Capitolo XVII: Di chi è e a chi si deve il frutto del seno di Maria.

Beato Corrado di Sassonia

Capitolo XVII: Di chi è e a chi si deve il frutto del seno di Maria.
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Benedetto il frutto del seno tuo. Veduto brevemente quale e quanto sia il frutto del seno della Vergine, vediamo ora di chi sia e a chi si debba. Poiché questo frutto benedetto non solo è il frutto del seno ma anche della mente. Frutto del seno unicamente di Maria, ma frutto della mente di ogni anima fedele; frutto del seno per la carne, frutto della mente per la fede. Onde S. Ambrogio dice (II in Luc. n. 26): " Se secondo la carne una sola madre ha Cristo, secondo la fede tuttavia di tutti è Cristo. Poiché ogni anima concepisce il Verbo di Dio, se pur sia immacolata e immune da vizi ". Dunque secondo S. Ambrogio ogni mente che vuole applicarsi questo frutto, deve essere immune da vizi. Poiché Cristo è il fratto di una mente non viziosa per i sette vizi capitali, ma virtuosa contro i sette vizi: capitali. Questo frutto dunque è il frutto degli umili contro la superbia, il frutto degli amanti contro l’invidia, il frutto dei miti contro l'ira, il frutto dei lavoranti contro l’accidia, il frutto dei generosi contro l’avarizia, il frutto degli astinenti contro la gola, il frutto dei continenti contro la lussuria.
In 1° luogo, o carissimi, vediamo come questo benedetto frutto sia degli umili contro la superbia ; di questo possiamo ripetere ciò che dicesi nel 19° capo del quarto dei Re : Tutto ciò che rimarrà della casa di Giuda, getterà radice all’ingiù, e produrrà frutto all'insù. Della casa di Giuda fu la Beata Vergine Maria, della casa di Giuda è ciascuna anima fedele ; quella corporalmente, questa spiritualmente; quella per la carne; questa per la fede. E perciò non solo Maria ma anche ogni fedele che vuoi far frutto all'insù, deve gettare radice all’ingiù. La radice che deve mettersi all’ingiù è 1'umiltà che, a modo di radice tende sempre al basso. La pianta di questa benedetta radice quanto sarà più alta, tanto la stessa radice dovrà esser profonda, giusta il detto del capo 30 dell'Ecclesiastico : Quanto sei più grande, umiliati in tutto e troverai grazia dinanzi a Dio. Altrimenti la pianta quanto fosse più grande, tanto più presto sarebbe rovesciata dal vento della superbia, se non fosse tenuta ferma da una grande e profonda radice d'umiltà. Pensiamo dunque quanto fosse sprofondata la radice di quella verga che crebbe tanto alta da meritare di portare un frutto più alto degli angeli, frutto di cui S. Ambrogio dice (II in Luc. n. 24) : " Lo stesso frutto del seno è il fiore della radice di cui Isaia dice : Spunterà una verga dalla radice di lesse, e un fiore si innalzerà da lei ". Ogni anima che avrà messo all’ingiù la radice di questa umiltà, anch'essa avrà questo frutto all’insù, all’insù, dico, nell'alto intelletto, nell’alto affetto, nella contemplazione e nell’amore. Così dunque è degli umili questo frutto; e perciò Maria fu sopra tutti gli uomini degnissima di questo frutto, perché sopra tutti gli uomini fu radicatissima nell'umiltà. Per questo giustamente esclamando S. Bernardo dice (Serm. 2 de Advent. Dom. n. 4) : "O vergine, verga sublime, a quale altezza la santa tua cima innalzi! fino al trono della maestà, perché profonda getti la radice dell’umiltà.
In 2° luogo vediamo, o carissimi, come questo frutto sia degli Amanti di Dio e del prossima contro l’invidia : qui possiamo ridire l’espressione del Salmo (Psalm. 126. 3) : Ecco l’eredità del Signore, figli, mercede, frutti del seno. Ciò esponendo S. Ambrogio dice (in Luc. n. 24) : " Eredità del Signore sono i figli che sono mercede di quel frutto che usci dal seno di Maria ". Molti figli dunque sono mercede dell'unico Figlio che è il frutto del tuo seno benedetto. Ma dove o quando meritò questa mercede ? La meritò certo nascendo, la meritò giacendo in presepio, la meritò sopportando la circoncisione, la meritò insegnando, la meritò compiendo l’opera della nostra salute, la meritò morendo ; la meritò, soggiungo, servendo a noi per trentatré anni. E per questo giustissimamente esige questa mercede dicendo nell’11° capo di Zaccaria : Se è bene fatto dinanzi ai vostri occhi, portatemi la mia mercede. Ma non solo i figli sono mercede del frutto del seno, ma anche lo stesso frutto del seno santissimo è mercede di ciascun figlio adottivo. Chi sono questi figli ? Ascolta. È proprio dei figli amare il padre, e del padre amare i figli; sono dunque figli di Dio e figli della Chiesa tutti quelli che amano Iddio e il prossimo ; onde l'Apostolo nel capo 5° agli Efesini : Siate imitatori di Dio come figli carissimi e camminate nell’amore ecc. E nel 5° di Matteo si dice : Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, e pregate per i vostri persecutori e calunniatori, affinché siate figli del Padre vostro che è in cielo. Tali figli dunque, cioè gli amanti di Dio e del prossimo, sono mercede di questo frutto benedetto, e a sua volta questo frutto benedetto è mercede di tali figli. Così dunque questo frutto è degli amanti, e perciò Maria più di tutti gli uomini fu degnissima di questo frutto, perché più di tutti gli uomini, fu, per carità, affettuosissima. Perciò ben dice S. Agostino così (Potius Bernard. Serm. lui Assunt. B. M. V. a. 2): "Chi potrà dubitare che le viscere di Maria non fossero ripiene di carità, se in quelle per nove mesi corporalmente dimorò Iddio che è la stessa carità ? ".
In 3° luogo, o carissimi, vediamo come il benedetto frutto di Maria sia dei pazienti e dei miti contro l’ira ; qui ripetiamo ciò che dicesi nel 22° di Giobbe : Calmati dunque con lui e avrai la pace, e con ciò avrai frutti ottimi. Esser calmo e aver pace è proprio dei miti e dei pazienti. Coloro poi che sono tali, con ciò hanno frutti ottimi. Due poi sono gli ottimi frutti : uno di virtù, uno di seno. Ottimo frutto di virtù è la carità, di cui l’apostolo dice (Galat. 5. 22) : Frutto dello spirito è la carità ecc. I frutti che qui si enumerano, alcuni sono buoni, altri migliori ; ma il primo che è la carità è l’ottimo, per il quale tutti gli altri, come dimostra S. Agostino, sono buoni (Tract. 87 in loan. n. 1). L’ottimo frutto del ventre è Cristo. E frutto buono del seno è chiunque è stato santificato nel seno. Perciò è buono il frutto del seno di Elisabetta, migliore il frutto del seno di Anna, ottimo poi il frutto del seno di Maria. Il buon frutto di Elisabetta è Giovanni, frutto migliore di Anna è Maria, ottimo frutto di Maria è Gesù. Pensa, o fratello, chi sia questo frutto e da quale terra sia prodotto e vedrai che è ottimo. Ascolta Girolamo che dice : " Questo frutto è Vergine da una Vergine, Signore da una serva. Dio dall'uomo, Figlio dalla madre, il frutto dalla terra ". O felici coloro che hanno l’animo tanto paziente e mite nella disciplina di tutte le penitenze, da conseguire con ciò giustissimamente il frutto dei pazienti, frutto mitissimo, di cui parla l’apostolo nel 12° capo agli Ebrei : " Certo qualunque disciplina lì per lì sembra che apporti non gioia ma dolore in seguito però rende pacifico frutto di giustizia per quelli che in essa si sono esercitati. Chi ha dunque esercitata la pazienza porta buon frutto, giusta il detto del capo 8° di Luca ; Portano frutto con la pazienza. Così dunque questo frutto benedetto è dei pazienti e dei miti e perciò Maria sopra tutti gli uomini fu di questo frutto degnissima perché fu sopra tutti gli uomini mitissima, tanto che la Vergine pazientissima mai manifestò veruno segno d’impazienza anche piccolissima né con gli occhi, né con la parola né col fatto, assicurandocelo S. Ambrogio che dice (II de Virgin. c. 2. n. 7) : " Niente di torvo negli occhi di Maria, niente di procace nelle parole, niente di inverecondo negli atti ".
In 4° luogo, o carissimi, vediamo come il frutto di Maria sia di coloro che si esercitano e lavorano contro l’accidia ; di ciò nel 3° della Sapienza si dice : Dei buoni lavori glorioso è il frutto. E' da ricercarsi questo frutto con 1'esercizio del lavoro, come 1'ape cerca il frutto del miele, quel frutto, dico, di cui nell’11° capo dell’Ecclesiastico si dice : E' piccola l'ape fra i volatili, e il suo frutto ha il principio della dolcezza. Considera o carissimo, come l’ape voli da un orto all’altro, di pianta in pianta, di fiore in fiore per il frutto del miele ; cosi tu pure con le meditazioni e i desideri e con lo zelo dell'imitazione ripassa gli esempi dei santi e massimamente dei più perfetti ; passa, dico, di orto in orto, cioè di condizione in condizione, di pianta in pianta cioè di santo in santo, di fiore in fiore, cioè di virtù in virtù, di esempio in esempio ; passa massimamente sopra questo fiore in cui troverai tutto il frutto del miele, sopra il fiore cioè che è fiore e frutto, di cui S. Ambrogio dice (II in Luc., n. 24) : " II fiore di Maria è Cristo, che come frutto di buona pianta per il progresso della nostra virtù ora fiorisce ora fruttifica in noi": Lavoriamo bene, o fratelli, per questo frutto perché dei buoni lavori è glorioso il frutto. Questo dunque è il frutto non di qualsiasi lavoro, ma solo dei lavori buoni; non di quei lavori dei quali si parla nel 3° della Sapienza: Chi rigetta la sapienza e la disciplina è infelice e vana è la sua speranza e i lavori senza frutto. Così dunque questo frutto benedetto è di coloro che si esercitano nel bene contro l'accidia. E perciò Maria sopra tutti gli uomini fu degnissima di questo frutto perché sopra tutti gli uomini fu esercitatissima, come ben dimostra Beda che sopra questa espressione: Magnifica l’amina mia il Signore, fa parlare Maria così (I in Luc. c. 1) : " Io pongo tutto l’affetto dell'animo nelle lodi di grazie ; tutta la mia vita, tutti i miei sentimenti, tutto ciò che distinguo nel contemplare la sua grandezza, tutto io impiego nell'osservanza dei suoi precetti ".
In 5° luogo, vediamo, o carissimi, come il frutto di Maria sia dei generosi contro l'avarizia, e massimamente di quei generosi che per questo frutto rinunziano a tutte le cose temporali, giusta il detto dell'8° della Cantica : Un uomo offre per quel frutto mille monete di argento, " tutto abbandonando " dice l’Interlineare (Apnd Lyranum in hunc locum). Ed anche la Glossa soggiunge (Apud Lyranum in hunc locum) : " Per la parola mille si intende la perfezione, per la parola argento, ogni cosa terrena “. Chi dunque abbandona perfettamente ogni cosa terrena per Cristo, egli offre come mille monete d’argento per questo frutto. Ma ecco, chi non vorrà dare mille abbandonando tutto, deve almeno dare qualche cosa per questo frutto aiutando i poveri, per essere come oliva fruttifera coll’offrire il frutto della misericordia. Sia poiché il sommo frutto della misericordia è la somma misericordia che è Dio, perciò Maria che porta questo frutto di misericordia abbondantissimamente, ella giustissimamente fu come un'oliva fruttifera, quasi un’oliva speciosa nei campi. Per questo Giovanni Damasceno ben dice (IV de "Fide orthod. c. 14) : " Maria piantata nella casa del Signore e impinguata dallo Spirito divenne la dimora di ogni virtù come oliva fruttifera ". Ohimè! Come sono lontane da questo frutto dei misericordiosi che disprezzano le cose terrene, le anime degli avari delle quali nell'8° capo di Luca: Dalle sollecitudini e dalle ricchezze e dai piaceri della vita restano soffocati nel loro cammino e non lontano frutto. Dicesi anche nel 5° dell’Ecclesiaste : Chi ama le ricchezze, non trarrà frutto da quelle. Così dunque questo fruito è dei generosi e dei disprezzatori delle cose terrene ; e perciò Maria sopra tutti gli uomini fu degnissima di questo frutto, perché sopra tutti gli uomini fu generosissima nel disprezzo delle cose temporali, testimoniandone S. Bernardo che dice (Homil. 3 super Missus. n, 3) : "; Tutto ciò che Maria avrebbe potuto avere di onore nel popolo, e di cose terrene nella casa paterna, tutto come sterco considerò, per guadagnare Cristo (Philipp. 3. 8) ".
In 6° luogo, vediamo, o carissimi, come il frutto del seno di Maria sia degli astinenti contro la gola ; e su ciò notiamo quello che si dice nel 13° dei Proverbi: Col frutto della sua bocca l'uomo sarà saziato di beni. Il frutto di Maria può dirsi frutto della bocca, non. solo perché con la preghiera e con la dottrina della bocca, ma anche perché con l'astinenza della bocca si acquista. Da questo frutto sarà saziato con beni spirituali colui che per questo frutto si sarà astenuto dai beni temporali. Sarà saziato di beni da questo frutto chiunque ha fame e ha sete corporalmente, ma ancor più spiritualmente per questo frutto ; onde S. Bernardo dice (Homil. 3 super Misass. n. 6) : " Buon frutto è quello che è cibo e bevanda delle anime fameliche e sitibonde di giustizia (Matth. 5. 6) ". Beati coloro che per questo frutto hanno fame nel mondo, perché di questo saranno saziati nel cielo, giusta il detto del capo 6° di Luca : Beati voi che ora avete fame perché verrete saziati. Coloro dunque che qui per questo frutto sono astinenti, lassù di questo frutto si ciberanno ; onde nel 3° di Isaia si dice : Dite al giusto che è bene, che si ciberà del frutto delle sue fatiche. Così dunque questo frutto benedetto è degli astinenti contro la gola, e perciò Maria sopra tutti gli uomini fu degnissima di questo frutto, perché sopra tutti gli uomini fu contro la gola temperantissima. Per questo ben dice S. Giovanni Crisostomo (Homil. 1 in Matth. post. medium) : " Maria non fu dedita al mangiare e al bere, non vana, non giocosa, non cantatrice, non amante delle turpi parole ; " queste cose certamente sogliono seguire l’intemperanza.
In 7° luogo, o carissimi, vediamo come il frutto del seno di Maria sia dei continenti contro la lussuria ; di questo ne parla la Sapienza al capo 3° : Felice la sterile e la intatta che non conobbe il letto nel delitto ; ne avrà il frutto allorché saranno visitate le anime sante; nella visita, dico, della grazia, ma più della gloria. E certamente il frutto del seno castissimo, il frutto del seno verginale meritamente è il frutto speciale dei continenti. Poiché essendo benedetti per il benedetto frutto della Vergine tutti i fedeli in generale, giustamente saranno benedetti in modo speciale i continenti dallo stesso frutto per il quale anche la regina dei continenti è benedetta sopra tutti singolarmente, come ben dichiara S. Bernardo che dice (Homil. 3 super Missus. n. 5) : " Veramente benedetto il frutto del tuo seno, nel quale sono benedette tutte le genti, della cui pienezza tu pure ricevesti con gli altri, sebbene in modo differente dagli altri ". Guai ai lussuriosi, che non hanno alcuna parte nel frutto della Vergine ! Guai ai miseri che non hanno neppure un ramo che portare possa il frutto Verginale! onde dell'adultera si dice nel 23° capo dell’Ecclesiastico : I suoi rami non daranno frutto. Dunque questo frutto benedetto è dei continenti contro la lussuria, e perciò Maria fu sopra tutti gli uomini degnissima di questo frutto, perché sopra tutti gli uomini fu castissima, come bene attesta S. Giovanni Crisostomo dicendo (Homil. 1 in Matth. post. medium) : " O inestimabile cuore di Maria! Giuseppe credeva più alla castità di lei che al di lei seno e più alla grazia che alla natura i credeva che fosse più possibile che una donna concepisce senza marito che Maria potesse peccare ".
O dunque Maria felicissima ! che veramente come virtuosissima fosti degnissima del frutto divino, aiutaci affinché possiamo giungere con le virtù fino a questo frutto il Signor Nostro Gesù Cristo, Figlio tuo.

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