Capitolo XIII: Maria SS. si rassomiglia ad una regina che entra nel palazzo col re.

Beato Corrado di Sassonia

Capitolo XIII: Maria SS. si rassomiglia ad una regina che entra nel palazzo col re.
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Il Signore con te, o Signora a Dio carissima e familiarissima ; il Signore con te, o Signora, a Dio congiunta e di Dio degnissima; il Signore con te, dico, come il sole con l’aurora che lo precede, come il fiore con la verga che lo produce, come il re che con la regina entra nel palazzo. Veduto dunque come Maria sia l'aurora che precede il sole eterno, Sole di giustizia, veduto pure come Maria sia la verga che produce il fiore eterno, il fiore della misericordia, vediamo ora come Maria sia la regina che si introduce al Re eterno, al Re della gloria. Maria dunque, o carissimi, è quella regina di cui nel 10° capo del terzo dei Re si dice che la regina Saba entrò in Gerusalemme con grande seguito e splendore. Vera regina è Maria, testimoniandone Agostino che dice (Serm. 208 append. n. 2) : " Salutiamo Maria come vera regina del cielo poiché essa partorì il re degli angeli " (L'autore allude al 1° dei suoi Sermoni " De Assuntione B. M. V ". Abbiamo qui la prova evidente che questo specchio ha per autore Corrado di Sassonia, avvalorata dal fatto che lo stesso autore nei Sermoni ci rimanda più volte al suo Specchio. Nei due libri poi si ripetono spesso le, stesse sentenze e le stesse parole della Scrittura e dei Padri).
Ma siccome di questa regina ne ho trattato nel Sermone " Astitit regina ", perciò ora dobbiamo trattare del suo ingresso.
Si deve considerare che noi troviamo Maria che esce, che cammina, che entra e che oltrepassa. La sua uscita è di natura, il suo cammino di grazia, il suo ingresso di gloria, il suo oltrepassare è di sovrabbondanza. È uscita nascendo, ha camminato progredendo, è entrata giungendo, ha sopravanzato tutti i Santi oltrepassando. È uscita senza peccato, ha camminato senza esempio, è entrata senza ostacolo, è oltrepassata senza termine.
In 1° luogo, o carissimo, considera che noi troviamo Maria che esce per la sua nascita senza peccato. Giacché essa può esser quel vaso di cui nel 25° capo dei Proverbi si dice: Togli la ruggine dall’argento e ne uscirà un vaso purissimo.. La ruggine fu tolta dall’argento quando Maria fu santificata nell’utero e così ne uscì come un vaso purissimo. Qui conviene distinguere il vaso puro, il vaso più puro, il vaso purissimo. Vaso puro nell’uscita fu chiunque uscì dall'utero così santificato da rimanere però in lui il fomite sia del peccato mortale che del veniale, come alcuni dicono fosse avvenuto in Geremia. — Vaso più puro nell’uscita fu chiunque uscì dall'utero così santificato da averne estinto il fomite che conduce all’effetto del peccato mortale, rimanendogli però il fomite del peccato veniale, come in S. Giovanni Battista avvenne, secondo il canto della Chiesa : " Perché non potesse macchiare la sua vita se non con qualche leggera parola " (Breviari in festo S. loan. Bapt. Hymn. ad Matut. - prima dell'emendazione. Ora invece si legge; " Ne levi posses maculare vitam Crimine linguae " e cioè ; Perché non possa macchiare la vita neppure con una leggera colpa di lingua. L'inno si attribuisce a Paolo Diacono). Ma il vaso nell'uscita purissimo fu la Beata Vergine che dall’utero uscì talmente santificata che in essa, come si crede, non rimase alcun fomite né di peccato mortale né di veniale. Perciò ben dice S. Bernardo (Epist. 174. n. 5) : "Io credo che in lei discendesse una più copiosa benedizione di santità che non solo santificò là sua nascita ma custodi immune da ogni peccato l’intera sua vita ". Tolta dunque la ruggine dell'originale peccato, uscì dall’utero il vaso puro in Geremia, il vaso più puro in Giovanni Battista, il vaso purissimo in Maria.
In 2° luogo considera, o carissimo, che noi troviamo Maria che progredisce per la grazia senza esempio ; onde nel 6° capo della Cantica : Chi è costei che si avanza come sorgente aurora, bella come luna, eletta come sole? A questi tre splendori cioè all’aurora, alla luna, al sole ben si raffigura Maria per tre luminosissime singolarità. Fu infatti nel suo corpo e nella sua anima una verginità singolarmente luminosa, nella sua verginità una singolarmente luminosa fecondità, e nella sua fecondità un singolarmente luminoso privilegio. Aurora rinfrescante e agli uccelli gradita fu questa Beata Vergine; casa infatti refrigerò con la sua verginità l’ardore della carne, come ci attesta S. Bernardo che così dice (Egbert. loc. cit. n. 5) : " Tu estinguesti talmente 1'ardore della proibita concupiscenza con la virtù della castità nella tua carne verginale, che colui, al cui cospetto neppur le stelle sono pure, trovò la tua carne tanto pura da degnarsi metterla a contatto con la divina purità ". Ella per la sua verginità fu grata anche agli uccelli cioè agli angeli di Dio, perché, come dice S. Girolamo (Epist. 9. ai Paul. et Eust. n. 5), " la verginità è sempre parente degli Angeli “. Perciò ben si legge nel 32° del Genesi che l’angelo benedì Giacobbe sul far dell’aurora. Qui Giacobbe può esser figura dello spirito casto che deve soppiantare il suo fratello, cioè il suo corpo (Gen. 27. 36, et Osea 12, 3). Questo non solo viene benedetto dal Padre ma anche dall'angelo nel far dell'aurora cioè nella castissima Vergine Maria, a cui l’Angelo disse : Benedetta tu fra le donne. — Similmente, bella come luna fu la Vergine Maria nella sua fecondità luminosa di verginale candore. La bellezza della luna consiste nella luce ricevuta dal sole. Pensa pertanto che bella luna fu Maria, quando 1'eterno Sole fu tutto ricevuto e concepito in lei. Maria dunque è quella luna nella cui pienezza fece ritorno alla Chiesa quell'uomo di cui nel 7° capo dei Proverbi si dice : Nel tempo della luna piena tornò nella sua casa. La Beata Vergine fa luna piena quando le fu detto : Ave, o piena di grazia. — Similmente, eletta come sole fu Maria nella splendidissima singolarità della fecondità, quando non un semplice uomo e neppure un angelo autentico, ma lo stesso Figlio di Dio, lo stesso Sole di giustizia in lei pose il suo trono, venendo in Maria concepito. Sarebbe stata una cosa molto singolare se una vergine avesse concepito un semplice uomo; più singolare ancora sarebbe stato se una vergine avesse concepito un angelo, ma fu sopra tutto singolarissimo che una vergine concepisse un Dio e partorisse un Dio. Perciò ben dice S. Agostino (Serm. 208. append. n. 4) : " Meritamente viene onorata dalle nostre lodi Maria Santissima, che offrì al mondo un commercio singolare, quando si innalzò alle altezze del cielo talmente da incontrare nella più sublime sede celeste quel Verbo che dimora presso Dio ". La Beata Vergine Maria dunque progredì come aurora sorgente nella esemplare verginità del corpo e dell'anima ; bella come luna nella fecondità mirabile di Vergine; eletta come Sole nell’adorabile divinità del parto verginale.
In 3° luogo considera, o carissimo, che noi troviamo che Maria entra nella gloria celeste senza ostacolo. Chi infatti potrebbe ostacolare sì grande Regina che entra con tanto seguito ? Essa viene raffigurata per la regina Saba di cui dicesi del 10° capo del 3° dei Re : E fece il suo ingresso in Gerusalemme con molto seguito, e molte ricchezze, con cammelli carichi di aromi e oro in grandissima quantità e di gemme preziose. Considera in queste espressioni la gloria di Maria nell'entrare nella celeste Gerusalemme ; considera, dico, 1'eccellenza dell'entrante e la sua potenza e ricchezza. Considerane l'eccellenza nella sua dignità reale, la potenza nel suo seguito, la ricchezza nel suo apparato. Considera l'eccellenza della dignità reale della nostra regina Maria in ciò che dicesi : Regina Saba, che si interpreta " grido " (Hugo a S. Charo in Ps. 38, 7). Maria infatti è la regina del mondo ove è un grido di gemiti ; è pure la regina del cielo ove è un grido di giubilo. Gridano difatti in cielo, come dicesi nel capo 4° dell'Apocalisse : Santo, santo, santo il Signore Dio onnipotente. Questo grido non cessa di innalzarlo insieme con loro anche la stessa regina di questi osannanti, testimoniandolo Agostino che dice (Serm. 208. append. n. 11); "Tu, o Maria, concittadina dei cittadini del cielo, congiunta per sempre ai cori angelici e unita con gli arcangeli, non cessi di gridare con voce indefessa : Santo, santo, santo ". Essa è la regina descritta dal salmista quando dice : Si assise la Regina alla tua destra (Psalm. 44. 10). Questa regina possono seguirla fino al regno con confidenza tutti coloro che la serviranno nel mondo con fedeltà ; onde S. Bernardo (Serm. I in Assumpt. B. M. V. n. 1) : " Ci ha preceduta la nostra regina, ci ha preceduto ed è stata accolta con tanta gloria perché con fiducia seguano la Signora i servi gridando (Cant. 1. 3): Traici con Te ". — Similmente, considera nell'ingresso della nostra Regina la potenza del seguito che la circonda, in ciò che dicesi : “ con numeroso seguito ". Difatti Maria entrò nella Gerusalemme celeste con numeroso seguito di potenti angeli ; onde S. Girolamo dice (Epist. cit. n. 8) : " Leggiamo che spesso ai funerali e alle sepolture di alcuni Santi hanno preso parte gli angeli e hanno condotto le anime degli, eletti fino al cielo con inni e lodi ". E poco dopo : " Quanto più dobbiamo credere che alla Madre di Dio sia venuta incontro festevolmente la milizia dei cieli con le sue legioni, e che 1' abbia circonfusa di immenso splendore e l’abbia accompagnata con lodi e canti spirituali fino al trono già per lei preparato prima della costituzione del mondo! " — Similmente, considera in Maria la ricchezza dei meriti nell’apparato dei doni preziosi ; portò infatti con sé l'oro infinito dell'amore di Dio e del prossimo, le gemme preziose delle virtù e dei doni, gli aromi delle buone opere e degli esempi. È poco ciò che dico dei tesori di Maria rispetto a quello che a lei rivolto ne dice S. Bernardo : "Nelle tue mani, esclama, sono tutti i tesori delle misericordie del Signore. Che mai si chiuda la tua mano ; perché non si diminuisce la tua gloria, ma si aumenta, quando i penitenti sono ammessi al perdono e i giusti alla gloria ". Entrò dunque la Madre del Signore nella gloria come regina dei cieli, vi entrò con le ricchezze di innumerevoli meriti.
In 4° luogo considera, o carissimo, che noi troviamo Maria sorpassante tutti i santi colla sovrabbondanza dei meriti e dei premi senza fine, giusta il detto del 31° dei Proverbi ; Molte figlio ammassarono ricchezze, tu le hai tutte superate. Tu hai superato di certo in natura, in grazia e in gloria tutte le figlie, tutte le anime, tutte le intelligenze angeliche, o Maria. — Io asserisco che Maria per natura ha superato tutte le figlie degli uomini, mentre vergine concepì e vergine partorì, la qual cosa non è ammessa in natura, giusta il detto del capo 7° di Isaia : Ecco, una vergine concepirà e partorirà un figlio. Ed è cosa sopra ogni natura non solo che una vergine abbia partorito un figlio, ma anche che abbia partorito un Figlio Dio. Perciò ben dice Girolamo così (Epist. cit. n. 5) ; " Ciò che la natura non ha, 1'uso non conosce, la ragione ignora, la mente umana non comprende, il ciclo teme, la terra stupisce e ogni pur celeste creatura ammira, questo è tutto ciò che per Gabriele è divinamente annunziato a Maria e per Cristo adempiuto ". — Similmente, Maria ha superato in grazia tutte le anime dei Santi, mentre non solo piena ma sovrappiena di grazia ella fu, testimoniandolo Gabriele che prima disse ; Ave, piena di grazia, e poi soggiunse : lo Spirito Santo verrà sopra di te. Se già era piena di grazia, evidentemente per tutto ciò che il sopravenente Spirito Santo le conferì, fu sovrappiena ; onde S. Bernardo dice (Serm. 2 in Assumpt. B. M. V. n. 2): " Per lo Spirito Santo già venente. Maria è piena per sé, e per lo Spirito Santo sopravvenente è sovrappiena per noi e sovrabbondante ". — Similmente superò Maria in gloria tutte le intelligenze angeliche ; essa infatti è quel trono di zaffiro che, come leggesi nel 1° capo di Ezechiele, viene esaltato sopra il cielo degli Angeli. Per questo anche S. Bernardo ben dice così (Serm. in Nativ. B. M. V. n. 9) : " Ascende Maria sopra tutto il genere umano, ascende fino agli angeli, ma loro pure ella trascende e sorpassa ogni celeste creatura ".
Così dunque, o carissimi. Maria uscì e camminò ed entrò e sorpassò : uscì, dico, nascendo alla vita dei miseri ; camminò progredendo nella grazia dei privilegi, entrò giungendo al regno dei cieli, sorpassò superando la gloria di tutti i beati. Ecco dunque, o dolcissima Vergine Maria, ecco veramente il Signore con tè come il sole con l'aurora sorgente, come il fiore con la verga fiorita, come il re con la regina a lui accedente. O dunque aurora soavissima, fa che anche con noi sia il Sole della sapienza ! O verga altissima, fa che anche con noi sia il fiore della grazia ! O Regina potentissima, fa che anche con noi sia il Re della gloria, il Signor nostro Gesù Cristo, Figlio tuo. Così sia.