo Sangue su me e su tutte le anime, specialmente su coloro che mi hai fatto incontrare nei cinquant'anni del mio Sacerdozio!
Il Sacerdote Greco, messo lì a custodia, volle farmi il piacere di condurmi dietro l'immagine del Crocifisso e farmi vedere la grande roccia, attigua al posto ov'era piantata la Croce di Gesù. Gesù fu crocifisso fra due ladroni: Potei vedere che la Croce di Gesù era messa al centro e quella dei ladroni era distante da quella di Gesù circa due metri, non lateralmente, ma più indietro. Il posto della croce dei ladroni è - segnato da una placca particolare.
La Madre dei Dolori
Ai piedi della Croce di Gesù stava la Madonna, San Giovanni e Maria Maddalena.
Appena Gesù spirò e ne fu assicurata la morte con la lanciata al costato, il suo Sacro Corpo fu deposto dalla Croce e fu messo sulle ginocchia della Vergine Addolorata. Chi può esprimere il dolore della Madonna a vedere Gesù morto fra le sue braccia?
A qualche passo dal posto della Croce sta un Altare, dedicato alla Vergine Addolorata; è il luogo dove la Madonna ebbe fra le braccia Gesù morto. Dentro una grande nicchia, a contatto con l'Altare, vi è collocata a mezzo busto la statua della Madre Addolorata. E' un vero capolavoro l'espressione data dallo scultore a quell'immagine.
Ori e gioielli stanno dentro la nicchia, espressione di amore alla Madre del Crocifisso.
Il Santo Sepolcro Scendendo per una delle due scale simmetriche del Calvario sempre dentro la Basilica, si va al Santo Sepolcro. Che solennità, che magnificenza di Mausoleo! Vi hanno prestato la loro opera i più grandi artisti dell'Oriente. In questo posto sosta sempre la calca dei pellegrini.
Secondo il detto del Vangelo, il Sepolcro di Gesù apparteneva a Giuseppe D'Arimatea ed era scavato nella roccia.
Non si stanno qui a descrivere gli abbellimenti artistici, che sono all'esterno del Mausoleo.
Entrati nel Mausoleo per un'apertura all'altezza di uomo, ci si trova nell'atrio del Sepolcro, ove sta una buona porzione della pietra, sulla quale stava seduto l'Angelo, quando Gesù risorto, parlò a Maria Maddalena ed alle pie donne venute con lei di buon mattina al Sepolcro. La pietra è ben riparata; può soltanto vedersi e non toccare.
Alla parete frontale, dentro l'atrio, c'è un'altra, apertura, che dà al Sepolcro; è assai bassa e tutti devono passarvi piegati come per profondo inchino.
A destra dell'interno c'è il posto dove fu adagiato Gesù morto. La pietra originale, che fu a contatto con il corpo di Gesù, è lì, però a due palmi sotto la lastra, che i visitatori possono baciare, toccare e porvi oggettini sacri per devozione.
Tante volte mi prostrai, poggiato al Sepolcro, assorto in profonda meditazione: In questo luogo Gesù, trionfatore della morte, ci ridiede la vita!
Uscito dal Santo Sepolcro, volli fermarmi alla soglia del Mausoleo, richiamando alla memoria ciò che avvenne allorchè Gesù risuscitò.
Dice l'Evangelista San Giovanni: Il primo giorno dopo il sabato, la mattina presto a buio, Maria Maddalena andò al Sepolcro e ne vide ribaltata la pietra (d'ingresso).
Allora di corsa andò da Simon Pietro e da quell'altro discepolo prediletto da Gesù e disse loro: Hanno portato via dal Sepolcro il Signore e non sappiamo dove l'abbiano messo.
Pietro e quell'altro discepolo uscirono ed andarono al Sepolcro. Correvano tutti e due insieme ma quell'altro discepolo corse più di Pietro ed arrivò prima al Sepolcro. Chinatosi, vide i pannolini per terra ed il sudario, ma non entrò. Dietro di lui arrivò Simon Pietro ed entrò nella tomba e vide i pannolini per terra ed il sudario, che era stato sul volto di Gesù, non per terra con i pannolini, ma ripiegato in un angolo a parte (Giovanni: XX-1...) .
I pannolini del Sepolcro non si sa che fine abbiano fatto; ma è da pensare che saranno stati presi e conservati come prezioso ricordo.
Il lungo lenzuolo, che aveva ricoperto tutto il corpo di Gesù, fu consernato e custodito con cura particolare e si trova a Torino nella Cattedrale e precisamente nella Cappella di Casa Savoia. E' la Sacra Sindone, oggi oggetto di profondi studi, avendo essa riportate le impronte del Corpo di Gesù.
Donna, perchè piangi?
Maria Maddalena era andata ad informare i due Apostoli, Pietro e Giovanni, i quali, come si è detto, andarono di corsa al Sepolcro.
In altro momento la Maddalena ritornò al Sepolcro.
Dice l'Evangelista San Giovanni: Maria stava fuori a piangere vicino al Sepolcro e mentre piangeva, si affacciò alla tomba. Vi scorse due Angeli vestiti di bianco, seduti uno al capo e l'altro ai piedi, dove era stato posto il Corpo di Gesù. Ed essi le dissero: Donna, perchè piangi? - Rispose loro: Perchè hanno portato via il mio Signore e non so dove l'abbiano messo.
Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù in piedi, senza però conoscere che era Gesù.
Gesù le disse: Donna, perchè piangi? Chi cerchi? -
E lei, credendo che fosse l'ortolano, gli disse: Signore, se l'hai portato via tu, dimmelo dove l'hai messo ed io lo prenderò. -
Gesù le disse: Maria! - Essa esclamò: Rabbunì! - che vuol dire: Maestro.
Le disse Gesù: Non ti accostare a me, perchè non sono ancora asceso al Padre mio; ma va' dai miei fratelli e dì, loro: Ascendo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro.
Maria Maddalena andò dai discepoli a dire: Ho visto il Signore e mi ha detto queste cose (Giovanni: XX-11 ...)
Dopo aver visitato il Santo Sepolcro, mi avvicinai ad un Altare, distante pochi passi dal Mausoleo. E' l'Altare dedicato a Santa Maria Maddalena, il quale ricorda ai fedeli l'incontro di Gesù con la Maddalena.
Emmaus
Gesù, dopo la risurrezione, rimase su questa terra quaranta giorni, apparendo agli Apostoli ed ai discepoli in diversi luoghi.
San Luca riporta un episodio particolare, avvenuto lo stesso giorno della risurrezione:
In quello stesso giorno due di loro (discepoli) erano in cammino per un villaggio distante circa sette miglia da Gerusalemme, di nome Emmaus, e conversavano di tutto ciò che era accaduto. Mentre discorrevano e discutevano insieme, Gesù in persona si accostò e camminava con loro, ma i loro occhi erano incapaci di riconoscerlo. Ed Egli disse loro: Cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi durante il cammino?
Si fermarono col volto triste; uno di loro, di nome Cleofa, gli disse: Tu solo sei così forestiero in Gerusalemme, da non sapere ciò che vi è accaduto in questi giorni?
Domandò: Che cosa? - Gli risposero: Tutto ciò che riguarda Gesù Nazareno, che fu Profeta, potente in opere ed in parole, davanti a Dio ed a tutto il popolo; come i Sommi Sacerdoti ed i nostri capi lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e poi l'hanno crocifisso. Noì speravamo che fosse Lui a liberare Israele, con tutto ciò sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; recatesi al mattino al Sepolcro e non avendo trovato il suo Corpo, sono venute a dirci di avere avuto anche una visione di Angeli, i quali affermano che Egli è vivo. Alcuni dei nostri sono stati al Sepolcro ed hanno trovato come hanno detto le donne; ma Lui non l'hanno visto.
Ed Egli disse loro: Stolti e tardi di cuore nel credere alle parole dei Profeti! Non bisognava che il Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare nella sua gloria? - E, cominciando da Mosè e da tutti i Profeti spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a Lui.
Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, Egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: Resta con noi perchè si fa sera ed il giorno volge al declino. Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane disse la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono i loro occhi e lo riconobbero; ma Lui sparì dalla loro vista. Ed essi si dissero l'un l'altro: Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture? -
E partirono subito e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone.
Essi poi riferirono ciò che era accaduto lungo la via. (Luca: XXIV-13 ... ).
Nel programma del mio pellegrinaggio era in lista la visita ad Emmaus. Partendo da Gerusalemme ed attraversando in auto una zona ricca di colline, giunsi al posto desiderato. Mi fermai in una stradetta e proprio sul posto dove Gesù finse di proseguire il cammino. Qui, a destra, c'è un grande cancello, sulle, cui parte superiore è scritto con lamine di ferro: Resta con noi, Signore!
In questo luogo era la proprietà dei fratelli di Emmaus; qui Gesù fu ospitato e si manifestò risorto.
Dov'era l'abitazione è costruita una Chiesa, ampia, con quadri rappresentanti Gesù, Cleofa e Simeone ed in particolare Gesù mentre spezza il pane a tavola.
Pure in questa Chiesa celebrai la Santa Messa.
Uno dei Padri Francescani volle offrirmi in ricordo un mazzettino di fiori, i quali sono coltivati nei pressi della Chiesa, un tempo terreno dei fratelli di Emmaus.
L'Ascensione
Dagli Atti degli Apostoli: Disse Gesù agli Apostoli: Voi riceverete la virtù dello Spirito Santo, che verrà sopra di voi e mi sarete testimoni in Gerusalemme, in tutta la Giudea, nella Samaria e fino all'estremità della terra.
E detto questo, mentre essi lo guardavano, si levò in alto ed una nuvola lo tolse ai loro occhi. E, mentre stavano a mirarlo ascendere al Cielo, ecco due personaggi in bianche vesti presentarsi loro e dire ad essi: Uomini di Galilea, perchè state a guardare in Cielo? Questo Gesù, che, tolto a voi, è stato assunto al Cielo, così verrà come l'avete visto andare in Cielo (Atti: l-8 ... )
L'Evangelista San Luca dice che Gesù, finito il discorso, condusse gli Apostoli fuori, verso Betania, che, come già è stato detto, trovasi alle spalle del Monte Oliveto. Da questo monte Gesù sali al Cielo.
Fin dai primi tempi qui fu innalzato un edificio ed in seguito una Basilica. Al presente ne hanno la proprietà i Musulmani, che hanno trasformato il luogo sacro in Moschea; però ne permettono la visita ad ogni categoria di persone.
Nei pressi della Moschea c'è un vasto recinto dei Greci Ortodossi. Qui avvenne lo storico incontro di Paolo VI con Atenagora, Patriarca Ortodosso di Costantinopoli.
Poco distante dal luogo dell'Ascensione si trova la grotta di Santa Pelagia. Costei era celebre commediante di Antiochia e si chiamava Margherita.
Dopo convertita cambiò il nome, venne a Gerusalemme ed in quella grotta sul Monte Oliveto espiò i suoi peccati con preghiere ed aspre penitenze. La grotta in origine era un sepolcro giudaico.
Il Protomartire
Dagli Atti degli Apostoli: Diceva il Diacono Stefano nel Sinedrio: Voi che riceveste la Legge per ministero di Angeli, non l'avete osservata. -
Quelli della Sinagoga, nell'udire questo, fremevano nei loro cuori e digrignavano i denti contro li Lui ... Lo trascinarono fuori della città, si diedero a lapidarlo ed i testimoni deposero le loro vesti ai piedi di un giovane chiamato Saulo.
E lapidavano Stefano, che pregava e diceva: Signore Gesù, ricevi il mio spirito! - Poi, piegate le ginocchia, gridò a gran voce: Signore, non imputare loro questo peccato! - Ciò detto, si addormentò nel Signore (Atti: VII-33.)
Il Diacono Stefano, nei primordi del Cristianesimo, operava prodigi e rinfacciava a quelli del Sinedrio l'uccisione di Gesù. Allora lo trascinarono fuori della città, nella vallata del Torrente Cedron, distante un centinaio di metri dall'Orto del Getsemani. Per lapidarlo si servirono dei sassi del torrente, che stava a qualche passo.
Sul posto della lapidazione sta una Chiesa, affidata ai Greci Ortodossi. Anche qui io volli entrare e vedere ove fu ucciso il primo Martire del Vangelo, Santo Stefano, il quale è chiamato «Protomartire.
La Regina del Cielo
Della Madonna si è parlato poco nell'esposizione dei fatti; si è dato solo qualche accenno. Conviene ora conchiudere lo scritto col dedicare alla Regina del Cielo l'ultima pagina.
La Chiesa della Dormizione
Lasciando il Santo Cenacolo, sul Sion, prendendo la prima strada a sinistra, si arriva alla Chiesa della Dormizione.
La morte è conseguenza del peccato originale. Gesù volle morire liberamente, dando prova della sua Divinità col risorgere da morte. La Madonna, esente dalla colpa di origine, non fu soggetta alla morte, cioè non ebbe i dolori dell'agonia e la separazione dolorosa dell'anima dal corpo, ma in un atto di denso amore di Dio il suo spirito lasciò serenamente il corpo ed entrò nella beata eternità.
Quanto avvenne alla Madre di Gesù non si chiama morte, ma riposo », ovvero dormizione .»
San Sofronio, Patriarca di Gerusalemme, nel secolo settimo parlando delle grandezze mistiche del Monte Sion, dice che la Madre di Gesù qui emise l'ultimo respiro.
I Crociati qui costruirono una Basilica.
I pellegrini con devozione visitano la Basilica e si fermano presso il sacro recinto, ove una statua della Madonna, in posizione orizzontale rappresenta la Santissima Vergine in atteggiamento di riposo e di sonno.
Con quanta fede e devozione mi fermai a pregare presso il sacro recinto e con me tanti altri pellegrini!
Mausoleo dell'Assunzione
Assai importante è la Chiesa della Assunzione di Maria Vergine.
E' Domma di Fede, proclamato solennemente dal Pastore Supremo della Chiesa Cattolica, Pio XII, che la Madre del Redentore, Immacolata, fu esente dalla corruzione del sepolcro ed il suo sacro corpo fu assunto in Cielo.
Scendendo dalla Basilica di Santo Stefano Protomartire, nella vallata del torrente Cedron, si vede un importante Mausoleo; è la Chiesa dell'Assunzione. Una volta qui c'era un sepolcreto. Fin dai primi tempi fu individuata la Tomba, dov'era stato deposto il corpo della Madonna.
Certamente gli Apostoli ed i primitivi Cristianì, per la stima e l'affetto verso la Madre di Gesù, non lasciarono nell'oblio quel prezioso sepolcro, ricordo della prodigiosa assunzione. Quella tomba è riconosciuta autentica dalla storia, dal perpetuo avvicendarsi dei pellegrini e questo, non solo dai Cristiani, ma è riconosciuto anche dai Musulmani.
Sull'antico sepolcreto fu costruita la Basilica.
Appena vi si entra, ci si trova al prìncipio di una gradinata, una larga scala di quarantatre gradini, la quale porta diritto alla Cappella del sottosuolo.
L'austera facciata e la grandiosa scala sono uno degli esempi più belli della maestria tecnica degli architetti crociati.
Scendendo lungo la scala, si vede a destra una Cappella dedicata a San Gioacchino ed a Sant'Anna; a sinistra è la Cappella dedicata a San Giuseppe. Ai piedi della scala c'è un ampio locale di forma quadrata; in alto pende una vera foresta di lampade e lampadari artistici. L'assieme dà all'ambiente un tono di solennità.
Qui si ferma la folla dei pellegrini; attende ognuno il turno per entrare, al lato destro nella grotta massiccia, ove sta il sepolcro della Madonna, vuoto e riparato da forte custodia.
Come si prega bene, stando qui in ginocchio, davanti a quel sepolcro che ebbe l'onore di trattenere per breve tempo il corpo della Madonna!
Più di una volta, qui mi prostrai a pregare, invocando dalla Regina del Cielo grazie e benedizioni su di me e sulle anime che Dio mi ha affidato.
I luoghi, ove il Figlio di Dio prese la natura umana, nacque, lavorò, predicò il Vangelo, istituì l'Eucaristia, agonizzò, morì, risuscitò ed accese al Cielo, questi luoghi dove fu istituita la Chiesa, sono detti « Luoghi Santi », perchè l'umanità qui fu redenta.
Conclusioni Pratiche
Dalla lettura, di questo scritto bisogna trarre dei frutti pratici: Gesù è poco conosciuto, anche da molti che si professano Cristiani.
Si legga il Vangelo, ma non superficialmente. Si mediti profondamente quanto Gesù Cristo fece ed insegnò; in particolare si mediti la sua Passione.
Chi ha fatto per l'umanità e chi potrebbe mai fare ciò che Gesù ha fatto? Eppure sulla terra nessuna persona è tanto combattuta, e bestemmiata quanto Gesù Cristo, Creatore dell'Universo e Redentore dell'umanità!
PRATICA: Offrire a Gesù una corona di Sante Comunioni, trentatré, in onore dei trentatré anni di vita terrena, per ringraziarlo a nome dell'umanità di quanto ha fatto per redimerla.
Queste comunioni non occorre che siano consecutive.
Si preghi per gl'infedeli ed in modo speciale per gl'Israeliti e per i Maomettani, o Musulmani.
Visitando i Luoghi Santi si prova tanta gioia spirituale; però resta nella anima una profonda amarezza per la mentalità e la condotta degli Israeliti. Sembrerebbe strano, ma è cosi: nella Terra Santa per coloro che vi abitano Gesù è un estraneo, un sopportato soltanto per la storia che li lega a Lui. Per gli Israeliti Gesù non è il Messia promesso, il predetto dai Profeti; aspettano ancora il Messia. Sentono antipatia ed avversione verso coloro che lo riconoscono come Messia.
Per i Musulmani Gesù è una persona di gran lunga inferiore a Maometto e contrastano apertamente coloro che lo riconoscono Redentore del mondo, La popolazione della Terra Santa è formata in massima parte d'Israeliti e di Maomettani.
Di Cristiani vi stanno solo i Sacerdoti Cattolici e quelli Ortodossi, coloro che dimorano in un certo numero d'Istituti di Suore e poi ... i pellegrini, che giornalmente vi giungono da ogni parte del mondo.
La dimora e la condotta ostile o indifferente di chi abita nella Terra Santa, è una continua profanazione del luogo sacro ed un insulto ininterrotto al Figlio di Dio, che ivi diede tutto se stesso.
Bisogna vedere con che occhio i Rabbini e gli Israeliti guardano i Cristiani pellegrini, credendo forse di essere quasi insultati in casa loro!
E che dire dei Maomettani? Lottano strenuamente l'opera di Gesù Cristo. Basta vedere quante Moschee costruiscono, anzi le innalzano a pochi passi di ogni Basilica. Quando c'è qualche manifestazione religiosa solenne da parte dei pellegrini, allora dall'alto del minoreto, cioè della torre annessa alla Moschea, cominciano con l'altoparlante le nenie arabe, strane e noiose, del cosidetto a muezzin.
Pratica: Nel Padre Nostro, si dice: ... Venga il tuo regno!
Il regno di Gesù Cristo c'è nel mondo, ma non abbraccia tutti i popoli; stanno ancora nel mondo grandiose masse d'infedeli. Di costoro bisogna interessarsi molto, affinchè abbiano la vera luce e lascino le tenebre dell'errore. Si suggerisce una santa iniziativa.
Un giorno al mese, a libera scelta, preferibilmente l'ultimo sabato di mese per avere l'aiuto della Madonna, ogni anima pia offra a Dio le buone opere della giornata per la conversione degli infedeli, in particolare per gli Israeliti e per i Musulmani dimoranti in Terra Santa.
In tale giorno non manchi l'assistenza alla Messa, la Comunione e la recita del Rosario.
E' cosa lodevole fare celebrare qualche Messa mensile.
Giaculatoria
Gesù Nazareno, Redentore del mondo, pietà degli infedeli! Convertili!
Triste realtà
Visitando i Luoghi Santi si prova tanta gioia spirituale; però resta nell'anima una profonda amarezza per la mentalità e la condotta degli Israeliti.
Sembrerebbe strano, ma è così: nella Terra Santa per coloro che vi abitano Gesù è un estraneo, un sopportato soltanto per la storia che li lega a Lui.
Per gli Israeliti Gesù non è il Messia promesso, il predetto dai Profeti; aspettano ancora il Messia. Sentono antipatia ed avversione verso coloro che lo riconoscono come Messia.
Per i Musulmani Gesù è una persona di gran lunga inferiore a Maometto e contrastano apertamente coloro che lo riconoscono Redentore del mondo.
La popolazione della Terra Santa è formata in massima parte d'Israeliti e di Maomettani. Di Cristiani vi stanno solo i Sacerdoti Cattolici e quelli Ortodossi, coloro che dimorano in un certo numero d'Istituti di Suore e poi... i pellegrini, che giornalmente vi giungono da ogni parte del mondo.
La dimora e la condotta ostile o indifferente di chi abita nella Terra Santa, è una continua profanazione del luogo sacro ed un insulto ininterrotto al Figlio di Dio, che ivi diede tutto se stesso.
Si preghi per gl'infedeli e specialmente per gli Israeliti e per i Maomettani, o Musulmani.
Iniziativa santa
Nel « Padre Nostro », si dice:... Venga il tuo regno!
Il regno di Gesù Cristo c'è nel mondo, ma non abbraccia tutti i popoli, stanno ancora nel mondo grandiose masse di infedeli. Di costoro bisogna interessarsi molto, affinché abbiano la vera luce e lascino le tenebre dell'errore.
Si suggerisce una santa iniziativa.
Un giorno al mese, a libera scelta, preferibilmente l'ultimo sabato di mese per avere l'aiuto della Madonna, ogni anima pia offra a Dio le buone opere della giornata per la conversione degli infedeli, in particolare per gli Israeliti e per i Musulmani dimoranti in Terra Santa.
In tale giorno non manchi l'assistenza alla Messa, la Comunione e la recita del Rosario. È cosa lodevole fare celebrare qualche Messa mensile.
Giaculatoria: Gesù Nazareno, Redentore del mondo, pietà degli infedeli! Convertili!