Contro Fausto Manicheo - Libro quindicesimo

Sant'Agostino di Ippona

Contro Fausto Manicheo - Libro quindicesimo
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Il Vecchio Testamento e la Chiesa, vera sposa di Cristo, nel giudizio di Fausto.

1. FAUSTO. " Perché non accettate il Vecchio Testamento? ". Perché ogni vaso pieno non riceve ulteriore contenuto, ma deborda e lo stomaco pieno rigetta ciò che ha ingerito. Perciò anche i Giudei, saziati dal Vecchio Testamento per l'occlusione causata da Mosè, respinsero il Nuovo. Quanto a noi, riempiti dal Nuovo per la venuta di Cristo, abbiamo rifiutato il Vecchio. Voi li accettate entrambi poiché in nessuno siete pieni, ma solo a metà. L'uno non è riempito dall'altro, ma ne viene piuttosto corrotto. Infatti i vasi pieni a metà non si riempiono mai di una materia dissimile, ma sempre della stessa o di una ad essa simile: così i vasi semipieni di vino si riempiono di vino, quelli semipieni di miele di miele e quelli semipieni di aceto di aceto. Se in essi invece tu versi una materia differente e di genere diverso come il fiele nel miele, l'acqua nel vino e il garum nell'aceto non si potrà parlare di riempimento, ma piuttosto di adulterazione. Questa è la causa per la quale noi accettiamo a fatica il Vecchio Testamento. La nostra Chiesa infatti, sposa di Cristo, più povera di lui che è più ricco, si accontenta dei beni di suo marito, rifiuta le ricchezze degli umili amatori, prova disprezzo per i doni del Vecchio Testamento e del suo autore, è custode diligentissima della fama di lui, non accetta scritti che non siano del suo sposo. Si serva pure del Vecchio Testamento la vostra Chiesa che, come una vergine lasciva immemore del pudore, gode dei doni e degli scritti di un amante altrui. Quel vostro amante, infine, e corruttore del pudore, il Dio degli Ebrei, con le sue tavole di pietra vi promette oro e argento, sazietà del ventre 1 e la terra dei Cananei 2. Questi sporchi guadagni vi sono talmente piaciuti che ci prendete gusto a peccare dopo Cristo, al punto di essere ingrati per le sue immense virtù. Queste cose vi attraggono a tal punto che dopo le nozze di Cristo vi innamorate del Dio degli Ebrei. Imparate dunque oramai anche voi a sbagliare e ad essere ingannati dalle sue false promesse. È povero, è bisognoso e non è in grado di mantenere ciò che promette. Se infatti non procura alla sua sposa, vale a dire alla Sinagoga, nulla di ciò che promette, nonostante quella lo accontenti in tutto e lo serva più docilmente di una schiava, cosa potrà offrire a voi che gli siete estranei e che rifiutate superbamente di portare sul collo il giogo dei suoi comandamenti? Ma voi continuate ad agire come all'inizio, cucite un panno grezzo su un vecchio vestito, riempite di vini nuovi vecchi otri 3, servite due mariti senza piacere a nessuno, fate in conclusione della fede cristiana un ippocentauro, né cavallo perfetto né uomo. Permettete a noi di servire il solo Cristo, contenti della sola sua virtù immortale e di imitare l'Apostolo che dice: Ciò che basta ci viene da Dio che ci ha riconosciuti idonei ministri del Nuovo Testamento 4. La condizione del Dio degli Ebrei è diversa dalla nostra: né egli è in grado di dare compimento a ciò che promette, né noi lo accettiamo. La liberalità di Cristo ci ha resi superbi di fronte alle sue blandizie. Perché il mio paragone non ti sembri incongruo citerò le parole di Paolo che per primo ci ha proposto questa similitudine con la disciplina del matrimonio: La donna che trovasi alle dipendenze del marito, finché questo vive è legata alla sua legge; ma se il marito muore, è libera dalla legge che la lega al marito. Pertanto se, vivendo il marito, si unisce ad un altro uomo, è detta adultera. Nel caso però che il marito fosse morto pur unendosi ad altri non sarà adultera 5. Con questo voleva dire che commettono adulterio con la mente coloro che, senza un precedente ripudio e ponendo in un certo qual modo fra i morti l'autore della legge, alla fine si sono uniti a Cristo. Quanto detto riguarda soprattutto coloro che credettero fra i Giudei sì da dimenticarsi, ovviamente, della precedente superstizione. Ma in tale questione che bisogno c'è del comandamento per noi ai quali, convertiti dal paganesimo a Cristo, il Dio degli Ebrei non deve apparire morto, ma neppure nato? Certamente ad un Giudeo, se crede, Adonai deve sembrare defunto, a un pagano un idolo, a tutti ciò che aveva adorato prima di conoscere Cristo. Infatti se dopo la separazione dall'idolatria degli Ebrei adorerà ugualmente sia Dio sia Cristo, non si differenzierà in nulla dalla donna che ha infranto il pudore la quale, dopo la morte di un marito, ne avrà sposati due.

Secondo Agostino il Vecchio Testamento è profezia del Nuovo.

2. AGOSTINO. Ascoltate queste cose, voi di cui Cristo possiede il cuore, e vedete se avete pazienza, a meno che sia lui la vostra pazienza. Fausto, pieno del nuovo miele, rigetta il vecchio aceto; Paolo, pieno del vecchio aceto, ne rimette la metà per ottenere l'immissione del nuovo miele, non però per conservarlo ma per corromperlo. Considera infatti quello che dice l'apostolo Paolo: Servo di Gesù Cristo, chiamato Apostolo, consacrato al Vangelo di Dio, formato di miele nuovo, e ciò che segue: che in precedenza aveva promesso per mezzo dei suoi profeti nelle sacre Scritture relative al suo Figlio che era stato da lui creato della stirpe di Davide secondo la carne 6, cioè dal vecchio aceto. Chi sopporterebbe di udire questo se non ci desse la stessa consolazione dicendo: Conviene che vi siano delle divisioni perché si riconoscano quelli fra voi che sono di provata virtù 7. Ma che bisogno c'è di ripetere quello che è già stato sufficientemente detto in precedenza? Infatti panno nuovo e vestito vecchio e vino nuovo e otri vecchi 8 non indicano due Testamenti, ma due vite e due speranze. Per indicare i due Testamenti è stata data dal Signore la nota similitudine: Inoltre ogni scriba istruito nel regno di Dio è simile a un padre di famiglia che trae dal suo tesoro nuove e vecchie cose 9. Di quelle cose che abbiamo detto si ricordi se è in grado di farlo e comunque se vorrà le consideri. Se infatti qualcuno ritenesse che si devono avere due speranze e servisse Dio per la felicità terrena e per il regno dei cieli consideri che quest'ultima non comprende l'altra e che quando questa è turbata da qualche tribolazione l'uomo debole perde anche l'altra. Ne deriva il noto detto nessuno può seguire due padroni, che è spiegato dicendo che non si può servire Dio e mammona 10. Il Vecchio Testamento, per coloro che lo comprendono, è profezia del Nuovo. Anche in quel primo popolo i santi Patriarchi e i profeti, che comprendevano ciò che facevano o che cosa veniva compiuto per loro mezzo, avevano nel Nuovo Testamento la stessa salvezza della vita eterna. A ciò infatti si riferiva quello che comprendevano e amavano poiché anche se non veniva rivelato, era espresso con figure. Al Vecchio facevano riferimento anche coloro che in esso non desideravano che le promesse pensate come temporali, mentre non comprendevano quelle figurate e profetate come eterne. Ma tutto ciò è stato esposto più che a sufficienza nelle nostre precedenti risposte.

Allocuzione di Agostino rivolta alla Chiesa Cattolica, vera sposa del vero Cristo.

3. Si verifica una strana forma di impudenza quando la sacrilega e immonda comunità dei Manichei non esita a vantarsi di essere la casta sposa di Cristo. Ma in questo che giova contro le accuse alle membra veramente caste della Chiesa il richiamare alla memoria contro costoro l'ammonizione dell'Apostolo che dice: Vi ho unito a un solo sposo volendo presentare a Cristo una vergine casta. Temo però che come il serpente ingannò Eva con la sua astuzia, così anche le vostre menti siano corrotte dalla semplicità che è in Cristo 11. Che cosa ci fanno questi evangelizzatori, oltre ciò che abbiamo già ricevuto, se non corrompere la castità che conserviamo per Cristo quando incolpano la legge di Dio col pretesto della sua vetustà e lodano il loro errore col pretesto della novità, come se ogni vetustà dovesse essere evitata e ogni novità accettata? Sono in tutt'altra posizione l'apostolo Giovanni che fa le lodi dell'antico comandamento 12 e l'apostolo Paolo che vieta di usare un linguaggio profano rinnovato 13. Mi rivolgerò a te, vera sposa del vero Cristo, Chiesa Cattolica, io a te che secondo la mia misura sono stato posto in te come un qualsiasi figlio e servo per distribuire il cibo ai miei compagni di servitù. Guardati sempre, come di fatto ti guardi, dall'empia vanità dei Manichei che hai già sperimentato con pericolo dei tuoi e dalla quale ti sei liberato. Una volta quell'errore mi aveva strappato dal tuo grembo, ma fuggii dopo aver sperimentato quello che non avrei dovuto sperimentare. Ma a te avranno giovato anche i pericoli corsi da me al cui servizio si pone la mia liberazione. Quanto a me se il vero e verace tuo sposo, dal cui fianco sei nata, non avesse posto nel vero suo sangue la remissione dei peccati, la voragine dell'errore mi avrebbe risucchiato e il serpente avrebbe inesorabilmente divorato me fatto terra. Non lasciarti ingannare dal nome della verità: solo tu la possiedi ed è nel tuo latte e nel tuo pane mentre in quest'altra c'è solo il nome, ma essa non c'è. Anche fra i tuoi seguaci di lunga data sei sicura: io però chiamo a te i tuoi piccoli, i fratelli, i figli, i miei padroni, che tu riscaldi con il sollecito aiuto delle tue ali come fossero uova o nutri col latte come bambini senza corromperli, o Vergine madre. Chiamo a te i tuoi teneri figli perché non si lascino distaccare da te per una frivola curiosità. Piuttosto lancino la loro maledizione se qualcuno li inizierà ad un vangelo diverso da quello che avranno ricevuto stando in te 14. Non abbandonino il vero e verace Cristo, in cui sono nascosti tutti i tesori della sapienza e della scienza 15, né l'infinita dolcezza del suo amore che tiene nascosta per coloro che lo temono e aumenta per coloro che sperano in lui 16. Fra i Manichei come possono esservi parole di verità nel predicatore di un Cristo non vero? Disprezza gli attacchi di costoro: sei infatti pienamente consapevole di aver amato fra i doni del tuo sposo la promessa della vita eterna, cioè lo stesso tuo sposo, poiché è lui la vita eterna.

Esortazione alla Chiesa Cattolica perché accetti col suo cuore di carne le vecchie tavole della legge.

4. Non sei stata sedotta, come costoro vanno delirando, da un dio esterno che promette sazietà del ventre e la terra dei Cananei. Comprendi che nelle stesse promesse si annunzia e predice figuratamente che tu hai generato la prescienza dei santi. Non ti lascerai turbare dal miserabile disprezzo con cui vengono considerate le due tavole della legge poiché non hai un cuore di pietra di cui quelle pietre, nel mondo di prima, erano simbolo. Sei infatti la lettera degli apostoli scritta non con l'inchiostro, ma con lo spirito del Dio vivo, non sulle tavole di pietra, ma sulle tavole carnali del cuore 17. A queste parole quegli uomini, nella loro vuotezza mentale, si rallegrano pensando che l'Apostolo critichi la dispensazione del Vecchio Testamento adatta a quel tempo, senza capire che egli disse questo traendolo da un profeta. Queste parole infatti, che essi accettano per ignoranza, erano state dette molto tempo prima come già avveratesi dagli apostoli e preannunziate dai profeti che essi respingono. Il profeta infatti aveva detto: Toglierò loro un cuore di pietra e darò un cuore di carne 18 - vedano se non si interpreta così! -, non in tavole di pietra, ma in tavole di carne del cuore. Né l'espressione cuore di carne né l'altra tavole di carne vogliono essere un invito a intendere carnalmente; vogliono solo significare che, poiché in confronto con la pietra, che non ha sensibilità, la carne sente; attraverso l'insensibilità della pietra viene significato un cuore che non comprende e attraverso la sensibilità della carne un cuore che comprende. Tu piuttosto deridi coloro che dicono che sia la terra, sia il legno, sia le pietre hanno una loro sensibilità e vivono una vita più intelligente, mentre quella delle carni sarebbe più stolida ed ottusa. Pertanto sono costretti, non dalla verità ma dalla loro vanità, a riconoscere che è più conforme a purezza una legge scritta su tavole di pietra che il loro tesoro coperto da pelli di animali morti. O forse, visto che nel loro racconto dicono che anche le pietre sono ossa di principi, non esitano a preferire alle pietre la pelle degli agnelli? Evidentemente quell'arca dell'alleanza ricopriva più degnamente le tavole di pietra di quanto la pelle di capra ricoprisse il loro codice. Ridi pure pietosamente di queste cose per invitare gli altri a riderne e a rifiutarle. Quanto a te non interpreti più quelle due tavolette di pietra come riferite al cuore di pietra proprio di quel popolo ed in esso tuttavia riconosci la pietra, lo stesso tuo sposo che Pietro chiama pietra viva, rifiutata dagli uomini, ma scelta e onorata da Dio. Per essi era dunque pietra d'inciampo e pietra di scandalo, per te la pietra viva rifiutata dai costruttori che divenne testata d'angolo 19. Lo stesso Apostolo Pietro spiega tutto questo e ricorda che era stato predetto integralmente dai profeti dai quali questi dannati si separano. Leggi tranquillamente anche quelle due tavole: non aver paura, appartengono tutte al tuo sposo. Per altri quella pietra significò dura stupidità, per te significa ferma stabilità. Quelle tavole furono scritte col dito di Dio 20: col dito di Dio il tuo sposo respinse i demoni 21. Col dito di Dio sia tu a respingere le dottrine dei demoni menzogneri che cauterizzano la coscienza 22. Con queste tavole tu puoi respingere l'adultero che si dice Paraclito per sedurti con quel santo nome. Quelle tavole furono infatti date cinquanta giorni dopo la Pasqua 23. E cinquanta giorni dopo la Passione del tuo sposo, che quella Pasqua prefigurava, fu dato il dito di Dio, lo Spirito Santo, il promesso Paraclito 24. Non temere dunque le due tavole con le quali ti venivano inviate per iscritto le cose che ora dovresti riconoscere. Non stare solo sotto la legge, perché essa ti riempirebbe di timore, ma sotto la grazia, perché vi sia in te la carità, pienezza della legge. Non elencava altro l'amico del tuo sposo quando diceva: Non commettere adulterio, non commettere omicidio, non desiderare e, se c'è qualche altro comandamento, è ripreso in questa frase: ama il prossimo tuo come te stesso poiché l'amore del prossimo non opera il male. Pienezza della legge è la carità 25. Ivi infatti vi sono quei due comandamenti dell'amore di Dio e dell'amore del prossimo spiegati uno per tavola. Aveva dunque mandato in anticipo le tavolette colui che, venendo, raccomandò i due comandamenti dai quali dipende tutta la Legge e i Profeti 26. Nel primo comandamento c'è la castità delle tue nozze, nel secondo l'unità dei tuoi membri, con quello abbracci la divinità, con questo aggreghi la società. Questi due comandamenti sono anche dieci: tre riguardano Dio e sette il prossimo. O pudiche tavolette sulle quali, secondo la vecchia immagine, quel tuo amico e amato ti preannunciava che avrebbe intonato un canto nuovo sul salterio a dieci corde 27 come se per te fosse pronto ad aumentare il numero delle sue corde per condannare il peccato del peccatore nella carne e perché in te si compisse la giustizia della legge 28. Oh tavole del matrimonio che non senza motivo odia l'adultera!

Allocuzione alla società manichea, non sposa, ma prostituta dei demoni.

5. Ora mi rivolgo a te, congregazione manichea, menzognera e avvolta nella menzogna. Siamo dunque al punto che tu, più volte sposata con molteplici elementi o piuttosto meretrice prostituita ai demoni, impregnata di sacrileghe vanità, osi attaccare con l'accusa di impudicizia il matrimonio cattolico del tuo Signore? Mostraci i tuoi amanti, il pesatore raggiante di luce e Atlante ridotto a facchino. Dici infatti che quello possiede i principi degli elementi e tiene sospeso il mondo mentre quest'altro, facendo forza sulle ginocchia, sostiene sulle valide spalle tutta la mole perché l'altro non venga meno. Dove sono costoro? E se esistessero veramente quando potrebbero venire da te essendo occupati in un così impegnativo incarico? Quando potrebbero recarsi a casa tua perché tu con la tua mano morbida, liscia e delicata all'uno, dopo tanta fatica, massaggi le dita e all'altro le spalle? Evidentemente ti ingannano demoni malvagi che con te vanno a caccia di prostitute, perché tu concepisca menzogne e inventi visioni fantasiose. Perché dunque non dovresti rifiutare le tavole del vero Dio contrarie alle tue forti membra, con le quali hai amato tanti falsi dèi vagabondando con la tua mente attraverso le finzioni del tuo pensiero? Grazie ad esse tutte le finzioni poetiche si rivelerebbero più serie e decorose, non fosse altro che per il fatto che nei poeti l'ammissione del falso non inganna nessuno. Nei tuoi libri invece la massa di falsità corrompe con miserandi errori le anime che, restando puerili anche nei vecchi, si lasciano sedurre dal nome della verità allorquando, desiderando discorsi, come dice l'Apostolo, graditi alle loro orecchie, e allontanandole dalla verità, si volgono alle favole 29. Come dunque potresti sopportare il sano insegnamento di quelle tavole dove il primo comandamento suona: Ascolta Israele. Il Signore è il tuo Dio, uno solo è Dio 30, mentre tu, compiacendoti di tanti nomi di dèi, ti lasci trasportare dalla fornicazione di un cuore così perverso? Non ricordi il tuo canto d'amore dove descrivi il più grande dei re che regnano, reggente perennemente uno scettro cinto da corone di fiori e dall'aspetto rosseggiante? Se amassi solo un dio del genere saresti tu a dover arrossire dal momento che un dio solo, cinto da corone di fiori, non piacerebbe ad una sposa pudica. Neppure potresti dire che questo modo di esprimersi ha un significato mistico o che si dimostra essere tale, visto che Mani non suole essere da te esaltato se non perché, tolti di mezzo i veli delle figure, esprimerebbe la sua verità nuda e cruda. Tu dunque in sostanza canti un Dio che è re con tanto di scettro e cinto da corone di fiori. Deponga almeno lo scettro, visto che è cinto da corone di fiori: non si addice alla severità di una verga regale quella lussuriosa mollezza. A questo si aggiunge che non è amato solo da te: tu continui a cantarlo e aggiungi dodici secoli rivestiti di fiori e pieni di canti e che esaltano i fiori dinanzi al volto del padre. A questo punto moltiplicando quattro per tre ammetti l'esistenza di certi altri dodici grandi dèi dai quali quell'unico dio sarebbe circondato. Come poi voi possiate considerare immenso il dio che considerate circondato in quel modo non siete ancora riusciti a scoprirlo. Aggiungi anche innumerevoli re e schiere di dèi e coorti di angeli. Tutte queste entità, non le dici create da Dio, ma generate dalla sua sostanza.

Continua l'allocuzione contro la Chiesa manichea cui viene rimproverata la lettura delle favole oscene in cui crede.

6. Sei così accusato di onorare innumerevoli dèi non volendo accettare la sana dottrina secondo la quale da un unico Dio è nato un unico figlio e da entrambi lo Spirito Santo. Questi però non solo non è lecito definirli innumerevoli, ma neppure considerarli tre dèi: non solo è una e identica la loro sostanza, ma unica e identica è anche la loro operazione che si realizza attraverso l'unica e identica sostanza. La creatura materiale manifesta la diversità delle tre persone. Queste cose tu non le comprendi, non le capisci. Lo so: sei piena, inebriata, riempita di favole sacrileghe. Cerca di digerire qualche volta le tue esalazioni e smettila di ricoprirti di tali immondizie. Canta di quando in quando ciò che canti e considera se puoi la vergogna della tua fornicazione. La menzognera dottrina dei demoni ti ha indirizzato verso le finte case degli angeli, dove soffia una brezza salutare, e verso i campi dai quali scaturiscono gli aromi i cui alberi e monti e mari e fiumi fanno scorrere dolce nettare per tutti i secoli. E hai creduto e immaginato queste cose nel tuo cuore dove ti vanti nella lussuria e nella dissoluzione di questi falsi ricordi. Quando infatti si parla in questo modo della ineffabile abbondanza delle gioie spirituali se ne parla sempre per enigmi in modo che l'animo che se ne occupa sappia che è altro ciò che ivi va cercato e compreso. Ciò vale nel caso che coi sensi corporei si dimostri qualcosa di attinente alla verità di ciò che è corporeo come il fuoco nel roveto 31 e la trasformazione della verga in serpente e del serpente in verga 32 e la tunica del Signore lasciata indivisa dai persecutori 33 e l'unzione dei piedi e del capo di lui fatta in segno di ossequio da parte della donna 34 e i rami frondosi della moltitudine che precedeva e seguiva il suo asinello 35. Vale anche quando indichiamo lo spirito attraverso immagini di realtà materiali o nel sogno o nell'estasi espressa in modo figurato come la scala di Giacobbe 36 e la pietra di Daniele strappata dalla roccia senza l'uso delle mani e assumente le dimensioni di un monte 37, e il vaso offerto a Pietro 38 e le molte altre cose offerte a Giovanni 39. Vale infine anche quando la descrizione figurata è fatta solo a parole come il Cantico dei Cantici 40 e ciò che nel Vangelo fece il Padre di Famiglia per le nozze di suo figlio 41 e la parabola che inizia con le parole " Un uomo ebbe due figli: l'uno dabbene e l'altro lussurioso " 42 e quella che si apre con le parole: " Un uomo rinnovò la vigna e la affittò a degli agricoltori 43. Tu accetti Mani soprattutto perché non è venuto per ultimo a dire queste cose, ma piuttosto per risolverle in modo tale che, disvelate le figure degli antichi ed esposte con luminosa evidenza le sue narrazioni e discussioni, non si nascondesse dietro alcun enigma. Aggiungi come causa di tale presunzione il fatto che gli antichi per vedere, realizzare ed esporre siffatte figure sapevano che sarebbe in seguito venuto colui grazie al quale tutta la verità si sarebbe rivelata e che questo, sapendo che dopo di lui non sarebbe venuto nessuno, non avrebbe nascosto le sue affermazioni sotto il velo dell'allegoria. Che cosa rende la tua affettività resa sordida dai desideri carnali nei campi e nei monti boscosi, nelle corone di fiori e nello sgorgare degli aromi? Se non sono allegorie della ragione sono fantasmi del pensiero o demenza del furore. Se invece si dice che sono allegorie perché non fuggi l'adultero che promette, per sedurti, l'aperta verità e si prende gioco con favole ingannatrici di coloro che seduce? Non sono forse suoi ministri quelli avvelenati da tali vanità che sogliono porre nell'amo l'esca di cui ci parla l'apostolo Paolo dicendo: In parte sappiamo e in parte profetiamo. Quando verrà ciò che è perfetto sarà tolto ciò che è solo in parte, e ancora: ora vediamo come in uno specchio, in modo confuso; allora vedremo faccia a faccia 44. Visto dunque che l'apostolo Paolo in parte sapeva e in parte profetava, vedendo come in uno specchio e in modo confuso, tutta questa parte è da togliere di mezzo all'arrivo di Mani recante ciò che è perfetto e dove la verità si vede faccia a faccia. O anima lasciva, immonda e sfrontata, ancora vai parlando di queste cose, ancora pasci i venti, ancora abbracci gli idoli cari al tuo cuore. Hai dunque visto davvero faccia a faccia il re che regna con lo scettro, cinto di corone di fiori, e le schiere degli dèi, l'essere di massimo splendore, che presenta sei volti e sei bocche, scintillante di luce, e l'altro re dell'onore, circondato dagli eserciti degli angeli? Hai visto davvero l'altro bellicoso eroe cinto di bronzo che reggeva l'asta con la destra e lo scudo con la sinistra e l'altro glorioso re che spingeva le tre ruote del fuoco, dell'acqua e del vento e il grandissimo Atlante recante il mondo sulle spalle e sorreggendolo con braccia, stando in ginocchio, da entrambe le parti? Hai visto davvero faccia a faccia questi e mille altri prodigi o queste cose te le canta la dottrina dei demoni bugiardi attraverso la bocca degli ingannatori senza che tu lo sappia? Guai a te infelice! Ecco da quali visioni sei disonorato, ecco quali vanità lambisci credendole verità e resa ubriaca dalle coppe di veleno osi condannare, fondandoti su due tavole di pietra, la matronale verecondia della sposa dell'unico Figlio di Dio poiché essa non si trova sotto gli obblighi della legge, ma sotto il magistero della grazia. Senza insuperbirsi per le opere compiute e senza lasciarsi vincere dalle paure, vive di fede, di speranza e di carità, divenuta Israele, nel quale non v'è inganno 45, ed udendo ciò che vi è scritto: Il Signore Dio tuo è l'unico Dio 46 (una testimonianza non udendo la quale tu hai disperso la tua fornicazione in molti falsi dèi).

L'allocuzione mette in luce che le tavole della legge sarebbero contrarie alla Chiesa manichea.


7. Come non possono essere contro di te quelle Tavolette dove il secondo comandamento suona: Non pronuncerai invano il nome del tuo Dio 47? Hai posto infatti nella vanità e nella fallacia persino Cristo che, per emendare gli uomini carnali dalla vanità della carne, è nato anche per gli occhi di carne nella verità della carne. Come non può essere contro di te il terzo comandamento relativo al riposo del sabato, oggetto di tante illusorie raffigurazioni da cui è turbata la tua anima? Come possono questi tre comandamenti riguardare l'amore di Dio quando comprenderai, quando saprai, quando amerai? Sei smoderata, crudele, litigiosa; hai avuto paura, sei svanita, hai perso valore, hai superato la tua misura, hai deturpato il tuo decoro, hai sconvolto il tuo ordine. Tale sono stato presso di te e ti ho conosciuto. Come potrei insegnarti che questi tre comandamenti riguardano l'amore di Dio, dal quale, per il quale e nel quale sono tutte le cose 48? Come puoi capire questo, dal momento che la detestabile perversità del tuo errore non ti permette neppure di conoscere ed osservare gli altri sette comandamenti che riguardano l'amore del prossimo e la civile condotta di vita? Di essi il primo prescrive: Onora tuo padre e tua madre 49. Lo prescrive come primo anche Paolo inserendolo in una promessa 50. Tu invece hai appreso dalla tua dottrina demoniaca a considerare nemici i tuoi genitori poiché ti hanno fatto incarnare attraverso un rapporto sessuale, imponendo in questo modo al tuo Dio un vincolo immondo. Di qui il conseguente comandamento: Non fornicare 51. Lo violate a tal punto da detestarlo, soprattutto nel matrimonio, perché ne nascono dei figli. Così sforzandosi i vostri Uditori di evitare che le donne con le quali si uniscono concepiscano, create anche degli adulteri nei riguardi delle mogli. Le sposano infatti perché, secondo la legge del matrimonio e i comandamenti delle due tavole, mettano al mondo dei figli. E temendo, in base alla vostra legge, di contaminare una particella del loro dio con le impurità della carne, si uniscono alle donne in impudichi amplessi al solo scopo di soddisfare la loro libidine. Malvolentieri accettano dei figli, il che può avvenire solo attraverso il rapporto coniugale. Come dunque non proibisci il matrimonio - come di te tanto tempo fa ha predetto l'Apostolo 52 - se tenti di togliere dalle nozze ciò per cui sono nozze? Tolto questo i mariti si ridurranno ad impudichi amanti, le mogli a prostitute, i talami a postriboli, i suoceri a lenoni. Per questo, a causa della perversità del medesimo errore, non osservi l'altro comandamento che dice: Non uccidere 53. Poiché temi che un membro del tuo dio venga legato nella carne, non dai del pane a un affamato. Da una parte temi di compiere un falso omicidio, dall'altro ne compi uno vero. Se dovessi infatti imbatterti in un uomo affamato che potrebbe morire qualora non gli dessi da mangiare, saresti accusato di omicidio secondo la legge di Dio se ti rifiutassi di nutrirlo, ma anche omicida secondo la legge di Mani se lo nutrissi. E come osserveresti i restanti comandamenti del decalogo? Potresti forse astenerti dal rubare? Poniamo il caso che qualcuno divorasse del pane o qualsiasi altro cibo per farlo a pezzi nelle sue viscere al posto tuo. Potendolo fare glie lo strapperesti e correresti all'officina del ventre dei tuoi Eletti in modo tale che, grazie al tuo furto, il tuo dio non cada in una prigione più dura e sia tratto fuori da dove era caduto. Inoltre se fossi preso sul fatto non giureresti forse per il tuo stesso dio di non averlo tratto fuori? Cosa potrebbe farti un tale dio cui diresti: ho giurato il falso per causa tua, ma a tuo favore (a meno che tu non voglia che io ti porti la rovina nell'atto stesso in cui ti rendo onore). Quanto all'altro comandamento che suona non dire falsa testimonianza, tu lo disprezzi a tal punto, per proteggere le membra del tuo dio, che non solo con una falsa testimonianza, ma con un falso giuramento lo liberi dai ceppi. Il comandamento che segue: Non desiderare la donna del tuo prossimo 54, deve essere da te compiutamente osservato. E vedo che per una sola ragione ciò avviene: non sei costretto a violarlo per nessuna imposizione del tuo errore. Ma se non è lecito desiderare la donna di un altro, considera perché si deve desiderare di proporsi agli altri. E ricordati che belli sono i tuoi dèi e belle le tue dee e che tali si presentano per essere ardentemente desiderati, quelli dalle donne principesse delle tenebre e quelle dai maschi. Essendo quelli eccitati dal godimento della libidine ed abbandonandosi continuamente a voluttuosi amplessi si libereranno di quel tuo dio impedito da ogni parte e che ha bisogno, per potersi liberare, della grande turpitudine dei suoi. Infatti come puoi, o infelice, non desiderare i beni del prossimo, come prescrive l'ultimo comandamento del decalogo? Quel tuo dio non ti ha forse mentito dicendoti di costruire nuove generazioni in una terra straniera dove, dopo una falsa vittoria, tu possa inorgoglirti di un falso trionfo? E poiché tu lo desideri con insana vanità e credi che la stessa terra della stirpe delle tenebre sia congiunta per grande affinità alla tua sostanza, desideri in ogni caso i beni del prossimo. Giustamente ti sono avverse le due tavolette contenente tanti buoni comandamenti fortemente contrari al tuo errore. Infatti quei tre comandamenti che riguardano l'amore di Dio li ignori del tutto e non li osservi per nulla. Quanto a questi sette grazie ai quali la convivenza umana può non subire danni, se qualche volta li osservi, per lo più ti lasci prendere dal pudore per non essere confuso fra gli uomini, o sei distrutto dal timore di essere punito dalle leggi dello stato, o hai orrore di una cattiva azione per una qualche buona consuetudine, o avverti sulla base della legge naturale quanto ingiustamente fai ad altri ciò che non vorresti fosse fatto a te. Avverti tuttavia quanto il tuo errore ti spinga in direzione contraria, ti accorgi di quando lo segui e di quando non lo segui, senti quando fai ciò che non vuoi soffrire e quando non lo fai per non soffrirlo.

L'allocuzione attacca la chiesa manichea per la mancanza in essa di un vivo interesse per i concetti di legge, peccato e grazia.

8. Ma codesta vera sposa di Cristo che tu insulti con faccia spudorata in base alle due tavolette, comprende che differenza ci sia fra la lettera e lo spirito 55, che vengono anche dette legge e grazia, e servendo Dio non nella vetustà della lettera, ma nella novità dello spirito 56 non è più sotto la legge ma sotto la grazia. Neppure è accecata dai contrasti, ma con mitezza ascolta le parole dell'Apostolo per comprendere che cosa intenda per legge, sotto la quale non vuole che noi restiamo: poiché era stata stabilita per la trasgressione in attesa che venisse il seme cui era stata fatta la promessa 57; e perciò era subentrata affinché abbondasse il delitto. Ma dove abbondò il delitto sovrabbondò la grazia 58. Né perciò tuttavia chiama la stessa legge peccato, poiché senza grazia non dà la vita. Aumenta anzi piuttosto il reato aggiungendo la prevaricazione: Dove infatti non c'è legge non c'è neppure prevaricazione 59. E perciò per se stessa, quando è sola lettera senza spirito, cioè legge senza grazia, crea solo dei colpevoli. Si pone però una domanda che anche i meno intelligenti possono comprendere e spiega il senso del suo discorso: Che diremo dunque, che la legge è peccato? Certamente no: non ho però conosciuto il peccato se non per tramite della legge. Non avrei infatti conosciuto la concupiscenza se la legge non mi avesse detto: non desiderare. Presa pertanto l'occasione il peccato, per tramite del comandamento, mi ha sedotto e per quel tramite mi ha ucciso. La legge pertanto è santa e il comandamento santo, giusto e buono. Quello che dunque è buono è diventato morte per me? Assolutamente no, ma il peccato per apparire peccato ha operato la morte per me per tramite del bene 60. Questa stessa Chiesa, che tu insulti, lo comprende poiché chiede gemendo, cerca nell'umiltà, bussa con serenità. Così vede che non è criticata la legge quando si dice: La lettera uccide, lo spirito vivifica 61, come non è criticata la scienza quando si dice: la scienza gonfia, la carità edifica. Aveva infatti detto: sappiamo tutti di avere ogni scienza, ed è a questo punto che aggiunge: la scienza gonfia, la carità invece vivifica 62. Che cosa aveva dunque l'Apostolo di cui gonfiarsi se non che, unita alla carità, la scienza non gonfia, ma conferma? Così la lettera unita allo spirito e la legge unita alla grazia non si chiamano più in quel modo lettera e legge, come quando stando da sole uccidono per l'eccesso di delitto. Così la legge è detta anche forza del peccato 63, quando aumenta il suo nocivo piacere attraverso una severa proibizione. Né tuttavia anche così è cattiva: è il peccato che, per apparire peccato, opera la morte attraverso il bene. Allo stesso modo molte cose per alcuni sono nocive pur non essendo cattive. Anche voi infatti, quando avete dolore agli occhi, pur mettendovi contro il sole, vostro dio, chiudete le finestre. Questa sposa di Cristo dunque, già morta alla legge, cioè al peccato (che per la proibizione della legge si fa più grande, mentre la legge senza la grazia ordina, ma non giova); questa sposa di Cristo dunque, morta alla legge per appartenere ad un altro che è risorto dai morti, discerne questi aspetti senza offendere la legge per non commettere un sacrilegio contro il suo autore. Questo sacrilegio tu lo compi contro colui che non riconosci come autore del bene anche quando ascolti l'Apostolo che dice: santa è dunque la legge e santo e giusto e buono è il comandamento. Ecco chi è l'autore del bene, che ha te sembra essere uno dei principi delle tenebre. Guarda la verità: ti ferisce gli occhi. Ecco che l'apostolo Paolo dice: santa è la legge e santo, giusto e buono è il comandamento. Ecco di che cosa è autore colui che ha inviato in anticipo per l'economia di un grande sacramento le due tavolette che tu da stolta deridi. La stessa legge che era stata data per tramite di Mosè è divenuta attraverso Gesù Cristo grazia e verità 64, quando alla lettera si è aggiunto lo spirito, perché incominciasse a compiersi la pienezza della legge che non realizzata rendeva rei anche per prevaricazione. Non sono una legge diversa quella santa, giusta e buona e quella attraverso la quale il peccato opera la morte, alla quale occorre che noi moriamo perché noi apparteniamo ad un altro che è risuscitato dai morti. In realtà la legge è la stessa. Orsù, continua a leggere: Ma il peccato, dice, per apparire peccato, ha operato la morte contro di me attraverso il bene perché il peccatore lo sia oltre misura e il peccato sia tale attraverso un comandamento. Sorda e cieca, ascolta e guarda: attraverso il bene, dice, ha operato contro di me la morte. La legge è dunque sempre buona: sia che nuoccia a coloro che son privi di grazia, sia che giovi ai pieni di grazia è sempre buona 65. È come il sole che, come tutte le creature di Dio, è sempre buono, sia che nuoccia agli occhi ammalati, sia che accarezzi quelli sani. Perciò come la salute serve agli occhi per vedere il sole, così la grazia serve alle menti per realizzare la legge. E come gli occhi sani non muoiono per il piacere del sole, ma per la violenza di quei raggi colpiti dai quali vengono ricacciati in più dense tenebre, così l'anima, fatta sana per amore dello spirito, non è detta morta alla giustizia delle legge, ma al reato e alla trasgressione che la legge, in mancanza della grazia, provocava per mezzo della lettera. Perciò di essa si dicono entrambe le cose, sia che la legge è buona se se ne fa uso legalmente, sia che la legge non si pone per il giusto 66 poiché non ha bisogno del timore di una legge scritta chi si compiace della stessa giustizia.

La vera sposa di Cristo desidera che la chiesa manichea si salvi e la esorta ad evitare gli errori.

9. Questa sposa di Cristo, godendo della piena speranza della sua salvezza, desidera per te una buona conversione dalle favole alla verità per evitare che tu, temendo Adonai come un adultero, finisca col restare in compagnia di quell'antichissimo adultero che è il serpente. Adonai è infatti una parola ebraica e significa Signore, nello stesso modo in cui solo Dio è detto Signore. Così latria, che è una parola greca, significa servitù, ma non qualsiasi servitù, ma solo quella per cui si serve il Signore; analogamente amen significa " vero ", ma non dovunque e in qualunque circostanza, ma nella mistica religiosa. Se poi ti si chiede da dove ricavi questi vocaboli, non trovi altro al di fuori degli scritti ebraici o che derivano dall'ebraico. La Chiesa di Cristo non teme che gli siano imputati questi termini: li comprende e li ama. Non si cura di un critico inesperto e le parole che ancora non comprende pensa che siano come quelle che aveva sperimentato non essere da interpretare in quel modo. Tutti potrebbero obiettarle di aver amato appassionatamente Emmanuel: deride l'ignoranza di quell'uomo e approfondisce la verità di quel nome. Gli viene rimproverato di aver amato il Messia: respinge l'avversario defunto e conserva il Maestro consacrato con l'unzione. Desidera che anche tu sia risanata dai vani errori e che sia formata sulla base degli Apostoli e dei Profeti 67. Quanto a quello che dici ippocentauro, senza sapere di che parli, non comprendi che cosa la tua favola ti abbia costruito quando con una parte del tuo dio e una parte della terra delle tenebre hai fabbricato nel tuo cuore un falso mondo. A tal punto quello non è un ippocentauro mezzo bestia e mezzo dio? Si, perché non lo si può chiamare neppure ippocentauro. Considera tu chi sia, arrossisci e calmati in modo che tu possa aver orrore della corruzione che ti viene dal serpente adultero. Se non credesti alla sua astuzia secondo il racconto di Mosè, avresti dovuto guardartene in Paolo che, volendo presentare a Cristo la vera Chiesa come vergine casta, dice: temo che come il serpente con la sua astuzia ingannò Eva, così si corrompano le vostre menti per la semplicità e la castità che sono in Cristo 68. Udendo questo tu a tal punto hai perso il senno e sei divenuta ebete per i velenosi incantesimi subiti che lo stesso serpente, oltre alle altre eresie sparse qua e là, ti ha convinto di essere Cristo. Inoltre se molte sbagliano irretite dalle sue varie e multiformi menzogne, che tuttavia hanno messo in luce la verità di questa ammonizione dell'Apostolo, quanto sei adultera, quanto lontano ti sei prostituita, tu che poni al posto di Cristo colui dal quale, secondo quanto proclama l'Apostolo di Cristo, Eva fu sedotta e corrotta per tener lontana da lei con questa ammonizione la vergine sposa di Cristo? Ha ottenebrato il tuo cuore colui che si aggira con te fra i fantasmi di boschi luminosi. Cosa sono, dove sono e da dove vengono le sue fedeli promesse? O ubriaca, non per il vino 69!

La chiesa manichea fu predetta dai profeti e dall'apostolo Paolo e quindi ripudiata.

10. Con la tua sacrilega impudenza hai aggredito il Dio dei profeti poiché agli stessi Giudei, disposti al suo servizio, non concesse quello che aveva promesso. Né hai detto cosa abbia promesso e non mantenuto, perché non ti convincessi o che ti è stato già dato ciò che non comprendi o che deve ancora avvenire ciò che non credi. A te cosa è stato promesso e presentato perché tu credessi che avresti ricevuto i trionfi delle nuove generazioni sulla terra delle tenebre? Se addurrai dei profeti nei quali leggiamo che verranno con gloria i predetti manichei, donde tu puoi ritenere di averne avuto un annuncio, per il fatto stesso che noi vi vediamo? prima dimostrerai che non ti ha inventato i profeti lo stesso Mani che ha voluto che tu gli credessi. Non la ritiene infatti una turpe menzogna o può esitare a mostrare falsi profeti in pelli di pecora che lodando Cristo affermano che avrebbe mostrato sulle sue membra false cicatrici. Io però vi dico che voi siete stati predetti non solo dai profeti, anche se in modo un po' oscuro, ma in modo esplicito dall'apostolo. Osservate in che modo lo Spirito dice apertamente che negli ultimi tempi si allontaneranno dalla fede dando retta a spiriti seduttori e a dottrine di demoni ipocriti e menzogneri. Bollati a fuoco nella loro coscienza proibiranno il matrimonio astenendosi da cibi che Dio ha creati perché siano gustati dai fedeli con rendimento di grazie e da coloro che conobbero la verità: infatti ogni creatura di Dio è buona e nulla va scartato se è recepito con rendimento di grazia 70. Come queste cose si siano realizzate con voi colpisce in modo più chiaro della luce gli occhi di coloro che vi conoscono e in precedenza lo abbiamo mostrato al momento opportuno.

La vera sposa di Cristo prega ed esorta la chiesa manichea a convertirsi dopo attenta considerazione.

11. Costei, che la dottrina degli apostoli, nell'atto di presentarla come vergine casta a Cristo, suo unico uomo, ammonisce perché si guardi dall'inganno del serpente dal quale sei stata corrotta, riconosce il Dio dei profeti, il Dio vero, il Dio suo, crede sicura all'ultima sua promessa di cui tanta parte ritiene già compiuta; né alcuno osa dire che le profezie presenti nei libri dei Giudei sono state finora inventate per lei. Che cosa infatti fu promesso di più incredibile di ciò che fu detto ad Abramo: Nel tuo seme saranno benedette tutte le genti 71? E che cosa oramai riteniamo di più certo? Trattasi certamente dell'ultima sua promessa che il profeta così in breve ricorda: Beati coloro che abitano nella tua casa: nei secoli dei secoli ti loderanno 72. Finita ogni indigenza e distrutta la morte, ultima nemica 73, occupazione dei pacifici sarà la perenne lode di Dio al quale nessuno potrà avvicinarsi e nessuno allontanarsi. È quanto altrove ricorda il profeta: Loda, Gerusalemme il Signore, loda il tuo Dio, Sion, poiché ha rafforzato le sbarre delle tue porte, ha benedetto i tuoi figli in te 74. Chiuse le porte nessuno entrerà, nessuno uscirà. Questo lo dice lo sposo stesso nel Vangelo alle vergini stolte che ancora bussano, ma alle quali non si aprirà 75. Questa Gerusalemme, la santa Chiesa sposa di Cristo, è più ampiamente e più distesamente descritta nell'Apocalisse di Giovanni. La casta vergine non crederebbe a questa profetica promessa se già non avesse ciò che attraverso la stessa profezia è stato promesso che sarebbe avvenuto in questo tempo: Ascolta figlia e vedi e porgi l'orecchio e dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre poiché il re ha desiderato la tua bellezza perché egli è il tuo Dio e l'adoreranno le figlie di Tiro portando doni, cercheranno il tuo volto i ricchi del popolo. La figlia del re è tutta splendore all'interno e adorna di svariate frange d'oro; dopo di lei saranno presentate al re le vergini, vicino a lei ti saranno presentate, in letizia ed esultanza saranno condotte nel tempio del re. Ai tuoi padri si sono sostituiti i tuoi figli, li disporrai quali principi su tutta la terra. Ricorderanno il tuo nome in ogni generazione e progenie e perciò i popoli confideranno per sempre in te per i secoli dei secoli 76. Ma tu infelice, corrotta dal serpente, quando tenterai di pensare quale sia internamente la bellezza della figlia del re? Essa è di per sé la castità della mente, dove tu sei viziata al punto che i tuoi occhi si sono aperti ad amare e ad adorare il sole e la luna. E così per il giusto giudizio di Dio ti sei allontanata dal legno della vita che è l'interna ed eterna sapienza e null'altro crederesti e giudicheresti verità e sapienza se non codesta luce che, trascinata attraverso i male aperti occhi e immensamente ampliata e più volte variata attraverso immagini favolose, raccoglieresti con mente impudica. Queste sono le tue fornicazioni oltre modo abominevoli. E tuttavia pazientemente pensa a quelle e ritorna a me, dice la Verità. Ritorna a me e sarai emendata e riparata se ti confonderai e rifonderai con me. Questo ascolta, questo dice la vera verità che non ha combattuto sotto fallaci spoglie con la stirpe delle tenebre né ti ha redenta con un sangue fallace.

Note:

1 - Cf. Dt 21, 23.

2 - Cf. Luc 23, 43.

3 - Cf. Mt 27, 26.

4 - Cf. Dt 17, 3

5 - Cf. Dt 25, 5-10.

6 - Gal 3, 13.

7 - Dt 21, 23.

8 - Cf. Gv 20, 27.

9 - Gn 2, 17.

10 - Rm 6, 6.

11 - Gal 3, 13.

12 - 2 Cor 5, 15.

13 - Rm 8, 3.

14 - 2 Cor 5, 21.

15 - Dt 21, 23.

16 - Cf. Rm 4, 25.

17 - Dt 21, 23.

18 - Gn 2, 17.

19 - Nm 21, 9.

20 - 1 Tm 4, 1-2.

21 - Rm 1, 25.

22 - 1 Tm 4, 4.

23 - Cf. Dt 17, 3.

24 - Gn 1, 16; Sal 135, 8-9.

25 - Sal 148, 5.

26 - 1 Cor 15, 40.

27 - Ger 17, 11.

28 - Cf. Ef 2, 20.

29 - Mt 10, 28.

30 - Dt 21, 23.

31 - 2 Cor 5, 14-15.

32 - Rm 6, 6.

33 - Rm 8, 3.

34 - 2 Cor 5, 21.

35 - Dt 25, 7.

36 - Is 56, 4-5.

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