Omelia 120: Un soldato gli aprì il fianco con una lancia...

Sant'Agostino d'Ippona

Omelia 120: Un soldato gli aprì il fianco con una lancia...
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Fu aperta la porta della vita, da cui sgorgarono i sacramenti della Chiesa, senza i quali non si accede alla vita eterna. O morte per cui i morti rivivono! C'è qualcosa di più puro di questo sangue? Qualcosa di più salutare di questa ferita?

1. Vediamo nella narrazione dell'evangelista che cosa è avvenuto dopo che il Signore Gesù, compiute tutte quelle cose che nella sua prescienza sapeva che dovevano compiersi prima della sua morte, rese, quando volle, lo spirito. I Giudei, poiché era la Preparazione, affinché i corpi non rimanessero sulla croce di sabato - era un giorno solenne quel sabato - chiesero a Pilato che venissero spezzate le gambe ai crocifissi e fossero portati via (Gv 19, 31). Non erano le gambe che si dovevano togliere, ma i corpi, cui appunto venivano spezzate le gambe per provocarne la morte e poterli così deporre dalla croce; e questo affinché non fosse turbato quel gran giorno di festa dagli orrori del prolungato supplizio dei crocifissi.

[L'evangelista usa un verbo ben appropriato.]

2. Vennero, dunque, i soldati e spezzarono le gambe al primo, poi all'altro che era crocifisso insieme con lui. Giunti a Gesù, vedendolo già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati gli aprì il costato con la lancia, e subito ne uscì sangue ed acqua (Gv 19, 32-34). L'evangelista ha usato un verbo significativo. Non ha detto: colpì, ferì il suo costato, o qualcosa di simile. Ha detto: aprì, per indicare che nel costato di Cristo fu come aperta la porta della vita, donde fluirono i sacramenti della Chiesa, senza dei quali non si entra a quella vita che è la vera vita. Quel sangue è stato versato per la remissione dei peccati; quell'acqua tempera il calice della salvezza, ed è insieme bevanda e lavacro. Questo mistero era stato preannunciato da quella porta che Noè ebbe ordine di aprire nel fianco dell'arca (cf. Gn 6, 16), perché entrassero gli esseri viventi che dovevano scampare al diluvio, con che era prefigurata la Chiesa. Sempre per preannunciare questo mistero, la prima donna fu formata dal fianco dell'uomo che dormiva (cf. Gn 2, 22), e fu chiamata vita e madre dei viventi (cf. Gn 3, 20). Indubbiamente era l'annuncio di un grande bene, prima del grande male della prevaricazione. Qui il secondo Adamo, chinato il capo, si addormentò sulla croce, perché così, con il sangue e l'acqua che sgorgarono dal suo fianco, fosse formata la sua sposa. O morte, per cui i morti riprendono vita! Che cosa c'è di più puro di questo sangue? Che cosa c'è di più salutare di questa ferita?

3. E chi ha veduto ne dà testimonianza, e la sua testimonianza è veritiera, ed egli sa che dice il vero, affinché anche voi crediate (Gv 19, 35). Non dice l'evangelista: affinché anche voi sappiate, ma: affinché crediate. Sa, infatti, chi ha veduto; e chi non ha veduto creda alla sua testimonianza. Alla natura della fede appartiene più il credere che il vedere. Infatti, che cosa vuol dire credere se non prestar fede? Questo, infatti, accadde perché si adempisse la Scrittura: Non gli sarà spezzato un sol osso; e ancora un'altra Scrittura dice: Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto (Gv 19, 36-37; cf. Ex 12, 46; Zach 12, 10). Giovanni cita due testimonianze della Scrittura, una per ciascun fatto che ha narrato. Quando aveva detto: Giunti a Gesù, vedendolo già morto, non gli spezzarono le gambe, trova conferma nella profezia: Non gli sarà spezzato un sol osso. Così era prescritto a quelli che nell'antica legge ricevettero l'ordine di celebrare la Pasqua con l'immolazione dell'agnello, che, come ombra, aveva preceduto la Passione del Signore. Per questo l'Apostolo dice: La nostra Pasqua è Cristo che è stato immolato (1 Cor 5, 7), secondo quanto anche il profeta Isaia aveva predetto: Come agnello è stato condotto al macello (Is 53, 7). E nello stesso modo, la seconda testimonianza dell'evangelista: uno dei soldati gli aprì il costato, trova conferma nell'altra profezia: Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto, dove c'è la promessa che Cristo tornerà nella stessa carne nella quale è stato crocifisso.

4. Dopo di ciò, Giuseppe da Arimatea, un discepolo di Gesù ma occulto per timore dei Giudei, domandò a Pilato di portar via il corpo di Gesù e Pilato diede il permesso. Venne dunque Giuseppe e portò via il corpo di Gesù. Venne anche Nicodemo, quello che in principio era andato da Gesù di notte, portando una miscela di mirra e di aloe: circa cento libbre (Gv 19, 38-39). L'espressione in principio non va riferita all'ultima proposizione, come se l'evangelista avesse voluto dire: portando in principio una miscela di mirra e di aloe, ma a quella anteriore. In principio, infatti, Nicodemo era andato da Gesù di notte, come lo stesso Giovanni narra nei primi capitoli del suo Vangelo (cf. Gv 3, 1-2). Da questo possiamo arguire che Nicodemo non si era recato da Gesù soltanto quella volta, ma che quella fu la prima volta. In seguito aveva frequentato Gesù assiduamente, per ascoltare la sua parola e diventare così suo discepolo, come è stato accertato e come ormai tutti sanno, dopo il ritrovamento del corpo di santo Stefano Essi presero, dunque, il corpo di Gesù e lo avvolsero in bende con gli aromi, com'è usanza di seppellire presso i Giudei (Gv 19, 40). Non senza motivo, credo, l'evangelista ha voluto precisare il modo in cui fu sepolto, dicendo: com'è usanza di seppellire presso i Giudei. Con ciò egli ha voluto, se non m'inganno, inculcarci che nelle onoranze funebri, ci si deve attenere ai costumi propri di ciascun popolo.

5. Ora, nel luogo dove Gesù era stato crocifisso, c'era un giardino e nel giardino c'era un sepolcro nuovo, nel quale nessuno ancora era stato deposto. Allo stesso modo che nel seno della vergine Maria né prima né dopo di lui alcun altro era stato concepito, così in quel sepolcro né prima né dopo di lui alcun altro fu deposto. Là dunque, a causa della Preparazione dei Giudei, essendo il sepolcro vicino, deposero Gesù (Gv 19, 41-42). Giovanni intende dire che la sepoltura fu affrettata per non farsi sorprendere dalla sera, quando ormai, a causa della preparazione, che i Giudei da noi chiamano in latino "cena pura", non era consentito attendere a tali uffici.

6. Il primo giorno della settimana, Maria Maddalena si reca al sepolcro sul mattino, che era ancora buio, e vede la pietra tolta dal sepolcro (Gv 20, 1). Il primo giorno della settimana è quello che, in memoria della risurrezione del Signore, i cristiani chiamano "giorno del Signore", e che Matteo, solo tra gli Evangelisti, ha chiamato primo giorno della settimana (Mt 28, 1). Corre allora da Simon Pietro e dall'altro discepolo, quello che Gesù amava, e dice loro: Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'han messo (Gv 20, 2). In alcuni codici, anche greci, c'è: Hanno portato via il mio Signore; particolare che mette maggiormente in risalto lo slancio affettivo e la devozione di Maria Maddalena, ma che non si trova nella maggioranza dei codici che abbiamo potuto consultare.

7. Pietro uscì allora con l'altro discepolo e si recarono al sepolcro. Tutti e due correvano insieme, ma l'altro discepolo, più svelto di Pietro, lo precedette e arrivò primo al sepolcro (Gv 20, 3-4). E' da notare e da sottolineare questo riassunto, e come l'evangelista abbia ripreso un particolare tralasciato, aggiungendolo qui come se venisse di seguito. Egli infatti aveva detto prima: si recarono al sepolcro, e poi precisa in che modo si recarono al sepolcro, dicendo che tutti e due correvano insieme. Egli ci informa così che, portandosi avanti, al sepolcro arrivò primo quell'altro discepolo, che poi è lui stesso, ma che parla di sé in terza persona.

8. E, chinatosi, vide le bende per terra, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro, e vide le bende per terra, e il sudario, che gli era stato posto sul capo, non per terra con le bende, ma piegato in disparte (Gv 20, 5-7). Credete che questo sia senza significato? Io non credo. Ma passiamo ad altro, dove, a motivo di qualche difficoltà od oscurità saremo costretti a soffermarci. Ricercare il recondito significato d'ogni singola cosa già di per sé chiara, è certamente una delizia dell'anima, ma una delizia riservata a chi ha più tempo di noi.

9. Allora entrò anche l'altro discepolo che era giunto prima al sepolcro. Era giunto prima, ed entrò dopo. Non è un particolare privo di interesse, ma non abbiamo tempo da dedicarvi. E vide, e credette. Qualche lettore frettoloso ha creduto di trovare qui la prova che Giovanni credette che Gesù era risorto; ma ciò che segue smentisce tale supposizione. Che vuol dire, infatti, l'evangelista stesso con quanto aggiunge: Non avevano infatti ancora compreso la Scrittura, secondo la quale doveva risuscitare dai morti (Gv 20, 8-9)? Egli non poteva credere che Gesù era risorto, dato che ancora non sapeva che doveva risorgere. Cosa vide allora e a che cosa credette? Vide che il sepolcro era vuoto, e credette a quanto aveva detto la donna, che cioè il Signore era stato portato via. Non avevano infatti ancora compreso la Scrittura, secondo la quale doveva risuscitare dai morti. Il Signore, è vero, aveva loro più volte parlato della sua risurrezione, anche in maniera molto chiara; ma essi, abituati come erano a sentirlo parlare in parabole, non avevano compreso, o avevano creduto che egli volesse riferirsi ad altra cosa. Ma rimandiamo il seguito ad altro discorso.

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