Contro Fausto Manicheo - Libro trentaduesimo

Sant'Agostino di Ippona

Contro Fausto Manicheo - Libro trentaduesimo
35

Se i Cattolici estrapolano dal Vecchio Testamento le sole profezie, i Manichei accettano del Nuovo solo ciò che ritengono opportuno.

1. FAUSTO. " Se accetti il Vangelo, devi credere a tutto ciò che in esso sta scritto ". Forse tu, per il fatto che accetti il Vecchio Testamento, credi per questo a tutto ciò che in esso sta scritto? In realtà, estrapolando da lì le sole profezie che preannunziavano ai Giudei la venuta di un re, poiché pensate che sia Gesù, e pochi altri precetti comuni alla legge civile, come: Non uccidere, non commettere adulterio 1, tralasciate il resto e lo considerate non meno di quel che Paolo ha reputato sterco 2. Che c'è dunque di insolito o di strano se anch'io, scegliendo dal Nuovo Testamento le cose più pure e convenienti alla mia salvezza, tralascio quelle che, introdotte ingannevolmente dai vostri antenati, ne corrompono la maestà e la bellezza?

Il Nuovo Testamento è pieno di errori e di contraddizioni, perché non fu scritto né da Cristo né dai suoi discepoli.

2. Se il Testamento del Padre contiene cose alle quali si deve prestare poco ascolto (voi infatti pretendete che la legge giudaica sia del Padre: e sappiamo quante cose in essa vi suscitino orrore e quanta vergogna, al punto che già da tempo la ritenete alterata quanto all'animo, benché crediate che in parte fu scritta per voi dal dito stesso di Dio e in parte da un Mosè fedele e integro), pensate che il Testamento del Figlio sia il solo che non abbia potuto essere corrotto, il solo che non abbia in sé qualcosa da rigettarsi? Soprattutto quando è sicuro che non fu scritto né da lui né dai suoi apostoli, bensì dopo un lungo tempo da uomini dal nome incerto i quali, per evitare che non si avesse fede in loro poiché scrivevano cose che non conoscevano, posero sul frontespizio dei loro scritti in parte i nomi degli apostoli, in parte i nomi di coloro che si pensava avessero seguito gli apostoli, affermando di aver scritto ciò che avevano scritto secondo l'insegnamento di questi. Con ciò, mi sembra che abbiano fatto un grande affronto ai discepoli di Cristo, poiché ricondussero a loro le dissonanze e le contraddizioni che essi stessi scrissero, e professarono di scrivere secondo i loro insegnamenti Vangeli come questi, pieni di errori così grandi e di narrazioni e affermazioni così contrastanti che non concordano né in se stessi né tra loro. Che altro è ciò, se non calunniare i buoni e incitare al crimine della discordia la concorde assemblea dei discepoli di Cristo? Poiché dunque, leggendoli, abbiamo avvertito questo con l'occhio purissimo del nostro cuore, abbiamo ritenuto sommamente giusto prendere da essi le cose utili, quelle cioè che edificano la nostra fede e propagano la gloria di Cristo Signore e di suo Padre, Dio onnipotente, e di rigettare le altre, che non si addicono né alla loro maestà né alla nostra fede.

I Cattolici rigettano molte cose del Vecchio Testamento; ne osservano alcune, ma solo in parte.

3. Dunque neppure voi, come avevo iniziato a dire, credete che dal Vecchio Testamento si debba accettare la circoncisione della carne, sebbene così stia scritto 3, né che si debba rispettare il sabato nell'ozio e nell'inattività, sebbene così si legga 4, e neanche che Dio vada placato con sacrifici e immolazioni, come pare a Mosè 5: anzi, avete disprezzato tutte queste cose come assolutamente estranee e lontane dalla pratica religiosa cristiana e del tutto inaccettabili. Alcune di esse invece le avete divise in due, abbracciando una parte e rigettando l'altra, come nel caso della Pasqua, che pure è la festa sacra annuale del Vecchio Testamento: sebbene stia scritto per voi che, nella sua celebrazione, si deve non solo uccidere un agnello per mangiarlo sul far della notte, ma anche astenersi per sette giorni dal lievito e accontentarsi di pane azzimo con lattughe amare 6, voi accettate la Pasqua ma tralasciate del tutto quel rituale e quel costume, secondo il quale è stato ordinato che si debba custodirla. Allo stesso modo, le sette settimane di giorni, cioè la Pentecoste, che Mosè stabilisce debba essere inaugurata da un preciso genere e numero di sacrifici 7, la osservate anche voi, però rifiutandone proprio quella parte, ovvero le offerte e i sacrifici, in quanto non si accordano con la fede cristiana. Riguardo poi al comandamento di astenersi dai cibi comuni, vi è parso e avete creduto fermamente che la carne di animali morti e immolati sia senz'altro impura 8: ma non avete voluto credere altrettanto della carne di maiale, o di lepre, o di riccio, né delle seppie, dei calamari e degli altri generi di pesci che vi piacciono, sebbene Mosè attesti che tutti sono impuri 9.

Critiche all'atteggiamento dei Cattolici circa il Vecchio Testamento.

4. Ecco però cose del Vecchio Testamento che, credo, non volete neppure udire né ammettere: e cioè che i suoceri dormano con le nuore, come Giuda; i padri con le figlie, come Lot; i profeti con le prostitute, come Osea; che i mariti vendano le notti delle loro mogli agli amanti, come Abramo; che un solo marito si unisca a due sorelle germane, come Giacobbe; che i reggitori del popolo e soprattutto quelli che ritieni ispirati da Dio si rotolino con cento e mille meretrici, come Davide e Salomone; o il fatto che nella legislazione matrimoniale del Deuteronomio sia stabilito che la moglie di un fratello morto senza figli debba sposare il fratello superstite e che costui debba avere da lei una progenie al posto del defunto: e se l'uomo non vorrà farlo, quella donnetta dovrà deporre una lamentela per l'empietà del suo congiunto davanti agli anziani, perché lo facciano venire e lo rimproverino con una gravità da censori; e se tuttavia egli si rifiuterà ancora, non dovrà rimanere impunemente in mezzo a loro, ma verrà scalzato della calzatura del piede destro e la suddetta donna lo colpirà in faccia, e se ne andrà coperto di sputi e di maledizioni, destinato a portare per sempre quest'onta nella sua discendenza 10. Questi, ed altri simili, sono esempi e leggi tratti dal Vecchio Testamento: se sono buoni, perché non li imitate? Se sono cattivi, perché non ne condannate l'autore, cioè l'Antico Testamento stesso? Se invece credete anche voi, come noi per il Nuovo Testamento, che si tratti di falsità che vi sono state introdotte, allora siamo pari. Smettete dunque di esigere da noi, riguardo al Nuovo Testamento, ciò che voi non rispettate riguardo al Vecchio.

I Cattolici dicono che il Vecchio Testamento viene da Dio, ma non lo osservano: ammettano allora che è stato corrotto.

5. Per quanto capisco, dato che volete convincerci che anche il Vecchio Testamento viene da Dio, sarebbe per voi più conveniente e vi scuserebbe di più del fatto che non ne osservate i comandamenti, l'ammettere che esso è viziato da aggiunte incoerenti, piuttosto che il pensare che sia inalterato e incorrotto e tuttavia disprezzarlo. Quindi ho sempre avuto e ho di voi questa opinione, ogni volta che ci si domanda per quale motivo trasgrediate i precetti del Vecchio Testamento: lo fate o perché, saggi, rigettate il falso o perché, renitenti e disobbedienti, disprezzate il vero. Per il momento, visto che pretendi che io debba credere tutto ciò che è compreso nei documenti del Nuovo Testamento, se lo accetto, sappi che anche tu, nel tuo animo, non credi a molte cose che si trovano nel Vecchio, sebbene confessi di accettarlo. Infatti tra le cose che confessi e ritieni credibili, non è compreso che sia maledetto chiunque pende da un legno 11, poiché ciò riguarderebbe anche Gesù, né che sia maledetto chi non lascia una discendenza in Israele, poiché ciò riguarderebbe anche tutte le vergini e i fanciulli dedicati a Dio; o che venga radicalmente estirpato dalla sua razza chi non è circonciso nella carne del prepuzio 12, poiché anche questo riguarderebbe ogni cristiano; o che si debba uccidere con la lapidazione chi viola il sabato 13; o che non si debba perdonare chi infrange un qualunque comandamento del Vecchio Testamento. Se tu credessi e ritenessi fermamente che tutte queste cose siano state ordinate da Dio, credi a me: saresti stato il primo a mettere le mani su Cristo e adesso non ti adireresti con i Giudei i quali, nel perseguitarlo con tutta l'anima e con tutte le forze, compirono i comandamenti del loro Dio.

Se i Cattolici vagliano il Vecchio Testamento in nome di Gesù, sia lecito ai Manichei vagliare il Nuovo in nome del Paraclito.

6. Non ignoro certo che voi non osiate affermare che queste cose sono false, e diciate invece che furono ordinate ai Giudei con riguardo al loro tempo, cioè sino all'avvento di Gesù, il quale, poiché è già venuto, annunziato come sostenete dal Vecchio Testamento, insegna ora egli stesso ciò che dobbiamo prenderne e ciò che dobbiamo rigettarne. Se però i profeti abbiano preannunziato Cristo, lo vedremo in seguito; intanto è opportuno che io risponda a questo, poiché se ora Gesù, annunziato dal Vecchio Testamento, distingue e carda e insegna che di esso poche cose vanno accettate, mentre la maggior parte vanno ripudiate, anche a noi il Paraclito promesso dal Nuovo Testamento insegna cosa di esso dobbiamo accettare e cosa dobbiamo ripudiare. Di lui Gesù, quando lo promette, dice spontaneamente nel Vangelo: Egli vi guiderà alla verità tutta intera e vi annunzierà e vi ricorderà ogni cosa 14. Per ciò, sia lecito anche a noi riguardo al Nuovo Testamento, in nome del Paraclito, quel tanto che ci mostrate essere lecito a voi riguardo al Vecchio, in nome di Gesù: a meno che il Testamento del Figlio non vi sembri di maggior valore di quello del Padre, posto che sia del Padre, in modo che, se a quest'ultimo si rimproverano tante cose, nell'altro nulla vi sia che non meriti approvazione; soprattutto quando consta che non è stato scritto da Cristo, come abbiamo detto, né dagli apostoli di lui.

Cosa i Manichei accettano e rifiutano circa Cristo nel Nuovo Testamento.

7. Ordunque, dal momento che voi del Vecchio Testamento ammettete solo le profezie e i precetti civili e attinenti alla regolamentazione della vita comune che abbiamo sopra ricordato, e soprassedete invece alla circoncisione, ai sacrifici, al sabato e alla sua osservanza e agli azimi, che c'è di strano se anche noi accettiamo del Nuovo Testamento solo ciò che troviamo detto in onore e lode del Figlio della Maestà da parte di lui stesso o dai suoi apostoli, e invece, ormai divenuti perfetti e fedeli, abbiamo passato sotto silenzio le altre cose, che furono o dette a quel tempo da ignoranti per sprovvedutezza e inesperienza, o obiettate da nemici con disonestà e cattiveria, o affermate e trasmesse ai posteri con imprudenza da chi le scrisse? Mi riferisco al fatto che egli stesso sarebbe nato vergognosamente da una donna, che circonciso come i Giudei avrebbe sacrificato alla maniera dei Gentili, che avrebbe subito l'umiliazione del battesimo, che sarebbe stato condotto dal diavolo nel deserto e da lui tentato nel modo più miserabile. Fatta eccezione per queste cose e per ciò che gli autori, sotto falsa testimonianza, inserirono prendendolo dal Vecchio Testamento, crediamo invece tutto il resto: in primo luogo la sua crocifissione mistica, con la quale si mostrano alla nostra anima le ferite della passione, e poi i suoi precetti salutari, le parabole e tutti i discorsi divinamente ispirati, i quali, soprattutto quando presentano la distinzione delle due nature, non sorge alcun dubbio che siano suoi. Non hai quindi alcun motivo per ritenere che io debba credere a tutto ciò che il Vangelo contiene, dal momento che tu, come è stato mostrato sopra, tocchi appena con la punta delle labbra, come si suol dire, la suprema bevanda del Vecchio Testamento.

Agostino: differenza tra osservanza e fede.

8. AGOSTINO. Noi lodiamo come vere e divine tutte le Scritture del Vecchio Testamento, com'è degno che sia, voi invece maltrattate le Scritture del Nuovo come fossero falsificate e corrotte. Noi non solo diciamo, ma anche mostriamo e insegniamo attraverso gli scritti apostolici, che le cose che oggi non osserviamo dei libri del Vecchio Testamento furono tuttavia prescritte in modo adeguato a quel tempo e a quel popolo, e che esse, che non osserviamo, sono per noi segno di realtà che dobbiamo capire e ritenere in senso spirituale; voi, invece, tutto ciò che non accettate nei libri del Nuovo Testamento lo biasimate completamente e sostenete che non fu né detto né scritto né da Cristo né dai suoi apostoli. Vedete dunque la grande distanza che c'è tra noi e voi, per quanto attiene a questo punto. Così, quando vi si domanda perché non accettate tutto quello che si trova nei libri del Nuovo Testamento, e perché anche nei libri in cui approvate alcune cose, molte invece le rifiutate, le criticate, le accusate, sostenendo che vi sono state introdotte da corruttori, vedete di non addurre ad esempio la nostra distinzione tra fede e osservanza, ma rendete piuttosto ragione della vostra presunzione.

Le realtà del Vecchio Testamento erano ombra di quelle future.

9. Se ci viene chiesto perché non adoriamo Dio con il rituale con cui lo adorarono i nostri padri ebrei al tempo del Vecchio Testamento, rispondiamo che Dio, attraverso i padri del Nuovo Testamento, ci ha ordinato una cosa diversa, che però non è contraria al Vecchio Testamento, essendo già stata predetta in esso. Così infatti ciò fu preannunziato per bocca del profeta: Ecco verranno giorni, dice il Signore, nei quali con la casa di Israele e con la casa di Giuda concluderò un Testamento Nuovo, non come il Testamento che ho concluso con i loro padri nel giorno in cui li presi per mano per farli uscire dal paese d'Egitto 15. Ecco dunque profetizzato che quel Testamento non doveva durare, ma doveva venirne uno Nuovo. Se ci si obietta che noi non abbiamo nulla a che fare con la casa di Israele e con la casa di Giuda, ci difendiamo con la dottrina apostolica, giacché l'Apostolo insegna che Cristo è della stirpe di Abramo, e a noi che apparteniamo al suo corpo dice: Allora siete discendenza di Abramo 16. Se poi ci viene domandato perché continuiamo a ritenere autorevole quel Testamento, se non ne osserviamo il rituale, anche a questo rispondiamo con gli scritti apostolici. Dice infatti l'Apostolo: Nessuno dunque vi condanni più in fatto di cibo e di bevanda, o riguardo a feste, a noviluni o sabati: tutte cose, queste, che sono ombre delle future 17. In tal modo ci mostra anche perché è opportuno che leggiamo e accettiamo tali cose: affinché non estinguiamo la profezia, dal momento che esse furono compiute come ombra di realtà future; e ci mostra anche che non dobbiamo curarci di quelli che vorrebbero giudicarci perché non le osserviamo corporalmente, come altrove disse in modo simile: Queste cose accadevano loro in figura; ma sono state scritte per ammonimento nostro, di noi per i quali è arrivata la fine dei tempi 18. Pertanto, quando si legge nei documenti del Vecchio Testamento qualcosa che nel Nuovo non ci viene ordinato di osservare o ci è addirittura proibito, invece di biasimarlo se ne deve cercare il significato, poiché il fatto stesso che non venga più osservato dimostra non che è stato condannato, ma che si è compiuto. Di questo abbiamo già parlato molto e spesso.

Cosa è prefigurato nella legislazione matrimoniale di Deut 25, 5-10.

10. Ad esempio, questo stesso che Fausto, senza comprenderlo, ha imputato come crimine ai comandamenti del Vecchio Testamento, che cioè si ordini al fratello di sposare la moglie del proprio fratello, allo scopo di generare una discendenza non a sé ma a lui e di chiamare quel che nasca col nome di lui 19, cos'altro significa in figura se non che ogni predicatore del Vangelo deve lavorare nella Chiesa così da procurare una discendenza al proprio fratello defunto, cioè a Cristo che è morto per noi, e che ciò che nasca riceva il nome di lui? Infine l'Apostolo, osservando ciò non carnalmente nel suo significato di prefigurazione, ma spiritualmente nella verità compiuta, si adira con coloro che ricorda di aver generato in Cristo Gesù per mezzo del Vangelo 20, e rimproverandoli li corregge perché volevano essere di Paolo: È forse Paolo che è stato crocefisso per voi? O è nel nome di Paolo che siete stati battezzati 21? Come se dicesse: " Vi ho generati per mio fratello defunto: vi chiamate Cristiani, non Paolini". Invece colui che, essendo stato eletto dalla Chiesa, rifiuti il ministero di evangelizzare, è dalla Chiesa giustamente e degnamente disprezzato. Questo significa l'ordine di sputargli in faccia, non senza, come segno di questa onta, che gli si scalzi un piede, affinché non sia annoverato tra coloro ai quali lo stesso Apostolo dice: E avendo come calzatura ai piedi lo zelo per propagare il Vangelo della pace 22 e di cui il profeta ricorda: Come sono belli i piedi di coloro che annunziano la pace, che annunziano il bene 23! Chi infatti possiede la fede evangelica in modo da giovare a se stesso e da non rinunciare a giovare alla Chiesa, si intende bene che ha calzati ambedue i piedi. Chi invece pensa che gli sia sufficiente aver creduto e rifiuta la preoccupazione di guadagnare altri, non starà a significare l'onta di quello scalzato, ma la porterà realizzata su di sé.

Pasqua giudea e Pasqua cristiana.

11. E che ancora? Ci obietta che celebriamo la Pasqua e ci insulta perché non la celebriamo come i Giudei. Ma noi possediamo l'agnello non nell'ombra del futuro, ma nella realtà presente del Vangelo, e ogni giorno e massimamente in quella solennità annuale non prefiguriamo la sua uccisione come qualcosa che deve accadere, bensì la commemoriamo come già avvenuta: dunque il giorno della nostra solennità di Pasqua non coincide con quello della celebrazione dei Giudei, che è un'ombra, perché vogliamo che coincida con il giorno del Signore, nel quale Cristo resuscitò. Gli azimi poi, i Cristiani di retta fede li custodiscono non nel lievito della vecchia vita, cioè della malizia, ma nella verità e nella sincerità della fede stessa 24, non per sette giorni, ma ogni giorno: ciò è significato dal numero di sette giorni, secondo cui trascorre il tempo quotidiano. E sebbene non sia poca la fatica che si fa in questo mondo, poiché la via che conduce alla vita è stretta e oscura 25, tuttavia è assicurata una ricompensa certa: questa stessa fatica è simboleggiata da quelle erbe, che sono un poco amare.

Differenza tra prefigurazione e commemorazione.

12. Celebriamo anche la Pentecoste, cioè il cinquantesimo giorno dalla passione e resurrezione del Signore, nel quale egli ci inviò lo Spirito Santo Paraclito che aveva promesso 26. Questo avvenimento fu prefigurato dalla stessa Pasqua dei Giudei, allorché Mosè ricevette sul monte la legge scritta dal dito di Dio 27, nel cinquantesimo giorno dopo la celebrazione dell'uccisione dell'agnello. Leggete il Vangelo e accorgetevi che lì lo Spirito Santo è chiamato dito di Dio 28. Nella Chiesa si celebrano ogni anno i fatti più importanti avvenuti in determinati giorni, perché la celebrazione di una festività ne custodisca la memoria, necessaria e salutare. Vuoi dunque sapere perché celebriamo la Pasqua? " Perché allora Cristo si immolò per noi ". Vuoi sapere perché non la celebriamo secondo il rituale giudaico? " Perché quella era prefigurazione del vero che doveva venire, questa è la commemorazione del vero che si è già compiuto ". Neppure nel nostro parlare il futuro e il passato si enunziano allo stesso modo: ne abbiamo già parlato a sufficienza in quest'opera.

Perché i Cattolici non mangiano alcuni tipi di carne.

13. Se poi ci chiedete anche perché, tra tutti i cibi che furono vietati a quel popolo come ombra degli eventi futuri, noi ci asteniamo solo dal mangiare la carne degli animali morti e immolati, state dunque a sentire e anteponete una buona volta il vero alle menzogne della vanità. Perché non convenga a un cristiano mangiare carne immolata, lo dice l'Apostolo: Non voglio, dice, che entriate in comunione con i demoni. Non redarguisce infatti l'immolazione che compivano i padri, prefigurando il sangue del sacrificio con cui Cristo ci ha redento, ma dice: I sacrifici dei Gentili sono fatti ai demoni e non a Dio. E poi aggiunge ciò che ho già citato: Non voglio che entriate in comunione con i demoni 29. Infatti, se ad essere impura fosse la natura stessa della carne immolata, essa contaminerebbe anche un ignaro. Né è tanto meno impura quanto meno è consapevole chi la mangia, bensì a motivo della coscienza, per non sembrare di essere in comunione con i demoni. Per quanto riguarda invece la carne di animali morti, penso che l'uso umano non l'abbia ammessa come alimento per il fatto che essa, a differenza di quella degli animali uccisi, è morbida e non adatta alla salute del corpo, per la quale assumiamo il cibo. Ciò che fu comandato in figura agli antichi, cioè allo stesso Noè dopo il diluvio 30, a riguardo dello spargimento del sangue, - il significato del quale abbiamo già mostrato -, la maggior parte lo comprende 31. Anche negli Atti degli Apostoli si legge che gli apostoli ordinarono ai Gentili di astenersi soltanto dalla fornicazione, dalle carni immolate e dal sangue, cioè di non mangiare carne il cui sangue non fosse stato fatto fuoriuscire. Cosa che alcuni non intendono così, ma come se si ordinasse di astenersi dal sangue affinché nessuno si contamini con un omicidio. Sarebbe lungo adesso, e non necessario, discutere di questo; se a quel tempo gli apostoli comandarono ai Cristiani di astenersi dal sangue degli animali, di non cibarsi di animali soffocati, mi sembra che abbiano scelto una cosa facile per quel momento, affatto onerosa per chi doveva osservarla, e che anche i Gentili potessero osservare in comune con gli Israeliti, in virtù di quella pietra angolare che unisce due in uno 32; e insegnarono contemporaneamente che nella stessa arca di Noè, quando Dio comandò questo, fu prefigurata la Chiesa di tutte le Genti, avvenimento la cui profezia già cominciava a compiersi nelle Genti che pervenivano alla fede. Ma ormai è trascorso il tempo in cui quelle due pareti, l'una proveniente dalla circoncisione e l'altra dal prepuzio, pur essendo unite dalla pietra angolare, si distinguevano tuttavia ciascuna per caratteristiche proprie. Ora che la Chiesa delle Genti è divenuta tale che in essa non si trova più alcun Israelita secondo la carne, quale Cristiano osserva più di non toccare tordi o uccelli più piccoli se il loro sangue non è completamente fuoriuscito, o di non mangiare una lepre se è stata uccisa con un colpo della mano alla cervice, senza ferita cruenta? E quei pochi che per caso ancora temono di toccare cose simili, sono derisi da tutti gli altri. A tal punto gli animi di tutti sono posseduti da quella sentenza di verità: Non ciò che entra nella vostra bocca vi inquina, ma ciò che ne esce 33, la quale non condanna la natura di nessun cibo ammesso dall'umana società, ma i peccati commessi dall'iniquità.

Tutto il Vecchio Testamento è vero e utile per la vita eterna.

14. Riguardo alle azioni degli antichi, sia quelle che agli stolti e agli ignoranti sembrano peccati, mentre non lo sono, sia quelle che veramente sono peccati, abbiamo già dimostrato con sufficiente trattazione, mantenendo e ancor più accrescendo la venerazione della Scrittura stessa, per quale motivo furono scritte; non di meno, riguardo alla maledizione su colui che pende dal legno 34 e su colui che non lascerà discendenza in Israele, abbiamo risposto prima a suo luogo, quando abbiamo dissipato le obiezioni in proposito: e abbiamo difeso tutto, sia ciò di cui abbiamo già discusso in dettaglio nelle parti precedenti dell'opera, sia ciò che di simile Fausto ha citato nel testo al quale rispondiamo adesso, con l'unica solidissima ragione della verità che abbiamo attinto dall'autorità delle sacre Scritture. Tutto ciò che è scritto in quei libri del Vecchio Testamento, lo lodiamo, lo accettiamo, lo approviamo come scritto con totale verità e utilità per la vita eterna; quanto invece ai precetti che, in quei libri, non osserviamo corporalmente, abbiamo compreso che furono comandati in modo totalmente retto, abbiamo imparato che sono ombre di eventi futuri e riconosciamo che già ora si stanno compiendo. Pertanto, chi allora non osservava anche le opere che si comandava di compiere per significare altro, scontava con giustissimo giudizio le pene stabilite da Dio, come ora chi osasse violare con temerarietà sacrilega i misteri del Nuovo Testamento, distinti in ragione del tempo. Come infatti sono lodati a buon diritto gli uomini giusti di allora, che non rifiutarono neppure la morte per i misteri del Vecchio Testamento, allo stesso modo lo sono adesso i santi Martiri, che non la rifiutano per quelli del Nuovo. E come il malato non deve rimproverare la scienza medica se oggi gli ha ordinato una cosa e domani gli proibisce ciò che prima gli aveva ordinato - così infatti richiedeva il metodo di cura del suo corpo -, ugualmente il genere umano, malato e ferito da Adamo sino alla fine del mondo, finché il corpo che si corrompe appesantisce l'anima 35 non deve rimproverare la medicina di Dio, se in alcuni casi ha ordinato di osservare una cosa, in altri invece prima una cosa e poi un'altra: soprattutto perché essa stessa ha preannunziato che avrebbe ordinato qualcosa di diverso.

I Manichei errano circa il Paraclito.

15. È dunque privo di valore il paragone che Fausto adduce a pretesto: cioè che, come il Paraclito scelse per voi dal Nuovo Testamento ciò che dovete credere e vi mostrò ciò che dovete rigettare, essendo egli stesso profetizzato nel Nuovo Testamento, così Cristo fece per noi dal Vecchio, nel quale similmente fu profetizzato. Questo infatti si potrebbe affermare con qualche verosimiglianza se nei libri del Vecchio Testamento ci fosse qualcosa che sostenessimo non essere stata rettamente detta, divinamente ordinata, veridicamente scritta. Noi non affermiamo nulla di ciò: ma accettiamo ogni cosa, sia ciò che osserviamo, al fine di vivere rettamente, sia ciò che non osserviamo, in modo tuttavia da vedere che quelle cose allora ordinate e osservate in profezia ora giungono a compimento. Inoltre, se in quei libri di cui non volete accettare tutto leggiamo che il Paraclito fu promesso, allo stesso modo in quel libro che avete paura persino a nominare leggiamo che è già stato inviato. Negli Atti degli Apostoli, come spesso e anche poco fa ho ricordato, si legge in modo chiarissimo che nel giorno di Pentecoste fu inviato lo Spirito Santo, il quale manifestò chi fosse anche attraverso l'azione. Infatti coloro che per primi lo ricevettero parlarono in tutte le lingue 36, per promettere anche con questo segno che in tutte le lingue, cioè in tutti i popoli, sarebbe esistita la Chiesa, la quale avrebbe predicato lo Spirito, come il Padre e il Figlio, con assoluta verità.

I Manichei errano affermando che il Nuovo Testamento non è per intero autentica opera degli Apostoli.

16. Diteci ormai perché non accettate tutto il contenuto dei libri del Nuovo Testamento: se perché non sono degli apostoli di Cristo, o perché gli apostoli di Cristo insegnarono qualcosa di sbagliato. Rispondete: " Perché non sono degli apostoli di Cristo. Infatti, l'opinione di chi afferma che gli apostoli di Cristo insegnarono cose non corrette è propria dei pagani ". Che dite dunque? Su che basi dimostrate che quelle Scritture non furono fornite dagli apostoli? Rispondete: " Perché vi si trovano molte cose contraddittorie in se stesse e tra loro ". Ciò è del tutto falso: siete voi che non comprendete. Infatti, tutto ciò che Fausto ha presentato come contraddittorio perché così apparisse a voi, abbiamo dimostrato che non è tale: e vi insegneremo altrettanto, qualunque cosa ci presenterete. Chi potrà sopportare un lettore o un ascoltatore che osi incolpare più facilmente una Scrittura di così grande autorità che non il vizio della propria ottusità? Dite che il Paraclito vi insegnò che queste Scritture non sono degli apostoli, ma che furono scritte da altri sotto il loro nome? Insegnate almeno che furono opera di questo stesso Paraclito, dal quale avete appreso che non sono degli apostoli! Dite: " È il Paraclito che Cristo promise e inviò "? Vi si risponde: non è affatto quello che Cristo promise e inviò; e allo stesso tempo vi si mostra il momento in cui egli inviò quello che promise. Provateci dunque che Cristo lo inviò. Con che cosa sostenete l'identità del vostro autore, o piuttosto del vostro ingannatore? Rispondete che la provate con il Vangelo. Con quale Vangelo? Con quello che non accettate integralmente, che affermate essere stato falsificato. Chi mai esordisce dicendo che il proprio testimone è stato corrotto dalla falsità e poi lo chiama a testimoniare? Se infatti gli crediamo in ciò che voi volete e non gli crediamo in ciò che voi non volete, non è a lui che crediamo, ma a voi. Ma se volessimo credere a voi, non esigeremmo da voi un testimone. Inoltre, lo Spirito Santo paraclito fu promesso dicendo così: Egli vi condurrà alla verità tutta intera 37. Ma in che modo vi condurrà alla verità uno che vi insegna che Cristo è un mentitore? A ciò si aggiunge che, se anche dimostraste che tutte le cose che si leggono nel Vangelo circa la promessa del Paraclito sono tali che non si può comprenderle se non riferite al vostro Mani, così come è chiaro che nei profeti furono dette a proposito di Cristo cose che in nessun modo potrebbero adattarsi a un altro, qualora tuttavia le attingeste da quei codici che dite falsificati, noi diremmo che è falso e introdotto da corruttori del testo vostri antenati quello stesso che lì leggete scritto di Mani, tale che non potremmo comprenderlo riferito a un altro. Che fareste, ditemi, se non gridare che in alcun modo avreste potuto falsificare codici che già erano nelle mani di tutti i Cristiani? Poiché, non appena aveste cominciato a farlo, sareste stati convinti dalla verità degli esemplari più antichi. Dunque il motivo per cui voi non avete potuto falsificarli è lo stesso per cui non poté farlo nessuno. Il primo infatti che avesse osato farlo, sarebbe stato confutato mediante la comparazione con molti codici più antichi, soprattutto perché la medesima Scrittura è racchiusa non in una sola lingua, ma in molte. Infatti anche oggi alcuni errori dei codici vengono corretti sulla base di codici più antichi o scritti nella lingua precedente nel tempo. Quindi, o siete costretti a confessare che quei codici sono veraci, ed essi immediatamente abbatteranno la vostra eresia, oppure, se direte che sono fallaci, non potrete affermare il Paraclito mediante la loro autorità, ed ecco che avete abbattuto voi stessi la vostra eresia.

In nessun modo il Paraclito, che introduce alla verità, può essere identificato con Mani.

17. A ciò si aggiunge che le cose dette a promessa del Paraclito escludono del tutto l'ipotesi che si tratti di Mani, che viene così tanti anni dopo. Infatti, che lo Spirito Santo sarebbe venuto subito dopo la resurrezione e l'ascensione del Signore è detto con estrema chiarezza da Giovanni: Lo Spirito infatti non era ancora stato dato, perché Gesù non era ancora stato glorificato 38. Se dunque il motivo per cui non era stato dato era che Gesù non era ancora stato glorificato, è fuori di dubbio che, una volta glorificato Gesù, c'era motivo che venisse dato immediatamente. Infatti anche i Catafrigi affermarono di aver ricevuto il Paraclito promesso e per questo deviarono dalla fede cattolica, tentando di proibire ciò che Paolo ha concesso e di condannare le seconde nozze che egli ha permesso, insinuando, facendosi schermo di quelle parole, - sta scritto infatti del Paraclito: Egli stesso vi condurrà alla verità tutta intera -, che evidentemente Paolo e gli altri apostoli non insegnarono tutta la verità e lasciarono uno spazio per il Paraclito dei Catafrigi. A sostegno di questo addussero anche quel che Paolo disse: La nostra conoscenza è imperfetta e imperfetta la nostra profezia: ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà 39, come se l'Apostolo avesse affermato: Faccia ciò che vuole: se si sposa, non pecca 40 con una conoscenza e una profezia imperfette, e il perfezionamento del Paraclito di Frigia avesse fatto scomparire questo. Di fronte a queste cose, quando si dice loro che sono condannati dall'autorità della Chiesa, promessa con tanto anticipo e diffusa nel mondo intero, rispondono che per ciò stesso si è compiuto in loro quello che fu detto del Paraclito, cioè che il mondo non lo può ricevere. E anche queste parole che voi solete dire: Egli stesso vi condurrà alla verità tutta intera; quando verrà ciò che è perfetto, ciò che è imperfetto scomparirà; il mondo non lo può ricevere 41, non sono forse una predizione sul vostro Mani? E infine, quale eresia potrebbe sorgere sotto il nome del Paraclito, che non osi appropriarsi con verosimiglianza di tutto ciò? Esiste forse un'eresia che non designi se stessa come verità, una verità inoltre tanto più perfetta quanto più è superba, così da promettere di condurre alla verità intera e da tentare di eliminare la dottrina degli apostoli che si contrappone al suo errore, quasi che mediante essa sia giunto ciò che è perfetto? E poiché la Chiesa tiene stretto ciò che l'Apostolo ha vivamente raccomandato: Se qualcuno vi predicasse un Vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato, sia anàtema 42, quando quell'eresia, predicando qualcosa di diverso, comincerà ad essere anàtema per il mondo intero, non dirà forse subito: " Ecco, accade ciò che sta scritto: Il mondo non lo può ricevere "?

I Manichei selezionano il Nuovo Testamento sull'unica base del loro criterio carnale.

18. Come dunque potrete provare ciò che da voi si esige, che sia cioè il Paraclito quello da cui avete appreso che gli scritti evangelici non sono degli apostoli? Giacché anche noi proviamo che lo Spirito Santo Paraclito non è se non colui che venne immediatamente dopo che Gesù fu glorificato. Infatti non era ancora stato dato, perché Gesù non era ancora stato glorificato. Proviamo anche che egli stesso introduce alla verità intera, poiché non si entra nella verità se non attraverso l'amore: L'amore di Dio, dice l'Apostolo, è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato 43. Insegniamo infatti che Paolo, nel dire: Quando verrà ciò che è perfetto, si riferiva esclusivamente a quella perfezione che caratterizzerà la percezione della vita eterna. Parlando di questo, disse: Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo faccia a faccia 44. A questo punto, se non volete apertamente comportarvi da folli, confesserete senza dubbio che non vedete Dio faccia a faccia: quindi, ciò che è perfetto non vi è ancora giunto. In questo modo infatti l'Apostolo ha spiegato a sufficienza ciò che pensava a riguardo. Né questo accadrà ai santi se non quando sarà avvenuto ciò che anche Giovanni dice: Siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è 45, e sarà allora che lo Spirito Santo ci introdurrà alla verità intera, della quale ora abbiamo ricevuto un pegno. Le parole: il mondo non lo può ricevere sono invece dette di coloro che nelle Scritture vengono solitamente chiamati con il termine " mondo ", cioè gli amanti del mondo, gli empi o i carnali, dei quali l'Apostolo dice: L'uomo naturale però non comprende le cose dello Spirito di Dio 46. Si dice infatti che sono di questo mondo fino a quando non possono conoscere null'altro che le cose corporee, apprese in questo mondo con i sensi; come null'altro conoscete voi che, guardando questa luce del sole e della luna, vi siete immaginati che ogni cosa del genere sia divina, avendo come ispiratore quel ciarlatano che, ingannati e ingannatori, chiamate Paraclito. Pertanto, non riuscendo in alcun modo a mostrare chi sia quel Paraclito, non avete su che basarvi per insegnare che avete scoperto, grazie a una solidissima autorità, che gli scritti evangelici che non volete accettare integralmente non sono degli apostoli di Cristo. Vi resta dunque questo da dire: che avete scoperto con la vostra ragione che lì ci sono cose che sfigurano la gloria di Cristo, cioè che vi si narra che nacque da una vergine, che fu circonciso, che per lui fu offerto il sacrificio che allora si usava offrire, che fu battezzato, che fu tentato dal diavolo.

I Manichei disprezzano l'autorità evangelica, però credono ciecamente a miti indimostrabili.

19. Eccezion fatta per queste cose e per le testimonianze prese dal Vecchio Testamento che furono interpolate in quegli scritti, voi ammettete di accettare, secondo quanto dice Fausto, " il resto: in primo luogo la sua mistica crocifissione, con la quale si mostrano alla nostra anima le ferite della passione, e poi i suoi precetti salutari, le parabole e tutti i discorsi divinamente ispirati, i quali, soprattutto quando presentano la distinzione delle due nature, non sorge alcun dubbio che siano suoi ". Vedete dunque come agite: si sottrae ogni autorità alla Scrittura e ognuno decide con la propria testa cosa approvare e cosa rigettare di ogni scritto; non in modo che ciascuno si sottometta all'autorità delle Scritture secondo la fede, ma che egli stesso sottometta a sé le Scritture, e non che a lui piaccia qualcosa perché lo si legge scritto in un'autorità sublime, bensì che gli sembri scritto bene perché è piaciuto a lui. A chi ti affidi, anima misera, senza nerbo, avvolta nelle nebbie carnali? A chi ti affidi? Elimina l'autorità: vediamo. Elimina l'autorità e ripristina la ragione. La tua ragione non ti induce forse al punto che, se non si crede che la natura di Dio è violabile e corruttibile, la vostra lunga commedia non può trovare un finale da teatro? E da ultimo, come fai a sapere che le terre sono otto e i cieli dieci, che Atlante regge il mondo e che il Portatore dello Splendore lo tiene sospeso, e innumerevoli cose simili? Come fai a saperle? " Me le ha insegnate Mani ", dici. Ma allora, o infelice, le hai credute: non le hai viste tu stessa. Se dunque, nelle mille invenzioni fantastiche di cui sei stata vergognosamente ingravidata, tu ti sei sottomessa a un'autorità del tutto ignota e completamente folle, così da credere a tutte queste cose solo perché stanno scritte in quei libri, ai quali per tuo deplorevole errore hai ritenuto di dover credere sebbene nulla ti venisse dimostrato, perché non ti sottometti piuttosto all'autorità evangelica, tanto solida, tanto stabilita, accreditata da tanta gloria e trasmessa dai tempi degli apostoli sino ai nostri tempi mediante successioni certissime? Così potresti credere, vedere! E apprenderesti che persino tutte quelle cose che ti offendono, ti offendono a motivo della tua vana e perversa opinione; e che davvero la natura immutabile di Dio ha assunto qualcosa della creatura mortale e, permanendo mutabilmente in essa in modo non fittizio ma reale, ha fatto e patito tutto ciò che conveniva che tale creatura facesse e patisse per la salvezza del genere umano da cui era stata assunta: invece di credere che la natura di Dio è violabile e corruttibile e che, insozzata e oppressa, non può essere totalmente liberata e purificata, ma è condannata alla pena eterna del globo da un dio supremamente necessitato.

Errore dei Manichei sulla natura del bene e del male.

20. " Ma io ", dici: " ho creduto ciò che egli non mi ha dimostrato perché, in maniera evidente, mi ha dimostrato che in questo mondo esistono due nature, quella del bene e quella del male ". Ma è proprio questa, o anima infelice, la fonte del tuo inganno, poiché anche in questo mondo, ugualmente che negli scritti evangelici, non hai potuto considerare altro male se non quello che offende il tuo senso carnale, come il serpente, il fuoco, il veleno e simili, né altro bene se non quello che lo blandisce con qualche piacevolezza, come la bontà dei sapori, la fragranza degli odori, lo splendore di questa luce e tutto ciò che di altro può similmente accarezzarti gli orecchi, gli occhi, le narici o il palato o il tatto. Ma se tu prima avessi guardato tutta la creazione così da assegnarle Dio come autore, quasi leggendo nel grande libro della natura, così da credere, se qualcosa in essa ti offende, che la causa rimanga nascosta a te in quanto uomo, piuttosto che azzardarti a criticare qualcosa nelle opere di Dio, non saresti mai caduta in sciocchezze sacrileghe e in invenzioni blasfeme con le quali, poiché non comprendi donde abbia origine il male, ti sforzi di riempire Dio di ogni male.

Motivo dell'autenticità apostolica degli scritti del Nuovo Testamento.

21. Ora, se ci chiedete come sappiamo che questi scritti sono degli apostoli, vi rispondiamo in breve che lo sappiamo allo stesso modo in cui anche voi sapete che sono di Mani quegli scritti che miserabilmente anteponete a questa autorità. Se infatti qualcuno vi solleverà la stessa questione e vi metterà in cuore il tormento della contraddizione, dicendo che i libri che presentate come di Mani non sono suoi, che cosa farete? Non riderete forse del delirio di costui, che alza la sua voce impudente contro una realtà confermata da così grande serie di collegamenti e di successioni? Come è certo che quei libri sono di Mani e che si deve deridere chi inopinatamente, essendo nato tanto tempo dopo, vi intentasse una lite per contraddirvi, è parimenti certo che sono da deridersi o anche da compatirsi Mani o i Manichei, i quali osano affermare qualcosa di simile nei confronti di un'autorità tanto fondata, custodita e tramandata con successioni sicure dai tempi degli apostoli sino a questi tempi.

Il Cristo annunziato degli Apostoli non è quello di Mani.

22. È ora dunque di comparare l'autorità di Mani con l'autorità degli apostoli: infatti, è sicuro che questi scritti sono loro, come è sicuro che quelli sono suoi. Però, chi mai paragona Mani agli apostoli, se non chi si separa da Cristo, che inviò gli apostoli? O chi mai intese nelle parole di Cristo due nature tra loro contrarie e provenienti da propri princìpi, se non chi non intende le parole di Cristo? Gli apostoli, come discepoli della verità, predicano di Cristo una vera nascita e una vera passione, mentre Mani si vanta di introdurre alla verità intera e vuole presentare un Cristo di cui predica la falsità della passione; gli uni, un Cristo circonciso nella carne, assunta dalla stirpe di Adamo; l'altro, un dio mutilato nella sua stessa natura dalla stirpe delle tenebre; gli uni, un sacrificio offerto per la carne di Cristo bambino, come piamente si faceva a quel tempo; l'altro, un membro non di carne, ma della stessa sostanza divina, gettato in balia della natura della stirpe nemica per essere immolato a tutti i demoni; gli uni, un Cristo battezzato nel Giordano per offrirci un esempio; l'altro, dio stesso ad opera di se stesso sommerso nella contaminazione delle tenebre, destinato non ad emergerne totalmente, bensì ad essere punito con condanna eterna in quella sua porzione che non potrà purificarsi; gli uni la carne di Cristo tentata dal capo dei demoni, l'altro una porzione di dio tenuta in possesso dalla razza dei demoni; gli uni quella carne tentata, per insegnare a noi a resistere al tentatore; l'altro, quella porzione posseduta in modo da non poter essere restituita al padre, neppure vittorioso. In conclusione Mani, quasi fosse superiore, annunzia altro, prendendolo dalla dottrina dei demoni, mentre gli apostoli, attingendo dagli insegnamenti di Cristo, raccomandano che chi annunzia altro sia scomunicato 47.

Note:



 

1 - Es 20, 13-14.

2 - Cf. Fil 3, 8.

3 - Cf. Gn 17, 9-14.

4 - Cf. Es 31, 13.

5 - Cf. Lv 1.

6 - Cf. Es 12.

7 - Cf. Lv 23.

8 - Cf. At 15, 29.

9 - Cf. Lv 11.

10 - Cf. Dt 25, 5-10.

11 - Cf. Dt 21, 23.

12 - Cf. Gn 22, 14.

13 - Cf. Nm 15, 35.

14 - Gv 16, 13.

15 - Ger 31, 31-32.

16 - Gal 3, 29.

17 - Col 2, 16-17.

18 - 1 Cor 10, 11.

19 - Cf. Dt 25, 5-10.

20 - Cf. 1 Cor 4, 15.

21 - 1 Cor 2, 13.

22 - Ef 6, 15.

23 - Is 52, 7.

24 - Cf. 1 Cor 5, 8.

25 - Cf. Mt 7, 13.

26 - Cf. At 2, 1-4.

27 - Cf. Es 19-31.

28 - Cf. Lc 11, 20.

29 - 1 Cor 10, 20.

30 - Cf. Gn 9, 6.

31 - Cf. At 15, 29.

32 - Cf. Ef 2, 11-22.

33 - Mt 15, 11.

34 - Cf. Gal 3, 13; Dt 21, 23.

35 - Cf. Sap 9, 15.

36 - Cf. At 2.

37 - Gv 16, 13.

38 - Gv 7, 39.

39 - 1 Cor 13, 9-10.

40 - 1 Cor 7, 36.

41 - Gv 14, 17.

42 - Gal 1, 9.

43 - Rm 5, 5.

44 - 1 Cor 13, 10. 12.

45 - 1 Gv 3, 2.

46 - 1 Cor 2, 14.

47 - Gal 1, 8-9.

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