ANNO 1917

Santa Teresa di Los Andes

ANNO 1917
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La meditazione, specchio dell'anima

1 gennaio. - Un anno di più verso la patria. Quanti benefici ricevuti e quante grazie sprecate in questo anno che è passato. E questo che viene, nel suo misterioso manto forse avrà avvolte afflizioni e felicità di ogni tipo. Appoggiamoci alla Croce; essa è immutabile. Né i secoli, né le tempeste l'hanno spezzata. Spes unica.

2 gennaio. - Mi sento in pena, mi sanguina il cuore. Se potessi darei mille vite per lui, tutte le sofferenze, Dio mio, mandamele e dammi grazia per sopportarle, purché egli si converta.

Gesù, voglio accompagnarti nell'orto della tua agonia. Voglio consolarti e dire con te: "Signore, se possibile, passi da me questo calice amaro, ma non la mia, bensì la tua volontà si compia".

9 gennaio. - Tutti i giorni faccio la meditazione e vedo che grande aiuto è per santificarsi. È lo specchio dell'anima. Quanto ci si conosce in essa!

Gesù mi ha fatto capire che per raggiungere la perfezione è necessario:

1). L'amore alla preghiera.

2). Il distacco completo da se stessa, cioè l'oblìo di sé che si raggiunge unendosi a Gesù tanto da formare con Lui una persona sola e scegliendo sempre ciò che piace a Gesù, cioè umiliazioni, sofferenze, ecc. ed anche la carità verso il prossimo.

3). Perfetta consegna di se stessa, cioè, dare a Dio la volontà.

Ho letto nella vita di Santa Teresa che questa Santa raccomanda a coloro che incominciano a fare orazione di immaginarsi l'anima come un orto pieno di alberi ed erbacce e tutto molto secco. Allora, incominciando a praticare l'orazione, il Signore vi pianta begli alberi, dei quali noi dobbiamo avere cura perché non si secchino. Per questo sempre quelli che incominciano devono attingere acqua dal pozzo e ciò costa, e queste sono le difficoltà nelle quali si imbatte chi incomincia l'orazione.

Per me la mia difficoltà è il rispetto umano che mi vedano meditare e mi chiamino "bigotta". Altre volte non riesco ad udire la voce del Signore e questo fa sì che mi allontani. Ma ora sono decisa, costi ciò che costi, a farla tutti i giorni. Tutti i giorni scriverò le risoluzioni che prendo.

24 gennaio. - Obbedienza perfetta. Obbedire, tenendo presente che sottometto la mia volontà a Dio. La mia obbedienza deve essere spirituale.

25 gennaio. - Oggi ho promesso a Gesù di compiere la Sua divina volontà accettando con gioia ciò che Lui mi manda. La sposa deve unire la sua volontà a quella dello sposo e sottomettersi a Lui. A maggior ragione io, che sono sua schiava e che per un grande favore mi ha reso figlia, sorella e sposa. Come mi trovo cattiva e peccatrice!

Lourdes - Maria, Madre piena di dolcezza

12 febbraio. - L'altro ieri e ieri siamo state a Lourdes. Lourdes! Questa sola parola basta a far vibrare le corde più sensibili del cristiano, del cattolico. Lourdes! Chi non si sente commosso nel pronunciarla! Significa un cielo nell'esilio. Porta avvolto nel suo manto di mistero tutto ciò che di grande è capace di sentire il cuore cattolico.

Questo nome richiama i ricordi del passato e commuove le sensazioni intime della nostra anima. Racchiude gioia, pace sovrumana, dove il pellegrino, stanco del faticoso cammino della vita, può riposare; può senza preoccupazioni, lasciare il suo bagaglio di miserie umane, aprire il seno per raccogliere l'acqua della consolazione e del sollievo. Lì le lacrime del povero e del ricco si confondono, lì si trova una Madre che li guarda e sorride. E quello sguardo e sorriso celesti, fanno sgorgare dal petto singhiozzi di felicità, che il cuore non può frenare, lo fanno sperare, amare ciò che non perisce ed è divino.

Sì, sei tu Madre, la celeste Vergine Maria che ci guida. Tu hai lasciato cadere dalle tue mani materne raggi di cielo. Non credevo che esistesse la felicità sulla terra, ma ieri il mio cuore assetato di essa la trovò. La mia anima' estasiata ai tuoi piedi verginali ti ascoltava. Eri tu che parlavi e il tuo linguaggio di Madre era così tenero, era di cielo quasi divino.

Al vederti così pura, così tenera, così compassionevole, chi non avrà il coraggio di scoprire i suoi intimi tormenti? Chi non ti chiederà di essergli stella in questo burrascoso mare? Chi è che piange tra le tue braccia senza ricevere subito i tuoi immacolati baci di amore e di consolazione? Se è peccatore le tue carezze lo inteneriscono, se è tuo fedele devoto, la tua sola presenza accende la fiamma viva dell'amore divino. Se è povero tu, con la tua mano potente lo soccorri e gli mostri la vera patria. Se èricco, lo sostieni con il tuo conforto contro gli scogli della sua agitatissima vita. Se è afflitto, tu con i tuoi occhi lacrimosi gli mostri la croce e su di essa il tuo divino Figlio. Chi non trova balsamo alle sue sofferenze nel considerare i tormenti di Gesù e di Maria? Ed infine il malato trova nel tuo seno matemo l'acqua di salvezza che fai sgorgare con il tuo sorriso incantevole, che lo fa sorridere di amore e di felicità. Sì, Maria, sei la Madre dell'universo intero. Il tuo cuore è pieno di dolcezza. Ai tuoi piedi si prostrano con la stessa fiducia il sacerdote come la Vergine per trovare tra le tue braccia l'Amore delle tue viscere. Il ricco come il povero per trovare nel tuo cuore il loro cielo. L'afflitto come il felice per trovare sulle tue labbra il celeste sorriso. Il malato come il sano per avere dalle tue mani dolci carezze. Ed in fine il peccatore come me, trova in te la Madre protettrice che sotto i suoi piedi immacolati ha schiacciato la testa del drago, mentre nei tuoi occhi scopre la misericordia, il perdono e il faro luminoso per non cadere nelle acque fangose del peccato.

Madre, sì, a Lourdes c'era il cielo: c'era Dio sull'altare circondato dagli angeli, e tu dalla cavità della roccia gli presentavi i clamori della moltitudine inginocchiata davanti all'altare; e Gli chiedevi di ascoltare le suppliche del povero esiliato in questa valle di lacrime, mentre, con i canti, ti offrivano un cuore pieno di amore e di gratitudine.

Risoluzioni per il 1917

1) Accettare i sacrifici senza mormorare interiormente né abbattermi.

2) Devo eclissarmi.

3) Impegnarsi a procurare la felicità degli altri.

4) Cercherò di rendere la virtù amabile agli altri.

5) Devo dimenticare anche me stessa:

a) unendomi a Gesù;

b) essere caritatevole con il prossimo;

c) non dire la mia opinione se non me la chiedono;

d) soffrire con gioia le umiliazioni essendo amabile con le persone che me le procurano;

e) vivere con Gesù nel fondo della mia anima, che deve essere la sua casetta nella quale possa riposare. Lì lo adorerò e Gli offrirò le mortificazioni, sofferenze e umiliazioni. Non è forse il cielo sulla terra vivere con Dio?

Vivere in unità di pensieri, in unità di sentimenti, di azioni e così, guardandomi, il Padre troverà l'immagine del suo Figlio, mi farà sua sposa e le Tre Persone verranno a dimorare in me.

Devo contemplare nella mia anima Gesù crocifisso. Lo imiterò e riceverò ai piedi della croce il sangue del mio Gesù, che conserverò nella mia anima e che comunicherò all'anima del mio prossimo, affinché per mezzo del sangue di Cristo siano lavati.

Offerta per i peccatori - Nuovo direttore

Gesù mio, tu conosci l'offerta che ti ho fatto di me stessa per la conversione delle persone che ti ho nominato. Da oggi non solo ti offro la mia vita, ma anche la mia morte, come ti piacerà darmela. La riceverò con gioia, sia nell'abbandono del Calvario, sia nel paradiso di Nazareth. Inoltre, se vuoi, dammi sofferenze, croce, umiliazioni. Che sia calpestata per castigare il mio e il loro orgoglio. Come tu vuoi, Gesù mio, sono tua, fa di me secondo la tua santa volontà. A te, o Maria, che mai hai lasciato inascoltate le preghiere che ti ho rivolto, come una figlia chiede a sua Madre, anche nelle tue mani materne pongo quelle anime. Ascoltami. Tutta la vita non ho cessato di pregarti, Madre, ascoltami, ti prego per Gesù e per il tuo sposo San Giuseppe, che prego di intercedere per questa povera peccatrice.

Soffro. Questa parola esprime tutto per me. Felicità! Quando soffro sono sulla croce del mio Gesù. Che grande felicità è dirgli: Gesù, sposo mio, ricordati che sono tua sposa, dammi la tua croce.

Aprile 1917. - Grazie, mio Dio, perché mi hai dato un Direttore che diriga la mia anima verso di Te.

Mi chiese com'era la mia orazione, se sterile o fatta con devozione. Gli risposi che a volte era con devozione, ma vi erano dei periodi in cui non potevo meditare e rimanevo tranquilla con Nostro Signore. Ma mi disse che dovevo cercare sempre di riflettere e solo in ultimo fare nell'altro modo. Di vivere costantemente alla presenza di Dio nostro Signore dentro la mia anima. Di farlo il più sovente possibile. Di fare l'esame particolare su questo. Di prendere nota dei pensieri e affetti della meditazione che più mi muovessero a devozione. Mi permise di mortificarmi, mortificandomi nel cibo, sacrificando il gusto. Ed anche di pregare un quarto d'ora con le braccia in croce o tre "Padre Nostro" con le mani sotto le ginocchia. Più tardi mi darà il permesso di mettere dei cilici. Di essere molto riservata. Di non parlare della mia vocazione se non con la mamma o con Madre Izquierdo, perché è come un profumo contenuto in una bottiglietta, che, stappata, evapora. Di attirare le mie amiche al servizio di Dio.

Ciò che mi diede più gioia e consolazione fu sentirmi dire che avevo la vocazione Carmelitana. Mi chiese che virtù preferivo; risposi: l'umiltà. Dopo mi diede il permesso di rinnovare il voto di verginità fino all'Assunzione della Vergine Maria.

Risoluzione: ho l'anima da salvare; la morte da temere; la vita da santificare.

Silenzio. C'è il giubilo. Mi sento piena di Lui. Lo amo.

Fedele copia di Gesù? Figlia di Maria

Ascensione del Signore al cielo della mia anima. Farò tutte le mie cose in unione con Lui, per mezzo di Lui e con Lui. Lo consolerò. Voglio essere crocifissa. E Lui mi ha lasciato i suoi chiodi.

Quanto più ci uniamo al Creatore, tanto più ci allontaniamo dalle creature. Gesù mio, sposo della mia anima, ti amo. Sono tutta tua, Tu sii tutto mio.

Domani è il giorno della Trinità. Troverà il Padre la figura di Cristo in me? Quanto mi manca per assomigliare a Lui! Non ho ancora abbastanza virtù, mi abbatto subito, eppure sono più umile o mi umilio di più ed ho più fede. Eppure l'altro giorno le ragazze si comportarono male a tavola e mi spazientii; dopo mi dissero che non ero energica perché le lasciavo conversare. Risposi che non mi davano retta. Mi arrabbiai molto e quando vidi le ragazze le chiamai antipatiche. Avrebbe agito così Gesù? Certamente no. Le avrebbe riprese e non si sarebbe scusato né avrebbe insultato come ho fatto io. È certo che mi vinsi molto, ma dopo raccontai la mia rabbia e il giorno seguente chiesi perdono alle ragazze per umiliarmi. Queste cadute mi servono per riconoscere che sono ancora molto imperfetta.

15 giugno 1917. - Non solo sono sposa di Gesù, ma oggi mi sono unita ancora' di più a Lui, sono sua sorella. Sono Figlia di Maria. Da oggi, come le principesse che sono condotte al palazzo del promesso sposo per essere educate come lui, anch'io entrerò nella mia anima, casa di Dio, lì mi aspetta la mia Madre e il mio Gesù. Quanto lo amo!

Ieri mi sono confessata. Il Padre mi indicò tre cose necessarie per non spazientirmi:

1) - Non manifestare la mia rabbia esteriormente.

2) - Essere amabile con la persona che me la causa.

3) - Far tacere, soffocare la collera nel mio cuore. Tre parti essenziali della meditazione: riflessione, colloquio, supplica.

Più unita a Gesù - Vittorie a caro prezzo

19 giugno. - Oggi sono rimasta unita a Nostro Signore. Da quando ho questo crocifisso vivo più unita a Lui. Quanto lo amo! Mi sono offerta a Lui per la conversione di quelle persone. Quanto soffro ai pensare che in quelle anime c'è il diavolo e non Dio; che Gesù li chiama e li aspetta nel tabernacolo ed essi rimangono insensibili, Dio mio, quanto ci ami e come siamo ingrati! Gesù mio, sposo della mia anima, mi offro a Te. Fa di me ciò che vuoi.

Oggi mi sono molto controllata per non andare in collera. Dio mio, tu mi hai aiutato. Ti ringrazio. Nel riordino e nelle ricreazioni sono stata perfetta per loro, ma non tanto durante le lezioni.

Nostro Signore mi ha detto che non avrebbe accettato la mia offerta, ma che mi avrebbe ascoltato e che avrebbe concesso la conversione di quelle anime, ma fra un po' di tempo. Mi disse di unirmi a Lui crocifisso, che voleva vedermi crocifissa. Ho sofferto tanto questa mattina, che ho pianto tutta la Messa, ma domani offrirò le mie lacrime per loro.

Ieri la meditazione è stata huona. Ho fatto ciò che il Padre mi aveva indicato. Ho fatto un fioretto molto grande: stavo studiando nell'orto e arrivò Rebeca a riferirmi un messaggio di Madre Julia Rios per lei e per me, ed io, anche se avevo tanta voglia, mi vinsi e le dissi che non volevo sentire niente, e che andasse via. Tutto il giorno mi stuzzicò la curiosità, e soltanto a cena, Rebeca mi fece conoscere il messaggio. Ho offerto questo fioretto, che mi è costato molto, per loro.

20 giugno. - Ho mantenuto la mia risoluzione di mortificarmi il più possihile. Non ho negato nessun fioretto a Nostro Signore.

Domani, festa di San Luigi Gonzaga, farò il voto di non commettere nessun peccato volontario. Gesù mio, aiutami a mantenerlo. La mia meditazione è stata buona. Ho fatto ciò che il Padre mi ha raccomandato. Gesù mi ha parlato molto questa mattina. Mi ha appoggiata sul suo cuore e mi ha detto che mi amava. Era così dolce la sua voce! Lo amo tanto! Sono tutta sua. Mi disse di annotarmi i fioretti che facevo, ma mi sono dimenticata. Disse anche di imitarlo.

Essere umile - Non parlare di me stessa

22 giugno. - Propongo di non dire mai io, ne in bene né in male. Vorrei piangere di riconoscenza perché si è già esaudita una mia intenzione: quel signore si è riconciliato con la Chiesa. Come sei buono, Gesù mio, quanto ti amo! Vergine Maria, mi hai ascoltato! Ma ti chiedo ancora di più: la perseveranza ed anche la conversione dell'altro. Madre, te lo chiedo per Gesù.

Oggi ho fatto due grandi atti di umiltà. Quanto mi sono costati, ma la Vergine Maria mi ha aiutato. L'altro giorno durante la ricreazione facevamo dei quadri animati. Allora dissi loro di rappresentare la Madre Assistente. Non mi ero accorta che era una mancanza di carità, ma una ragazza me lo fece notare. Allora capii quanto sono cattiva, invece di dare il buon esempio incito le altre a peccare. Sono indegna di portare la medaglia di Figlia di Maria. Però alla fine chiesi perdono alle ragazze per il catÙvo esempio che avevo dato loro. Lo dirò anche a Madre lzquierdo, perché mi rimproveri e mi umili il più possibile nella congregazione. Voglio essere umile con Cristo Crocifisso.

Grazie a Dio ho fatto ciò che Gesù mi ha chiesto. Mi sono umiliata per Lui. Anche se non si può dire che siano umiliazioni perché sono un nulla; più ancora, sono un nulla criminale.

Sono stata attenta a non mettermi in evidenza e per questo a non parlare di me. Costa abbastanza, ma lo farò per Gesù, per consolarlo. Ieri sera mi disse che soffriva molto. Si reclinò sul mio cuore e lì pianse, ed io con Lui. Mi disse che una nuova persecuzione incominciava contro di Lui, che amava tanto gli uomini che non poteva vivere senza di loro.

Tutte le sere invio un bacio, a colui che mi donò l'essere. Sono tanto vicina al suo altare... Una porta ci separa. Allora lo immagino prigioniero e che vado ad aprire la sua prigione e che lo conduco nel mio cuore.

Oggi ho procurato di fare tutto il bene possibile. Eppure non sono stata abbastanza silenziosa, perché non debbo parlare neppure per dare dei consigli.

Solo Dio non muta - Incomprensione

Prima in storia

Domani è il mio onomastico. Forse sarà l'ultimo che passerò sulla terra. Speriamo sia così! Prima desideravo con tanto ardore questo giorno! Ora lo detesto.

24 giugno. - Oggi ho sofferto molto perché mamma non mi ha dato l'abbraccio fino alle dieci e mezza, dopo molti altri. Eppure ho provato una grande gioia. Questa mattina, allo svegliarmi, la Vergine, mia Madre, mi fece gli auguri. Fu la prima. Gesù mi disse che Lui non me li faceva, perché tra sposi non si usa. Mi presentò solo i regali. Che fantastico Gesù! Ho sofferto tutto il giorno perché desideravo che mi festeggiassero di più, essendo il mio onomastico. I cuori degli uomini amano un giorno ed un altro sono indifferenti. Solo Dio non cambia.

25 giugno. - Ho saputo una cosa e ora non ne posso più dalla pena. Sarebbe stato meglio non aver saputo nulla. Dio mio lo offro a te. Sii tu il mio rifugio. Ti prego per quella persona.

26 giugno - Ho avuto pena. Non oso quasi guardare la Madre Izquierdo perché penso che mi crederà una bugiarda Insomma, cosa fare? L'ho fatto perché c'era un fondamento. Avevo visto cio che ho affermato. Dio perdona quella persona. Ho pregato perché non cada più in basso. Ieri era tale la mia pena che mi sono ammalata. Durante la notte quasi agonizzavo, ma Gesù e la Madre mia mi consolavano. Soffro tutto per Lui.

Ma fu così grande l'impressione nel vedere mancare in questo modo che ho dubitato della mia vocazione, perché pensai che era tutto una ipocrisia Ma Gesù mi disse che non dovevo scandalizzarmi, perché uno dei suoi Apostoli era caduto, e che pregassi per lei.

Mi dissero tante cose che credetti di aver perduto tutto. Mi dissero anche cose che Madre Izquierdo pensava di me. Allora ebbi molta pena, perché per evitare che una suora desse cattivo esempio io avevo parlato.

Infine, si faccia la volontà di Dio. Sono quella che sono davanti a Dio, cosa importano le creature?

27 giugno. - Risulto la prima in storia. Sono felice. Io che non ero mai stata tra i primi posti, ora la Vergine me li dona. Glieli ho chiesti per far piacere a papà e a mamma, e soprattutto perché è il mio ultimo anno e voglio lasciare un buon ricordo afflnché tutti vedano che, anche se penso di farmi Carmelitana, sono diligente. Mi ritengo ignorante e se sono tra i più bravi lo devo a Gesù e alla Madre mia. La amo, è così buona!

28 giugno -. Oggi ho avuto notizie di Madre Julia Rios. Ci mandò i saluti. Voglio molto bene a questa Madre che debbo vincermi per non volerle tanto bene e non scriverle. Se sapesse quali sacrifici ho dovuto fare per non rubare tempo allo studio!. Ma infine, Dio lo sa e li ho offerti per le sue intenzione, perché sia esaudita.

29 giugno -. Oggi, grazie a Dio, alleluia, è stata una giornata perfetta per consolare Nostro Signore. Non ho parlato per niente. Mi sono vinta abbastanza, anche se mi sento strana. Ho voglia di piangere, di arrabbiarmi, di parlare e di gridare.

È così bello donare... Amor proprio

30 giugno -. Ieri sera ho pianto vedendolo su quella croce, inchiodato per amor mio. Che buono è Lui e che ingrata sono stata io. Domani andrò a fare il mio apostolato. Spero che Nostro Signore e la Madre mia mi concedano un esito felice.

Ho raccolto trenta pesos il giorno del mio onomastico, comprerò delle scarpe per Juanito' e il resto dirò a mamma di tenermelo per darlo ai poveri. È così bello dare a loro. Ho dato le mie scarpe alla mamma di Juanito.

Martedì 3 luglio -. Ieri siamo uscite. Siamo state con le ragazze. Ci siamo divertite molto, anche se ero un po' triste perché vedo che a Rebeca fanno degli scherzi e Lucia esce con lei e non con me. Mi piace che la festeggino, ma mi piacerebbe che lo facessero anche con me. Se lodano me io lodo anche lei. Inoltre Luefa invitò dalle suore, Rebeca e non me. E avevo abbastanza voglia, ma mi sacrificai, perché Gesù me lo aveva chiesto. Suonai il piano perché me lo chiesero. Tutta la pena fu causata dall'amor proprio che ho. Mi proporrò di ucciderlo radicalmente. Che Gesù e Maria mi aiutino!

Ho parlato con Carmen. Mi raccontò che era stata dalla Madre Superiora e che aveva parlato della vocazione. Ella teme, e anche se le piacerebbe essere suora perché le trova molto felici, ha paura. Ho parlato di questo con il Padre. Ha detto che forse era meglio che vivesse come una religiosa a casa sua. Gielo dirò quando la vedrò.

Mercoledì 4. - Oggi è stata una giornata perfetta e voglio offrirla per le intenzioni della Madre Julia Rios. Ho sacrificato la visita ai Santissimo Sacramento per distribuire i libri. Mi costò, ma Gesù sapeva che era impossibile e che lo desideravo.

Il Padre mi ha detto di fare la meditazione ai mattino, ma la Vergine Maria non mi ha svegliato. Domani proverò per l'ultima volta. Madre, perché non mi ascolti? Sei forse arrabbiata con me? Tu sai che ti amo sempre. Ascoltami e svegliami. Mi dimentico la risoluzione della meditazione. Non so come fare.

Sono molto orgogliosa - Un po' in collera

Giovedì 5 luglio. - Non ho niente da dire oggi. Non sono stata perfetta. Durante la lezione di Francese ho parlato. Eppure mi sono vinta abbastanza. Domani farò un giorno di ritiro. Ne ho tanto bisogno. Mi unisco a Nostro Signore ma non lo imito. Sono ancora molto orgogliosa. Mi propongo di abbattere i germi dell'amor proprio fino all'ultimo. Non so su che cosa possa fondarsi perché sono un nulla criminale". Mi piace che le creature mi stimino ma a che servirà se non mi stima Dio?

Primo venerdì. - Oggi ho cercato di fare ritiro, anche se non mi sembra. Eppure ho ricavato profitto dalla meditazione, ho meditato su Dio e quando penso a Lui rimango immersa nell'amore. Vedo la sua grandezza infinita e la mia estrema miseria, vedo ciò che è il peccato e il grande amore di Dio. Inoltre ho conversato con Gesù e mi ha fatto capire il nulla dei giudizi umani. Un giorno ti credono buona, domani vedono un difetto e immediatamente ti trovano cattiva. E poi a che serve che le creature ti amino e ti riempiano di onori, se Dio l'Essere infinito, ti disprezza?

Oggi ho fatto il voto di non commettere peccati volontari e grazie a Dio l'ho mantenuto. Hanno predicato così bene... Sembra che Gesù l'abbia scelto per me. Parlò dell'imitazione di Gesù: "Imparate da me che sono mite ed umile di cuore e troverete pace . Anche se si soffrono persecuzioni, ecc., se imitiamo Gesù avremo pace. Anche gli uccelli, come il condor, hanno ali e piume pesanti, eppure si alzano a grande altezza anche se piove, ecc.., così l'anima mia stende le sue ali e si innalza: queste ali sono l'amore di Dio...

Oggi ho fatto l'apostolato. Ho dato un buon consiglio, Gesù me lo ha ispirato. Ho fatto mangiare la minestra a tre ragazze, facendo fare loro un fioretto per Gesù. E poi siamo andate a visitare una bambina ammalata. Così abbiamo avuto l'occasione di fare un atto di carità. Gesù, quando sarò vicina a Te? Ti amo! Desidero unirmi eternamente a Te.

Sabato 7. - Ho pena. Non ne posso più. Gesù mio mi unisco a Te. Si faccia come tu vuoi e non la mia volontà. Oggi ho chiesto a Rebeca di domandare perdono e tutto è stato inutile. Glielo ho chiesto per amore della Vergine Maria e non mi ha ascoltato. Tutto perso. Dopo mi ha detto che non ha voluto solo perché gliel'ho chiesto io, che le sue cose non dovevano importarmi. Ciò nonostante ho offerto per il suo perdono i dolci di tutta la settimana.

9 luglio. Le ragazze mi hanno fatto tanfi scherzi in classe che piangevo. Inoltre avevo un tale mal di testa e di schiena che non sapevo ciò che mi accadeva. Non risposi, perché non volevo mancare ai silenzio. L'ho offerto per Gesù. Ma poi, in ricreazione, dissi loro che esageravano e che non scherzassero così. Allora mi misi un po' in collera, ma dopo ci siamo comportate bene e alla sera mi mandarono un'immagine. Mi costa molto accettare gli scherzi. Mi fanno rabbia, e le ragazze mi dicono che ho un buon carattere e che, proprio perché non mi arrabbio continuano a farmi gli scherzi. Sento che ogni giorno mi vogliono più bene ed è perché do loro buon esempio.

A letto - Sottomessa alla volontà di Dio

Lettura di Sr. Elisabetta della Trinità

10 luglio. - Sono a letto influenzata. Non ho parlato abbastanza con Gesù. Lo sento all'interno dell'anima. Questa mattina avevo fame di Gesù, perché non ho potuto accostarmi alla comunione Da quando sono venuta da Chacabuco non c'è che un giorno solo che non mi sono comunicata. Sono cento quarantanove comunioni.

13 luglio. - Oggi ho compiuto diciassette anni; un anno in meno di vita. Un anno in meno di distanza dalla morte, dall'unione eterna con Dio. Un anno solo per giungere al porto del Carmelo. Oh, Carmelo! Quando mi aprirai le tue sacre porte? Quante grazie iiìì ha concesso il Signore e come lo ripago male. Mio Gesù, perdonami le mie ingratitudini.

15 luglio. - Ieri ho sofferto abbastanza. Mi applicarono dei rimedi che mi causavano moko delore, ma non mi lamentai. Ero felice perché soffrivo; sentivo che nella schiena mi affondavano degli spi¾ li, ma mi ricordavo del mio Gesù, quando veniva flagellato. Ed ero molto felice senza manifestare il mio dolore. Eppure l'ultima volta non parlavo quasi. Dopo andai a letto, allora mi chiesero se avevo male. Ma dissi che avevo sonno. Non mentivo, perché era vero.

Rebeca mi ha detto che avrei perso dei punti che mi avrebbero superato e che avrei perso il po sto. Al principio ne ho avuto pena. Però dopo pensai che la Vergine mi aveva concesso i punti e i premi e che adesso era volontà di Dio che mi ainmalassi. Sarebbe stata più contenta la Madre mia vedendomi rassegnata. Perciò fui contenta e mi dissi che quella era la volontà di Dio. Anche perché ho chiesto alla Vergine il premio e spero con certezza che me lo darà. E se no, mi darà il premio eterno, perché lo faccio per compiere il mio dovere. Oggi mi mostrerò allegra quando mi applicheranno i rimedi. Per Gesù!

Leggo Elisabetta della Trinità. Mi incanta. La sua anima assomiglia alla mia. Poiché essa è stata una santa, la imiterò e sarò santa. Voglio vivere con Gesù nell'intimo della mia anima. Voglio difenderlo dai suoi nemici. Voglio vivere una vita di cielo - come diceva Elisabetta - essendo una lode di gloria:

1° Vivendo una vita divina. Amando Dio con amore puro. Dandomi a Lui senza riserve. Vivendo in un intima comunione con lo Sposo della mia anima.

2° Compiendo in tutto la volontà di Dio. Come? Compiendo ad ogni istante, con gioia, il mio dovere. Niente mi deve turbare. Tutto deve essere pace come è quella che inonda gli angeli in cielo.

3° Vivendo nel silenzio, perché così lo Spirito Santo trarrà suoni armoniosi e il Padre con lo Spirito Santo formerà in me l’immagine del Verbo.

4° Soffrendo, poiché Cristo ha sofferto tutta la vita e fu lode di gloria del Padre suo. Soffrirò con gioia per i miei peccati e per i peccatori.

5° Vivendo una vita di fede. Guardando tutto dal punto di vista soprannaturale. Riflettendo Cristo come in un cristallo nelle nostre azioni.

6° Vivendo in un continuo rendimento di grazie: che i nostri pensieri, desideri e atti siano una perpetua azione di grazie.

7° Vivendo in una continua adorazione, come gli angeli, ripetendo: Sanctus, sanctus ecc. E poiché non possiamo stare continuamente in orazione, almeno prima di ogni esercizio rinnovare l'intenzione e così saremo una lode di gloria e vivremo una vita di cielo. Anzi, dobbiamo infiammarci maggiormente di zelo per la gloria divina.

"Andiamo nella solitudine" (Ritiro del 1917)

8 agosto. - Oggi entro in ritiro. Odo la voce di Gesù che mi dice: "Andiamo nella solitudine". “La porterò nella solitudine e là parlerò al suo cuore”. Mi ritiro con Lui nell'intimo della mia anima e lì, come in un'altra Nazareth, vivrò in sua compagnia, con la mia Madre e San Giuseppe. Gesù mi ha detto che farà un controllo nella sua casetta per vedere ciò che manca per purificarla.

Quanto grande mi considero dopo aver visto la mia origine: Dio stesso! E il mio fine: un Dio infinito! Ma c'è un punto tra l'origine e la fine ed è la vita. Cosa devo fare dunque mentre vivo? Servire, onorare, amare e glorificare il mio Creatore. E come? Qui è in gioco la mia volontà. Se sono generosa mi darò totalmente a Gesù, che ha dato tutto per me. Le creature, tutto quanto possiedo, me le ha date Dio. Perciò devo usare di esse come se non mi appartenessero. In tutto, dunque, devo compiere la volontà di Dio, del mio Creatore, del mio Salvatore, del mio Tutto. Gli appartengo.

Che cosa sono tutte le cose, se non vanità? Tutto passa, tutto muore. Perciò, perché attaccarmi a cose transitorie che non mi portano a Dio che è il mio fine? Dio, non so come ripagarti per tanti benefici che mi concedi. Signore, d'ora in poi voglio esserti fedele. Giacché mi sono data a Te, voglio darmi completamente. Fin d'ora incomincio a non guardare se non Te, perché tu sei l'unico essere sovrano. Voglio che tutte le mie azioni siano secondo la Tua volontà. Non mi importa ormai la povertà, i disprezzi, perché ciò mi porta a Te. Voglio essere indifferente a tutto, meno che a Dio e alla mia anima.

Come mi vedo ingrata verso il mio Dio! Ho confusione e vergogna per i tanti peccati che ho commesso. Perdono, mio Dio! Quanto ti ho offeso e quanto sei buono. Tu che non mi hai condannato. Io fin d'ora odio il peccato perché mi allontana da Te. Mi rende oggetto di orrore ai Tuoi occhi. Signore, perdono! Fin d'ora voglio essere santa. E pensare che il germe di tutti i peccati è la superbia e questa è la mia passione dominate... Che sono io, Signore, se non miseria, "un nulla criminale?". Che cosa ho io, Signore, che non mi sia stato dato da Te? Signore, voglio essere umiliata, disprezzata, aborrita, per avvicinarmi di più a Te, per non amare che Te. Voglio soffrire per riparare i miei peccati. Perdono, Signore, abbi pietà di me!

Ho compreso che ciò che più mi allontana da Dio è il mio orgoglio. Da oggi voglio e mi propongo di essere umile. Senza l'umiltà le altre virtù sono ipocrisia. Senza di essa le grazie ricevute da Dio sono danno e rovina. L'umiltà ci procura la somiglianza di Cristo, la pace dell'anima, la santità e l'unione intima con Dio. Due sono i mezzi necessari per raggiungerla:

1° la considerazione dei motivi che abbiamo per umiliarci;

2° la pratica frequente di atti di umiliazione.

I gradi principali sono questi:

1° - Sentire bassamente di sé e trattare delle cose proprie come si suole fare con quello che si disprezza.

2° - Il vero umile non vuole essere stimato. Nulla di grande sente o dice di sé, anzi, si reputa l'ultimo di tutti. Se gli altri lo trattano così, egli lo sopporta in silenzio.

3° - Desiderare che lo facciano e cercare con cura queste occasioni.

4° - Se condannassero il nostro parere o la nostra intenzione, rallegrarsi e ringraziare Dio per questo.

Io pratico a volte i primi due. L'umiltà deve essere volontaria, deve essere sincera, deve essere prudente, cioè sapere quando si deve esercitare. Gesù mite e umile di cuore, fate il mio cuore simile al vostro.

Gesù, sono confusa e spaventata. Vorrei annientarmi alla tua presenza. Tanti peccati con i quali ti ho offeso! Mio Dio, perdonami! Mi vedo come un abisso oscuro dal quale esce un fetore insopportabile. Sì, mio Gesù, che pena ho per averti offeso, per aver deturpato la mia anima, per aver sfigurato in essa la tua divina immagine! Forse sono stata non una, ma mille volte, oggetto di orrore ai tuoi occhi. Signore, perdono! Vorrei morire anziché aver peccato. Io una creatura che quasi non si vede. Sono un nulla, più ancora, sono "un nulla criminale" che mi rivolto contro il mio Creatore, quell'Essere che è la sapienza stessa, il potere stesso, che è la stessa bontà, che non ha fatto altro che colmarmi di benefici e mi conserva in vita. Signore, Padre mio, Sposo mio, perdonami le mie cattiverie, le mie ingratitudini! Signore, d'ora in poi voglio essere santa.

Come sono differenti le cose guardate alla luce della morte. Appaiono in tutta la loro realtà e allora l'anima esclama: “Vanità delle vanità, tutto è vanità”. Tutto è niente. Tutto ciò che il mondo stima non vale nulla, Gesù Cristo lo disprezza. Adesso voglio essere povera perché le ricchezze, il denaro, i vestiti, le comodità, i buoni cibi, a che cosa mi serviranno sul mio letto di morte? Di turbamento, nulla più. A che serve un gran nome, gli applausi, gli onori, l'adulazione e la stima delle creature? Nell'ora della morte tutto scompare con questo corpo che diventa presto vaso di putredine e di corruzione.

Tu Gesù, la Sapienza infinita, hai disprezzato tutto questo. Dunque la tua sposa ingrata vuole, con il tuo aiuto, disprezzarlo. O Maria, Madre mia, dammi l'umiltà, dammi la vera sapienza! Non lascerò passare neppure un giorno senza ricordarmi della morte e della vanità delle cose umane. Il mio cuore, Gesù, deve amare solo Te.

Che spavento sarà per l'anima vedere l'enormità delle sue mancanze, vedere tutta la sua vita, vedere che ha sfigurato l'immagine del suo Creatore! Che confusione avrà quando Gesù Cristo si presenterà ad essa! Che orrore, Gesù mio, abbi pietà di me! Ricordati, Gesù mio, che tutta la vita ho desiderato essere tua. Non so perché non credo che le anime che hanno preso e scelto Gesù come padrone del proprio cuore siano respinte. Uno sposo ha compassione della sua sposa. Madre mia, Spes Unica, quando comparirò davanti al mio giudice, digli che sono la tua figlioletta!

L'inferno mi gela. Ma c'è solo una cosa che mi causa più orrore di tutto ed è ciò che disse Santa Teresa: "I dannati non ameranno". Come soffrirà allora il cuore umano, poiché Dio lo creò per Lui. Odiare Dio è il maggior supplizio. Gesù, ho appena visto che cos'è l'inferno, è terribile. Ma ti assicuro che preferirei stare lì per unaeternità puché un'anima, anche miserabile come la mia, ti amasse. Si, Madre, ripetilo a Gesù ad ogni battito del mio cuore, anche se so che non sarebbe più un inferno ma un cielo, perché l'amore è cielo.

Gesù, ho dissipato i tesori di grazie di cui mi hai colmata. Sono stata ingrata. Ti ho abbandonato. Ho peccato, Padre, contro di Te. Perdono, Gesù, sono indegna dei tuoi sguardi celesti. Non voglio che tu mi guardi, ma dammi solo un rifugio nel tuo cuore divino, lì voglio vivere, purificandomi con il tuo fuoco consumante.

Maria, ho disprezzato il tuo Figlio per accontentarmi, per divertirmi. Perdono! Da oggi voglio che la mia intelligenza non conosca che Lui, che la mia volontà si inclini solo a Lui, che il mio cuore e tutto il mio essere non appartengano che a Lui.

Il predicatore parlò sulla tua imitazione, Gesù mio. Tu crescevi in grazia davanti a Dio e agli uomini. Eri obbediente, lavoratore. Madre, insegnami a imitare il mio Sposo divino.

Lei non ha commesso nessun peccato mortale

Voglio servire gli altri, essere santa

Ho confessato i peccati di tutta la mia vita. Che confusione nel vedermi così peccatrice! Ho quasi creduto che sarei morta di dolore. Quando mi preparavo non sapevo che cosa mi succedeva: vedevo nella mia povera anima peccati mortali tanto grandi che inorridivo. Eppure tutti i giorni della mia vita ho recitato alla Madre mia tre Ave Maria perché mi liberasse da tale disgrazia, ché preferirei prima morire. Nonostante ciò ho offerto il sacrificio di non chiedere al Padre se avevo commesso dei peccati mortali e, quale non è stata la mia gioia, nell'udire il Padre che mi diceva: 'Lei, per grazia di Dio, non ha avuto la disgrazia di commettere nessun peccato mortale. Lei si è esposta, e Dio con Amore l'ha preservata. Lo ringrazi di cuore. E quando non si è persa l'innocenza battesimale, il voto di consacrarsi a Dio non è di castità, ma di verginità. Gli offra, quindi, la sua verginità".

Io rimasi muta. Come esprimere ciò che passò nella mia anima? In quell'istante sentivo amore e quell'amore era puro, verginale. Che grande è la misericordia del mio Gesù verso questa sua miserabile sposa! Quanti ringraziamenti alla Madre mia!

14 agosto. - Sento tristezza e abbattimento. Cerco di reprimerla. D'altra parte sono contenta perché mi hanno incaricata di sorvegliare un gruppo della ricreazione: quello delle più piccole. Sono felice perché è una prova di fiducia da parte della Reverenda Madre. Ho sentito un po' di vanità, ma l'ho respinta e lo dissi a Gesù chiedendogli cosa dovevo fare per non sentirla. Allora mi disse che Lui mi dava la sua grazia perché fossi buona e non apparissi cattiva come lo sono in realtà. Oggi ho avuto fervore e soprattutto molto amore. Quando mi avvicinai per comunicarmi, arrivai a piangere. Quanto è buono Gesù! Lo amo.

Sento che i miei propositi sono difficili da mantenere, ma Gesù mi ha incoraggiata ponendomi davanti agli occhi il suo volto disprezzato, umiliato. Gli chiedo di darmi forza.

Da oggi voglio essere sempre l'ultima in tutto. Occupare l'ultimo posto, servire gli altri, sacrificarmi sempre e in tutto per unirmi a Colui che si fece servo essendo Dio, perché ci amava.

Non mi discolperò mai, anche se l'accusa è ingiusta. Farò tutte le cose il meglio che potrò per piacere non alle creature, ma a Dio. Amerò le creature attraverso Dio, in Dio e per Dio. Vivrò costantemente in questo spirito di fede. Non lascerò sfuggire nessuna occasione per umiliarmi e per mortificarmi. Compirò ad ogni istante la volontà di Dio. Credo che la santità sta nell'amore. Voglio essere santa, perciò mi abbandonerò all'amore, poiché questo purifica, serve per espiare. Chi ama non ha altra volontà che quella dell'amato, perciò voglio fare la volontà di Gesù. Chi ama si sacrifica, voglio sacrificarmi in tutto. Non voglio concedermi nessun gusto. Voglio immolarmi costantemente per assomigliare a Colui che soffre per me e mi ama. L'amore obbedisce senza replicare. L'amore è fedele. L'amore non vacilla. L'amore è vincolo d'unione tra due anime. Per mezzo dell'amore mi fonderò con Gesù.

Non ho scritto nulla sulle mie relazioni con il Carmelo. Chela Montes è andata a Los Andes e ha fatto vedere i quaderni dove le avevo scritto. Allora le chiesero molte cose di me. E Teresita, sua sorella, le disse che mi aveva preso in braccio quando ero piccola. La Madre Angelica mi mandò un Sacro Cuore e mi fece dire di scriverle. Perciò le scriverò.

15 agosto. - Oggi, giorno dell'Assunzione, ho chiesto alla Madre mia di darmi il suo cuore. Con quel tesoro avrò tutto. Perché in esso si trova Gesù e tutte le virtù. Ho inventato un altro modo per mortificarmi prima di addormentarmi: mettendomi in punta di piedi ed appoggiandomi sulle dita, mi fa abbastanza male. Non mi lascio sfuggire neppure un fioretto per Gesù.

Voglio essere povera

Domani sarò più fedele

Mi piacciono le Carmelitane

Giovedì 16. - Gesù mio, perdonami. Sono tanto orgogliosa che non so accettare con umiltà la più leggera umiliazione. Gesù, insegnami l'umiltà e mandami umiliazioni, anche se non sono degna di esse. Gesù, voglio essere povera, umile, obbediente, pura, come la Madre mia e come Te, Gesù. Fa della tua casetta un palazzo, un cielo. Anelo vivere adorandoti come gli angeli, sentire il mio nulla alla tua presenza. Sono tanto imperfetta. Voglio essere povera come Te e poiché non posso esserlo, voglio non amare affatto le ricchezze, ecc.

Lunedì 20. - Dio mio, perché mi hai abbandonato? Gesù mio, forse sono stata ingrata con Te. Mi sento insensibile, fredda come un marmo, senza poter meditare e neppure comunicarmi con devozione. Gesù mio, ti offro questo per i miei peccati e per i peccatori, per il Santo Padre e i Sacerdoti. Mi unisco al tuo abbandono sul Calvario.

Martedì 21. - Oggi sono stata più unita al mio Gesù. Lo amo. Questa mattina ha toccato il mio

cuore e mi ha risuscitato dal mio letargo. Lo amo! Mi ha chiesto tre cose: 

1) che mantenessi il silenzio.

2) Che vivessi con spirito di fede. 

3) che lo ringraziassi per la Comunione nella mattinata e che nel pomeriggio mi preparassi all'altra. La prima cosa l'ho compiuta. Perdono, Gesù, domani sarò più fedele.

Mercoledì 22.- Se Gesù non mi aiutasse nelle mie risoluzioni, le getterei tutte in un abisso per non ricordarmi più di esse. Ma spero in Colui che mi dà forza. Vedremo se domani sarò migliore di oggi, perché quando esco mi distraggo di più, non mi raccolgo tanto.

Ho ricevuto una lettera da Padre Colom. Mi parla della scelta del Monastero. Cosa fare? Non so cosa fare, veramente. D'altra parte mi dicono di non pensarci perché manca molto. Mi manca soltanto un anno perché voglio farmi religiosa a diciotto anni.

Giovedì 23.- Gesù mi ha detto di obbedire al mio confessore, di mettermi nelle sue mani divine, di non preoccuparmi di nulla, perché Lui mi ha già detto dove andrò. Ho esaminato ciò che mi attira al Carmelo e la cosa principale è perché ll vivrò già come in Cielo, perché non mi separerò neppure un istante da Dio. Lo loderò e canterò le sue misericordie costantemente senza occuparmi per nulla del mondo. Inoltre i rigori della penitenza mi attirano, perché sento desiderio di martirizzare il mio corpo. Spezzarlo con i flagelli, non accontentandolo in niente per mortificarlo di tutte le volte che l'ho accontentato facendogli piacere, rifiutandolo alla mia anima. Mi piacciono le Carmelitane perché sono tanto semplici, tanto allegre e Gesù deve esserè stato così. Ma ho visto che la vita Carmelitana consiste nel soffrire, amare e pregare. Quando le consolazioni nella preghiera mi saranno negate, cosa sarà di me? Ho tremato. Ma Gesù mi ha detto: Credi che ti abbandonerò?

Venerdì 24. - Voglio lasciare scritto un fatto che mi è accaduto, perché anche se piccolo, è servito per umiliarmi. Eravamo all'istruzione quando un'ape o un'altra bestia più grande si è avvicinata a me. Senza sapere come, ho fatto un salto e mi sono gettata fuori dalla sala, ma dopo ho avuto vergogna per non aver saputo vincermi, ma poi ho offerto l'umiliazione a Dio e sono rientrata. Allora, Madre Izquierdo, mi ha gnardato tanto fissamente e profondamente che avrei voluto che la terra mi inghiottisse, come per ricordarmi la mia poca vigilanza sulle mie inclinazioni. Come mi sono vista piccola e miserabile! Ero sola, Gesù mi aveva lasciato e io, senza Gesù, cosa sono se non miseria? Dopo andai a domandare perdono alla Madre. Confesso che mi costò, ma mi rivolsi alla Madre mia ed Ella, come sempre, mi aiutò. La Madre Izquierdo mi scusò subito. Credo che avrei preferito che mi avesse rimproverata. Allora mi sono ricordata di Gesù, della sua misericordia, quando gnardò Pietro e lo inteneri con il suo sguardo. Ringrazio il Signore per questo fatto, perché non l'ho offeso, ma è servito per umiliarmi.

Venerdì sono andata a confessarmi. Il Padre mi disse di non inquietarmi per le distrazioni, perché servivano per umiliarmi. Mi disse che quando ero in dubbio su una cosa scegliessi la soluzione intermedia.

Sabato 25. - Quanto amo la mia Madre! Quanto Essa mi ama! Oggi è la festa del suo Cuore Immacolato. Come hanno parlato teneramente di Lei nella predica; ho persino pianto, dopo, tanto la amavo.

Sono triste. Non so che cosa ho. Come mi costa abituarmi a mettermi sempre per ultima, in tutto. Gesù mi ha detto che lui stava sempre all'ultimo posto.

Sfinita - Ammalata

Le sofferenze non mancano

Quando mi comunico, sono coraggiosa

Ho bisogno di Gesù

Lunedì 27 - Non so che cosa ho perché ad ogni istante sento nausea. Oggi varie volte ho dovuto mettere tutta la mia volontà per non lasciarmi prendere dalla tristezza. Ieri ho preso questo proposito nella meditazione: mostrarmi allegra tutto il giorno. L'ho mantenuto. A volte mi sentivo in modo tale che quasi non potevo muovermi per lo sfinimento di animo in cui mi trovo. Credo che sia la debolezza che ho: un mal di testa continuo a cui si aggiunge il dolore alla schiena. Non so più come sto, ma sono felice perché soffro e soffro con Gesù per consolarlo e per riparare i miei peccati e quelli di tutti gli uomini. E una tristezza morale, ma dirò con il salmista: "Sono circondato dai miei nemici, ma confido nel Signore che li annienterà."

28 agosto. - Mi sento peggio ogni giorno. Non ho coraggio per niente, ma insomma, è la volontà di Dio. Si faccia come vuole Lui. Madre, ho messo tutto nelle tue mani. Perché mi hai abbandonato?

Fa che sappia molto bene le mie lezioni e i miei compiti. Madre, fa che ottenga "molto bene" nei miei temi. Mostra che mi sei Madre e dammi tutto, ma umiltà innanzitutto. Gesù, dammi sofferenze. Non importa soffrire perché tu così mi ami.

Questa mattina senza comunione. L'obbedienza me lo impone. Cosa farò, Gesù mio, senza di Te? Cosa sarà di questa miserabile senza Gesù? Ma per fortuna lo possiedo nella mia anima. Lì abita il mio Gesù e non lo lascio uscire.

Oggi - 30 agosto - non mi sono comunicata. Senza unirmi a Dio. E tutto a causa di questo corpo di fango. Quando terminerà questa morte per vivere in Dio? Gesù, tu sei la mia vita, senza di Te muoio, senza di Te vengo meno.

Oggi mi sono sentita male. La nausea non mi lascia. Cosa fare, se è la volontà di Dio? Oggi senza la comunione. Silenzio, corpo, voglio che solo l'anima parli con Dio perché tu taccia con le creature.

Lo sguardo del mio crocifisso mi sostiene. Vedo tutto buio. La mia orazione è finita. Mi hanno proibito di farla alla sera. La comunione mi è stata negata, ma vinco perché Gesù è il tutto ed Egli èdentro la mia anima. Cosa importa tutto il resto? Non voglio guardare se non al presente, cioè, guardare Gesù. Lui mi illumina. L'avveire mi si presenta avvolto dalle tenebre.

Quando mi comunico sento coraggio. Gesù mi dà vita, non solo quella dell'anima, ma anche quella del corpo. E me la tolgono, mi privano del Cielo. Gesù, si faccia la tua volontà e non la mia. Domani mi comunicherò. Ho ottenuto il permesso. Che felicità, domani avrò il Cielo nel mio cuore! Ti amo Gesù, ti adoro! Ringrazio Te e la Madre mia di questo favore. Tutta tua... solo tua... nessuna crea-tura!

1° settembre. - Sempre ammalata. L'avvenire mi si presenta così triste che non voglio guardarlo. Mi hanno detto oggi che mi faranno uscire dal collegio e siccome la H.V. organizzerà il ballo, in quella occasione dovrò fare il mio debutto per l'anno prossimo. Mi causa orrore. E poi vedere anche che non potrò essere Carmelitana a causa della mia salute. Tutto questo mi fa esclamare: Gesù mio, se è possibile passi da me questo calice, ma non si faccia la mia, ma la tua volontà! E il mio povero cuore continua a gemere e Gesù mi guarda contento,mi racconta le sue...

Muoio, mi sento morire. Gesù mio, mi do a Te, Ti offro la mia vita per i miei peccati e per i peccatori. Madre, offrimi come ostia. Veramente ieri non ne potevo più dal dolore al petto, mi stavo soffocando. Non potevo respirare e mi sentivo svenire per il dolore. Ho offerto tutto a Gesù per i miei peccati e per quelli dei peccatori.

Sono a casa mia. Ho dovuto venire perché non ne potevo più. Che pena ho avuto nel lasciare le ragazze, le suore e le mie piccole. Voglio loro tanto bene... Ma si faccia la volontà di Dio.

Non mi sono comunicata. Sono giunta perfino a sognare ieri notte che avevo fame di Gesù, ma dopo, tutto il giorno in uno stato di tiepidezza, non ho fatto orazione e neppure la comunione spirituale. Che cattiva sono! Ma grazie a Dio, oggi ho riparato e ho fatto la comunione spirituale. Incominciavo a meditare quando mi sono addormentata, ma adesso voglio vedere se riesco a meditare. Domani mi comunicherò. Quanto lo desidero, mio Gesù! Sono tanto cattiva, ho bisogno di Te per essere buona. Vieni, amore, vieni presto e ti darò il mio cuore, la mia anima e tutto ciò che ho. Madre, prepara il mio cuore per ricevere Gesù.

Maria è mia Madre e mio tutto

Vocazione Carmelitana

Due lettere dal Carmelo

7 settembre. - Oggi, primo venerdì del mese, non ho potuto comunicarmi perché questa mattina pioveva e mi hanno lasciato a letto1. Che dispiacere ho avuto! Eppure ho parlato con il mio Gesù. Speriamo che mi possa comunicare domani, giorno della Natività della Madre mia. Siccome non ho potuto offrire molti fioretti alla mia piccola Mari, incomincerò una novena, ma non so come farla perché siccome sono ammalata assecondo il mio gusto nel cibo e quasi in tutto, ma domani incomincerò a festeggiare Maria Bambina, perché è mia Madre e mio tutto dopo Gesù. Rinnoverò, inoltre, il voto fino all'8 dicembre.

11 settembre. - Siccome era Vanniversario della mia Prima Comunione sono andata a comunicarmi. Che bello! Sette anni fa Gesù si è unito alla mia anima. Che effusione fu quel primo incontro! Gesù per la prima volta parlò alla mia anima. Che dolce era per me quella melodia che udii per la prima volta!

Oggi sono andata a confessarmi. Ho parlato lungamente con il Padre della mia vocazione. Mi ha detto che, ora, ho vera vocazione Carmelitana. Che Gesù me la poteva dare permanentemente, cioè per sempre e che avrei potuto entrare al Carmelo, oppure momentaneamente, passeggera, per liberarmi, per adesso da tutti i mali del corpo e dell'anima. Inoltre, che poteva essere la mia vera vocazione e che l'avrei potuta segnire se Dio mi dà le qualità necessarie. Ed anche che potevo essere Carmelitana spiritualmente, cioè, conservando lo spirito Carmelitano avrei potuto in casa mia seguire una regola come le Carmelitane, alzandomi ad una tal ora, facendo un'ora di orazione e dopo andando a Messa, comunicarmi, tornare a casa e mettermi al lavoro, rimanendo tutto il giorno alla presenza di Dio, facendo nel pomeriggio un'altra ora di orazione, andare a letto ad un'ora fissa, facendo visite il meno possibile. Mi disse di rispondergli dopo aver riflettuto se mi piaceva questo. Poi mi disse che mi guardassi sempre nello specchio della mia anima e che quando non potessi meditare "coniugassi" il verbo amare così: Io amo Dio o le vanità? Tu, anima, ami disordinatamente te stessa? Egli, Gesù, mi ama di amore eterno. Noi ci amiamo in Dio. Voi vi amate disordinatamente. Essi amano le loro passioni e non amano Cristo Crocifisso. Io amai Gesù fin da piccola, ecc. Io amerò per misericordia di Dio, fino alla morte, Gesù, e questi crocifisso.

Mi ha consigliato qualora fossi senza consolazioni e che mi sentissi senza coraggio, di cercare la consolazione prima in Dio e se Lui non me la dava, di cercarla un poco in una persona degna di fiducia, che mi conducesse a Dio. Che vivessi crocifissa perché Gesù voleva che fossi il suo Cireneo, che Egli mi dava una scheggia della sua croce, che la ricevessi con piacere e che cercassi di non abbattermi, che vivessi più che mal alla presenza di Dio, che mi unissi a Lui, che facessi mezz'ora di meditazione e che quando mi trovavo con altra gente prendessi un libro per leggere e meditare allo stesso tempo. Che mi curassi molto. Mi proibì ogni mortificazione. Che quando mi sentivo stanca non facessi molto sforzo per meditare e che mi accontentassi delle giaculatorie e atti di amore.

13. - Ieri sono venuta in collegio a visitare Rebeca e la Madre Izquierdo ha voluto che mi lasciassero qui. Ero felice perché avevo molto desiderio di venire in collegio, così è stato molto divertente perché ho dovuto cambiarmi abito e tutto. Non so cosa mi succede. È una tristezza interiore così grande che mi sento come isolata da tutti. Tutto mi annoia e tutto mi stanca. Finalmente ieri, grazie a Dio, ho potuto meditare e ho sentito devozione e amore, ciò che da molto tempo il Signore non mi concedeva, neppure nella Comunione. Insomma, questi due mesi di sofferenza sono due mesi di cielo perché, se non mi sono unita molto al mio Gesù, a causa della mia tiepidezza, ciò nonostante ho offerto tutto a Lui e gli ho chiesto di darmi la sua croce.

Mi ha chiesto molto Gesù - lo stesso la mia Madre - di imitarli nell'eclissarmi, cioè il vivere molto nascosta, solo per Lui. Di non manifestare i miei sentimenti a nessuno, se non al mio confessore. Così farò con l'aiuto di Dio. Ieri ho fatto il proposito di essere molto allegra esteriormente.

14. - Ho mantenuto la mia risoluzione di ieri. Sono andata dalla Madre Izquierdo, mi raccomandò di fare tutto per amore, di non cercare le consolazioni di Dio, ma il Dio delle consolazioni e di vivere alla giornata.

Le due Madri Carmelitane mi hanno risposto con delle bellissime lettere. Quella di Los Andes mi ha mandato un'immagine della Vergine Maria con preghiera ed una medaglia del Carmelo e del profeta Elia.

Sono di Gesù

Mi abbandono a ciò che vuole Lui

2 ottobre. - Da molto tempo non scrivo. Sono passate le vacanze del 18 e sono tornata in collegio. Come sono felice di trovarmi di nuovo in collegio, senza aver dato il mio cuore a nessuno. Tutto di Gesù. Voglio che le mie azioni, i miei desideri, i miei pensieri, portino questo marchio: "Sono di Gesù".

Che gioia sento di vivere nuovamente nella casa di Gesù. L'ho così vicino. Ad ogni istante il mio spirito vola ai piedi del Tabernacolo. Eppure da molto tempo non so che cosa sia il fervore. Sento la voce del mio Gesù, ma non lo vedo, non sento il suo amore, sono fredda, insensibile, ma questo mi serve per vedere il mio nulla e la mia miseria. Ed ècosì che quando sto con Gesù non gli parlo, perché la mia immaginazione vola da altre parti, ma quando torno in me, piango vedendo quanto sono ingrata con il mio Gesù, perché Egli viene a dimorare in un'anima così piena di miseria e quasi non parlo con Lui. Infine mi offro interamente a Gesù. Voglio inabissare il mio nulla nel suo infinito amore e potere.

3 ottobre. - Non so cosa fare circa le mortificazioni poiché il Padre mi ha detto di non farne nessuna, ma questo mi pone un problema, riguardo alle caramelle, per esempio. Oggi ho avuto tanta fame che ho mangiato tutte quelle che ho potuto e quelle che mi piacevano di più. Ma mi dà pena vedere come sono. Veramente non so cosa fare. Consulterò la Madre Izquierdo.

Oggi sono stata molto dissipata. Cosa fare con tanta miseria? Gesù mio, Madre mia, abbiate pietà di me, liberatemi dalla tiepidezza. Sono malata nell'anima. Non so che cosa ho.

4 ottobre.- Domani è il primo venerdì. Voglio fare un ritiro per quanto è possibile. Indagherò le cause della mia tiepidezza. Mi sono confessata. Voglio essere migliore. Questa settimana mi mortificherò di più.

5 ottobre. - Oggi ho avuto più fervore. Credo che la mia poca devozione proviene dal fatto che sono molto attaccata a tutto ciò che è terreno, alle vanità. Voglio rinunciare a tutto ciò che è terreno. Voglio vivere sulla croce. Lì c'è abbandono e solitudine.

7 ottobre. - Gesù mi domanda di essere santa. Di fare con perfezione il mio dovere. Mi ha detto che il dovere è la croce, e sulla croce c'è Gesù.

Voglio essere crocifissa. Mi ha detto di salvargli le anime; io gliel'ho promesso. E mi ha detto anche di consolarlo, che si sentiva abbandonato. Mi avvicinò al suo cuore e mi fece sentire i... Lo sento che si impossessa del mio essere. Lo amo.

9 ottobre. - Sono stata molto unita a Nostro Signore, eppure non sento fervore. Sono stata molto strana, ho avuto voglia di comportarmi male, di arrabbiarmi ed infine anche di piangere. Credo che tutto proviene dal mio stato fisico. Questa mattina non ho quasi fatto meditazione, il ringraziamento alla comunione è stato assai poco fervoroso perché sentivo nausea. Ma Gesù mi ha detto di non preoccuparmi, che di questo non ho colpa.

10 ottobre. - Oggi sono stata cattiva, sono stata presuntuosa. Signore, mi prostro ai tuoi piedi per il pensiero di compiacenza che ho avuto per il mio viso e sono stata anche dissipata. Non so cosa fare con tanta miseria.

17 ottobre. - Oggi ho avuto devozione. Ho potuto conversare con Gesù nella comunione. Inoltre oggi che sono uscita, ho conservato la presenza di Dio, undici volte, cosa che non mi capita mai. Ormai non so se preferisco sentire il fervore o non sentirlo. Mi abbandono a ciò che vuole Gesù. Mi sono offerta a Lui come vittima. Voglio essere crocifissa. Oggi Gesù mi ha detto che soffrissi, che mi faceva soffrire perché mi amava. Che dimenticassi me stessa. Che compissi il mio dovere. Grazie a questi consigli e alla sua grazia oggi sono stata migliore. Gesù mio, ti amo, sono tutta tua. Mi consegno completamente alla tua divina volontà. Gesù, dammi la croce, ma dammi la forza per portarla. Non importa che tu mi dia l'abbandono del Calvario o il gaudio di Nazareth, voglio solo vederti contento. Non mi importa non sentire nulla, essere insensibile come una pietra, perché so, Gesù mio, che Tu sai che ti amo. Dammi la croce. Voglio soffrire per Te, ma insegnami a soffrire amando, con allegria, con umiltà.

Signore, se a Te piace, che si infittiscano di più le tenebre della mia anima, che non ti veda, non mi importerà perché voglio compiere la Tua volontà. Voglio passare la vita soffrendo per riparare i miei peccati e quelli dei peccatori e perché i sacerdoti si santifichino. Non desidero essere felice, ma che tu, tu sia felice. Voglio essere un soldato, che tu possa disporre ad ogni istante della mia volontà e dei miei gusti. Voglio essere coraggiosa, forte, generosa a tua disposizione, Signore, Sposo dell'anima mia.

Collera - Dubbi - Mi manca Gesù

Scopo della Carmelitana - Il compito di Marta

Giovedì, 18 ottobre. - Oggi ho dovuto lottare molto per vincermi. Sono andata in collera, avevo voglia di disobbedire e di fare la mia volontà. Mi sono annoiata e ho pensato di non avere la vocazione, che fosse un'illusione, una semplice idea; che in seguito mi sarei disperata; in somma, tante cose. Ma ho pregato la Santa Vergine con devozione e ho inteso in fondo al mio cuore la voce di Gesù:

"Imparate da me che sono mite e umile di cuore". E così ha avuto fine la mia collera.

Di più, oggi, una mamma ci distribuì dei dolciumi e siccome non me ne donava che un piccolo pezzo, andai in collera e lo buttai via e non volevo prendere l'altro che mi offriva. Gesù, che cosa ne pensi di questo soldato che è così vigliacco e imperfetto? Perdonami. Starò attenta la prossima volta. Mi lancio in questo immenso oceano d'amore del tuo Cuore, per perdermi in lui come la goccia d'acqua nell'oceano e per inghiottire così la mia piccolezza nella grandezza della tua misericordia. Noto che sono orgogliosa ma ringrazio Dio che mi ha illuminato con la sua grazia. Ormai voglio essere umile, dimenticare interamente me stessa.

23 ottobre. - Oggi non posso comunicarmi, questa mattina non sto bene. Oh come sono affamata di Gesù! Lo amo ma non sento la dolcezza del suo amore. Non lo vedo. Non importa. L'offro a Gesù per i miei peccati e per quelli dei peccatori, e per la santificazione dei sacerdoti. Sono molto raccolta. Ho degli ardenti desideri di camminare completamente raccolta con gli occhi abbassati, e di dimorare all'interno della mia anima con Gesù. Lo amo. Senza di Lui non vivo. Mi sento morire.

24 ottobre. - Ho mostrato il mio taccuino a Madre Izquierdo ed ha portato la mia attenzione sullo scopo delle mie azioni: la santificazione dei sacerdoti; poiché non sapevo che lo scopo della Carmelitana è di pregare per i sacerdoti, perché anch'essa è sacerdote. Sempre ai piedi dell'altare a ricevere il sangue di Gesù e, attraverso i suoi sacerdoti, spanderlo su tutto il mondo.

25 ottobre. - Non so come fare perché il Padre (il direttore spirituale) permetta che mi mortifichi. Desidero tanto digiunare, portare un cilicio, poiché vedo la necessità che ho di mortificare, non solo la mia volontà, ma anche il mio corpo. Gesù mio, dammi il permesso di fare penitenza. Maria, Madre mia, ispira il Padre a darmi la sua autorizzazione. Domani, è venerdì. Devo umiliarmi. Mi mortificherò conservando il silenzio e mantenendomi in una posizione scomoda. L'ho praticata oggi durante il corso di francese.

29 ottobre. - Domani è giorno di vacanza per le piccole Suore, è per questo che noi, le Figlie di Maria, le sostituiremo svolgendo il compito di Marta. Quanto è felice l'anima che vive di fede! Domani servirò, essere servitrice, schiava, perché e ciò che mi conviene. Ma nella persona del prossimo servirò Dio, Gesù mio. Oggi non mi sono comunicata perché ieri ho partecipato alla processione di Gesù Bambino, per Ignacito. Non c'è stato miracolo, ma sta meglio. Ho avuto più piacere a causa di papà. Quanto ho chiesto a Gesù di guarirlo! E più malato di Ignacitol. Ho offerto la mia vita non so più quante volte. Ieri sera mi sono addormentata tardissimo e questa mattina mi svegliai alle 7, così che non ho potuto andare a Messa. Tuttavia, può darsi che se mi fossi sbrigata ad alzarmi ce l'avrei fatta. Che pena! Gesù mi manca; ma oggi sono rimasta unita a Lui.

30 ottobre. - Ho servito tutta la giornata come Suora. Ne ho gioito perché mi raffiguravo di servire Gesù. Oggi ho parlato abbastanza con Gesù. Mi ha mostrato la necessità che la Carmelitana ha di vivere sempre ai piedi della croce pèr imparare a amare e soffrire. Soffrire in tre maniere:

1) la Carmelitana deve mortificare la carne sull'esempio di Gesù agonizzante;

2) mortificare la volontà, rifiutandosi ogni piacere e sottomettendo la volontà a Dio e al prossimo,

3) la sofferenza dello spirito, dell'abbandono di Gesù all'ora dell'orazione, durante le lotte dell'anima, ecc. Come Gesù che dice sulla croce: "Mio Dio, perché mi hai abbandonato?". La vita della Carmelitana non è altra cosa che amare, giungere all'unione la più perfetta con Dio, e immolarsi e sacrificarsi in tutto, poiché il sacrifcio è loblazione dell'amore.

Quando sarò Carmelitana!

Tutto con Maria

31 ottobre. - Provo della pena perché ogni volta che chiedo dei soldi a papà, mi risponde che non ne ha'. Come fare quando dovrà sborsare la dote per entrare al Carmelo? Gesù! Penso che non mi vorrà lasciare andare. Vedo tanta ostilità nei confronti di loro. Gesù, mi abbandono a te. Tu sei onnipotente. Vieni a liberarmi e che sia presto, prestissimo e per sempre. Domani, il cielo è in festa (La festa di Tutti i Santi. N.d.T.). Canterò tutta la giornata. Sarò una lode di gloria per il mio Dio.

1 novembre. - Ho trascorso l'intera giornata con un mal di stomaco atroce. Ma, infine, che la volontà di Dio sia fatta. Non so proprio come abbia potuto fare l'orazione e il ringraziamento, poiché svenivo per le sofferenze. Dio mi scuserà. Oggi abbiamo recitato l'Ufficio dei defunti. È così bello. Ciò che comprendevo m'incantava. Quando diventerò Carmelitana per cantare quotidianamente le lodi del Signore?

2 novembre. - Sono andata a confessarmi. Dio mi comunica molta pace con questo sacramento! Sì. Mi sento ora ricolma di coraggio per Gesù. Gli ho chiesto se voleva che cambiassi d'argomento per l'esame di coscienza particolare. Mi ha risposto di farlo sulla devozione alla Vergine. La prima settimana meditare sulla grandezza di Maria; la seconda, sulla bontà del suo cuore; la terza sull'amore materno del suo cuore; la quarta, come devo onorarla, amarla e porre tutta la mia confidenza in Lei. Mi ha detto di dar tutto a Maria perché Ella lo presenta a Gesù. Mi ha pure detto di fare tutto quanto mi è possibile per vivere senza consolazioni né piacere durante l'orazione. Che avrei dovuto fare con uno stesso cuore, anche se non vi avessi trovato piacere, e che mi sarei dovuta rassegnare a vivere così. Mi ha permesso ti portare una cordicella con dei nodi (strumento di penitenza di corda ruvida messo attorno ai fianchi).

Sono malata. Non posso mangiare alcunché. Digiuno. Sono felice. Quanto è buono Gesù a donarmi la sua croce. Sono felice. Gli provo così il mio amore. Di più. Le mie scarpe mi feriscono. Non mi lamenterò per offrirlo alla Vergine. Sono sola. Non mi comunico, sono sulla croce, e su di essa c'è il piccolo Gesù. Allora, sono in comunione permanente. Gesù ti rendo grazie per la croce. Caricala ancor di più, ma dammi forza e amore. So che sono indegna di soffrire. Gesù, con te. Perdonami le ingratitudini. Abbi pietà dei peccatori. Santifica i sacerdoti.

Con Gesù alla conquista delle anime

16 novembre. - Ieri sera, un ora con Gesu. Abbiamo colloquiato intimamente. Mi ha rimproverato di non accorrere presso il suo Cuore, come facevo prima, per i miei dubbi e le mie sofferenze. In seguito mi ha parlato della povertà, come sono uscita da lui senza nulla, che tutto è suo, che ogni cosa passa e che non è che vanità. Poi, mi parlò dell'umiltà di pensiero, d'azione, e della vana scienza. Infine, mi apri il suo Cuore e mi mostrò che vi era scritto, a causa delle mie preghiere, il nome di papà. Mi domandò di rassegnarmi a non vedere il frutto di queste preghiere, ma che otterrò tutto. Poi mi rivelò il suo amore, ma in modo tale che mi sono messa a piangere. Mi mostrò la sua grandezza e il mio nulla e mi disse di avermi scelta come vittima, che salirò con lui al Calvario, cominceremo insieme la conquista delle anime: lui, come Capitano, io come soldato. La nostra arma: la croce. Il nostro motto: l'amore. Mi disse di soffrire con gioia, con amore. Ogni giorno gli toglierò una spina dal Cuore e l'amerò. Mi disse che diventerò Carmelitana; occorre che non perda la fiducia. Non devo dirlo poiché si tenterà di persuadermi del contrario. Infine, non devo appartenere che a Lui: vergine, intatta, pura.

21 novembre. - Ho della pena. Sono uscita. Mi hanno detto che forse non andremo in vacanza. D'altra parte, chiedo alla Vergine per papà che si confessi, che la pace ritorni nella famiglia. Mi sento ogni giorno più male. Ad ogni momento ho delle debolezze. Adesso ho mal di schiena e di petto, ma infine che si compia la volontà di Dio. Anche Ignacito ha bisogno di uscire. Lucho è magrissimo. Mia piccola mamma... quanto vorrei, con il mio lavoro, poter farli uscire! Madre dì a Gesù ciò di cui ho bisogno e supplicalo molto. Madre, affido tutte le mie sofferenze al tuo Cuore materno.

Non ne posso più. Se Gesù non mi sostenesse, non so cosa farei, poiché trascorrerei tutta la giornata senza concludere nulla, distesa. Ho delle debolezze. Un mal di testa che me ne fa vedere di tutti i colori. Mio Dio che si compia la tua e non la mia volontà. Ti offro le mie sofferenze per i miei peccati, per i peccatori, per la santificazione dei sacerdoti. dove non ti offenderò più, dove mi ubriacherò del tuo amore, dove Gesù, sarò con te, poiché devo essere in te e muovermi in te.

23 novembre. - Ho esercitato il mio apostolato. Avevano accusato gravemente una bambina e, dopo tutto anche punita. Era così disperata che aveva pensato di chiedere a Madre Izquierdo di toglierle la punizione. Recitai un "Ricordati pussima Vergine..." (classica preghiera a Maria di San Bernardo) e dissi alla bambina tutto ciò che mi aveva ispirato per incoraggiarla e consolarla. Le dissi della Vergine; di raccontarle le sue sofferenze e che le chieda la sua protezione. In fondo, se avesse sofferto con pazienza, avrebbe posseduto una grande ricompensa in cielo.

25 novembre. - Oggi ho contemplato Mater admirabilis' nel suo tempio, in quel silenzio maestoso per il quale tutto il suo essere s'univa a Dio. Rimane-va così ad adorarlo e a riconoscere il suo nulla davanti a Dio. Mi sono sforzata di conservare questo raccoglimento e sono rimasta, tanto quanto ho potuto, gli occhi abbassati e alla presenza di Gesù.

Non fare la propria volontà - Disponibilità

26 novembre. - Mi sento così male oggi che avevo pensato di rimanere distesa perché non riuscivo a mantenermi in piedi. Ma Gesù mi ha sorretta e ho chiesto solo il permesso di recarmi in giardino a prendere aria. Mi sono così sentita meglio perché avevo mal di petto e non riuscivo a respirare. Che sia fatta la tua volontà.

29 novembre. - Madre Bose mi segue dovunque vado. Sento che fremo di rabbia, tuttavia non guardo le creature, ma Dio che le dona l'idea di seguirmi. Che si compia la volontà di Dio; così mi tranquillizzo.

30 novembre. - Mi sono recata a visitare Madre Izquierdo. Mi ha parlato della mia vocazione e mi ha ripetuto ancora una volta che non nota in me né la vocazione, né la salute per essere Carmelitana. Abbiamo, poi, discusso molto. Sono partita con della pena. È la sola che non mi trova la vocazione Carmelitana. Rimetto tutto nelle mani del mio Ge-su. È così facile abbandonarsi a Gesù.

3 dicembre. - Ieri siamo usciti per l'intera giornata. Ho osservato che amo ancora le vanità preparandomi per apparire in gamba; ma per fortuna, o per grazia, non ho acconsentito e ho tutto scacciato dalla mia mente. Tuttavia, il mio sguardo è andato verso lo specchio e mi sono osservata.

Dicembre. - Mi sono confessata. (Il confessore) mi ha permesso di rinnovare il voto' fatto a Pasqua. Ho raccontato al Padre ciò che mi aveva detto Madre Izquierdo: cioè che non credeva che avessi una vocazione Carmelitana. Allora mi ha detto che Dio non sceglieva una religiosa per manifestare la sua volontà, ma che è al confessore che egli dona la sua luce. Che non ci badi né vi ponga fiducia.

Mi parla di ciò che mi devo sforzare di compiere - poiché Gesù desidera che sia vittima - è di far morire l'io. Per questo, non possedere volontà propria; non parlare di me né in bene né in male come se si trattasse d'un essere che non esiste, d'un nulla, poiché lo sono, e non soltanto "un nulla" ma per di piu criminale", annichilirmi davanti a Dio e riconoscere la sua grandezza allo stesso tempo che il mio nulla, la mia bassezza.

Mi ha chiesto in seguito se ero disposta a soffrire al Carmelo desolazione, dubbi, aridità, ecc. Gli ho risposto sì. Fin d'ora li chiedo a Nostro Signore. Poi mi ha chiesto se amassi un'umiliazione agli esami o nei voti. Gli ho risposto di no. Ma mi disse che, se questo mi servisse per il bene della mia anima, dovrei desiderarli. Così dunque lo desidero se questo deve essere per il meglio.

8 dicembre. - Ho rinnovato il voto. Gesù mi ha chiesto un'unione totale con lui, senza mischiare le creature né alcunché di terrestre. Ho partecipato alla processione, amerei (...)

10 dicembre. - Oggi, grazie a Dio, non mi sono discolpata quando mi hanno accusata. Gesù mi ha aiutata: mi sono sentita così male, ciò mi ha causato molta debolezza e ho cominciato ad aver male alla schiena in modo terribile. Ho male alla spina dorsale e al cervello. Gesù, mi sarà concesso di vivere in te? Che si compia la tua volontà e non la mia.

14 dicembre. - Sto per lasciare il collegio. Molta pena e non riesco quasi a piangere. Solo Gesù capisce ciò che soffro: lasciare per sempre questo luogo dove ho trascorso tante ore così felici, dove si vive come a Nazareth poiché si può vivere con lui senza pericolo per la nostra innocenza, dove ci insegnano la virtù. Lascio tutto per entrare nel mondo pieno di inganni. Ho paura che le vanità non mi incatenino. Signore, ti chiedo solamente di donarmi delle sofferenze. Queste mi conducono a te.

Madre, so che tu sei mia Madre. Ricordati che mi sono donata a te. Conservami pura, vergine, nel tuo Cuore immacolato. Che sia il mio rifugio, la mia speranza, la mia consolazione, la mia solitudine. Mi metto fra le tue braccia materne perché tu mi ponga in quelle di Gesù. Mi abbandono a Lui. Che la sua santa volontà si faccia.

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